Come preparare in casa le seadas, i dolci fritti ripieni di formaggio nella ricetta originale sarda
Come fare le seadas: oggi la ricetta originale sarda di uno dei miei dolci preferiti. Fino a qualche decennio fa, le seadas erano la cena dei contadini e dei pastori, un piatto unico composto da formaggio e un impasto a base di semola di grano duro. Oggi, le seadas sono diventate il dolce più noto, popolare e amato della Sardegna.
La seada (che a secondo della zona viene chiamata anche sevada o sebada), originaria del nuorese, è oggi presente nei menu di tutta la Sardegna. E, nella sua versione industriale, si trova anche nelle gastronomie italiane e persino all’estero.
L’ingrediente fondamentale per le seadas: il formaggio giusto
Vi sembrerà una banalità, ma le seadas si preparano da tradizione con un pecorino freschissimo, non ancora salato, e leggermente inacidito, che fuori dalla Sardegna è introvabile. Ma quale formaggio usare in alternativa per fare le seadas? Ogni volta che in Sardegna ordino una seada, chiedo sempre che formaggio sia stato usato: alcuni sardi mi hanno detto che si potrebbero usare anche il primo sale (che però è un po’ salato), una tuma fresca (la si trova solo in Sicilia), la mozzarella (che è troppo acquosa) o la scamorza molto fresca (che è troppo saporita). Ma io volevo preparare la ricetta perfetta, quella vera e non mi sono mai accontentata. Amo troppo quel gusto per farne una imitazione.
Il che non vuol dire, però, che non possiate provarle utilizzando uno di questi formaggi di cui ho appena parlato. Finalmente, durante la mia ultima permanenza in Sardegna ho trovato il formaggio giusto al mercato di San Benedetto, a Cagliari. L’ho comprato e oggi vi posso finalmente dare la ricetta del mio dolce sardo preferito. Una ricetta che non ha nulla di difficile: se seguite i passaggi, otterrete una seada perfetta, sfogliata, leggerissima.
L’ingrediente fondamentale per le seadas: il miele
Mettete abbondante formaggio, non lesinate sul miele, che deve essere necessariamente un miele non aggressivo: i miei preferiti sono il miele di asfodelo e quello di sulla, ma anche un miele di fiori di arancio va benissimo. Assolutamente vietato il miele di castagno, che renderebbe amare le vostre seadas. Meglio usare l’eucalipto, che ha un tono di amaro più delicato. Se non amate il miele, potete usare lo zucchero semolato: ricordate che la seada non contiene zucchero e, quindi, il miele o lo zucchero non sono una decorazione, ma parte integrante del piatto. Buona giornata!
Dolci tipici sardi: ricette tradizionali
Sin da quando ho iniziato a frequentare la Sardegna, due dolci mi sono entrati nel cuore: le seadas e le PARDULAS. Poi, ho imparato ad apprezzare anche gli AMARETTI SARDI e la morbidissima e aromatica TORTA DI SAPA. Senza nulla togliere alle altre mille ricette della CUCINA SARDA che amo e faccio spessissimo. Il punto è che, fino ad oggi, non sono mai riuscita a preparare le seadas a casa, a Roma. Quindi, non vi ho potuto lasciare la ricetta, perché non trovavo il formaggio giusto. Ora, invece ,ecco la ricetta.












18 commenti
hallo ada,
deine rezepte sind wundervoll, richtig authhentisch.
schade ist, dass die deutschübersetzung sehr schlecht und zum teil unverständlich ist.
Gruss von daniele
Hallo Daniele, du hast recht, die automatische Übersetzung ist wirklich schlecht. Darf ich dir einen Tipp geben? Öffne Google Translate und kopiere das ganze Rezept hinein: Die Übersetzung ist fast perfekt. Und das sage ich dir, weil ich Deutsch spreche. Ada
Grazie Ada, adoro le tue ricette e il tuo modo di spiegare. Con calma mi metterò a provare questa, che mi sembra perfetta per me: vado pazza per le seadas ma mi sono sempre parse non riproducibili. Mi metterò alla paziente ricerca del formaggio giusto e ti farò sapere. A presto!
Ciao Paola! Grazie di cuore. Sono assolutamente riproducibili, con risultati anche migliori di alcuni ristoranti che non mettono in menu seadas artigianali ma industriali. Se non trovi alternative, puoi usare una mozzarella vaccina vecchia di 2-3 giorni, lasciata in frigo già tagliata a pezzetti in modo che perda più acqua possibile. E poi mi fai sapere. Buona giornata!
Mi spiace ma devo dissentire. Sono nuorese anche io e assolutamente non metto uova! Nella ricetta non ci vanno. Così anche mia nonna e altre che conosco che le fanno da una vita.
Ciao Grazia, scusami ma nella mia ricetta non ci sono le uova. Io non le metto assolutamente, forse hai letto il commento di qualcuno che mi ha detto che le mette, ma ho risposto che nella ricetta originale nuorese non ci sono assolutamente.
buon giorno, sono Donatella e vivo a Nuoro da 26 anni, il dolce tipico di questa zona sono le sebadas e come ogni donna nuorese di una certa età ho imparato a farle in casa. in verità le faceva anche mia madre che era calabrese. Non so chi le abbia dato la ricetta delle Sebadas, ma qualche imperfezione c’è, lo strutto rispetto alla farina è decisamente esagerato, la pasta si chiama violata perchè lo strutto è pochissimo, puo essere un cucchiaio,(10/20 g ) per kg. di semola, non di piu, altrimenti è troppo grassa e friabile in cottura, non va bene; nell’impasto ci vanno anche le uova uno ogni mezzo kg di semola. la pasta va ben lavorata e lasciata riposare, poi stesa sottile e fatti dei cerchi. Veniamo al formaggio, rigorosamente pecorino freschissimo, lasciato inacidire per due o tre giorni fuori dal frigorifero altrimenti non fila. per vedere se è pronto si mette un pezzetto in una pentolina e si vede se si squaglia e fila. come da lei scritto il formaggio fatto a tocchetti si fa sciogliere a fuoco lentissimo, ci si aggiunge la buccia di limone grattugiata finemente e si gira fino a che il formaggio non è completamente fuso, userei più una casseruola piuttosto che una padella, le donne di qui fanno così, all’interno del formaggio meglio la farina 0 piuttosto che la semola, ma fondamentale è che il formaggio va steso e farro a cerchi di dimensioni di poco inferiori alla cerchio di pasta, non deve esserci nessuna cupoletta, le sebadas crude sono piatte,, la cottura è veloce a fuoco alto se il formaggio non è sottile non si squaglia in cottura.
per fare questo si fanno delle palline con il formaggio ancora caldo e si appiattiscono con il mattarello o con le mani. nelle famiglie dove se ne fanno molte e le garantisco che qui l’impasto minimo di semola è di tre kg. per volta, le donne si sono evolute, preparano prima il formaggio, lo mettono in una bottiglia tonda e quando si è rappreso tolgono la bottiglia e lo affettano in fette sottili non piu di 4/5 millimetri.
quindi fatti i cerchi di pasta e di formaggio si assemblano mettendo un cerchio di pasta, un cerchio di formaggio un’altro disco di pasta e si chiudono, poi si ritagliano. qui si trovano ovunque i taglia pasta delle dimensioni adatte. se riesco la prossima volta che le preparo faccio un video e glielo mando.
ho tenuto a fare questa precisazione perchè trovo le sue ricette, almeno quelle che ho provato molto ben fatte e molto buone e aderenti alla tradizione
buon lavoro
Salve Donatella, innanzitutto grazie per l’apprezzamento per le mie ricette e benvenuta. Apprezzo sempre un commento pertinente e costruttivo come il suo. Veniamo alle seadas: come sa io non sono sarda, lo è il mio compagno. Sono anni che, girando tutta la Sardegna, mangio seadas e ogni volta, in qualsiasi posto, chiedo sempre la ricetta e conservo tutte le indicazioni. Devo dire che ho avuto decine, se non centinaia di indicazioni, tutte contrastanti (qualcuno nella zona di Alghero mi ha detto di mettere la scamorza, altri la mozzarella). Ho fatto anche un corso di seadas a Nuoro, al ristorante Monti Blu. E un altro in Ogliastra. E mi sono confrontata con numerosi ristoratori e pasticceri (alcuni molto noti). Ovviamente ho guardato anche le guide istituzionali delle ricette sarde e i Pat e, quando ho deciso di preparare le seadas, ho fatto una sintesi di tutte queste informazioni sapendo che avrei scontentato matematicamente qualcuno. Succede anche quando faccio una ricetta siciliana, sempre. Le dosi sono quelle della Guida regionale alle ricette sarde, che mette nel formaggio la semola e non la farina, ma preciserò anche questa variazione. L’uovo l’ho visto usare soltanto a Nuoro al Monti Blu: il risultato è stato un impasto molto molto diverso da quello che ho mangiato ovunque in Sardegna, sia come gusto sia come colore sia come consistenza. E ho deciso di non metterlo. Però scriverò nelle note quello che lei mi dice sull’uovo, per essere più precisa. Il pecorino è quello giusto, freschissimo e inacidito: me lo sono fatto procurare dal mio banco dei formaggi di riferimento al mercato di San Benedetto a Cagliari, infatti fila come può vedere, si è sciolto perfettamente e il gusto era perfetto (confesso che un pezzetto l’ho mangiato con due alici, una meraviglia). Lei capisce però che io ci ho messo 6 anni a trovare il pecorino giusto a Cagliari, che non è zona di seadas e devo dare alternative plausibili a chi, fuori Sardegna, questo pecorino non lo troverà mai. So che lo si può mettere in una bottiglia di plastica e affettarlo, ma io ho fatto 10 seadas e, vista la modica quantità, l’ho steso e poi l’ho tagliato con un coppapasta. Spiego a chi legge di fare una cupoletta perché poi, mettendo il secondo disco sopra e premendo per togliere l’aria, questa si appiattirà. Tenga presente che il 99% di chi fa una mia ricetta è un principiante, che non ha grandi nozioni di cucina (figuriamoci di cucina sarda) quindi devo rendere la ricetta chiara e ripetibile. Per il resto ho proceduto come dice lei, dischi di impasto sottili, chiusi e ritagliati. Ho preparato seadas molto più piccole di quelle che ho visto nel Nuorese, per me troppo grandi (praticamente un pasto), ma io preferisco le porzioni più piccole dovendo fare delle fotografie. Spero che nel complesso, nonostante le piccole differenze, lei abbia apprezzato il mio sforzo quanto io ho apprezzato il suo commento e apprezzerò il suo video, che mi piacerebbe moltissimo vedere. Come avrà capito, amo molto la Sardegna e i sardi. Grazie, Ada
apprezzo la sua risposta, ma le precisazioni mi sembravano importanti, la Sebadas è un dolce tipico nuorese. comunque grazie per l’attenzione che dedica alla nostra cucina. seguo il suo sito ogni giorno e ho provato diverse cose tutte molto buone.a presto
Buongiorno Donatella, grazie a lei. Come le dicevo apprezzo sempre le precisazioni e le critiche costruttive, mi permettono di essere a mia volta più precisa e ben documentata. Ho inserito quello che lei mi ha detto nelle note della ricetta. Un caro saluto, Ada
Si, ho letto. Stavo rispondendo al commento di un’altra ragazza di nuoro, non so perché non appaia sotto il suo infatti
mah… misteri del web. In ogni caso grazie perché mi conforti nella scelta della mia ricetta. Grazie, un caro saluto
Deliziose
Grazie
Un bacione
grazie cara, un bacio, Ada
Ada come sempre sei meravigliosamente brava….ormai sei metà sarda….ma sappi che neanche molti sardi apprezzano e amano la nostra terra come te….la ricetta è perfetta….e approffitto di questo per ricordare sempre….NOI SIAMO CON I PASTORI SARDI…..mi aggrego nel denunciare gli attentati ..che chi conosce i sardi e la sardegna…non sono sicuramente opera dei meravigliosi pastori..uomini forti leali grandi lavoratori grandi sardi….
Un bacione a te cara Ada
La tua amica sarda Paola
Grazie Paola, so però che con questa ricetta scontenterò qualcuno, perché ho visto che ci sono diversi modi di fare l’impasto e anche il ripieno. Io ovviamente mi sono documentata con tanti ristoratori e pasticceri sardi e ho scelto la versione che mi piace di più. E si: noi stiamo con i pastori sardi, ora e sempre, ovviamente con i pastori che protestano giustamente e civilmente, con cui chi fa attentati non ha sicuramente nulla a che fare. Io ho la SArdegna nel cuore. un abbraccio. Ada
Quando verrai di nuovo in vacanza…a casa… chiedi la ricetta alla signora più anziana del paese… io comunque la faccio come te ma personalmente preferisco solo il limone grattugiato… ma ti garantisco che hai fatto un capolavoro❤❤❤❤
Lo farò. Sei un tesoro. Salutami la Sardegna, io arrivo a fine marzo per raccogliere gli asparagi selvatici. Abbracci, ADa