Itinerari: Champagne. Da Epernay a Reims, tra vino, gastronomia e cultura

Prima di ogni altra cosa, la parola Champagne evoca lo straordinario vino spumante diventato icona mondiale. Bollicine di caratura globale che spesso accompagnano i grandi momenti della nostra vita. Ma la parola Champagne contiene molto altro: è cultura, gastronomia, ambiente, tradizioni. Champagne è vino ma è prima di tutto un territorio. E noi, attraverso un itinerario che prende le mosse dal vino, siamo andati a scoprire questo territorio: in cinque giorni di viaggio tra Reims ed Epernay, nel nord est della Francia, ad appena due ore d’auto da Parigi, abbiamo attraversato questa regione che è capace di riservare molte sorprese e altrettante emozioni.

UN TERRITORIO E UN VINO. Tre milioni e mezzo di turisti ogni anno visitano la Champagne, un’area vasta che conta 320 Comuni, in cui si coltivano oltre 34 mila ettari di viti che si alternano a bosco, colture di cereali, ortaggi, numerosi allevamenti di bovini da latte. Le viti sono prevalenti nel paesaggio, che è stato inserito dal 2015 nel Patrimonio dell’Unesco: coteaux, maisons e caves de Champagne sono considerati beni da proteggere e tutelare. Il Comité Champagne, il consorzio interprofessionale che ha sede a Epernay, fa parte dell’associazione che ha promosso la candidatura Unesco. Costituito nel 1941, il Comité ha il compito di rappresentare gli interessi della filiera, formata da viticoltori e cantine, e di tutelare la denominazione, i cui confini sono stati stabiliti da una legge del 1927. Forse non tutti sanno che tra i tre principali vitigni da Champagne, due sono a bacca rossa: Pinot nero e Pinot Meunier, mentre solo uno, lo Chardonnay è a bacca bianca.

IL VINO CHAMPAGNE: Gesso, calcare, marna, argilla, sabbia. Sono gli elementi prevalenti nel sottosuolo. Le viti crescono in un ambiente molto diversificato, a tratti unico: non avevo mai visto colline bianco gesso costellate da viti. Cinque i dipartimenti in cui l’uva viene coltivata su colline dolci tra i 100 e i 300 metri di altitudine. Un territorio, quello della Champagne, geologicamente molto antico, che 300 milioni di anni fa era sul fondo del mare. Elementi che spiegano molte delle caratteristiche del vino Champagne. Nel gesso, per esempio, le radici delle viti sono costrette a penetrare a fondo il terreno per trovare l’acqua necessaria. Il risultato è che le piante si nutrono di sostanze minerali che arricchiscono le uve e che si ritrovano, infine, nei profumi e nei gusti del vino. Ma lo Champagne non è soltanto clima e sottosuolo. Il savoir faire dei viticoltori champenois completa un quadro armonico, in cui la sapienza dell’uomo si unisce alle condizioni ambientali e alle caratteristiche geologiche. Il metodo di produzione dello Champagne è unico, tutelato, regolato da precise fasi produttive. Raccolta manuale, pressatura, suddivisione delle cuvée, fermentazioni controllate, assemblaggio, maturazione sui lieviti e affinamento in cantine sotterranee di grande fascino. Oggi lo Champagne è una realtà da 300 milioni di bottiglie, con trentamila occupati, 120 mila addetti impiegati durante il periodo della vendemmia. Il millesimo 2018, in particolare, dai produttori francesi sarà ricordata come una delle migliori annate degli ultimi decenni. Ma per provare queste annate bisognerà attendere qualche anno di affinamento.

DOVE MANGIARE – BELLEVUE RESTAURANT: All’interno, una sala convegni, sale conferenze e due ristoranti: un ristorante gastronomico e un bistrot, il Bellevue restaurant & bar, dove lo chef Jean-Denis Rieubland propone piatti moderni, freschi, ispirati alla cucina francese, sia a base di pesce sia a base di carne. Il primo approccio con la cucina della Champagne è stato in equilibrio tra i prodotti locali e quel respiro internazionale tipico della cucina francese. Abbiamo provato foie gras con chutney di frutta (22 euro), prosciutto cotto di Reims in gelatina (14 euro), ceviche di sogliola con avocado e limone candito (20 euro), pollo in crosta di erbe con tagliatelle ai funghi (29 euro), agnello brasato con bulgur (28 euro), filetto di pesce con verdure fresche (32 euro); tra i dolci, il gazpacho di frutti rossi con sorbetto alla frutta, e un Liégeois (15 euro), un dolce con gelato al cioccolato di Liegi, panna montata alla vaniglia e cacao. Le Royal, invece, è il ristorante gastronomico, dove lo chef firma i tre menu degustazione creativi che vanno dai 62 euro a pranzo ai 180 euro della cena (5 portate). Abbiamo accompagnato i piatti con uno Champagne di Delamotte, un blanc de blancs proveniente dai vigneti di Chardonnay nel paese di Mesnil sur Oger, nell’area della Cote de blancs. Non poteva mancare un rosato strutturato: abbiamo scelto il Rosé de Saignée della cantina Geoffroy, uno dei rari rosati da uve Pinot Nero ottenuto con la tecnica enologica del salasso (profumi netti di fragola e mora, buona struttura e tannini levigati).

DOVE DORMIRE – ROYAL CHAMPAGNE: La nostra fortuna è stata quella di visitare la Champagne nel mese di settembre, a vendemmia appena terminata. Nel nostro viaggio, siamo partiti da una delle realtà più nuove e moderne di tutto il territorio attorno a Epernay: il Royal Champagne, nel comune di Champillon. Un hotel e spa, ricavato da una stazione di posta per le truppe dei Re di Francia dirette a Reims, dove soggiornò anche Napoleone Bonaparte, che è stato riaperto nell’estate del 2018, dopo una ristrutturazione durata quattro anni, grazie a un cospicuo investimento da parte di un gruppo di imprenditori statunitensi (Denise Dupré e Mark Nunnelly, titolari del gruppo Champagne Hospitality). Il Royal Champagne ti accoglie con una terrazza da 1.500 metri quadrati che guarda Epernay e la valle del fiume Marna: un colpo d’occhio che si apre sull’universo del territorio e del vino insieme. Le 49 camere sono ampie, luminose, estremamente curate nei dettagli e la Spa ha una piscina panoramica a sfioro sulla valle. Gli ambienti sono arredati ispirandosi al territorio circostante: le vigne e la produzione di vino.

DA VEDERE – I VIGNETI DI AY: imperdibile una visita nel piccolissimo villaggio di Ay, cuore della Cote des blancs, per scoprire le caratteristiche particolari di questo terroir. Intorno al villaggio, ci sono distese di vigneti adagiati su terreni che, a loro volta, poggiano su un grande strato di gesso bianco affiorante, composto da granelli di calcite, costituiti dagli scheletri di microorganismi marini e di molluschi fossili. Grazie a questa tipologia di suolo, le piante subiscono uno stress idrico che, tuttavia, favorisce l’equilibrio tra i vari acidi delle uve, gli zuccheri e i precursori degli aromi. Qui si capisce lo sforzo che fa la vite per trovare l’acqua. Il paese di Ay ospita la più antica cooperativa della Champagne, la cooperativa Collet-Cogevi, dove si trova la Cité du Champagne, un museo sulla storia e le origini di questa denominazione, i cui confini vengono stabiliti tra il 1911 e il 1927. Ay è anche sede di diverse distillerie. Dalla lavorazione delle uve per lo spumante, si ottengono delle ottime vinacce che sono utilizzate per la produzione di acquavite. E dal mix tra i mosti prodotti con i vitigni locali (Chardonnay, Pinot nero e Pinot Meunier) e il distillato delle vinacce, nasce il liquore “ratafià de Champagne”: una bevanda alcolica dal colore chiaro e ambrato (intorno ai 18 gradi) usata prevalentemente per i cocktail e per gli aperitivi. La distilleria Jean-Goyard, attiva ad Ay dal 1911, è una delle più importanti produttrici di Ratafià de Champagne, con oltre cento anni di esperienza nel settore. Ma, al di là degli alcolici, in questo itinerario, ad Ay, non dimenticate di fare una pausa alla panetteria e pasticceria di Patrick Baillet, di fronte alla piazza del Municipio, per una galette sucrée, una galette Ardennaise oppure uno dei migliori croissant al burro di tutta la valle della Marna. Ricordate però che i burrosi croissant francesi, non hanno nulla a che vedere con i croissant italiani e che – vi avverto – danno dipendenza.

IL COMITE’ CHAMPAGNE: Dopo pranzo, a stomaco pieno, ci siamo dedicati a una degustazione guidata nel luogo simbolo dello Champagne: la sede del Comité Champagne ad Epernay, piccola cittadina considerata la capitale del vino Champagne. Qui hanno sede i principali brand e maison, ma anche il Comité Champagne, il consorzio di tutela che riunisce i produttori. Ogni anno il Comité investe oltre 25 milioni di euro per la promozione e la comunicazione sulla Doc Champagne. Abbiamo avuto l’occasione di partecipare a una degustazione tecnica, assieme ai sommelier. Una degustazione che è servita a comprendere le differenze di espressione di questo prodotto d’eccellenza dell’enologia francese. Un blanc dei blancs di Copinet (con sentori di agrumi e piacevoli note ossidative), il blanc de noir “Princes” della maison de Venoge (annata 2015, un brut nature di classe, dal perlage elegane e un lungo finale di frutta bianca), e una cuvée 2008-2010 della storica cantina cooperativa Collet, che si trova nel piccolo paese di Ay (un extra brut con note di burro, grande acidità ed equilibrio gustativo). Differenze evidenti tra i tre calici, che danno la misura di come il mondo dello Champagne sia vasto, complesso e tutto da scoprire. Non perdete una degustazione guidata nelle varie cantine, grazie ai suggerimenti del Comité, che potete trovare in questa pagina.

EPERNAY E L’AVENUE DE CHAMPAGNE: C’è una strada che bisogna percorrere almeno una volta quando si va nella Champagne. Si trova proprio a Epernay, dove il profumo dello champagne pervade l’aria, e si chiama Avenue de Champagne. Un luminoso ed elegante viale di circa nove chilometri che, nel suo tratto iniziale (circa 1 km), è la sede di alcune grandissime cantine famose in tutto il mondo. Questa strada, dove ha sede sia il Municipio di Epernay sia il Museo dello Champagne, è considerata la via più ricca del mondo. Ed è nota anche come Champs Elysées della Champagne. Il suo nome risale al 1925. Qui, partendo dalla Place de la République, si incontrano nomi del calibro di Pol Roger, Moet & Chandon, Perrier-Jouet, Maison de Venoge, Boizel, Mercier, Collard-Picard. Uno straordinario biglietto da visita per il turista che, a Epernay, può scegliere di fare una degustazione in cantina, di gustare un aperitivo nei cortili esterni oppure di visitare le cantine scavate nel gesso, per l’affinamento e la conservazione dei vini. A Epernay ci sono infatti oltre cento chilometri di gallerie sotterranee che in parte risalgono al lontano periodo gallo-romano, in parte sono state scavate nei secoli successivi, e sono servite anche come rifugi per la popolazione, durante le due guerre mondiali nel 1914-1918 e nel 1939-1945. L’Avenue de Champagne è stata insignita del marchio di qualità francese come sito di interesse per il gusto (site remarquable du gout).

DOVE MANGIARE A EPERNAY – LES GRAINS D’ARGENT: A cinque chilometri da Epernay, nel paese di Dizy, vi lascio un indirizzo sicuro: si tratta di un boutique hotel con ristorante gourmet. La proprietaria è Annabelle Hazard, imprenditrice originaria della Champagne (Châtillon-sur-Marne), figlia di viticoltori che si è formata a Londra lavorando anche nell’atelier del grande Joel Robuchon. Annabelle, dopo queste esperienze, è diventata brand manager della maison Bollinger. Poi, ha deciso di aprire un suo hotel e un ristorante, che sono stati ristrutturati nel 2018. La cucina è affidata a Jean-François Levesque, esperto chef che si ispira a Pierre Hervé e Marc Meneau, propone una cucina gourmet ispirata al territorio ma anche ricette ispirate al vino Champagne. Gli arredi interni sono ispirati agli Anni trenta e si mangia in una bella veranda. Qui, come in tutti gli altri ristoranti che abbiamo visitato, stellati e non, a pranzo è proposto un conveniente menu degustazione per avvicinare il turista alla cucina impegnata. A Les Grains d’Argent il menu di tre portate costa appena 38 euro e comprende anche un appetizer e un pre dessert offerti dallo chef: ottimo il cappuccino di fois gras servito come benvenuto, come anche la vellutata fredda di piselli con Melba Toast, formaggio e menta, salmone marinato homemade con lenticchie locali (poi vi dirò dove acquistarne un sacchetto come souvenir enogastronomico) e aceto di Reims, sogliola con vellutata di spinaci, salsa di vongole e erbe fini, manzo con il suo fondo, pomodori confit e patate. Il tutto accompagnato da uno Champagne rosè brut di Boizel, ottenuto dai tre uvaggi principali, invecchiato per 3 anni sui lieviti, dal magnifico colore rosa antico. Mi è rimasto solo il dispiacere di non avere avuto il tempo di ordinare un dolce!

DOVE DORMIRE A EPERNAY – LES SUITES DU 33. In alcune Maison nella Avenue de Champagne è possibile non solo degustare, prendere un aperitivo o mangiare, ma anche dormire. E’ questo il caso della maison de Venoges, nata nel 1837, che dal 2017 ha aperto le porte di “Les suites du 33” . Quattro camere, arredate con mobili antichi ma moderne nei servizi, in un contesto liberty davvero incantevole. La grande casa padronale domina il cortile, mentre le camere sono in una delle due scuderie (l’altra è adibita a champagne bar e sala colazione). I prezzi non sono economici e vanno da 200 euro per camera, ma se avete deciso di passare del tempo in Champagne siete certamente preparati all’idea di coccolarvi spendendo un po’ più del solito. E qui ne vale la pena.

DOVE MANGIARE – PASTICCERIA DALLET: La prima cosa da fare a Epernay dopo essersi alzati è correre alla maison Vincent Dallet, una delle pasticcerie e panetterie più frequentate e meglio fornite di questa cittadina: pain au chocolat, pain d’Epernay, praline, religieuse, eclair, charlotte, beignet, croissant al burro con confetture rigorosamente home made e lo straordinario burro francese, accompagnati da caffè o da un succo di lamponi. Potete fare tranquillamente colazione seduti in uno dei tavoli della pasticceria e, con circa 18 euro, vi godrete una della più golose colazioni della vostra vita. Per smaltirla dovrete camminare incessantemente per almeno 6 ore, bevendo champagne e saltellando su un piede solo. Vincent Dallet è uno dei più importanti interpreti del cioccolato e un attento selezionatore delle tipologie provenienti da Madagascar, Asia e Sud America, quindi non dimenticate di gustare qualcosa con il cioccolato. Dallet fa anche parte dell’associazione Les étoiles de la Champagne, che riunisce chef e pasticceri impegnati nella promozione dei prodotti tipici della Champagne.

DA VEDERE AD EPERNAY – PARCO COMUNALE: Epernay, come capitale della Champagne, negli anni è stata abbellita di giardini e di parchi. Uno dei più particolari ed eleganti è quello dell’Hotel de Ville, l’attuale sede dell’amministrazione comunale. L’edificio, costruito nel 1858, nacque come hotel e svolse la sua funzione fino al 1920, quando fu ceduto alla cittadinanza di Epernay. Oggi è un bellissimo parco, ispirato ai giardini della villa di Versailles, con piante, laghetti, fiori e fontane dove gli abitanti amano passare un po’ di tempo e rilassarsi. Se alzate gli occhi al cielo potrete scorgere la grande mongolfiera, il Ballon captif, che sale fino a 150 metri di altezza (costo 12 euro) e per quindici minuti vi fa ammirare dall’alto il vigneto e la cittadina di Epernay, con la possibilità di fare (ovviamente) una degustazione di Champagne ad alta quota. Questo territorio ha una particolarità: tutti i paesi partecipano ogni anno a una gara di decorazione coi fiori, con dei progetti che puntano ad abbellire al meglio strade e piazze.

LE MAISON – CHAMPAGNE BOIZEL. Tra le cantine che vi suggerisco di visitare, c’è sicuramente la Maison Boizel, che risale al 1834 e che dal 1984 si è spostata nella Avenue de Champagne. Questa storica azienda, conosciuta in Italia, grazie alla distribuzione affidata in esclusiva al marchio Feudi di San Gregorio, è arrivata alla quinta generazione. Oggi è guidata e presieduta da Evelyne Roques-Boizel. Al suo fianco c’è suo marito Christophe Roques-Boizel e i due figli: Lionel, che si occupa del mercato francese, e il simpaticissimo Florent, che si occupa delle vendite e della commercializzazione all’estero. La cantina e la sala degustazione sono state ristrutturate e rinnovate con un investimento di circa 3 milioni di euro. L’inaugurazione è stata fatta nella primavera del 2018. Boizel, che appartiene dal 1994 al gruppo Lanson-Bcc, è definito un négociant: ovvero, una cantina che prevalentemente acquista le uve per produrre i vini. Cinquecento mila bottiglie di Champagne, 7 ettari di proprietà, 65 ettari totali lavorati in 20 diversi centri di pressatura. Lo stile dei vini è elegante, molto attento alla selezione delle uve, con un uso prevalente dell’acciaio (con tini ultra moderni) e un limitato utilizzo delle botti in legno per la fermentazione delle cuvée. La visita nella cantina sotterranea della maison Boizel è uno degli aspetti più interessanti. Tra le gallerie che sono divenute patrimonio Unesco si trova il tesoro della maison, che custodisce alcune bottiglie dell’anno di fondazione: il 1834.
La visita si conclude nella nuovissima sala degustazione, dove abbiamo provato cinque etichette: il brut réserve (fine ed elegante ambasciatore della casa), il blanc de blancs, il grand vintage (8 anni sui lieviti), il blanc de noirs e uno straordinario Joyau de France, annata 2004, con lievi note ossidative al naso, sentori di pane, miele di castagno, carruba e confettura di albicocca, fresco, complesso e sapido. Veramente un vino di alto livello.

DA VEDERE A EPERNAY – CHIESA DI NOTRE DAME: Epernay non è solo cantine: passeggiando per il centro è impossibile non notare la chiesa di Notre Dame, austera, con un campanile che raggiunge gli 80 metri di altezza. Costruita negli anni tra 1888 e 1917, al posto del vecchio convento delle Orsoline, è uno dei simboli della Valle della Marna. Al suo interno si trovano diversi quadri, sculture e vetrate. Alcune di queste vetrate provengono dalla chiesa abbaziale di Saint Martin d’Epernay e risalgono al sedicesimo secolo. I disegni sono dedicati alla vita della Vergine Maria. Fate un giro attraverso il piccolo centro storico e, se riuscite a tenervi lontani dallo champagne per qualche minuto, date una occhiata a fontane, statue e palazzi con balconi fioriti.

HAUTVILLERS. Un itinerario nella Champagne non può prescindere da Hautvillers, borgo tra i più belli e visitati di tutta la regione. Hautvillers è un piccolo paesino che conserva intatta la dimensione agricola di queste terre, con strade in pietra e case colorate e decorate in ferro battuto. Situato su una collina che guarda il fiuma Marna dall’alto verso il basso, Hautvillers è noto perché ospita la tomba dell’abate Dom Perignon a cui, falsamente, si attribuisce la creazione del vino Champagne. Più che inventare o scoprire per caso questo straordinario spumante, infatti, l’abate Pierre Perignon (chiamato Dom Perignon) lavorò per cinquant’anni alla tecnica di combinare le diverse cuvée e a migliorare la qualità dei vini e le tecniche di conservazione. Questo sarebbe il suo vero contributo alla storia straordinaria del vino Champagne, che veniva prodotto in quelle zone prima del 1668, anno in cui l’abate arrivò ad Hautvillers all’età di 29 anni. Da visitare assolutamente, l’abbazia benedettina di San Pietro, fondata nell’anno 660, dove si trova la tomba di Dom Pierre Perignon. Sarà la creazione della cuvée Dom Perignon, nel 1937, dalla famosa maison Moet&Chandon, con lo straordinario marketing che fu fatto a livello internazionale, a dare origine alla leggenda di Dom Perignon come creatore dello Champagne.

DOVE MANGIARE AD HAUTVILLERS -AU 36: ad Hautevilles vi suggerisco di fare una sosta nel ristorante-enoteca “Au 36”. Staff giovane, un piccolo dehors in mezzo al verde. All’interno, una sala con divani e sedie, e soprattutto una vastissima scelta di Champagne che si possono degustare al tavolo (a prezzi moderati) accompagnati dalle cosiddette “Champard’ises”, che sono dei piccoli assaggi e preparazioni a base di specialità locali. Alcuni esempi: mousse di barbabietola, gâteau di patate al prosciutto di Reims, pasta sfoglia al boudin blanc (una salsiccia bianca, tipica della zona delle Ardenne), funghi champignons e mostarda di Reims, pâté croute, lenticchie della Champagne, formaggio Chaource (vaccino a pasta molle e crosta fiorita del paese di Chaource nelle Ardenne) e formaggio Brie, macaron rosa e confettura di lamponi. Due i calici di Champagne degustati in questo bistrot. Il primo: Gaston Chiquet, blend di Chardonnay, Meunier e Pinot nero; il secondo un saporito e sapido rosé de saignée, del vignaiolo indipendente Denis Salomon.

COSA COMPRARE AD HAUTVILLERS: La biscotteria artigianale Biscuitheque Laporte, in Rue Dom Perignon, è una tappa obbligata per acquistare diverse specialità dolciarie locali. In questo negozio artigianale vi accoglierà Francoise Boutrot, che vi guiderà nella scelta: mini biscuits rosés, biscottini sablés al gusto di Parmigiano, crème ed eclats al caramello, ma anche lenticchie di Champagne.

DA VEDERE – LA CAVE AUX COQUILLAGES. Vi ho già detto che, anticamente, la Champagnes si trovava sul fondo del mare. Ma posso anche dimostrarvelo. Basta fare una visita a La Cave aux Coquillages, una lunga serie di gallerie scavate nella sabbia fossile, quella stessa sabbia che ricopriva questi territori nei tempi antichissimi: 45 milioni di anni fa. Il paese di Fleury-la-Rivière ci ha fatto fare davvero un sorprendente viaggio indietro nel tempo. E la Cave aux coquillages, la grotta delle conchiglie, è il posto giusto. Le gallerie di proprietà di questa Maison di champagne contengono milioni di conchiglie fossili di molteplici dimensioni, da pochi millimetri a mezzo metro di lunghezza. Gallerie che ancora oggi sono scavate dalla famiglia Legrand, che quotidianamente estrae dalla sabbia fossile numerose conchiglie, che vengono ripulite in laboratorio dai residui e messe in vendita. La Cave aux coquillages è anche una cantina: la maison Legrand-Latour. Gli Champagne di questa azienda sono affinati all’interno delle gallerie. La visita al museo paleontologico si conclude con una degustazione di vini. Un’esperienza da non perdere se si vuole capire un altro aspetto del terroir della Champagne.

DOVE MANGIARE NEI DINTORNI DI REIMS – RELAIS DU SILLERY: A quindici minuti da Reims, nelle campagne di Sillery, scopriamo il ristorante Relais de Sillery, guidato da Philippe Vazart. Nel suo locale si servono solo prodotti freschi, di alta qualità, una cucina di sostanza, ben impiattata e dai sapori intensi e decisi. L’ambiente è informale, un bel dehors con ampie vetrate, e vi consiglio, anche in questo caso, il conveniente menu gourmet ( 62 euro), il benvenuto è un royal di pomodoro. Poi, come antipasto, arrivano gli scampi arrosto con la loro bisque e una gustosa scaloppa di foie gras in padella, con vinaigrette. A seguire, una framboise violette che ci riporta indietro nel tempo: sorbetto al lampone servito al calice, accompagnato da uno Champagne rosato. Molto anni Ottanta ma davvero buono. Il piatto principale è un filetto di manzo biologico, servito con funghi gallinacci e patata morbida. Prima del dolce, il menu degustazione propone il piatto di formaggi: basterebbe questo per concludere la cena, perché io adoro i formaggi e quelli francesi sono, dopo quelli italiani, i miei preferiti. Ma poi arriva il dolce, che è un tour goloso (forse un po’ pesante da affontare dopo i formaggi) attorno al cioccolato dello storico marchio Valrhona, selezionatori di cacao e produttori di cioccolato dal 1929: mousse ai tre cioccolati, spugne al cacao, cioccolato puro e ganache. Il vino Champagne che ha accompagnato questa degustazione è stato il brut della maison Laurent-Perrier “La Cuvée”: elegante, con note di frutta rossa, fresco e sapido.

REIMS – LA BASILICA DI NOTRE DAME: La Montaigne de Reims è una delle sub regioni della Champagne. In auto da Epernay a Reims si percorrono circa 30 chilometri, in cui si alternano boschi, vigneti, campi coltivati e allevamenti bovini. Siamo all’interno del Parco naturale della regione, che è anche regno del Pinot nero. Le altitudini di queste colline arrivano al massimo a 300 metri sul livello del mare. Assieme a Epernay, Epine, Chalons en Champagne, Reims fa parte della lista dei comuni patrimonio Unesco. Il suo monumento più prezioso è la Cattedrale dedicata a Notre Dame, imponente e austera. Costruita sui resti di una basilica in stile carolingio, è nota per il famoso battesimo di Clodoveo nel 498 dopo Cristo. Un incendio nel 1210 la distrusse, ma fu quello il momento della grande rinascita e ricostruzione che ripartì nel 1211. In stile gotico, la Cattedrale di Reims ospitò l’incoronazione di 33 sovrani francesi, a partire da Ugo Capeto e fino al 1825, per ottocento anni. La facciata occidentale, che guarda al tramonto del sole, è uno dei massimi esempi di architettura gotica. Visitatela proprio al tramonto, quando la luce illumina i Gargoyles, le sculture, le mille decorazioni della facciata e dei due grandi campanili, alti 81 metri, che insieme ad archi e mezzi archi la rendono unica al mondo. Gli interni sono decorati con grandi vetrate realizzate da diversi artisti, a partire dal 1300 fino a quelli contemporanei come Marc Chagall, che ha realizzato i vetri dell’abside e, come in tutte le chiese gotiche, le altezze vertiginose confondono e stupiscono. Per organizzare al meglio una visita guidata della cattedrale rivolgetevi all’Ufficio turistico di Reims, che fornisce tutte le informazioni per un soggiorno ideale in questo territorio.

DOVE MANGIARE NEI DINTORNI DI REIMS – LE GRAND CERF: Lungo la strada che da Reims conduce a Epernay c’è uno dei ristoranti che vi suggerisco di non perdere. E’ Le Grand Cerf, il regno dello chef Dominique Giraudeau (una stella Michelin), cuoco dalla lunga esperienza (è stato a fianco del grande Gerard Boyer, tre stelle Michelin per 25 anni fino al 2003 a la Chaumière di Reims e poi a Les Crayères di Reims). Il menu degustazione più ampio (118 euro, ma ce ne sono altri due di costo inferiore e a pranzo un menu lunch molto conveniente) è un viaggio tra tradizione e modernità. La precisione tecnica nell’esecuzione dei piatti è una della caratteristiche dello chef, che predilige i sapori mediterranei, mentre gli impiattamenti oscillano tra il classico e il moderno. Il benvenuto sono piccoli beignet al formaggio con un freschissimo gazpacho di pomodoro e gelato di mostarda di Reims; come antipasto uno dei piatti più interessanti assaggiati in questo tour in Champagne: aragosta e melone in salsa agrodolce e bacche rosse; poi un tenerissimo salmone di Normandia appena scottato, emulsione di patata affumicata e salsa Champagne. Segue un filetto di pesce arrosto proveniente dalla regione di Venden, crema di fagioli bianchi Dop di Paimpol (Bretagna) alle ostriche e carciofi. Eccellente il piccione di fattoria in crosta al foie gras, con una salsa al tartufo, frutta e verdure. Il dolce è golosissimo, anche se da un ristorante stellato mi sarei aspettata un dolce al piatto: una spuma di limone verde, servita con gelato alla vaniglia, lamponi e purea di lamponi e sciroppo all’erba Olmaria (filipendula ulmaria, che i francesi chiamano regina dei prati: reine des prés). Per finire, piccola pasticceria, tra cui gelatine di frutta, madeleine e biscotti al cioccolato. Per la scelta del vino, fatevi guidare da Max, l’esperto sommelier. Noi abbiamo ordinato uno Champagne di Michel Testulat riserva (90% di uve Meunier e 10% di Chardonnay).

COSA VEDERE A REIMS – IL CENTRO STORICO: Nonostante il centro storico di Reims sia piuttosto piccolo, la città conta circa 200 mila abitanti e due giorni sono più che sufficienti per imparare a conoscerla e visitarne i monumenti principali. L’antica Durocortorum (vecchio nome di Reims, che significa fortezza circolare) fu costruita nel periodo dei Galli e dei Romani, che la considerarono una provincia per la propria fedeltà a Roma e la dotarono delle strutture tipiche della romanità, con cardo e decumano, terme, piazze. Il criptoportico gallo-romano, sempre molto visitato dai turisti da tutto il mondo, è la più chiara testimonianza di questo legame tra Reims e Roma. Oggi questi punti di incontro prendono i nomi di Place Royale, circondata da imponenti portici e dedicata a Luigi quindicesimo, e di Place Drouet-d’Erlon, dove si affacciano numerosi caffè e brasserie. Ma tutta la città subì forti danneggiamenti durante le due guerre mondiali, soprattutto nel corso della seconda guerra, dopo l’invasione dei tedeschi. I bombardamenti danneggiarono sensibilmente anche la cattedrale di Notre Dame, che dovette essere restaurata a lungo.

DA VEDERE A REIMS – BASILICA DI SAINT REMI: A noi è piaciuta particolarmente la basilica di Saint Rémi. Rémi è il nome del vescovo che nel 498 battezzò Clodoveo, re dei Franchi, convertito al cristianesimo. L’antica basilica, che sorge in una zona semiperiferica della città (con molti scavi e lavori in corso nel piazzale quando l’ho visitata), al di fuori delle mura storiche, è dedicata alla figura di questo vescovo e anche questo edificio fa parte del patrimonio Unesco. E’ stata prima una abbazia carolingia, poi una chiesa romanica, modificata successivamente in stile gotico e abbellita dai monaci benedettini sia all’esterno sia all’interno. Danneggiata durante le guerre e restituita al culto nel 1958. L’aria che vi si respira è di serenità e di preghiera: passeggiate osservando la bellezza delle decorazioni, delle grandi campate gotiche, del particolare colonnato che circonda il coro, l’imponenza del suo rosone d’ingresso e delle sue vetrate. Alcuni resti di case romane sono stati ritrovati all’esterno della basilica e sono ancora in corso i lavori di scavo. Tra qualche anno vedremo se questa scoperta aggiungerà un altro tassello al patrimonio di questa città francese.

DOVE MANGIARE A REIMS – BRASSERIE AU BUREAU:  Prima di scegliere il vostro ristorante o la vostra brasserie, non dimenticate, poco dopo il tramonto, di fare una visita al maestoso palazzo settecentesco del municipio di Reims. L’Hotel de Ville fu costruito a metà del Seicento, si caratterizza per le sue nicchie, gli alti camini, le colonne tortili, la facciata a spirale che riflettono lo spirito barocco del tempo. Oggi, al tramonto, l’antichità sposa la modernità e tutta la facciata viene illuminata di rosso, verde e blu. Se, dopo tanti ristoranti francesi, avete voglia di mangiare qualcosa di più ‘easy’, vi suggerisco la Brasserie Au Bureau. Costruito nello stile dei pub di Londra, in questo grande locale che guarda la Cattedrale di Notre Dame dal basso verso l’alto, si può prendere un aperitivo gustando un bicchiere di Champagne ma anche cenare in modo informale e a prezzi assolutamente contenuti: croque monsieur, croque madame, insalate, hamburger, diversi piatti a base di carne nello stile contadino francese. La piazza Cardinal Luçon, dove si trova la brasserie Au Bureau, è sempre affollata di persone in cerca di qualche momento di relax: birre, cocktail, insalate, burger, piatti speciali del pub.

SACY:  Sacy è un piccolo e grazioso paese a circa 10 chilometri da Reims. Questo piccolo villaggio custodisce la chiesa di San Giovanni Battista, di epoca romanica (dodicesimo secolo), ben conservata e circondata da un antico cimitero. Sacy fa parte della strada del vino Champagne e i suoi vigneti sono classificati in categoria premier cru. Complessivamente, sono 17 i comuni che possono vantare questa classificazione dei vigneti. A Sacy si trovano cinque cantine vinificatrici e decine di vignerons che conferiscono le uve alle grandi aziende.

LE MAISON – DUMENIL. Tra le diverse aziende che lavorano per tenere alti i livelli qualitativi del vino Champagne la maison Duménil, fondata nel 1874 da Elie Duménil nel paese di Chigny-les-Roses. Oggi la nipote Frédérique Duménil, assieme al marito Hugues Poret, gestisce 14 ettari di vigneto tra Sacy e Chigny-les-Roses. La loro filosofia produttiva è rispettosa dell’ambiente e ispirata ai principi della sostenibilità. Lo stile della maison prevede l’uso esclusivo della prima spremitura delle uve e un affinamento lungo in bottiglia prima della immissione dei prodotti sul mercato. Bello e moderno, il nuovo sito di produzione guarda alla modernità, con una luminosa sala di degustazione ma soprattutto una particolarità: la produzione di zafferano. La maison Duménil è l’unica in Champagne a produrre zafferano in un piccolo appezzamento che si trova a pochi passi dalla sala degustazione. La bionda e sorridente Frédérique ha deciso di praticare questa coltivazione insolita per i francesi, perché vi ha visto la possibilità di unire due eccellenze alimentari: produce un aceto allo zafferano e una buonissima mostarda aromatizzata allo zafferano. Tra i vini assaggiati: il Premier Cru by Jany Poret (fresco, agrumato, leggero e beverino); il brut grand réserve, un blend di Chardonnay, Pinot nero e Meunier realizzato con grande equilibrio, bilanciato, con note di frutta bianca e una bollicina ben disciolta; infine, il Duménil special club (annata 2012) ottenuto da uve Pinot nero e Chardonnay, di grande complessità, con gusti di mela, pesca, limone e una acidità che lo rende adatto al lungo invecchiamento.

DOVE MANGIARE A SACY – RISTORANTE LES VIGNES: Ristorante Les Vignes. Il paese di Sacy custodisce uno dei ristoranti più interessanti del territorio, per la proposta gastronomica e per l’ottimo rapporto qualità-prezzo. Ristrutturato nel 2018, il ristorante Les Vignes si trova all’interno del bellissimo Chateau de Sacy, costruito nel 1850 e oggi hotel di charme con Spa. La consulenza di Flora Mikula è stata preziosa per creare il menu di questo locale, dove lavora uno chef di origini italiane, Nicholas Cristoforetti. Dai tavoli all’aperto, lo sguardo spazia tra i vigneti e il villaggio di Sacy. In carta, si trovano molti prodotti d’eccellenza italiani (tra cui olio della Murgia, mozzarella, prosciutto di Parma, mortadella, tartufi) e una serie di piatti realizzati con le verdure dell’orto: pomodori, zucchine, bieta. Il menu degustazione prevede una formula a 38 euro con un antipasto, un piatto principale e un dessert. Dopo un benvenuto a base di polpettine di pesce fritte e vellutata di lenticchie locali (perfette con lo Champagne Dumenil Blanc de Blanc), abbiamo provato il pomodoro ripieno di burrata su crema di pomodoro e basilico (perfetto anche per essere gustato sulla costiera Amalfitana) e la terrina di pollo e vitello in crosta in abbinamento con il Dumenil Blanc de Noir, poi lo stinco di maiale con orzotto ai funghi e un’ottima sogliola con melanzane, flan di zucchine, pomodori e pinoli. Piatti ben eseguiti, esaltati dallo Champagne Dumenil Rosè Vieilles Vignes. Golosi, ma con un occhio alla leggerezza, i dolci: granola con frutti rossi, yogurt greco e sorbetto di formaggio morbido e financier al pistacchio con cuore di amarena e sorbetto al melone.

DA VEDERE A REIMS – PALAZZO TAU: Tornati a Reims, dedicate il pomeriggio a una visita della città, iniziando da Palazzo Tau, che fu residenza degli arcivescovi di Reims, costruito per questo ai lati della cattedrale dal XII secolo. Il suo stile è differente da quello di Notre Dame, dal momento che alla fine del XVII secolo il Palazzo Tau è stato modificato dagli architetti Jules Hardouin-Mansart e Robert de Cotte. Oggi, il palazzo ospita il Museo dell’opera di Notre Dame. Al suo interno c’è il tesoro della cattedrale, con delle grandi statue originali. Alcune sale sono decorate con arazzi del quindicesimo secolo sulla storia del “Fort Roy Clovis”. Al Palazzo Tau si viene per ammirare il talismano di Carlo Magno (IX secolo) e il calice di San Remi (XII secolo).

DA VEDERE A REIMS – MUSEO HOTEL LE VERGEUR: La Piazza dei Mercati di Reims ospita il bellissimo Museo-Hotel Le Vergeur, che prende il nome dalla famiglia Le Vergeur, che fu proprietaria del palazzo dal quattordicesimo secolo. La struttura vanta sale gotiche, un’ala del Rinascimento, un vasto cortile che testimoniano l’architettura tipica della città di Reims tra il dodicesimo e il diciottesimo secolo. Qui potete immaginare la vita di un abitante (molto facoltoso) dell’epoca: commovente, almeno per me, la cucina, con i bellissimi servizi di porcellane e di pentole, ma anche le camere da letto con gli armadi dei bambini pieni di bambole e giocattoli. Dal 2003, il Museo è stato riconosciuto come Museo di Francia. Hugues Krafft, ricco cittadino di Reims, acquistò la struttura nel 1910, e iniziò una paziente opera di abbellimento, con collezioni mobili antichi in stile Luigi XIV, pitture, sculture, argenteria e porcellane. Ma soprattutto alcune opere realizzate in legno dell’artista rinascimentale Albrecht Dürer.

LE MAISON – TAITTINGER: Tra le cantine di Reims vi consiglio di visitare la Maison Taittinger, una delle cantine più importanti di tutta la Champagne. I numeri parlano da soli: Taittinger gestisce 290 ettari di vigneto e i suoi sotterranei (lunghi circa 4 chilometri e profondi fino a 20 metri) contengono tracce della antica abbazia di Saint Nicaise, risalente al tredicesimo secolo. In queste cave, che sono inserite nel patrimonio dell’Unesco, riposano bottiglie risalenti al 1966. Da queste gallerie di gesso, dove oggi vengono affinate le migliori cuvée della maison, i Romani ricavarono i materiali per costruire la città di Reims. Ogni anno 75 mila persone visitano la Maison Taittinger. I suoi vini rappresentano una delle migliori interpretazioni del vitigno Chardonnay, per freschezza ed eleganza. Pierre Emanuel Taittinger è il presidente, mentre il marketing è affidato alla giovane Vitalie Taittinger. Tra gli Champagne degustati, spicca l’elegante Comtes de Champagne, blanc de blancs, grand cru 2007 e il sontuoso brut Millesimato 2012, ottenuto da mosti di prima spremitura in ugual misura da uve Chardonnay e Pinot Nero.

DOVE MANGIARE A REIMS – RESTAURANT LE MILLENAIRE; Laurent Laplaige e suo figlio Thibault guidano il ristorante Ristorante Le Millénaire, che si trova a poca distanza dall’Hotel de Ville. Nel cuore di Reims, questo locale, arredato dall’architetto di origini italiane Giovanni Pace, richiama nei toni del bianco e del beige i colori e le sfumature del vino Champagne. Una cucina creativa che segue la stagionalità degli ingredienti, si ispira alla tradizione francese e inserisce prodotti da altri territori (come la pasta italiana o il prosciutto iberico). Tre i menu degustazione, uno davvero conveniente a 37 euro (tre portate) che consente anche alle persone meno esperte di avvicinarsi a questo tipo di proposta gastronomica. Gli altri menu vanno dai 55 ai 90 euro. Abbiamo accompagnato la cena con un ottimo Champagne brut prestige di Rousseau-Fresnet (Verzenay). Il benvenuto è composto da: tartellette di chorizo, spuma di tonno e uova di quaglia, tartare di pesce. Molto interessante tra gli antipasti la crema fredda di cetriolo alla menta, tartare di gamberi e granita di cetriolo; più semplice e aderente alla cultura contadina francese la terrina di pollame alle erbe, salsa gribiche (con uova, senape e aceto), misticanza e olive verdi. Tra i piatti principali un leggero (purtroppo un po’ smorto nei colori) filetto di salmone di Scozia, cotto al vapore, finocchi stufati ed emulsione d’anice; lo scamone (chiamato langue de chat) scottato, tagliatelle fresche (non finirò mai di dire che è bellissimo che la pasta italiana sia conosciuta in tutto il mondo, ma vorrei che fossero conosciuti anche i giusti tempi di cottura della pasta), foglie di spinaci e salsa alla diavola. Dopo una degustazione di formaggi locali a crosta fiorita e a pasta molle, siamo passati ai dolci, sicuramente la parte migliore della cena. Tra questi, il delicieux di pere alle spezie, crumble di noci pecan e sorbetto alla pera; ma soprattutto, un sontuoso dessert chiamato “l’arancia si unisce al cioccolato”, con gelo di liquore Grand Marnier e sorbetto di arance sanguinelle. Sui dolci, Le Millenaire ha dato il meglio di sé. Infine, petit fours con patè di frutta, cocco e limone, crostatine con pistacchio e fragola. Da segnalare, in accompagnamento ai pani, lo strepitoso burro della Maison Bordier, a Saint Malo: una vera delizia.

COSA COMPRARE A REIMS -VINO CHAMPAGNE: Reims non è soltanto una città sacra ma anche una città gastronomica. Sono diversi i prodotti alimentari che potete acquistare e portare a casa. Sicuramente, uno degli indirizzi imperdibili per gli amanti del buon vino è la Boutique del Club Trésors de Champagne. Nel quartiere Boulingrin di Reims, questa enoteca aperta nel 2015 propone, in un ambiente molto familiare e arredato con comodi divani, le etichette dei piccoli produttori, soprattutto quelli degli appartenenti al Club. Si tratta di un gruppo di cantine che hanno messo a disposizione i propri vini, proposti alla clientela alla mescita oppure venduti in bottiglia a prezzi davvero vantaggiosi. Con poco più di 20 euro si acquistano delle ottime bollicine. E con circa 5 euro si bevono delle etichette davvero interessanti. Suggeriamo di provare i prodotti del viticoltore Forget-Chemin e la preziosa e opulenta cuvée Louis-Aristide di Rémy Massin, prodotta con uve Pinot nero utilizzando il metodo solera: davvero un vino di alto livello. Ma qui c’è letteralmente l’imbarazzo della scelta.

COSA COMPRARE A REIMS – FOIE GRAS, PROSCIUTTO E BURRO: La macelleria (boucherie) Jacquelet di Christine e Thierry Jacquelet è uno di quei luoghi dove gli amanti della carne passerebbero le ore. Tracciabilità delle carni, filiera corta, selezione diretta dei fornitori: questa azienda a conduzione familiare nel centro della città, a poca distanza dal Criptoportico Gallo-Romano, è un indirizzo di grande livello. Qui troverete una delle specialità locali: il prosciutto di Reims. Christine e Thierry sono orgogliosi di produrre questa specialità seguendo la ricetta tradizionale: spalla e cosce di maiale cotti in un brodo aromatico, che sono modellati e formati a formare il prosciutto che, nell’ultima fase di preparazione, viene ricoperto con il pan grattato. In questa macelleria di alta qualità non dimenticate di acquistare terrine, paté in crosta sfogliata, foie gras e i numerosi salumi preparati da Thierry. Con il senno di poi, vi suggerisco di portare con voi una borsa frigo, in modo da potere anche fare incetta di fois gras e soprattutto dello strepitoso burro francese che, nei supermercati locali, è venduto a un prezzo 4-5 volte inferiore al burro francese che si trova in vendita in poche, selezionate e carissime gastronomie italiane.

COSA COMPRARE A REIMS – FORMAGGI: La Cave aux fromages. La Francia è il regno dei formaggi freschi, che siano bovini, pecorini o caprini. E la Cave au fromages, a Reims (in Place du Forum), è un paradiso per gli amanti di queste specialità. In questo negozio, aperto nel 1973 e gestito con passione e amore per i dettagli dalla famiglia Charlet e, in particolare da Christophe, che sceglie i prodotti spaziando dalle piccole produzioni alle grandi denominazioni francesi. Negli eleganti banconi, accanto al classico Comté a lunga stagionatura, si possono trovare Valencais, Saint Marcelin, Gratte paille, Figou, Camembert di Normandia, Banon di Provenza, Brebischou, Brie. Oltre cinquanta le diverse specialità in vendita, a pasta molle, marmorizzata, filata o fonduta, compresi alcuni formaggi italiani come il Gorgonzola Dop. http://fromage-reims.com/

COSA COMPRARE A REIMS – DOLCI e PANE:  Impossibile non fare una sosta alla Maison Caffet, storica boutique di pasticceria, cioccolateria e pralineria artigianali, creata dalla maestria e dall’estro di Pascal Caffet. Dal 1954 la Maison Caffet è cresciuta diventando un marchio internazionale, con sedi anche in Italia, a Torino e Milano. Nella boutique di Reims abbiamo provato gli éclair alla vaniglia, al pistacchio, al caffè e al cioccolato. Ma da qui si esce con le creme spalmabili, i biscotti pralinati, le selezioni di cioccolato da tutto il mondo. Oltre 25 i tipi diversi di macaron e decine le tipologie di torte creative. Sylvain Guglielmi e sua moglie Fabienne guidano invece la Boulangerie des Halles panetteria e pasticceria che si muove tra la tradizione e la creatività. Da provare la tarte caramélio, che Guglielmi ha creato nel lontano 1994. Ma anche deliziose tarte citron, creme spalmabili al cioccolato e gli immancabili éclair. Oltre ai diversi pani champenois e alle baguettes, da provare alla Boulangerie des Halles ci sono le croccanti gougère al formaggio Comté.

COSA COMPRARE A REIMS – PRODOTTI DEL TERRITORIO: Terroir des rois. Ai lati della grande Cattedrale di Notre Dame di Reims, si trova la bottega gastronomica Terroir des Rois. Qui, oltre a una discreta selezione di vini Champagne, si trovano prodotti confezionati di pasticceria, i famosi biscotti rosa di Fossier, terrine e foie gras, mieli, aceti, sali e spezie. I prodotti in vendita sono prevalentemente della regione Champagne-Ardenne che, come abbiamo già detto, ha tanto da offrire ai visitatori che decidono di scoprirla non solo attraverso le sue bollicine ma anche con i grandi prodotti alimentari.

I MIGLIORI ASSAGGI DI CHAMPAGNE: 
1 Taittinger, Comtes de Champagne, grand cru, annata 2007
2 Boisel, Joyau de France, annata 2004
3 Geoffroy, rosé de saignée brut, annata 2012
4 De Venoge, “Princes”, blanc de noirs, annata 2005
5 Dumenil, Special club, premier cru, annata 2012

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