Come preparare in casa la ricetta dello sfincione bagherese, variante in bianco dello sfincione palermitano: una ricca focaccia con primo sale, acciughe, cipolle, ricotta e pangrattato
Oggi la ricetta originale dello sfincione bagherese, una focaccia siciliana davvero particolare, variante più delicata e in bianco (senza pomodoro) del tradizionale SFINCIONE PALERMITANO. Lo sfincione è uno dei caratteristici esempi di cibo da strada siciliano, in questo caso tipico di Palermo. Ed è una delle ricette più tipiche della cucina palermitana e siciliana.
A Bagheria c’è la variante senza pomodoro dello sfincione palermitano
Ebbene, a Bagheria, popoloso e bel paese alle porte di Palermo, lo sfincione si fa in bianco (senza il pomodoro), con acciughe, pane grattugiato, ovviamente tante cipolle e formaggio primo sale (o anche con la tuma) oppure ricotta di pecora. O con entrambi i formaggi, come nella versione che vi presento io.
Qualche mese fa, a marzo 2018, una associazione locale, La Piana d’Oro, in collaborazione con la Regione Siciliana ha deciso di chiedere il riconoscimento della Dop per lo sfincione bianco di Bagheria. Ora si sta lavorando a un disciplinare che ne determini in modo stringente ingredienti, dosi e procedimento.
Quali ingredienti usare per preparare lo sfincione bagherese
Nell’attesa, quindi, che si arrivi a una cristallizzazione di questa buonissima focaccia, io vi lascio una ricetta di famiglia. Mia nonna era palermitana e questa ricetta dello sfincione bagherese prevede l’uso di grani antichi siciliani, acciughe locali, cipolle, pane grattugiato, primo sale e ricotta. Non posso sostenere che lo sfincione bagherese sia un piatto facile o rapido da preparare. Dovete fare l’impasto con un giorno di anticipo in modo che lieviti perfettamente. E non dovete spaventarvi degli strati di condimento che vi porteranno a ottenere una focaccia alta oltre tre centimetri, tanto da essere chiamato ‘panettone siciliano’.
Storia e origini dello sfincione bagherese
La storia dello sfincione bagherese è collegata alla cucina dei monsù, i cuochi francesi delle famiglie aristocratiche palermitane che reinterpretarono lo sfincione creato dalle monache del monastero di San Vito, a Palermo. A metà del Seicento, il Principe Giuseppe Branciforte di Butera, si trasferì a Bagheria, a pochi chilometri dal capoluogo, con la corte nobiliare. I monsù si erano spostati con lui assieme a numerose famiglie aristocratiche. E fu lì che iniziò la storia dello sfincione Bagherese.
Ingredienti preziosi per lo sfincione di Bagheria
I cuochi inserirono nella ricetta una serie di altri ingredienti come le sarde di Aspra (frazione marinara del comune di Bagheria) e il formaggio tuma di pecora, ovvero un pecorino siciliano nella prima fase di stagionatura. Seppure di origine aristocratica, col tempo a Bagheria lo sfincione, di forma rotonda, divenne presto un simbolo del popolo e del periodo di Natale. Quindi non si può dire che lo sfincione bagherese nasca come un cibo di strada (il cosiddetto street food), bensì nacque per soddisfare il palato dei nobili, diffondendosi poi al resto della popolazione. Ancora oggi, viene preparato nelle case e nei panifici soprattutto nei giorni della vigilia natalizia, pur avendo ormai un consumo destagionalizzato.
Vi posso assicurare che, al primo morso, ringrazierete di averlo preparato: io amo lo sfincione palermitano, ma questo sfincione bagherese è ancora più buono, credetemi. C’è una ricetta speciale che, poi, dovete provare ed è lo lo SFINCIONE BUFALA, BROCCOLETTI CON LIEVITO MADRE. Tutte le ricette siciliane che potrebbero interessarvi le trovate nella raccolta di RICETTE SICILIANE. Buona giornata!









4 commenti
Ne ho fatto una vera scorpacciata, qualche tempo fa, e sempre a dire “adesso basta”, ma senza riuscire a fermarmi. Tanto per darti la misura della libidine della pietanza.
Ciao Ferdinando! A me è piaciuto persino molto di più di quello normale in rosso! Un carissimo saluto!
Fantastico da provare! Va bene come pranzo, cena oppure tagliato a pezzi come aperitivo.
Io ne promuovo l’uso come aperitivo estivo, freddo e con un bel calice di bollicine!