Itinerari di viaggio: Costa Smeralda low cost e Ogliastra selvaggia (seconda parte)

Dalle bellezze glam della Costa Smeralda, ora vi porto verso quelle più discrete ma ricche di fascino dell’Ogliastra. Il mio tour della Sardegna orientale è proseguito con un trasferimento da Arzachena a Baunei, attraverso un tratto di strada statale 131 fino al bivio per Lula dove ho imboccato la strada che conduce al Lago Cedrino e a Dorgali e quindi la statale 125 in direzione Tortolì: qui, per gli amanti della natura spettacolare, comincia un viaggio tra strapiombi sulle valli del Supramonte (non perdetevi la vista sulla mitica gola di Gorropu), rocce granitiche e alpeggi, attraverso il passo di Genna Silana. Nel tragitto, vi suggerisco una sosta al ristorantino Babbai, aperto da un anno e gestito da alcuni giovani intraprendenti e, soprattutto, vi consiglio di godervi la pace di questi luoghi spegnendo i motori e ascoltando solo il mormorio del vento tra i corbezzoli.

Arrivare a Baunei è sempre uno spettacolo per gli occhi. La vista sul Golfo di Arbatax vi darà il benvenuto in questo centro ogliastrino, a circa 500 metri di altitudine, abitato da gente molto ospitale. Nel periodo estivo, questo paese, che non è mai troppo affollato, non soffre gli effetti dell’umidità. Ecco perché l’ho scelto come luogo dove dormire. La montagna domina il paesaggio ma il mare è davvero a due passi. Quindi vi suggerisco, a proposito di montagna, di prendere nel tardo pomeriggio il trenino che, dal centro di Baunei, vi porta al Golgo, la voragine più grande d’Europa, dove potrete passeggiare tra asinelli socievolissimi e piccoli cinghiali che si rotolano nel fango. Un pomeriggio trascorso alla vicina spiaggia di Tancau, a Lotzorai, o in quella di Santa Maria Navarrese, dominata da una possente rupe, basta a capire che anche qui, e non solo in Costa Smeralda, il mare ha colori e trasparenze non hanno nulla da invidiare.

In effetti, quanto  a spiagge, questo angolo di Sardegna vanta alcune tra le più famose cale del Mediterraneo e personalmente le preferisco a quelle della Costa Smeralda. Dal porto di Santa Maria Navarrese è possibile partire con gommoni e barche per le escursioni nel golfo di Orosei. Anche qui ci sono diverse imbarcazioni e itinerari e vale quanto detto in precedenza. Il viaggio costa in media  35 euro e dura circa sei-otto ore. Una volta lasciato il porto si costeggiano  falesie granitiche e pareti a strapiombo che arrivano a toccare i 300 metri: al confronto noi siamo piccoli piccoli, vi sentirete il peso del mondo addosso. La roccia di Pedra Longa ci ricorda che siamo di fronte a una terra antichissima, con milioni di anni di erosione che hanno dato origine a grotte profonde, come quella dei Colombi o alla grotta del Fico, a spiagge uniche come la famosa Cala Goloritzè (raggiungibile a piedi dall’altopiano del Golgo in un’ora e mezza di trekking), a piscine d’acqua cristallina dove profondi fiumi carsici che portano acqua dolce incontrano il mare salato dando origine alle Piscine di Venere. Poi una successione di fermate dove è possibile fare il bagno in cale strepitose: Cala Gabbiani, Cala Biriola, Cala Sisine. Se scegliete degli altri itinerari è possibile fermarsi a Cala Mariolu fino alla stupenda Cala Luna, celebre alcuni film italiani e stranieri girati in questi ambienti incontaminati.

Ovviamente, in tutto questo andirivieni, non potevo non pensare alla cucina e sono riuscita a ritagliarmi due ore di tempo per conoscere da vicino uno dei simboli gastronomici della Sardegna: i “culurgiones”. Una tappa al pastificio di Rosanna Chironi, a Santa Maria Navarrese, è d’obbligo se volete conoscere da vicino i segreti di questi ravioli magicamente chiusi a mano e ripieni di un goloso e soffice impasto di patate, pecorino e menta. Oltre mille culurgiones vengono chiusi a mano da Rosanna, affiancata alla pasticceria dalle sue due figlie. Era da tempo che volevo imparare l’arte (non si più definire in altro modo) di chiudere a mano a ‘spiga’ questi ravioli e in questo video potete ammirare la agili mani di Rosanna: sembra che volino. E sembra anche facile, ma vi garantisco che non lo è per nulla. Oltre a questi culurgiones perfetti Rosanna fa pasta fresca e tutti i dolci tipici della Sardegna: una tappa nella sua pasticceria è d’obbligo se vi trovate in zona.

Nel mio viaggio di ritorno verso la provincia di Cagliari ho scelto di percorrere le vie più interne. A cominciare da una tappa al paese di Villagrande Strisaili, famoso per il suo prosciutto artigianale, una tradizione delle famiglie locali che fa di questo centro montano una tappa obbligata. Provatelo semplicemente tra due fette di pane: la sua caratteristica è il sapore selvatico, il grasso morbido e gustoso, con un forte sentore di pepe nero. Lo potete trovare anche nei negozi di alimentari dove è possibile farsi fare dei panini davvero gustosi. A pochi chilometri, vi consiglio di fare una sosta sulle rive del lago dell’Alto Flumendosa, a Villanova Strisaili. Un lago artificiale di alta montagna dove incontrerete mucche e capre al pascolo che vi terranno compagnia nel vostro giro fino alla diga sul fiume. Attraversato il bosco di Selene, nel territorio di Lanusei, si arriva a Gairo Vecchio, il paese fantasma, danneggiato da un serie di frane e da una alluvione nel 1951, e ricostruito a qualche chilometro di distanza.

Da questo centro, si raggiunge rapidamente Ussassai e la regione dei Tacchi d’Ogliastra, formazioni calcareo-dolomitiche che tracciano il paesaggio: dal tacco di Perda Liana (Gairo) a quello di Monte Arcuerì. Se volete godervi un altro panorama strepitoso, con vista sui laghi Mulargia e Basso Flumendosa, fino al golfo di Oristano, dal passo di Monte Arcuerì prendete la strada che, attraverso i boschi, conduce sulla cima del monte Santa Vittoria (oltre 1.200 metri di altezza), a Esterzili. Qui potete visitare il complesso nuragico. Ma la vera sorpresa per me è stato il Parco archeologico di Pranu Muttedu, nel paese di Goni. Un luogo misterioso e affascinante, dove sono ancora in piedi diversi menhir, la più alta concentrazione della Sardegna, tombe a circolo, domus de Janas. Si tratta di uno dei più importanti ritrovamenti archeologici della preistoria sarda e vi assicuro che non vi pentire di avere allungato un po’ il percorso per visitarlo.

DOVE DORMIRE: A Baunei ho scelto il bed and breakfast Sa Clarera, con stanza luminose e bene arredate (70 euro a notte in alta stagione)

DOVE MANGIARE: per una full immersion nel mondo dei culurgiones d’Ogliastra il ristorante La Pineta, ad Arzana, è l’indirizzo giusto. Vale la pena dedicare quaranta minuti di salita in auto per arrivare in questo tempio della pasta tipica, delle carni alla griglia, dei salumi e dei funghi porcini. Il tutto a un prezzo estremamente conveniente: menù tipico a meno di 30 euro.

 

Dai una occhiata anche a...

2 comments

Pao Pi 31 Agosto 2015 at 11:13

Carissima Ada sei riuscita in 5 giorni a vedere tutto questo???
Io ci ho impiegato 40 anni e non ho visto ancora tutto…..;-)
La prossima volta fermati a Oristano e visita la spiaggia di Mari Ermi….io l’adoro…poi vieni a casa a mangiare!
Naturalmente cucini tu…bacio

Reply
Ada Parisi 31 Agosto 2015 at 14:19

Vengo volentieri a cucinare da te! Ho visto tutto in cinque giorni ma io la Sardegna la frequento molto e da molti anni… il mio compagno è sardo, ci vengo molte volte l’anno e giro parecchio. Amo la tua terra e conosco bene anche l’oristanese. Mi manca però quella spiaggia di cui parli e ci andrò quanto prima! Un abbraccio a te e alla tua Isola. Ada

Reply

Rispondi a Pao Pi Cancel Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.