Le arance rosse dell’Etna

Aranceti a perdita d’occhio, alternati alle fogli argentee degli ulivi e al verde dei fichi d’india. Un profumo di zagara che non lascia l’aria neanche d’inverno. Sullo sfondo, da un lato la vastità azzurra del mare, e, dall’altro, la maestosa sagoma fumante dell’Etna, il vulcano attivo più grande d’Europa che per noi siciliani è madre e padre insieme, non fonte di paura e pericolo ma di fertilità. E’ strepitosa alla vista, la piana di Catania. Non perdetevela anche d’inverno quando l’orizzonte si riempie delle sfere arancioni del frutto principe di Sicilia, l’arancia. In quest’angolo di terra, a sud del vulcano, cresce ubertosa ed è coltivata l’arancia rossa di Sicilia Igp, che nel catanese è chiamata anche arancia rossa dell’Etna. Uno dei territori maggiormente vocati (altri sono alcuni comuni delle province di Siracusa e di Enna) è proprio la piana di Catania, posta tra i 200 e i 300 metri di altitudine, con un clima caldo e soleggiato di giorno, freddo e secco di notte. L’arancia rossa dell’Etna è un prodotto unico nel panorama ortofrutticolo non solo italiano. I suoi pigmenti naturali (antociani) sono conferiti alla polpa e alla buccia grazie alle forti escursioni termiche. Si tratta di un rosso non acceso, a meno che non si tratti della varietà sanguinella, frutto di una micro pigmentazione, a cui si abbina una superiore acidità rispetto alla varietà di arance bionde.

Per conoscerle più da vicino si può percorrere la strada statale che da Catania conduce a Paternò, passando per Misterbianco e, all’altezza del territorio di Belpasso, visitare tra novembre e aprile lo stabilimento Pannitteri (250 addetti), che commercializza l’arancia di Sicilia Igp sotto il marchio Rosaria. Noi lo abbiamo visitato ai primi di gennaio, quando come ogni anno i camion dei 20 soci conferitori arrivano ininterrottamente per la lavorazione del prodotto fresco. Qui si producono mediamente dai 2.500 ai 3.000 vagoni di arance l’anno (un vagone equivale a cento quintali). Le arance seguono un processo di selezione, di controllo della qualità già a partire dalle varie aree di coltivazione. Nello stabilimento i frutti vengono selezionati sia a mano sia automaticamente, lavati, suddivisi in base alla grandezza, sottoposti a ceratura (per rallentare la traspirazione del frutto) e confezionati.

Le arance a marchio Rosaria (dopo la costituzione dell’organizzazione dei produttori nel 2008) vengono commercializzate nelle maggiori insegne della grande distribuzione italiana, soprattutto al nord. La percentuale di export della Pannitteri srl (che detiene 240 ettari di agrumeti sui mille complessivi) non supera il dieci per cento, ma l’azienda catanese sta lavorando per sviluppare il commercio soprattutto nei Paesi del nord Europa, in particolare Norvegia e Germania, dove maggiore è l’attenzione alla qualità. Parallelamente, prosegue l’attenzione verso il mondo della ricerca sul prodotto. Un accordo decennale con il Cra, centro di ricerca in agricoltura, ha come obiettivo la selezione dei migliori cloni di arancia della varietà ‘Tarocco’ che sia in grado di pigmentare prima del mese di dicembre, in modo da allungare il periodo di produzione, oggi limitato a sette mesi l’anno. Il mercato degli agrumi è complesso. La Sicilia, in particolare, deve affrontare la concorrenza molto forte dei prodotti spagnoli, che spesso sono venduti a prezzi più bassi. Anche per questo motivo, l’organizzazione dei produttori (Op) consente di fare sistema e avere una maggiore forza commerciale, in grado di garantire stipendi adeguati a tutti gli attori della filiera. Aurelio Pannitteri, manager dell’azienda, ci spiega gli sforzi quotidiani per garantire ai soci un reddito sicuro: “L’arancia dell’Etna” dice “è un prodotto di eccellenza della nostra terra, possiede grandi qualità salutistiche, e lo vogliamo comunicare sempre meglio”. Nell’ultimo anno, un segnale incoraggiante che premia questi sforzi è arrivato dal forte aumento (circa 30 mila i cartoni spediti) delle vendite online. Se avete voglia di provare queste arance straordinarie ordinatele on line: 48 ore e potrete fare il pieno di vitamina C.

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