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Sardegna: la Costa Verde tra spiagge e miniere

by Ada Parisi
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Sardegna: la Costa Verde tra spiagge e miniere

La Costa Verde in Sardegna tra spiagge e miniere è il paradiso del turista che ama natura e cultura. In questo luogo la natura ha ripreso il controllo che l’uomo le aveva rubato. Chi conosce l’isola avrà già sentito parlare di posti con nomi esotici e strani come Arbus, Piscinas, Scivu, Ingurtosu, Naracauli. Dove spiagge con dune immense si alternano a antichi giacimenti minerari ormai dismessi e, in gran parte, visitabili. Venite con me a visitare ciò che io ho visto e che vi mostro in questo VIDEO ITINERARIO sul mio canale YouTube.

Sardegna: la Costa Verde tra spiagge e miniere

I giacimenti minerari di piombo e zinco argentiferi della zona di Ingurtosu, nel comune di Arbus, furono scoperti negli anni Trenta dell’Ottocento, ma è grazie agli investimenti dei francesi che dal 1875 questo territorio della Costa Verde divenne tra le più importanti miniere d’Europa, con oltre 1.500 minatori, impegnati a estrarre piombo, zinco e argento. I minatori, provenienti da diverse parti d’Italia e non solo dalla Sardegna,  divennero 2.500 agli inizi del Ventesimo secolo. Per lavorare nelle miniere arrivavano da Sicilia, Veneto, Campania. Soprattutto dopo l’inaugurazione, nel 1900, di uno degli edifici più affascinanti della storia di questo territorio.. La Laveria Brassey a Naracauli, nome del villaggio fantasma nel comprensorio minerario di Ingurtosu, attivo fino agli anni Sessanta del Novecento, che fa capo al complesso di Montevecchio. Oggi inserito nel Parco Geominerario della Sardegna. Insomma, la Costa Verde tra spiagge e miniere in Sardegna è un itinerario di cui vi innamorerete. Se amate la natura selvaggia, i contrasti di colori e luci, gli spazi immensi e la cultura è la vacanza che fa per voi.

Sardegna: la Costa Verde tra spiagge e miniere

LE SPIAGGE DELLA COSTA VERDE: PISCINAS

Queste grandi strutture si possono ammirare lungo la bellissima strada panoramica che attraversa la valle de “Is Animas” e che porta alla famosa spiaggia di Piscinas, inserita nel 2017 tra le più belle spiagge di tutto il mondo dal National Geographic. Siamo all’interno di uno dei sistemi sabbiosi più grandi in Europa, un ambiente che ricorda il deserto, col vento che rimodella costantemente i profili delle dune alte fino a cento metri, e che si estende per 7 km lineari (da Scivu a sud fino a Pistis a nord) e per quasi 3 mila chilometri quadrati. Le dune arrivano anche a 100 metri di altezza: Piscinas è una delle spiagge più selvagge e indimenticabili della Sardegna.

In questo suo lato occidentale, che guarda alla Spagna, la Sardegna mostra uno dei suoi profili migliori: un mare selvaggio, quasi sempre in movimento, ma capace di regalare grandi emozioni. Con dune immense e percorse da olivastri, lentischi, tamerici, giunchi e ginepri piegati in pose bizzarre e quasi surreali dal vento di Maestrale.

Se avete tempo e le curve non vi danno fastidio, arrivate a Capo Pecora con la sua vista a strapiombo sul mare.

Sardegna: la Costa Verde tra spiagge e miniere

LE SPIAGGE DELLA COSTA VERDE: SCIVU

La sera,  è il  momento di tramonti mozzafiato. Come quelli che si possono ammirare anche a Scivu, più a sud di Piscinas, altra spiaggia da non perdere. Dopo aver percorso una strada che regala panorami taglienti tra il mare e la montagna, tra piante di cisto e di corbezzolo, si arriva a un luogo di forti contrasti. Qui le rocce vive di origine vulcanica convivono con il giallo oro della sabbia. Alla spiaggia si arriva comodamente da alcune passerelle in legno e il mare ha il colore del turchese.

Tra le altre spiagge di Arbus, da non perdere Marina di Arbus, Portu Maga, la meravigliosa Torre dei Corsari e la spiaggia di Pistis con il loro sistema di dune.

LE MINIERE DELLA COSTA VERDE: IL POZZO GAL

Il ristrutturato cantiere del Pozzo Gal, dal nome dall’amministratore francese che gestiva le miniere negli anni Venti del Novecento per conto del gruppo Penarroya, è uno dei siti più interessanti da visitare. Sulla strada per pozzo Gal troverete i poetici resti della Laveria Brassey nel villaggio fantasma di Naracauli e il palazzo un tempo sede della Direzione delle miniere, costruito sul modello di un castello austriaco.

Oggi pozzo Gal ospita il museo multimediale della memoria mineraria ed è stato recuperato grazie da un intervento del Comune di Arbus. In oltre un’ora di escursione guidata, conoscerete la storia imprenditoriale ma anche quella terribilmente faticosa di chi lavorava in questi impianti. Impianti che, pur se tecnologicamente avanzati per quel periodo, furono anche luoghi di sofferenza e malattie, di rivendicazioni salariali e di duro lavoro a duecento metri sotto terra, per l’estrazione della blenda, da cui si ottiene lo zinco.

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LE MINIERE DELLA COSTA VERDE: IL COMPLESSO DI MONTEVECCHIO

A pochi chilometri dal Pozzo Gal, a Guspini, si trova il complesso minerario di Montevecchio, tra i più interessanti di tutta l’isola. Qui la storia industriale inizia nel 1848, con l’atto di concessione dello sfruttamento delle miniere firmato dal re di Sardegna, Carlo Alberto. E finisce in tempi recenti, nel 1991, con la chiusura definitiva degli impianti, dopo anni di crisi economica. L’impianto, suddiviso nei Cantieri di Levante e di Ponente, è stato ristrutturato, anche perché era in ottime condizioni al momento della chiusura. Oltre a pozzi, laverie, impianti di costruzione e manutenzione, sono visitabili anche le case in cui vivevano gli operai.

Le strutture oggi sono visitabili grazie a esperte guide locali che conducono i turisti e gli appassionati di archeologia industriale dai palazzi direzionali agli impianti, dotati di potenti macchine di estrazione e imponenti argani, fino alle fonderie, alle case degli operati e alle stalle per gli animali usati nel sottosuolo per il trasporto dei minerali. Oggi è uno dei più importanti poli museali italiani sulla attività mineraria.

DOVE DORMIRE E DOVE MANGIARE IN COSTA VERDE

  • Agriturismo Sa Perda Marcada, ottimo punto di partenza per le spiagge di Scivu e Piscinas e per i siti geo minerari. Si dorme in stanze in stile sardo piuttosto spartane e si può  mangiare al ristorante dove tutto è fatto in casa, dai ravioli al pane.
  • Ristorante San Nicolò a Buggerru: cucina di pesce e non solo in una bella terrazza sul mare. Piatti ben eseguiti e con un ottimo rapporto qualità-prezzo.
  • Se preferite un itinerario alternativo, leggete anche quello sulla Costa Smeralda low cost e l’Ogliastra

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2 commenti

Maïté la basque 9 Settembre 2021 - 11:02

bonjour Ada merci pour cet intéressant article bien documenté.
Dommage que les bâtiments aient été abandonnés …

Bonne journée Amicalement

Reply
Ada Parisi 14 Settembre 2021 - 10:19

Ils ont des endroits merveilleux. Les mines sont fermées depuis des années, mais elles en ont fait un parc géo-minier à visiter pour mieux comprendre l’histoire de cette partie de la Sardaigne. C’est une visite que je recommande à tout le monde. Ada

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