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Cosa vedere a Noto: la capitale del barocco siciliano

La 'città ideale' che è un museo a cielo aperto

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by Ada Parisi
5 min read

Guida di viaggio: cosa vedere in un fine settimana a Noto, la capitale del barocco siciliano e dell’infiorata, patrimonio Unesco dal 2002

“Andate a Noto, datemi retta…questo è un luogo che, se uno ci capita resta intrappolato e felice, chi lo muove più”: così lo scrittore siciliano Gesualdo Bufalino parlando di Noto, la capitale del barocco siciliano e dell’infiorata, che si svolge ogni anno a maggio. Noto è conosciuta in tutto il mondo per essere una delle città più iconiche della Sicilia, nonché una delle espressioni più alte del meraviglioso tardo barocco siciliano. Dal 2002 la città di Noto è Patrimonio dell’Umanità UNESCO e in questa guida di viaggio ti racconto la sua storia e ti spiego cosa vedere assolutamente in un fine settimana a Noto e dove mangiare per assaggiare anche le tante eccellenze enogastronomiche netine.

E in questo VIDEO ITINERARIO puoi vedere in anticipo le bellezze di Noto e passeggiare con me tra vicoli e piazze.

Noto: storia e origini della capitale del barocco siciliano

Questa cittadina in provincia di Siracusa ha alle spalle una storia antica e, per certi versi, travagliata. Noto (anticamente chiamata Netum) fu un importantissimo centro siculo (la leggenda parla del condottiero Ducezio, che l’avrebbe difesa nel V secolo avanti Cristo), poi greco, romano e medievale. Ma tutto fu cancellato a causa del terremoto disastroso del 1693 che distrusse la città antica, situata su un’area di alta collina a circa dieci chilometri dalla sede attuale, che fu spostata più a valle. Un po’ come accadde con la vicina AVOLA, LA CITTA’ ESAGONALE e con tanti altri comuni di quello che oggi è il Vallo di Noto (Val di Noto).

Noto antica è ancora visitabile e conserva importanti resti di epoca medioevale, come l’Eremo di Santa Provvidenza o il Castello Reale. Fu così importante che i Romani concessero ai fedeli netini la possibilità di avere un proprio Senato. In alcuni palazzi ancora si legge “senatus popolosque netinum”. La villa del Tellaro è un’altra delle attrazioni della Noto antica.

Oggi, nella città nuova, la pietra calcarea che brilla sotto i raggi del sole, le forme eleganti e le ricche decorazioni dei suoi palazzi ti sapranno conquistare e ti sembrerà che Noto sia sempre esistita nella forma attuale. Quella di una bellezza luminosa, concepita per essere una sorta di ‘città ideale e perfetta‘ , rimessa in piedi e disegnata per essere fiera e orgogliosa, simbolo di rinascita e di potere.

Cosa vedere a Noto, in Sicilia

Noto fu costruita a tavolino, a scacchiera, in modo che si potessero ammirare gli edifici da diversi punti di vista: di fatto, l‘intera città è uno scenografico museo all’aperto. Alla sua realizzazione contribuirono i migliori architetti e i migliori maestri scalpellini di tutta la Sicilia. Oggi puoi camminare lungo viali paralleli e regolari, da corso Vittorio Emanuele a via Cavour, circondato da palazzi nobiliari in stile barocco, con magnifici balconi, portali e colonne istoriate. Passeggiando con lo sguardo rivolto verso l’alto, vedrai chiese maestose decorate da statue che sfidano il cielo e affascinanti panorami sul mare Ionio. Le facciate ricurve, le mensole, i mascheroni e i parapetti in ferro battuto si stagliano contro il cielo azzurro con il loro color ocra. Molti di quegli edifici e monumenti oggi sono testimonianze uniche di un periodo glorioso.

La chiesa di Santa Chiara e la cattedrale

A partire dalla porta reale all’ingresso della città sul lato est, un piccolo arco di trionfo che risale all’Ottocento, costruito per la visita del Re delle due Sicilie. Da questa porta ci si immette nel Corso Vittorio Emanuele, fino alla Chiesa di Santa Chiara, che ha un bellissimo terrazzo panoramico dal quale fotografare l’intera città e al Convento delle Benedettine. Altra tappa obbligata è la Cattedrale di Noto, dedicata a San Nicola, considerata un gioiello barocco del Settecento, con la sua scalinata scenografica e le statue di Santi elevate verso il cielo

Palazzo Nicolaci e Palazzo Ducezio

Impressionante la bellezza di Palazzo Nicolaci, lungo la via omonima in cui ogni anno in primavera, a maggio, si tiene la famosa infiorata di Noto. Il palazzo nobiliare dei Principi di Villadorata, aperto al pubblico devi assolutamente visitarlo. Conserva una serie di preziosi balconi sorretti da stupendi mensoloni decorati con figure grottesche. Ma anche sale magistralmente affrescate e oggetti che raccontano la storia della famiglia che rivaleggiava nel settore ittico con la celebre famiglia Florio.

Noto è una città fatta di salite e discese, di scalinate e pendii, dove camminare liberamente e lasciarsi conquistare dai palazzi nobiliari disseminati lungo le tre grandi vie principali (Cavour, Ducezio, Vittorio Emanuele). Da non perdere anche la visita a Palazzo Ducezio (sede del Comune) e alla sua terrazza panoramica, ma anche al prezioso Teatro comunale Pina di Lorenzo, oppure al belvedere Guastella, da cui ammirare un bellissimo panorama con il mare all’orizzonte.

Cosa comprare a Noto: le specialità gastronomiche

Noto, come Avola, è una città della mandorla. E la cultivar della ‘mandorla di Noto’ è anche un presidio Slow food. Le varietà romana, pizzuta, fascionello sono quelle più coltivate. Si raccolgono tra luglio e settembre e poi si fanno asciugare al sole e sono le grandi protagoniste della pasticceria di questo angolo di Sicilia. E per assaggiarla al meglio ovviamente bisogna entrare nel meraviglioso mondo del Caffè Sicilia, fondato a fine Ottocento e guidato oggi dal gastronomo e filosofo Corrado Assenza. Qui la mandorla è celebrata in tutte le sue espressioni: gelato, granita, cappuccino di mandorla, latte di mandorla, BIANCOMANGIARE, paste di mandorla, confetti di mandorla. E per potere gustare una delle sue specialità dovrete fare una lunga fila, soprattutto in periodo estivo. Da provare assolutamente i “facciuna di Santa Chiara” (chiamati anche faccioni), dei dolci a base di mandorla, a forma di cupola e glassate con lo zucchero, che si realizzano soprattutto a Natale.

Guardando al salato, non perdere la lumèra di Noto: uno dei prodotti più tipici della rosticceria netina. Una preparazione che sta a metà tra la pizza e la focaccia. Si tratta di un involucro di pasta a base di semola di grano duro che racchiude salsa di pomodoro dolce, formaggio ragusano, olio extravergine di oliva e basilico. Una variante del PANE RIPIENO ALLA SICILIANA perfetta per l’estate. Ricorda un po’ la prazzida (o su mustazzeddu) che si realizza nella Sardegna meridionale. E non dimenticare di acquistare una bottiglia di buon vino Nero d’Avola dalle numerose cantine della zona del Val di Noto.

Dove mangiare a Noto: ristoranti stellati o trattorie?

A Noto si mangia bene. Anzi, benissimo. E ci sono posti per tutte le tasche. puoi scegliere tra una esperienza gourmet in un ristorante stellato come Crocifisso. Qui la tecnica dello chef Marco Baglieri è al servizio dei grandi ingredienti siciliani e non solo, in un ambiente elegante e con un servizio preciso e curato. Tra i piatti del menu degustazione che più ci sono piaciuti, il cappuccino salato, il tortello di cipolla brasata con tuma persa, il pan brioche con cavolfiore, topinambur e salsa di acciughe. Ma anche lo spaghettone al sugo finto, con estratto di pomodoro, capperi, alici, finocchietto e muddica atturrata (mollica di pane tostata). E infine il dolce più identitario, “pizzuta”, con cui lo chef propone diverse declinazioni della mandorla. Bella selezione di vini, anche al calice.

Se preferisci una cucina più tradizionale ma in un ambiente curato e originale, allora scegli il ristorante Anche gli Angeli. Entrerai nella  cripta di una chiesa settecentesca. Qui si viene per la ricerca dei sapori essenziali della cucina siciliana ma anche per provare delle combinazioni particolari, come l’arancino cacio e pepe su crema carbonara e guanciale. Un incontro tra Lazio e Sicilia. Oppure i fusilli alla norma o i ravioli di ricotta al sugo di maiale e la pasta con le sarde e il finocchietto. Ma anche il pollo alla stimpirata con peperoni, olive, sedano e carote ma anche una gustosa frittura di pesce.

Per un aperitivo sul Corso Vittorio Emanuele, fai una sosta da “Sabbinirica – a putia d’Ercole“, dove ai cocktail moderni vengono abbinati gustosi taglieri di formaggi (caciocavallo) e salumi locali (salsiccia secca), caponata, parmigiana e olive.

Cosa vedere a Noto: la capitale del barocco siciliano: la fontana

Come arrivare a Noto

A Noto si può arrivare in auto, in treno, in bus. La stazione ferroviaria si collega con la linea Siracusa-Modica–Ragusa–Gela. La stazione è a circa 1,5 km dal centro storico e si raggiunge a piedi, in taxi o con le navette locali. Per arrivare a Noto da Palermo in treno bisogna passare prima per Catania e per Siracusa.

Dal centro di Catania e dall’aeroporto Fontanarossa partono dei bus che portano a Noto in circa un’ora e mezza. I bus collegano Noto coi centri più vicini come Pachino, Avola, Modica.

In automobile, Noto è raggiungibile da Catania, con un percorso di circa 90 km, attraverso la A 18 Catania-Siracusa e poi la statale 115. Da Palermo il viaggio è più lungo: circa 270 km. Mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Comiso e di Catania.

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