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Olio di oliva: impariamo a leggere l’etichetta

Olio di oliva: impariamo a leggere l'etichetta

Affrontiamo un argomento complicato: impariamo a leggere l’etichetta dell’olio di oliva. Quante volte vi è capitato di leggere al supermercato l’etichetta di una bottiglia di olio di oliva e di non riuscire a distinguere le informazioni importanti da quelle secondarie? Di leggere “olio non filtrato”, “olio dolce”, “estratto a freddo” senza sapere perfettamente cosa indicano queste espressioni? Secondo voi se un olio è prodotto nell’Unione Europea significa che è prodotto in Italia? E cosa sono le miscele di oli non comunitari? Qual è la data di scadenza di un olio di oliva?

Le leggi europee sull’etichettatura in genere, e quindi anche sull’etichettatura dell’olio di oliva, si basano sul principio teorico che la tutela e la salute dei consumatori devono essere garantite in modo “elevato”. Il consumatore, in pratica, deve essere adeguatamente informato sugli alimenti che consuma. Pertanto, l’etichetta consente al consumatore di ottenere le informazioni sull’alimento e, allo stesso tempo, rappresenta uno strumento di comunicazione per i produttori. Una occasione per descrivere con chiarezza al consumatore ciò che sta per comprare.

Non sempre, però, il consumatore sa leggere con attenzione sull’etichetta ciò che la legge obbliga o consente di scrivere. Per questo, oggi impariamo insieme a leggere l’etichetta dell’olio di oliva per acquistarlo consapevolmente. E per utilizzare al meglio questa ECCELLENZA ITALIANA DA DIFENDERE E VALORIZZARE.

Oli extravergini a denominazione

C’è una premessa molto importante a tutto il nostro discorso:

la legge vieta la vendita di olio sfuso sia al consumatore finale, sia ai ristoranti e alle mense

Per OLIO SFUSO si intende quello venduto in una confezione che non ha un sistema di chiusura ermetico. In sintesi: non potete andare in un frantoio con un bidone o una damigiana portata da casa e acquistare olio di oliva.

Questo significa che la vendita di olio di oliva è consentita esclusivamente in recipienti chiusi della capacità massima di cinque litri (25 litri nel caso dei ristoranti). Questo vale per l’olio extra vergine, per il vergine, per l’olio composto di oli raffinati e vergini e, infine, per quello di sansa di oliva. I sistemi di chiusura devono perdere la loro integrità dopo il primo utilizzo e devono avere un’etichetta conforme alla legge. Nei casi di olio extra vergine e di olio vergine, le confezioni devono anche essere fornite di un tappo specifico antirabbocco. Questo per evitare che i contenitori possano essere manomessi o riempiti con prodotti diversi da quelli dichiarati.

Impariamo a leggere l’etichetta dell’olio di oliva: LE INDICAZIONI OBBLIGATORIE

L’etichetta dell’olio d’oliva deve contenere 11 informazioni obbligatorie, che possono essere apposte sia sul fronte sia sul retro etichetta.

  1.  denominazione di vendita
  2. origine (solo per olio extra vergine e olio vergine)
  3. categoria
  4. quantità netta
  5. termine minimo di conservazione
  6.  condizioni di conservazione
  7. responsabile commerciale
  8.  numero di lotto di produzione
  9.  informazioni nutrizionali
  10. campagna di raccolta (solo per extra vergine e vergine)
  11. sede dello stabilimento di confezionamento

Impariamo adesso nel dettaglio a leggere l’etichetta di una qualsiasi confezione di olio di oliva.

– DENOMINAZIONE DI VENDITA

Sono quattro le tipologie in commercio, come vi abbiamo spiegato nell’articolo OLIO DI OLIVA, CLASSIFICAZIONI E DIFFERENZE: ECCO PERCHE’ NON E’ TUTTO UGUALE:

  • extra vergine di oliva
  • vergine
  • olio di oliva, composto di oli di oliva raffinati e oli di oliva vergini
  • olio di sansa di oliva

Olio extravergine Igp Toscana: impariamo a leggere l'etichetta

– ORIGINE

L’indicazione dell’origine è obbligatoria per l’olio extra vergine e per l’olio di oliva vergine. E’ vietata per l’olio di oliva (composto di oli di oliva raffinati e di oli di oliva vergini) e per quello di sansa di oliva. Il vergine e l’olio extravergine di oliva possono essere di origine

  • italiana: significa che le olive sono raccolte in Italia e che la molitura è avvenuta in Italia
  • Unione europea: indica che le olive sono state raccolte nei Paesi dell’Unione europea (in uno o in più Paesi) e che la molitura è avvenuta nell’Unione europea

Vediamo ora quali sono le tipologie di designazioni di origine che compaiono in etichetta:

  • Quando in etichetta c’è scritto: “prodotto italiano”, “prodotto spagnolo”, “prodotto greco”, questo indica che l’olio è originario di quel preciso Stato europeo. La provenienza può essere anche appartenere a uno Stato extra europeo.
  • L’olio può essere ottenuto anche da una miscela di vari oli. Se l’olio è ottenuto con miscele di olio di oliva proveniente da più di uno Stato europeo o extra europeo, si possono trovare le seguenti frasi: miscela di oli di oliva originari dell’Unione europea – miscela di oli di oliva non originari dell’Unione europea – miscela di oli di oliva originari dell’Unione europea e non originari dell’Unione europea.
  • In etichetta viene segnalato anche il caso in cui l’olio appartiene a una Dop (Denominazione di origine protetta) o a una Igp (Indicazione geografica protetta). Dop e Igp non sono denominazioni esclusive dell’Italia ma dei Paesi dell’Unione europea. E rappresentano per il consumatore la massima garanzia di qualità al momento dell’acquisto.
  • Non è sufficiente leggere in etichetta la dicitura “franto in Italia”, per avere la garanzia che si tratti di un olio italiano. Questo perché, quando le olive sono state raccolte in uno Stato europeo o extra europeo diverso da quello dove ha sede il frantoio di lavorazione, è obbligatorio indicarlo. Potreste trovare, ad esempio, in etichetta la dicitura: “Olio extra vergine di oliva ottenuto in Italia da olive raccolte in Tunisia”.

Può sembrare strano, ma nelle etichette non è possibile usare riferimenti a territori di origine più piccoli del territorio dello Stato. Si potrà indicare in etichetta “olio italiano” ma non si può scrivere “olio ligure”, a meno che non si tratti di una Dop o di una Igp (come la Dop Riviera Ligure o come la Igp Toscano).

Olio di oliva: impariamo a leggere la etichetta per acquistare consapevolmente

– CATEGORIA

Esistono quattro diverse indicazioni in etichetta per ognuna delle quattro categorie di olio in commercio. Possono essere indicate in qualunque parte dell’etichetta. L’olio di oliva extravergine non è infatti altro che una spremuta di oliva, come sa chiunque abbia avuto la fortuna di assistere alla PRODUZIONE DELL’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA, ma non è l’unica tipologia di olio in vendita.

  •  extra vergine di oliva: olio d’oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici.
  •  vergine: olio d’oliva ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici.
  • olio di oliva (composto di oli di oliva raffinati e oli di oliva vergini): contenente esclusivamente oli d’oliva che hanno subito un processo di raffinazione e oli ottenuti direttamente dalle olive.
  • olio di sansa di oliva: contenente esclusivamente oli derivati dalla lavorazione del prodotto ottenuto dopo l’estrazione dell’olio d’oliva e oli ottenuti direttamente dalle olive. Oppure: olio contenente esclusivamente oli provenienti dal trattamento della sansa di oliva e oli ottenuti direttamente dalle olive.

– LA QUANTITA’ NETTA

L’indicazione della quantità netta si trova in etichetta nello stesso campo visivo della denominazione di vendita. Può essere espressa in litri, in centilitri, in millilitri. Il valore numerico è seguito dall’unità di misura. I formati più comuni per l’olio di oliva solo i 500 millilitri, i 750 millilitri e il litro.

– TERMINE MINIMO DI CONSERVAZIONE

Il termine minimo di conservazione è la data entro cui il prodotto non perde le sue caratteristiche, se conservato nel giusto modo. Normalmente, l’olio di oliva ha una scadenza biennale che comprende l’anno in cui è raccolto e il seguente: ad esempio 2020/2021. Sono due le espressioni usate nelle etichette.

  •  “da consumarsi preferibilmente entro il…”, se si vuole indicare il giorno e il mese di scadenza.
  •  “da consumarsi preferibilmente entro fine…”, in tutti gli altri casi.

– CONDIZIONI DI CONSERVAZIONE

Le confezioni di olio di oliva devono obbligatoriamente riportare le indicazioni sulle modalità di conservazione. Se impariamo a leggere l’etichetta dell’olio di oliva riusciremo infatti anche a capire come conservarlo per gustarlo al meglio.

L’olio di oliva deve essere tenuto sempre al riparo dalla luce e dal calore

In caso contrario, il rischio è che l’olio perda le caratteristiche originarie (sentori vegetali, piccante, amaro). Nel caso degli oli extravergini o vergini di oliva si corre anche il rischio di accelerare il processo naturale di ossidazione e, quindi, si rischia di fare irrancidire l’olio.

– RESPONSABILE COMMERCIALE

Il nome e l’indirizzo esatto del responsabile commerciale (comune, via, provincia) deve essere indicato nell’etichetta. Questo consente di rintracciare il produttore in caso di problemi o segnalazioni relative all’olio acquistato. E’ possibile trovare nelle etichette dell’olio di oliva anche delle espressioni come “prodotto da”, “confezionato da”, “prodotto e confezionato da”. Sono espressioni volontarie e non sono obbligatorie. Che cosa indicano?

  • “prodotto da”: indica che il responsabile commerciale è lo stesso frantoio che ha lavorato le olive e che ha prodotto l’olio.
  •  “prodotto e confezionato da”: significa che l’azienda è responsabile commerciale dell’olio e che possiede anche il frantoio che lo ha prodotto e lo ha confezionato
  •  “confezionato da”: significa che il responsabile commerciale dell’olio ha confezionato il prodotto, ma non è detto che possieda anche il frantoio dove le olive sono state lavorate.

– LOTTO

Il lotto è una indicazione in etichetta che è preceduta dalla lettera “L”. Secondo la legge (231/2017), identifica un gruppo di prodotti confezionati in circostanze praticamente identiche, a partire dalle olive fino ad arrivare allo stoccaggio finale dell’olio.

Il lotto consente di tracciare l’intera produzione e di risalire dalla singola bottiglia all’intera partita lavorata. Non è obbligatorio indicare il lotto di produzione se il termine minimo di conservazione dell’olio è indicato con il giorno, il mese e l’anno (“da consumarsi preferibilmente entro il…”).

Olio di oliva: impariamo a leggere l'etichetta, dove ci sono tutte le informazioni che dobbiamo sapere per acquistare consapevolmente

– DICHIARAZIONE NUTRIZIONALE

La dichiarazione nutrizionale riguarda il valore energetico dell’alimento. Dal dicembre del 2016 è un’indicazione obbligatoria (con alcune eccezioni). L’etichetta devi quindi contenere obbligatoriamente contenere:

  • il valore energetico in kilo Joule e kilo calorie
  • grassi e acidi grassi saturi in grammi
  • carboidrati e zuccheri in grammi
  • proteine in grammi
  • sale in grammi

Tra le indicazioni facoltative sulla dichiarazione nutrizionale troviamo invece

  • acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi in grammi
  • polioli (o polialcoli) in grammi
  • amido in grammi
  • fibre in grammi
  • la tipologia e quantità di sali minerali e vitamine

La dichiarazione nutrizionale non è obbligatoria per l’olio che viene fornito direttamente al consumatore da chi lo produce in piccole quantità (anche in maniera artigianale: microimprese) nei punti vendita aziendali oppure in strutture locali di vendita diretta al dettaglio.

Olio di oliva: impariamo a leggere l'etichetta. La data di scadenza

– LA CAMPAGNA DI RACCOLTA

Nella scelta di un olio di oliva è preferibile acquistare l’olio della campagna di raccolta più recente, perché col tempo l’olio perde le sue caratteristiche di freschezza e, in generale, perde qualità. Secondo le norme europee, l’olio di oliva extra vergine e l’olio di oliva vergine possono riportare l’indicazione della campagna di raccolta esclusivamente se tutto l’olio contenuto proviene da questa raccolta.

Non è possibile indicare la campagna di raccolta se l’olio è ottenuto mescolando olio di due campagne diverse. Gli Stati membri dell’Unione europea possono rendere obbligatoria l’indicazione della campagna di raccolta solo per i prodotti ottenuti nel loro territorio. Nel caso dell’Italia, l’obbligo può riguardare solo l’olio italiano, destinato al mercato italiano.

Se un olio è ottenuto da miscele di oli di diversa origine (ad esempio Italia, Spagna, Tunisia) l’indicazione della campagna di raccolta non è obbligatoria. Un produttore può, comunque, scegliere di indicarla.
La campagna di raccolta è indicata in etichetta prima del termine minimo di conservazione. Gli anni devono essere sempre due e mai uno solo. Ad esempio: 2019/2020.  Quando è riportato il mese, esso indica il periodo di molitura. Come vedete, se impariamo a leggere l’etichetta dell’olio di oliva, possiamo sapere tutto della bottiglia che abbiamo acquistato.

– LA SEDE DI CONFEZIONAMENTO

Quando l’olio viene messo in vendita al consumatore finale, è obbligatorio che l’etichetta abbia l’indicazione della sede dello stabilimento di confezionamento (località e indirizzo dello stabilimento).

Impariamo a leggere l’etichetta dell’olio di oliva: LE INDICAZIONI FACOLTATIVE

Sull’etichetta dell’olio di oliva il produttore può scegliere volontariamente di aggiungere alcuni indicazioni e informazioni che per legge non sono obbligatorie. Tra queste, le specifiche sulla tipologia di estrazione dell’olio, sulla sua acidità e una descrizione delle caratteristiche organolettiche del proprio olio. Queste diciture facoltative sono però comunque regolamentate dalla legge.

– A FREDDO

La dicitura “a freddo” è una indicazione facoltativa e si trova solamente nelle etichette dell’olio di oliva extra vergine e di quello vergine. Per ottenere la dicitura “a freddo” è importante che la temperatura di lavorazione della pasta di olive e dell’olio non superi la temperatura di 27 gradi. Sono quattro le diciture ammesse dal Regolamento europeo (29/2012).

  •  Prima spremitura a freddo: indica l’olio ottenuto a meno di 27 gradi con un sistema di estrazione di tipo tradizionale attraverso presse idrauliche. Che separano i vari componenti della pasta di oliva, in base al diverso peso delle molecole (olio e acqua di vegetazione).
  • Estratto a freddo: indica l’olio ottenuto a meno di 27 gradi, con un processo di percolazione o di centrifuga delle pasta di olive, con l’uso di lamelle metalliche.
  • Sono possibili anche le diciture “prodotto a freddo” e “ottenuto a freddo”.

– L’ACIDITA’

E’ una delle caratteristiche fondamentali in un olio di oliva e indica la percentuale di acido oleico su 100 grammi di prodotto. Attraverso il grado di acidità si differenzia un olio extravergine da un olio vergine.

Più è basso il valore dell’acidità, più è alta la qualità dell’olio di oliva

Anche se non è l’unico parametro con cui si valuta la qualità di un prodotto, possiamo dire che un olio extra vergine di alta qualità, solitamente, ha un’acidità compresa tra 0,1% e 0,3%.  Ed è un indicatore delle condizioni delle olive prima della raccolta. L’acidità si forma in seguito alla degradazione delle cellule del frutto. Se il frutto è mal conservato o danneggiato, l’acidità è più alta e la qualità e inferiore.

In etichetta, è possibile trovare l’indicazione dell’acidità massima prevista alla scadenza e deve essere sempre accompagnata dalle informazioni su altri parametri importanti. Indice dei perossidi (valore massimo 20), tenore in cere, assorbimento della luce ultravioletta. In etichetta, si possono trovare delle espressioni come questa: “valori massimi previsti alla data del termine minimo di conservazione”.

 

Attenzione, però, a non confondere l’acidità con il piccante. L’acidità dell’olio, infatti, non è percepibile dall’uomo. Per conoscere il suo valore occorre fare un’analisi chimica dell’olio di oliva. Accade, però, che il consumatore confonda spesso l’acidità con la sensazione del piccante in gola. Questo è un grave errore, perché, in assenza di altri difetti

il piccante è uno dei parametri che indicano l’alta qualità di un olio di oliva

Olio di oliva: impariamo a leggere le etichette. Quali sono le indicazioni facoltative?

– LE CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE E GLI ATTRIBUTI DELL’OLIO

Le etichette dell’olio extra vergine di oliva e di quello vergine possono contenere informazioni sulle caratteristiche organolettiche, relative a gusto e olfatto. Sono caratteristiche individuate attraverso un panel test autorizzato. Il panel è composto da un gruppo di degustatori professionisti e abilitati grazie a un corso di formazione per l’assaggio degli oli di oliva. I termini descrittivi sono fruttato, amaro, piccante, equilibrato, dolce. Sono tutti termini che troviamo nelle etichette e che descrivono il prodotto. E se impariamo a leggere l’etichetta dell’olio di oliva correttamente riusciremo a trovare anche l’olio che, a livello organolettico, ci piace di più.

  • FRUTTATO: in generale, indica che l’olio emana sensazioni olfattive caratteristiche di un prodotto ottenuto da frutti sani e freschi, che dipendono dalla varietà delle olive. Alla parola “fruttato” possono essere aggiunti degli aggettivi qualificanti previsti dalla legge. Sono 12 in tutto. Quindi, in etichette potreste trovare tra le indicazioni i termini fruttato, fruttato leggero, fruttato medio, fruttato intenso, fruttato verde, fruttato verde leggero, fruttato verde medio, fruttato verde intenso, fruttato maturo, fruttato maturo leggero. fruttato maturo medio, fruttato maturo intenso
  • AMARO: l’amaro è un sapore elementare ed è tra gli attributi positivi dell’olio extravergine e vergine di oliva. Tra le indicazione potreste quindi trovare amaro leggero, amaro medio, amaro intenso.
  • PICCANTE: l’attributo del piccante, che può essere riportato in etichetta, è riferito alla sensazione tattile di pizzicore, caratteristica di un olio prodotto nelle prime fasi della campagna di raccolta. E’ tipico di un olio ottenuto da olive verdi ed è percepito in tutta la bocca e, in particolare, nella gola. In etichetta è possibile trovare le indicazioni: piccante leggero, piccante medio, piccante intenso.
  • EQUILIBRATO: un olio equilibrato è un prodotto che non presenta squilibri tra il fruttato e le sensazioni di amaro e piccante. Tecnicamente, si dice equilibrato un olio in cui il valore mediano dell’attributo amaro e del piccante non supera di due punti il valore mediano del fruttato.
  • OLIO DOLCE: è strano pensare che un olio di oliva possa essere dolce. Ma la legge consente ai produttori di indicare in etichetta questa specifica caratteristica. Un olio è dolce quando, nel panel test, amaro e piccante sono inferiori o uguali al valore di 2 su 10. Il sapore dell’olio risulta delicato, con un livello molto basso di amaro e di piccante.

Olio di oliva: impariamo a leggere l'etichetta. Esiste l'olio novello?

LE INDICAZIONI NON UTILIZZABILI NELLE ETICHETTE

Ci sono poi alcune informazioni che i produttori non possono inserire nell’etichetta dell’olio di oliva perché potrebbero confondere il consumatore o indurlo in errore. Si tratta di informazioni che riguardano le caratteristiche dell’olio, i metodi di produzione, la presenza o l’assenza di determinati ingredienti.

Spesso, queste indicazioni possono suggerire particolari caratteristiche che l’olio non possiede, oppure possono evidenziare alcune  che possono essere ambigue per chi acquista. Se impariamo a leggere l’etichetta dell’olio di oliva, possiamo anche imparare a identificare le indicazioni mendaci e a tutelarci di conseguenza.

Espressioni come “olio genuino” oppure come “olio ottenuto da sole olive” non possono essere utilizzate, perché tutti gli oli devono essere genuini e tutti devono essere ottenuti esclusivamente dalle olive. Anche la dicitura “olio novello” non è utilizzabile: “novello” si applica al vino e tutto l’olio appena raccolto e messo in commercio è “olio nuovo”. Il termine “olio novello” sembrerebbe invece suggerire una tipologia di olio diversa da quelle esistenti, in contrasto con le norme Ue sulla etichettatura degli alimenti. Tra l’altro, l’olio nuovo che si compra per lo più direttamente in frantoio è non filtrato, torbido e non decantato. E’ quindi soggetto a estrema deperibilità e va consumato il più in fretta possibile.

Non si possono inserire neanche indicazioni di tipo salutistico, salvo due precise indicazioni su polifenoli e vitamina E la cui formulazione è fissata per legge dall’Efsa (Agenzia europea per la sicurezza alimentare) e dall’Unione Europea.

Non è possibile neanche scrivere, ad esempio, che le olive sono state raccolte nelle colline siciliane, perché questo riferimento geografico è in contrasto con la norma che consente di indicare solo se è un prodotto italiano. A eccezione dei prodotti che hanno un marchio Dop (denominazione di origine protetta) o un marchio Igp (indicazione di origine protetta).

Olio di oliva: impariamo a leggere l'etichetta

Lo strano caso dell’olio non filtrato

Sicuramente vi è capitato di vedere nelle etichette dell’olio extravergine di oliva o di quello di oliva vergine la dicitura: “olio non filtrato”. Una dicitura ammessa dalla legge.

L’olio non filtrato contiene al suo interno goccioline d’acqua e particelle di polpa di oliva

Viene confezionato appena dopo la spremitura nel frantoio e ha un aspetto torbido. Il suo profumo è più intenso e profumato proprio per la presenza di piccole parti di polpa.

In etichetta è possibile indicare se un olio non è stato filtrato. E indubbiamente questo tipo di olio viene percepito dal consumatore come di qualità superiore. Ma lo è davvero? E’ vero che l’olio non filtrato ha il vantaggio di risultare particolarmente profumato. Lo svantaggio è però una minore resistenza all’invecchiamento. Sul fondo della bottiglia di un olio non filtrato si depositano, con il passare del tempo, le microparticelle di polpa e nocciolo che possono innescare reazioni di ossidazione e aumento dell’acidità. Un olio non filtrato è quindi meno stabile di un olio che è stato filtrato.

Olio non filtrato, consigli per la corretta conservazione

Chi acquista in autunno un olio non filtrato appena prodotto, dovrebbe consumarlo prima possibile. L’alternativa, è quella di filtrarlo a casa entro la primavera successiva alla raccolta. Questa operazione consente infatti al prodotto di resistere meglio ai naturali processi di ossidazione.

L’operazione di filtrazione dell’olio non influisce in modo significativo sulle caratteristiche chimiche e fisiche dell’olio. Acidità, numero di perossidi, clorofilla, assorbimento dell’ultravioletto restano quasi invariati. La filtrazione è un’operazione che viene fatta a livello industriale ma è possibile farla anche a casa, utilizzando un colino o un canovaccio e va ripetuta ogni tre mesi. Il consiglio, in generale, è di privilegiare l’olio extra vergine di oliva e quello di oliva vergine che sono stati filtrati.

fonte: Mipaaf (Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali); Icqrf (Istituto controllo qualità e repressione frodi).

Articolo di Gianluca Atzeni e Ada Parisi

Olio di oliva: impariamo a leggere l\'etichetta

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6 comments

Vito 13 Febbraio 2020 at 19:30

Complimenti Ada come produttore di olio extravergine trovo questo articolo estremamente esaustivo frutto sicuramente di un lavoro intenso e certosino. Spero che con il tuo lavoro possa valorizzare al massimo le eccellenze italiane e con l’informazione sempre più incisiva informare e salvaguardare i consumatori. Auguri per il tuo lavoro. Vito

Reply
Ada Parisi 13 Febbraio 2020 at 22:02

Buonasera Vito, grazie per i complimenti. Proviamo a parlare un linguaggio semplice e completo. Sull’olio di oliva ci sono molte lacune in noi consumatori e siccome esistono produttori che sanno fare oli eccellenti riteniamo giusto valorizzare il loro lavoro. E questo parte, innanzitutto, dai consigli su come sceglierlo. Faremo altri articoli, compreso uno sul prezzo giusto per un olio di oliva extravergine e sugli aspetti nutrizionali. A presto.

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alessandro 12 Febbraio 2020 at 11:37

Ciao Ada.
un articolo interessantissimo!..grazie Ada IO non sapevo da differenza e compravo sempre lo stesso olio.
Grazie !
Alessandro

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Ada Parisi 12 Febbraio 2020 at 13:08

Ciao Alessandro, grazie a te per averlo letto. L’olio è fondamentale ma è un modo complicato e, se non ne sai abbastanza, rischi di sbagliare. Sono felicissima di esserti utile! Un caro saluto

Reply
caterina 12 Febbraio 2020 at 07:47

grazie Ada per questo utile articolo,la mia famiglia acquista già da 3 anni l’olio Sortino dalla Sicilia un saluto Caterina

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Ada Parisi 12 Febbraio 2020 at 13:07

brava Caterina, l’olio è un ingrediente fondamentale, anzi visto il valore nutrizionale è un vero e proprio cibo. Un caro saluto!

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