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Pasta con asparagi soppressa e mandorle

Facile e buona la pasta con asparagi, soppressa trevigiana e mandorle tostate

Pasta con asparagi soppressa trevigiana e mandorle tostate. Certo, gli asparagi selvatici sono un altra cosa, hanno un sapore deciso e particolare, ma visto che non sempre si trovano e che hanno prezzi piuttosto alti bisogna ingegnarsi a cucinare anche con quelli comuni:. Certo, visto che siamo in primavera potete sempre andare a raccogliere gli asparagi in campagna.

Ma in ogni caso ci sono altre tipologie di asparagi piuttosto buone.  come quelli di Altedo Igp, quelli bianchi di Cimadolmo Igp, di Bassano Dop e quelli violetti di Albenga. Insomma, gli asparagi sono con fave e piselli la verdura principe della primavera: per questo vi consiglio di dare una occhiata a tutte le mie RICETTE CON GLI ASPARAGI e alle  mie RICETTE PRIMAVERILI.

Vi ricordo che degli asparagi potete usare tutto, perché sono una verdura a scarto zero. Potete pelare e mettere a bollire gli scarti per fare un brodo. Usare i gambi e il brodo degli scarti per fare una crema o condire un risotto, come il RISOTTO CON CREMA DI ASPARAGI E ZENZERO. Infine, usare le punte degli asparagi per guarnire il piatto.

In questo piatto, ho abbinato gli asparagi a croccanti mandorle tostate e alla soppressa trevigiana. Un  salume a base di carni suine molto delicato, profumato e morbido, di dimensioni medio-grandi, che viene prodotto in Veneto nel territorio della ‘Marca trevigiana’. Da Valdobbiadene ho portato a casa un chilo e 600 grammi di questo salume e lo sto sperimentando in cucina in vari modi. Se non lo trovate, potete usare la pancetta o il prosciutto crudo. Vi garantisco che questa pasta con asparagi soppressa e mandorle è deliziosa. Buona giornata!

PASTA CON ASPARAGI SOPPRESSA TREVIGIANA E MANDORLE TOSTATE

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PORZIONI: 4 TEMPO DI PREPARAZIONE: TEMPO DI COTTURA:

INGREDIENTI

  • un mazzetto di asparagi
  • 1 cipollotto fresco
  • sale e pepe, quanto basta
  • 50 grammi di patata
  • 30 grammi di mandorle a filetti tostate
  • 200 grammi di soppressa trevigiana (o prosciutto crudo, o pancetta)
  • olio extravergine di oliva, quanto basta
  • menta fresca, quanto basta

PROCEDIMENTO

Lavare gli asparagi, pelarli. Mettere gli scarti (sì, proprio le bucce) in una casseruola, coprire di acqua e fare bollire a fuoco basso per almeno 30 minuti. Nel frattempo, tagliare a pezzetti le parti più dure degli asparagi (circa metà gambo) e mettere da parte le punte.

Pelare la patata e tagliarla a cubetti, tritare mezzo cipollotto. Mettere la patata, il cipollotto e le parti più dure dei gambi degli asparagi in un piccolo tegame con un filo di olio extravergine, rosolare e cuocere aggiungendo lentamente tanto brodo di asparagi quanto è necessario per portare le verdure a cottura. Frullare tutto con un frullatore a immersione (pimer), eventualmente aggiungendo ancora brodo. Bisogna ottenere una crema fluida ma non liquida. Aggiungere sale, pepe e poi mettere da parte.

Tritare finemente la soppressa (o il salume che avete scelto), rosolarla a fuoco vivo in un tegame senza aggiungere altri grassi. Mettere da parte. Nello stesso tegame mettere un filo d’olio, unire il resto del cipollotto tritato e rosolare. Poi, unire le punte degli asparagi tagliate a metà (fate anche a dadini la parte finale delle punte); aggiungere sale, pepe e cuocere per pochi minuti unendo, se è necessario, un po’ di brodo di asparagi. Aggiungere la menta fresca tritata e mettere da parte.

Lessare la pasta in abbondante acqua salata, scolare al dente e mantecare con la metà della crema di asparagi e con un po’ di brodo. Unire la soppressa e le punte di asparagi.

Composizione del piatto: mettere un poco di crema di asparagi sul fondo di ogni piatto, adagiarvi sopra la pasta ben condita, spolverizzare con pepe nero macinato fresco e guarnire con le mandorle tostate. Buon appetito!

L’ABBINAMENTO: Alla Fattoria del Colle (nel paese di Trequanda, in provincia di Siena) si produce un vino bianco ottenuto da uve Traminer (un Igt Toscana) chiamato “San Chimento” (in lingua medioevale). Si tratta dell’antico nome di San Clemente, patrono della cappella del secolo XV, che si trova all’interno della tenuta. Questo vino profuma di pesca e mela, con toni delicati di fiori bianchi; ha un giusto equilibro tra acidità e componente alcolica. Lo suggeriamo con questa ricetta dove tutti i gusti principali sono molto delicati, ad eccezione della sapidità che viene dalla soppressa trevigiana, un salume tipico che merita di essere degustato anche da solo, o anche con un buon bicchiere di vino.

Pasta con asparagi soppressa e mandorle

 

Pasta con asparagi soppressa e mandorle

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