Itinerari di viaggio: un weekend a Manduria, terra del vino Primitivo Doc

Quando si pensa a Manduria, città degli antichi Messapi, si pensa immediatamente al vino Primitivo. E’ un legame molto stretto quello tra vino e territorio, che dà a questi luoghi un fascino particolare, che racconta una storia antica e profuma di tradizione. In queste terre dal colore rosso rame, non molto distanti dalla bella e ventosa città di Taranto, la cultura del vino è diventata un tutt’uno con quella della gente che la abita, un saper fare tramandato di famiglia in famiglia. Siamo andati a Manduria per carpire i segreti del Primitivo, uno dei prodotti dell’agroalimentare che sta più contribuendo allo sviluppo economico e turistico della Puglia, e siamo rimasti incantati dal territorio, dalle vigne che arrivano sul mare, dagli olivi che si alternano ai vigneti, dalle chiese e dai palazzi di Manduria. E, ovviamente, anche dalle tante cose buone che offre questo angolo di Puglia, sempre legate al mondo agricolo e pastorale, memoria di antichi saperi e usanze. Oggi il Primitivo di Manduria lega, sostiene e valorizza tutto questo territorio: il Consorzio di tutela raduna una squadra di circa trenta cantine, chiamata a tutelare questa denominazione d’origine protetta che coinvolge migliaia di piccoli viticoltori locali, per una produzione complessiva di 25 milioni di bottiglie. Numeri che raccontano chiaramente il peso del vino Primitivo di Manduria e il suo valore sociale.

 

MANDURIA – Manduria è una cittadina silenziosa, quasi timida. Ti accoglie con un selciato in pietra lavica: quasi una barriera, sia fisica sia psicologica, che è un cortese invito a procedere lentamente, per rispettare la sua calma, il suo clima sereno e per godersi tutti i particolari di un cuore storico piccolo ma concentrato, divenuto bello e solenne (anche se qualche ristrutturazione in centro sarebbe necessaria) nel corso dei secoli. Il settecentesco e maestoso Palazzo Imperiali, nella vasta piazza Vittorio Emanuele, domina Manduria e sottolinea subito l’importanza di questo centro agricolo. Poco distante, il Municipio (ex convento dei Padri Scolopi) e la Chiesa del Carmine. Facendo qualche passo a piedi, scoprirete l’eleganza della chiesa di San Leonardo, costruita nel 1704, che vanta una delle più belle facciate di Manduria. Nelle vie del nucleo storico cittadino, concedetevi un po’ di tempo libero alla scoperta dei vicoli, attravesando la Giudecca, il quartiere che in epoca medioevale ospitò una colonia di Ebrei. La bella Chiesa matrice è a due passi: questo edificio fu il nucleo originario attorno al quale sorse l’attuale centro abitato dopo la distruzione di Manduria ad opera dei Turchi nel lontano 977. Fu il re normanno Ruggero d’Altavilla a volere la ricostruzione, con i discendenti degli abitanti rimasti, che prese il nome di Casalnuovo. Oggi la chiesa e il suo bel rosone sono sorvegliati da due leoni e l’interno conserva ancora tutta la sua bellezza.

Azienda Vinicola Savese

LE CANTINE: Vinicola Savese – Vini Pichierri La prima cantina che dovete visitare è la Vinicola Savese, a Sava, in cui ci ha accolto Vittorio Pichierri, che è davvero la memoria storica del Primitivo di Manduria. Un uomo dall’orgoglio infrangibile, che mette da subito le cose in chiaro: “Il Primitivo è nato qui, nella cantina degli artigiani del Primitivo”, mostrando con soddisfazione i “capasoni”, grandi anfore di terracotta alte più di un metro e mezzo, anticamente utilizzate per la conservazione del vino. Sostenuto nella conduzione della cantina di famiglia dai fratelli Cosimo, Roberto e Aldo (eredi del lavoro fatto da papà Gaetano ai primi del Novecento), ma anche da figli e dai nipoti, Vittorio racconta le origini di questo vino: proprio nel comune di Sava, il vino era chiamato “Vino di Sava” o “Primitivo di Sava”, e solo in seguito fu denominato “Primitivo di Manduria”, perché le cisterne cariche di vino e dirette nel nord Italia, e non solo, partivano proprio dalla stazione ferroviaria di Manduria. Nei capasoni, Vittorio, il vino lo fa ancora, assieme a quello in acciaio e in legno. La Vinicola Savese, creata nel 1951, imbottiglia i suoi prodotti dal 1972. E’ una realtà piccola, storica, ma molto caratterizzata, che in un tour del vino Primitivo non può assolutamente mancare. Tra i vini più interessanti assaggiati ci sono: Tradizione del Nonno 2013: fruttato, fresco e piacevole al palato; il Primitivo Dolce Naturale Doc (annata 2007) denominato “Il Sava”, un grande vino da dessert e da meditazione, che regala sensazioni di caramello e note tostate, accompagnato da una invidiabile bevibilità. Nota di merito per il Capasonato (vino affinato in anfora), assolutamente da provare: complesso, dolce, con note di melassa, di terra antica, ancora dotato di una acidità che mitiga ed equilibra un grado alcolico ben sostenuto (17,5% vol.)

Cantina Erario

LE CANTINE: Azienda agricola Erario Tradizione e modernità: l’Agricola Erario è una piccola cantina con lo sguardo continuamente rivolto al futuro. L’azienda produce da tre generazioni sia vino sia olio e oggi è guidata da Roberto Erario e da sua moglie Eleonora Brunetti, volitiva e concreta. La sfida principale, per loro, sta nel coniugare il rispetto del passato con la voglia di sperimentare tecniche moderne e prodotti nuovi tant’è che, gettando il cuore oltre l’ostacolo, stanno pensando di produrre uno spumante metodo classico con vitigni di Puglia. Di quest’azienda, che si trova poco distante dal centro della cittadina, ci sono piaciuti: “Unico”, Primitivo di Manduria Dop riserva 2013 per i suoi intensi profumi di frutta, di liquirizia, di caffè, per l’eleganza e per i tannini morbidissimi e levigati. Da segnalare anche “Idillio”, Primitivo di Manduria dolce naturale Docg (annata 2015), un vino dotato di grande bevibilità, con una dolcezza mai troppo esibita, accompagnata da profumi di frutta rossa matura tipica dei vini di queste terre.

Ristorante I Mercanti

DOVE MANGIARE: Osteria i Mercanti –  Girare per cantina sazia la sete, ma non la fame (anche se tarallini pugliesi sono a disposizione ovunque durante le degustazioni e ne farete una scorpacciata). Per fare una pausa vi consiglio questo ristorante che appartiene alla famiglia Mero e nasce nei locali delle vecchie stalle del castello, che nella loro lunga vita furono trasformate anche in un cinema (il cinema Paisiello). Aperto nei primi anni Settanta dal papà Giuseppe Mero, il ristorante oggi è guidato in cucina da suo figlio Gregorio, chef attento ed appassionato selezionatore di produzioni locali, che ha scelto di lavorare soltanto prodotti freschi di giornata, nel rispetto della tradizione. Abbiamo provato i grandi classici di questa cucina contadina: orecchiette e cavatelli, con una gustosa salsa di pomodorino di Manduria, conditi con cacioricotta e qualche goccia di olio piccante al peperoncino. Poi, un piatto creato da Gregorio: tagliolini con baccalà e crema di fave (tutta la pasta è fatta a mano ogni giorno). Golosissime le polpette di vitello, vanto del locale, ricco e tenero il filetto con i carciofi e salsa al Primitivo. Ma, se volete, potete gustare anche una buone pizza, con una base sottile e croccante e condimenti di grande qualità. Si mangia bene con 25-35 euro.

Produttori vini Manduria

LE CANTINE: Produttori vini di Manduria – La storia del vino Primitivo di Manduria non può prescindere da una visita alla Cantina Produttori vini di Manduria (Cpvini), altra realtà cooperativa, nata nel 1932 e oggi la più antica ancora attiva in questo territorio, che vende all’estero il 40% dei suoi vini. Tra i prodotti più interessanti, il Leggiadro bianco, un vino spumante metodo classico (ovvero: rifermentato in bottiglia) ottenuto con uve Fiano e Malvasia bianca, dalla grande freschezza con profumi floreali e fruttati e un perlage molto fine. Tra le tipologie Primitivo, assaggiate un tarallo pugliese con Elegia, un Primitivo Doc riserva affinato per un anno in barrique francesi di legno Allier, ottenuto da vigneti con oltre cinquant’anni di età: il vino ha profumi caratteristici e intensi di ciliegia matura e di mora, con note speziate, e un gusto morbido e rotondo.

Museo del Primitivo

Museo del Vino Primitivo. Dopo avere visitato la cantina e degustato il vino, chiedete assolutamente di visitare, nell’ala più antica e nelle cisterne ipogee, il museo allestito con passione e con il contributo di tutta la città. Il Museo della civiltà del vino Primitivo è diventato oggi di grande rilevanza etnografica e documentaria e per il visitatore è un vero salto indietro nel tempo: le sale, intagliate nella pietra, ricostruiscono gli ambienti contadini e signorili delle abitazioni di un tempo, e raccolgono strumenti e utensili di uso comune ma anche specificamente inerentei al mondo del vino e alla sua produzione. Visitarlo è una esperienza bellissima, sia per gli adulti sia per i più piccoli.

Cosa mangiare a Manduria

COSA COMPRARE. Parlare di Puglia vuol dire parlare di grano e quindi di pane, ma anche di taralli, friselle e biscotti. A Manduria dovete assolutamente fare un salto al panificio “Lu furnu” (il forno), dove si possono acquistare specialità tradizionali, e dove ogni giorno gli abitanti di Manduria si mettono in fila per acquistare le friselle, la focaccia pugliese con pomodori e olive, le focacce farcite con le erbette, i mitici taralli al profumo di finocchietto e le buonissime “intorchiate” (qui la ricetta).

Cantina San Marzano

LE CANTINE: San Marzano E’ una delle realtà più importanti del Primitivo di Manduria Doc. Il paesaggio di San Marzano di San Giuseppe, poco distante da Manduria, è dominato dalla presenza di questa grande cantina cooperativa, nata negli anni Sessanta per la produzione di vini sfusi, che si è gradualmente trasformata in una realtà moderna, che imbottiglia gran parte delle proprie uve trasformandole in vini che vengono esportati in tutto il mondo. Con 90 dipendenti, produce mediamente dieci milioni di bottiglie. E ha nel cassetto diversi progetti, come quello dell’accoglienza per i turisti tra i vigneti storici e nell’antica cantina al centro di Manduria. Tra i vini degustati, segnaliamo Edda, un bianco ottenuto da uve chardonnay, moscatello selvatico surmaturo, fiano minutolo che viene fermentato in legno per alcuni mesi; fresco e robusto il Primitivo Sessant’anni (annata 2014) affinato per un anno in barrique; pieno, caldo ed equilibrato con una trama di tannini molto eleganti il Primitivo riserva 62 (annata 2014), che viene affinato per 18 mesi in legno.

Hotel Corte Borromeo

DOVE DORMIRE: Se cercate un posto particolare, non esitate e scegliete l’Hotel Corte Borromeo, ristrutturato da poco tempo e inserito nel bellissimo Palazzo Dimitri, a due minuti dalla Chiesa Matrice. Uno splendido esempio di residenza signorile del Cinquecento, che al suo interno contiene cisterne, pozzi, muretti a secco che facevano parte delle case medioevali demolite, a suo tempo, per far sorgere questa dimora, con delle ampie volte rinascimentali. Le stanze, ampie e luminose, sono arredate in stile moderno (belli i bagni e le docce molto  spaziose) e il personale è cortese e gentile e molto giovane. Noi siamo stati accolti come in famiglia: ci hanno viziati e coccolati in ogni dettaglio, soddisfando perfino la nostra voglia di mozzarella e stracciata pugliese per la colazione. Davvero un bel posto, che nella bella stagione si anima grazie ad un ristorante e a un cocktail bar che serve aperitivi nelle grandi terrazze che si affacciano sui vicoli del centro storico mandurino.

Cantina Varvaglione

LE CANTINE: Varvaglione – Se c’è un’azienda che strizza l’occhio, in modo intelligente, ai consumatori più giovani, mantenendo un piede ben saldo nel solco della tradizione, questa è la Cantina Varvaglione, a Leporano. Tutto è iniziato nel 1921 grazie al lavoro e alla passione del bisnonno della giovanissima Marzia Varvaglione, che oggi rappresenta la quarta generazione della famiglia e che sta proseguendo il lavoro fatto dal papà Cosimo e da sua moglie Maria Teresa. Attentissimi al packaging (mi sono innamorata di quello floreale e sartoriale di alcune bottiglie), con una cantina rinnovata nel 2014, e grazie a ben studiate strategie di marketing, i vini Varvaglione sono venduti in tutto il mondo. La produzione è di oltre 3 milioni e mezzo di bottiglie e lo stile è decisamente moderno, anche se alcuni vini vengono prodotti con le uve di vigneti che hanno oltre novanta anni di vita. Molto originale la linea di di vini “12 e mezzo”, ma anche il Papale Rosso (annata 2015) un Primitivo che nasce dai vigneti più antichi dell’azienda e che regala importanti espressioni fruttate, morbidezza e tannini eleganti. Da non perdere il Papale Oro (annata 2014), un Primitivo riserva affinato in legni francesi e botti grandi americane. Un vino da custodire assolutamente nella propria personale cantina.

Pub Angelè

DOVE MANGIARE: Angelè pub – Dopo cena, se non avete ancora sonno e volete ancora passare un po’ di tempo a Manduria per fare le ore piccole, vi suggeriamo il particolare e intimo Angelè Pub, nato nel 1993 su iniziativa di Carlo Pio Scacchetti, dietro le mura della Chiesa Matrice, cuore musicale e centro culturale, divenuto negli anni un punto di riferimento per la vita notturna di intere generazioni di tarantini. Qui, si viene per respirare un’atmosfera familiare, scanzonata, tra l’antico e il moderno. Gli ambienti sono ricavati nel frantoio ipogeo del Seicento, di cui si conservano ancora le cisterne e le grandi presse in legno, che potete ammirare mentre sorseggiate una birra artigianale, con delle buone patatine fritte.

Cantina Paolo Leo

LE CANTINE: Paolo Leo – Moderna, sperimentale, giovane. La Cantina Paolo Leo si è affacciata alla produzione del Primitivo di Manduria con le carte in regola per fare bene, modificando negli anni la propria filosofia e diventando una testimone del rinnovamento enologico della Puglia. Creata su iniziativa di papà Paolo, oggi si avvale, per la parte enologica, della collaborazione del figlio Nicola, formatosi in importanti cantine del nord Italia. L’azienda è a San Donaci (provincia di Brindisi), a conduzione familiare, ed è biologica dal 2002. Da qui escono vini gradevoli, adatti al grande pubblico, appartenenti alle più importanti Doc del Salento. Tra i vini della Doc Primitivo di Manduria, ci è piaciuto il “Passo del Cardinale 2016”: fresco, fruttato, robusto e mai stucchevole. Davvero un bel vino. Notevole anche “Giunonico”, Primitivo Doc Manduria (annata 2013), fruttato (mora e amarena), balsamico con evidenti sentori di cuoio, grazie a un prezioso affinamento in botti di legno per venti mesi.

 

DOVE MANGIARE: Casamatta Restaurant –  Se volete mangiare qualcosa di diverso dalla cucina tradizionale di Manduria, ma ovviamente a prezzi più alti, l’indirizzo giusto è il Vinilia Wine Resort, un castello che ospita anche il Casamatta Restaurant. Lo chef Pietro Penna e la sua brigata vi delizieranno con piatti quasi tutti a chilometro zero (non solo perché le materie prime sono locali, ma perché il Vinilia ha anche un bellissimo orto), che reinterpretano in maniera creativa e originale la cucina pugliese. Vi suggeriamo di scegliere il menu degustazione dello chef (70 euro per sette portate), in abbinamento ai vini della cantina Trullo di Pezza, della famiglia Parisi-Lacaita, proprietaria e artefice del recupero del Vinilia resort. Al suo interno, troverete una vastissima gamma di vini Primitivo di Manduria, ma anche una originale carta dei cocktail, tra aperitivi, long drink, distillati.

Vinilia wine resort è prima di tutto un grande castello e un luogo dove rilassarsi in un ambiente di classe. Si trova in aperta campagna, a cinque chilometri da Manduria, in contrada Scrasciosa. Nasce nei primi del 1900 come dimora estiva della famiglia Schiavone. Dallo stile medioevale, con torri merlate sui quattro lati e una torre centrale, il castello è stato restaurato, dopo anni di abbandono. L’intervento di recupero è stato effettuato nel rispetto dei materiali preesistenti, con l’inserimento di arredi di diversi stili ed epoche, dagli anni Cinquanta all’Art Déco fino al design contemporaneo. Diciotto camere, tutte arredate in maniera diversa con materiali che vanno dal legno al ferro battuto, frutto del lavoro di artigiani locali. Cinque le suite con vista dall’alto sul giardino circostante. Prossimamente, ci saranno anche una spa e una piscina.

Cantina Cantolio

LE CANTINE: Cantolio – Nata negli Anni Sessanta, su iniziativa di un gruppo di produttori, Cantolio è oggi una realtà affermata, autosufficiente da un punto di vista energetico (dal 2008 è alimentata con impianti fotovoltaici), che punta a esprimere nei suoi vini le differenze del terroir del vino Primitivo. Le due etichette più interessanti sono il Primitivo di Terra e il Primitivo di Mare, che raccontano nel bicchiere quanto sia importante il sottosuolo per le caratteristiche di un vino. Terra rossa, ferrosa e ricca di argilla per il Primitivo di Terra (chiamato “14,0”, come il suo grado alcolico) ottenuto da vitigni ad alberello di circa sessanta anni di età; suoli sabbiosi e calcarei vicini alla costa per il Primitivo di Mare (denominato “15,0”) che, grazie alle forti escursioni termiche, si esprime con profumi intensi e con una sapidità evidente e molto piacevole.

Manduria mare e dintorni

NEI DINTORNI DI MANDURIA: Manduria ha il suo centro storico in collina ma è anche un comune di mare. Il suo territorio e i suoi vigneti si spingono fino alle coste ioniche. Nella frazione di San Pietro in Bevagna, per esempio, si può visitare la chiesa neogotica di San Pietro, incastonata in una torre medioevale. Oppure si può percorrere tutta la strada provinciale, tra le acque limpide di Punta Prosciutto e le dune di Campomarino. Un litorale dove crescono i ginepri e dove anche nella stagione invernale non mancano paesaggi e panorami da cartolina.

Il Primitivo di Manduria: caratteristiche del vino
Il Primitivo di Manduria si presenta alla vista con un rosso-violaceo tendente all’arancione con l’invecchiamento; l’aroma è leggero e caratteristico, il sapore asciutto, pieno, armonico, tendente al vellutato con l’invecchiamento. Il Primitivo di Manduria Dolce naturale ha colore simile ma sapore dolce, caldo, pieno e armonico; proprietà che si riscontrano anche nel Primitivo di Manduria Liquoroso dolce, dove però la nota alcolica diventa evidente. Abbinamenti consigliati: il Primitivo di Manduria Secco è un vino da pasto che si abbina con piatti saporiti e strutturati come salumi, formaggi piccanti, carni di maiale e primi a base di ragù come le orecchiette. Il Primitivo di Manduria Dolce Naturale è un vino da meditazione che si sposa bene sia con pasticceria secca che con formaggi duri stagionati. Il Primitivo di Manduria Liquoroso Dolce, invece, si abbina meglio a pasticceria più elaborata come torte a base di creme.

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2 comments

Vincenzo 27 Febbraio 2018 at 23:10

Qualche piccolo errore , ma bene.

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Ada Parisi 28 Febbraio 2018 at 12:32

Salve Vincenzo. grazie per avete letto il ponderoso articolo. Se mi volesse segnalare i piccoli errori mi farebbe piacere correggerli. Cordialissimi saluti, Ada

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