Pardulas

Sas pardulas: ovvero le pardule, dei deliziosi dolcetti sardi a base di ricotta, incastonata in una sfoglia croccante. Chi le proverà non potrà non amarle perché sono dolci, soffici, golose. E’ una ricetta tradizionale, presente nell’isola in diverse varianti, una delle quali a base di pecorino fresco e uvetta (casadinas), molto buona anche se meno delicata (prima o poi faccio anche questa versione che prevede anche la frittura finale nello strutto). Sono perfette per la colazione e i vostri bambini le adoreranno, come le adoro io!

Ingredienti per circa 20 pardulas

  • 200 grammi di semola rimacinata
  • 200 grammi di farina 00
  • 500 grammi di ricotta di pecora
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • 50 grammi di burro (o di strutto se volete seguire la ricetta originale)
  • tre tuorli d’uovo
  • la scorza grattugiata di un limone
  • la scorza grattugiata di una arancia
  • un pizzico di sale
  • qualche pistillo di zafferano sciolto in pochissimo latte caldo

Per la base: impastare la semola e la farina con il burro (o lo strutto), un pizzico di sale e tanta acqua calda quanta necessaria per ottenere un composto omogeneo. Lavorarlo per qualche minuto, finché non diventa liscio ed elastico. Formare un panetto ed avvolgerlo nella pellicola per alimenti, quindi farlo riposare a temperatura ambiente per almeno trenta minuti.

Per il ripieno: mescolare in una ciotola la ricotta con i tuorli, lo zucchero, lo zafferano sciolto nel latte, e la buccia grattugiata degli agrumi. Preriscaldare il forno a 170 gradi. Dall’impasto ricavare una sfoglia sottile e, aiutandovi con un coppa pasta, ritagliare dei dischetti di 6-8 centimetri di diametro. Disporre al centro di ogni sfoglia una cucchiaiata abbondante di ripieno e ripiegare i bordi della sfoglia per cinque o sei punti, usando le dita, in modo da ottenere dei cestini.

Le pardule sono pronte per la cottura. Disporre le pardulas in una teglia rivestita di carta forno, spennellare con un po’ di tuorlo d’uovo leggermente sbattuto e cuocere per trenta minuti. Lasciare raffreddare i dolci, spolverizzare con zucchero a velo e servire.

L’ABBINAMENTO: Uniamo simbolicamente i dolci della Sardegna e i vini di Sicilia con questo Moscato di Pantelleria Dop. Viene prodotto con uve Zibibbo (vigneti fino a cento anni di età) dalla cantina Donnafugata. Il vino si chiama “Kabir“: i suoi profumi vanno dagli agrumi ai fiori di zagara ed erbe aromatiche, il gusto è fresco, avvolgente.

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6 comments

Mila 3 Febbraio 2015 at 09:56

Mamma mia quanti anni che non le mangio!!!!
Grazie per la ricetta

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Siciliani creativi in cucina 3 Febbraio 2015 at 12:32

Sai che sono uno dei miei dolcetti preferiti? Per me è proprio un comfort food…. fammi sapere se le rifai e se ti piacciono. Ci tengo molto. Ti abbraccio, Ada

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edvige 2 Febbraio 2015 at 20:42

Che buoniiiii li conosco la figlia di un amico di maritozzo vive da tempo ad Oristano e viene a Natale portandoci le golosità sarde e le ha fatte lei non se se uguali sinceramente ricordo che erano buoneee. Prendo nota, lo zucchero non è tanto ma posso sempre metterci stevia o manna che non ha retrogusto. Conosco i vini di Donnafugata qualcosa si trova anche a Trieste vedrò se pesco questo…. Un abbraccione e buona settimana.

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Siciliani creativi in cucina 3 Febbraio 2015 at 12:44

Edvige provale, lo zucchero è poco ma lo stevia forse darebbe un sentore troppo forte di liquirizia. E il Donnafugata è straordinario, dovresti trovarlo in una buona enoteca. Ti abbraccio , Ada

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Franco 2 Febbraio 2015 at 17:44

Negli ingredienti si parla di “3 tuorli”; nella descrizione di aggiungere gli albumi… Un refuso? o…
Grazie della ricetta. La farò sicuramente.

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Siciliani creativi in cucina 2 Febbraio 2015 at 17:49

Ciao Franco, sì è un refuso sono i tuorli, come scritto tra gli ingredienti! Prova e dimmi se ti piace. Alcuni mettono anche gli albumi, ma io ho provato e l’impasto resta troppo morbido e in cottura non gonfia adeguatamente. Fammi sapere, Ada

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