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Il Prosciutto di Modena Dop, ecco perché usarlo in cucina

by Ada Parisi
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Come vi avevo già accennato una settimana fa, torno a parlarvi brevemente dell’equilibrio nutrizionale dei salumi. Sempre nell’ambito del progetto di valorizzazione di questi alimenti promosso da Isit e al quale siamo stati chiamati a collaborare. Nel post di sabato scorso, che potete leggere qui, abbiamo già parlato della riduzione del contenuto di sale nei salumi, della diminuzione del contenuto lipidico e dell’aumento delle proteine.

 

Oggi aggiungo soltanto che in meno di venti anni i salumi hanno aumentato il contenuto in vitamine del gruppo B, tra cui la vitamina B6 e la vitamina B12, e quello in sali minerali, soprattutto il potassio: diversi salumi, con una porzione da 50 grammi, coprono più del 15% del fabbisogno giornaliero di potassio di un adulto.

Nella ricetta che vi propongo oggi ho utilizzato il prosciutto di Modena Dop, un prodotto dal sapore dolce e non salato, stagionato almeno 14 mesi, nella sua classica forma a pera e con un peso mai inferiore a 7 kg, che ho abbinato a un tortino di patate e radicchio, a una crema di piselli e a dei fichi cotti al forno per celebrare uno dei binomi più classici della tradizione culinaria italiana: fichi e prosciutto.

Per cento grammi, il crudo di Modena contiene 30,2 grammi di proteine e appena 201 calorie. Questo lo rende un pasto equilibrato se abbinato a un carboidrato e a delle verdure come abbiamo fatto con questa ricetta.

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