Come preparare in casa la giuggiulena o cubbàita, il dolcissimo croccante al sesamo siciliano tipico del periodo natalizio
Oggi la ricetta del croccante siciliano al sesamo che nel ragusano si chiama Giuggiulèna e a Palermo Cubbàita: un dolce identitario e tipico del periodo natalizio. Questa ricetta di croccante siciliano è davvero facilissima e, per la Sicilia, storicamente e culturalmente è di grande importanza. A Palermo ai semi di sesamo si aggiungono le mandorle, il croccante è molto più spesso e e si chiama Cubàita. Invece, nella tradizione ragusana, questo croccante era fatto solo da semi di sesamo e miele dei Monti Iblei. Il nome si è poi esteso a tutti i tipi di croccante, da quello con le mandorle a quello con i pistacchi o con altra frutta secca. E’ uno dei nostri dolci natalizi più tipici, insieme al BUCCELLATO palermitano o alle NIPITIDDATE messinesi.
Il croccantino al sesamo delle feste siciliane
La ricetta della Giuggiulèna o Cubàita, che è anche inserita tra i Pat (prodotti agroalimentari tradizionali della regione Siciliana), è semplicissima e ci vogliono davvero pochi accorgimenti per ottenere un perfetto croccantino al sesamo. La sua preparazione, tradizionale nel periodo Natalizio, si è poi diffusa in tutti i giorni di festa e lo si trova facilmente nei mercatini ambulanti che vendono dolciumi durante le feste patronali e rionali.
Storia e curiosità sulla giuggiulena o cubbàita siciliana
Le origini di questo croccante sono da ricercare nelle influenze arabe in Sicilia. Il nome giuggiulèna deriva infatti da un termine arabo che indica i semi di sesamo (o di coriandolo), mentre quello cubbàita (o cubàita) deriva dall’arabo qubbayt, cioè “mandorlato”. Sembra inoltre che siano stati proprio gli arabi a portare il sesamo in Sicilia. C’è chi lega le origini del dolce all’827, con lo sbarco degli arabi a Mazara del Vallo. Anche fuori dall’isola esistono dolci con nomi e composizione simile, come la cupeta, con miele e mandorle, diffusa in diverse regioni italiane indicativamente dalla fine del 1200 e soprattutto inn Calabria, Puglia e Lazio. La cupeta compariva anche tra i dolci del banchetto nuziale di Bona Sforza e Sigismondo I di Polonia, nel 1517.
Anche la petrafennula somiglia alla cubbàita, ma ha in più scorze di cedro e arancia e si prepara tradizionalmente per l’Immacolata.
Consigli per fare una giuggiulena perfetta
La ricetta della giuggiulèna è semplicissima e bastano tre accorgimenti per un croccantino perfetto: tostare il sesamo, così sarà più croccante; usare miele di altissima qualità, da solo o mescolato a zucchero di canna (le dosi le trovate nella ricetta); stendere il composto molto sottile. Per tradizione il composto bollente si versa e si lavora su un piano di marmo, come si usava nella cucina contadina. Io uso due fogli di carta forno e un mattarello, che è più pratico. Anche perché è sconsigliato mettere elementi roventi sui moderni piani di lavoro. Che sono belli ma piuttosto inutili.
Quando mangerai la Cubbàita ti accorgerai che è piuttosto dura. Non devi morderla ma tenerla in bocca, gustarla, lasciarla ammorbidire e sciogliersi in bocca.
Potete aromatizzare la giuggiulena con un pizzico di cannella o con un po’ di scorza di arancia o di limone, oppure lasciarla al naturale per valorizzare il gusto così tipicamente siciliano del sesamo. Le dimensioni di questo dolce cambiano da zona a zona e, quando ci sono mandorle o pistacchi all’interno, il croccante diventa inevitabilmente più spesso. Non dimenticate di dare un’occhiata a tutte le mie ricette di DOLCI SICILIANI. Buona giornata!







