Ristoranti: Casa e Putia, a Messina un gustoso racconto di Sicilia

Dove vado a mangiare a Messina? Siete in tanti a chiedermi consigli, tutti i giorni, su dove andare a mangiare in giro per l’Italia e io, che sono sempre in giro, spesso riesco a dare a ciascuno un suggerimento. Sulla mia città, Messina, da oggi ho un indirizzo in più da consigliare: Casa e Putia. Un ristorante in pieno centro, vicino al Palazzo Municipale, tra il teatro Vittorio Emanuele e il Duomo, in una stradina ombreggiata e defilata, che devi conoscere altrimenti passa inosservata. All’interno, Casa e Putia, aperto da tre anni (prima i titolari hanno gestito un piccolo ristorante in provincia e il grande ristorante di un hotel a Villafranca Tirrena), è accogliente, con bei mobili in legno in stile un po’ retrò, una illuminazione discreta, pareti colorate su cui campeggiano parole in siciliano che, per un siciliano, hanno una nota emotiva forte: “sapìri, calùri, mari, ciauru”, sapere, calore, mare, respiro. Adriana, una dei titolari, spiega subito che la filosofia del ristorante è quella dell’accoglienza, della familiarità. Casa e Putia è un ristorante del circuito dell’associazione “Slow Food”, e lo si capisce immediatamente dai tanti ingredienti siciliani che fanno parte dei presidi Slow Food, inseriti nel menu. In più, è evidente l’attenzione alla stagionalità e alla provenienza territoriale e locale. Un indirizzo da aggiungere ad altri già noti, come la cucina gourmet di Pasquale Caliri da Il marina del Nettuno, la tradizione vestita con eleganza de I Ruggeri e l’ottima pizza di Lievito.

E se la ‘casa’ è il ristorante, nel quale si viene accolti con calore e competenza, la ‘putia’ (la bottega) è il piccolo angolo dedicato alla vendita dei prodotti siciliani selezionati, dalle confetture al miele, dall’olio extravergine di oliva alle farine di grani antichi siciliani passando ovviamente per la birra artigianale e il vino. La cucina dello chef Enzo Saja è di stampo tradizionale e mescola ricette ispirate a ogni angolo di Sicilia, con un occhio di riguardo per le specificità messinesi. E’ evidente la passione dei titolari per la buona cucina e i buoni ingredienti: amano spiegare i prodotti, farli assaggiare, invogliare il cliente a saperne di più. Dietro il ristorante Casa e Putia c’è un ottimo lavoro in termini di comunicazione al pubblico e non solo di cucina, e di questo la Sicilia ha bisogno.

Notando il nostro interesse per i prodotti di nicchia, ci hanno offerto un “Etnagrana”, formaggio a latte vaccino prodotto nel paese di Moio Alcantara, da Vincenzo Currenti. Un prodotto dal gusto intenso di fieno e dalla stagionatura breve e media. Poi, in tavola è arrivato il benvenuto dello chef: polpa di melanzane arrostite, servita con pesce alalunga e con un aperitivo a base di spumante e succo di arance rosse. Il pane, come i grissini e le cialde, è prodotto in casa, con farine di grani antichi siciliani (varietà Russello e Tumminia, nel nostro caso). Tra i tanti prodotti siciliani (soprattutto presidi Slow food) che spiccano nella carta del ristorante Casa e Putia di Messina, ci sono il sale marino di Trapani, l’olio dell’Etna, il limone verdello di Siracusa, il formaggio “Piacentinu ennese”, il pomodoro siccagno di Salina, il suino nero dei Nebrodi, il formaggio “vastedda” del Belice, i capperi di Salina, i gamberi rossi di Mazara, l’olio di oliva minuta (varietà autoctona siciliana), il fagiolo “cosaruciaru di Scicli”, le mandorle di Avola, le pesche di Leonforte, le vongole del lago di Ganzirri. La carta dei vini ha referenze scelte con cura ed è esclusivamente siciliana, con prevalenza di vini biologici e vini naturali, con un discreto rapporto qualità prezzo.

Due i menu degustazione, il primo a 40 euro per 4 portate (oltre al benvenuto dello chef) e il secondo a 28 euro per due portate, con un aperitivo offerto dallo chef. Dalla carta, abbiamo provato la selezione di pesci crudi: gamberi rossi di Mazara del Vallo, carpaccio di pesce spada, una strepitosa tartare di ricciola, serviti con olio di oliva della varietà “minuta” (presidio Slow food). Buonissima l’insalata pantesca rivisitata, servita in una porzione più che abbondante, a base di tonno alalunga sott’olio (fatto in casa), patate, pomodori, capperi, olive e origano. I prezzi del menu estivo passano dai 20 euro delle selezioni di pesce crudo con oli e sali, fino ai 12 euro delle polpette di melanzane con peperoni in agrodolce e fagiolini ammuddicati. Il prezzo dei primi piatti è 14-15 euro, mentre il prezzo dei secondi è tra 14 e 18 euro.

Tra i primi piatti, abbiamo provato un grande classico palermitano: la pasta con le sarde. Preparata, insolitamente, con gli spaghetti e non con i bucatini, che sono il formato tradizionale per eccellenza. La pasta non era perfettamente al dente, ma era così ben condita, con un sugo ricco di sarde fresche, finocchietto selvatico, pinoli, uvetta e il pane fritto di ordinanza, da farsi perdonare un errore nel grado di cottura. Poi, abbiamo provato una semplice pasta al pomodoro, che si è rivelata uno spaghettone con una salsa di pomodori rossi e arancio di Pachino, formaggio Etnagrana grattugiato e melanzane fritte. Praticamente una pasta alla Norma, gustosa e dalla spiccata acidità dovuta ai pomodori. Nella sua semplicità, ci è piaciuta.

Abbiamo pranzato da Casa e Putia in una domenica di fine estate (è uno dei pochi ristoranti aperti la domenica in centro a Messina). Il menu (6-7 antipasti, 5-6 primi e altrettanti secondi) è prevalentemente di pesce. Per chi non ama il pesce, ci sono diversi piatti a base di verdure e formaggi. E sono sempre presenti alcune portate a base di carne: arancino al ragù di suino nero dei Nebrodi, tartare di carne di bovino (scottona: la femmina del bovino tra 18 e 24 mesi), tagliata di manzo. Tra i secondi, abbiamo assaggiato delle ottime braciolette di pesce spada alla griglia, uno dei piatti simbolo di Messina. Per chi, come me, è abituato a mangiare le “braciolette” fatte in casa, è difficile trovare al ristorante delle versioni che siano soddisfacenti fino in fondo. Queste braciolette erano ben fatte: il taglio del pesce spada era corretto, la cosiddetta ‘surra’ (il ventre del pesce), che è più grasso e morbido, e il ripieno saporito (avrei osato mettere un pizzico in più di formaggio pecorino). Buono anche l’abbinamento tra polpo alla brace e burrata, serviti sopra un crostino di pane di farina della varietà Tumminia: un piatto un po’ complesso da mangiare, a causa del crostino di pane con una fetta molto alta e spessa, al quale aggiungerei freschezza con un po’ di scorza grattugiata di limone verdello di Siracusa Igp.


Casa e Putia, lo schiumone messinese

Dessert (5-6 euro) tutti fatti in casa e “in maniera artigianale”. Dolci che rievocano alcune delle ricette più tipiche della Sicilia, ma non solo: biancomangiare, gelo di limone, schiumone messinese (diventato quasi introvabile, è un gelato a uno o due gusti con panna e pan di Spagna in forma di zuccotto, che viene tagliato in quarti), gelato di mandorla e babà con gelato al rum. Impossibile, per una messinese come me, non provare lo schiumone: gelato al caffè abbastanza buono, leggermente troppo dolce, con panna arricchita da gocce di cioccolato e con un pan di Spagna morbido. Un ottimo dolce della memoria. Buono anche il “babà”, servito con il gelato al rum: un dolce campano che in Sicilia, soprattutto nella versione Savarin con panna e frutta fresca, è molto diffuso. Ben eseguito e con una bagna non troppo alcolica. Al momento del conto, con un ottimo rapporto tra qualità e prezzo, ci è stata regalata una marmellata di mandarini. Un piccolo gesto che, unito alla gentilezza e competenza dei titolari e alla mano felice dello chef, racconta la generosìtà e la bellezza della mia Sicilia. Da non perdere se passate da Messina.

(visitato nel settembre 2019)

Casa e Putia
Via San Camillo 14, 98122 Messina (ME)
tel  090 2402887 – 3272687764

Dai una occhiata anche a...

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.