Il Pedrocchino (Sacile)

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A Sacile, bella cittadina friulana dall’impianto medievale che sorge su due isole sul fiume Livenza collegate da una molteplicità di ponticelli, c’è un ristorante che vi consiglio di non perdere, se siete amanti del pesce, di un lusso discreto, dello champagne e non avete problemi economici: si chiama Il Pedrocchino, ed è anche una locanda con poche curatissime camere: è costruito a immagine e somiglianza del proprietario Giampiero Dalla Torre.
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Realizzato in un palazzo del xv secolo di tradizione patrizia veneto-friulana, con cortile interno, Il Pedrocchino è curato nei minimi particolari. All’interno si susseguono piccole salette intime con travi a vista, arredate con mobili antichi, tovaglie candide, argenti. Al centro un cortile interno, una sorta di patio, che ruota attorno a un ulivo secolare. Il ristorante vanta una cantina con oltre 700 etichette, che lascia grande spazio al Friuli e ovviamente ai vini bianchi visto che il pesce è assoluto protagonista, con etichette rarissime e quasi introvabili e annate fuori serie di champagne, che Piero conosce alla perfezione. Lasciatevi guidare da lui nella scelta dei vini e non ve ne pentirete. E chiedetegli di visitare la cantina: lui ne sarà felice e voi rimarrete stupiti.
carpaccio
Al tavolo, bisogna accettare a priori l’idea che non esiste un menu e che i piatti vengono letti da Donatella, moglie di Piero. Questo è l’unico particolare che non ho apprezzato, sia perché pur avendo deciso di spendere preferisco sapere quanto pago, sia perché la lista dei piatti è lunga e si fa fatica a scegliere sentendo snocciolare velocemente l’offerta a voce. Capisco che la proprietà punti a una clientela di un certo livello, ma credo che un menù scritto, con i prezzi accanto (almeno per gli uomini, come si fa nei ristoranti di lusso in Francia e non solo), aiuterebbe solo il cliente a scegliere meglio e con più attenzione. Inoltre, esiste anche una questione ‘sanitaria’, visto che in assenza di menù manca anche l’indicazione degli allergeni, cosa obbligatoria per legge (anche se è fatto obbligo di esporli all’interno del ristorante anche in appositi registri e non per forza nel menu). A questo appunto lego un consiglio: perché non elaborare un menu degustazione, un percorso che faccia conoscere la filosofia dello chef?
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Ai fornelli c’è il figlio di Piero, Paolo Dalla Torre, che dopo diverse esperienze in ristoranti internazionali è tornato a Sacile e propone una cucina fatta di materie prime eccellenti, sia locali sia internazionali, lavorate pochissimo per rispettarne la naturalità e i sapori. Grande attenzione agli impiattamenti e ai colori, sempre vivaci e ben abbinati.
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Spumante all’arrivo, pane e focaccine fatte in case, benvenuto dello chef, pre dessert e petit fours: il trattamento è da ristorante stellato, con una grande attenzione all’estetica del piatto. Tra gli antipasti, ampia e lussuosa la carrellata di crudi di pesce, tra cui spicca il carpaccio di ricciola con verdure croccanti e frutto della passione, che dona al piatto una apprezzabile acidità; delicata e sapida l’insalata di granceola (crostaceo che viene dalle lagune venete e friulane).
risotto
Tra i primi piatti, delizioso il risotto con crema di peperoni, anguilla, panna acida e clorofilla di prezzemolo: un connubio perfetto, delicato ma sapido, in equilibrio tra sentori vegetali ed elementi grassi.
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Buoni anche i paccheri al ragù di polpo: una porzione di primo decisamente abbondante ma senza trascurare la raffinatezza nella presentazione del piatto, con bei contrasti di colori e di sapori, anche qui grazie all’inserimento di toni vegetali.
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Tra i secondi, un semplice scorfano al forno, servito con gamberoni, patate arrosto e pomodori: anche in questo caso una porzione abbondante e molto ben presentata. Forse un po’ asciutto lo scorfano, che io personalmente avrei cotto qualche minuto in meno, ma nel complesso un piatto senz’altro ben fatto.
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Ho particolarmente apprezzato il piatto di frutta mista servita sul ghiaccio a fine pasto, una tradizione che nei ristoranti italiani è ormai quasi dimenticata.
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Prima e dopo i dolci, lo chef vizia gli ospiti con una carrellata di piccole delicatezze: caramelle mou, canditi fatti in casa, piccole panne cotte e cheese cake alla ricotta, sorbetti di fragole.
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I prezzi sono adeguati alla qualità dell’offerta, con costi medio alti. Il costo a persona oscilla tra i 70 e i 100 euro ma molto dipende dal vino che deciderete di bere. Consigliatissimo, se non avete problemi di spesa.
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(visitato il 26 giugno 2016)