fbpx

Come saranno i ristoranti del dopo Covid-19?

Come saranno i ristoranti del dopo Covid-19? Ecco le linee guida Inail-Iss

Come saranno i ristoranti del dopo Covid-19? Dal 18 maggio i ristoranti potranno riaprire, un nuovo passo verso una lenta normalizzazione e, soprattutto un inizio di ripresa per uno dei comparti più colpito dal “lockdown”. Quello della cosiddetta Horeca (hotel, ristoranti, bar e catering) è stato un settore che, con due mesi di chiusura, ha perso una imponente parte di fatturato. A cambiare, in questi mesi, non sono state solo le nostre abitudini, ma anche le prospettive di lavoro e di guadagno per tanti professionisti del settore. Adesso, la riapertura inizialmente prevista per il primo giugno, è stata anticipata al 18 maggio. Ma quali sono le precauzioni che i ristoranti dovranno prendere prima e dopo l’apertura? Come sarà quando entreremo di nuovo al ristorante, come ordineremo, come ci sentiremo a fare una cosa che appena due mesi fa era normale routine?

Una piccola anticipazione di quello che potrebbe essere è arrivata oggi dal documento tecnico stilato da Inail e Istituto superiore di sanità (Iss). Che ha dato delle indicazioni destinate a fornire alla politica degli elementi da valutare per garantire una riapertura sicura per i lavoratori e, ovviamente, per i clienti.

E’ evidente che i problemi maggiori riguardano il distanziamento sociale e l’uso di protezioni individuali. Le mascherine, mentre si cena, non si possono indossare e in un ristorante ci sono menu, posate, stoviglie e il cibo stesso che possono diventare fonti di contagio. Per questo diventa fondamentale il rispetto delle distanze di sicurezza. Insomma, le ‘pizzate’ tra amici, le feste di compleanno in trattoria e le riunioni degli ex compagni di classe per l’aperitivo non torneranno a breve. E anche la mia rubrica sul “dove mangiare” sarà aggiornata più raramente del solito.

Come saranno i ristoranti del dopo Covid-19? Ecco le linee guida Inail-Iss

Come saranno i ristoranti del dopo Covid-19? Ecco le linee guida Inail-Iss

I ristoranti del futuro: distanziamento tra i tavoli e barriere divisorie

Secondo Inail e Iss i ristoranti dovranno innanzitutto rimodulare i tavoli e i posti a sedere. Garantendo il distanziamento fra i tavoli non inferiore a 2 metri. Il limite massimo di capienza predeterminato, potrebbe essere quello di uno spazio che di norma dovrebbe essere non inferiore a 4 metri quadrati per ciascun cliente. Fatta salvo la possibilità di adozioni di misure organizzative come, ad esempio, le barriere divisorie” in plexiglass di cui si è tanto parlato. Una soluzione praticabile per ristoranti di grandi dimensioni, ma che potrebbe mettere in ginocchio tutti quei locali piccoli o piccolissimi che hanno già un numero esiguo di tavoli e che potrebbero doverlo dimezzare.

Aria condizionata o no? Si punta su più posti all’esterno

Non ci sono certezze che l’uso dei condizionatori possa incidere sulla diffusione del Coronavirus ma, con il caldo estivo in arrivo, un altro dei nodi che riguardano i ristoranti è quello dell’aria condizionata e dei bagni, spesso privi di aerazione naturale. Secondo le linee guida “è bene favorire sempre ove possibile il ricambio di aria naturale tramite porte e finestre”. In vista dell’estate una soluzione potrebbe essere quella di privilegiare l’uso di spazi all’aperto rispetto ai posti al chiuso. Si potrebbe quindi pensare a una maggiore offerta i posti a sedere nei dehors, sui marciapiedi o nelle piazze. Una cosa normale all’estero ma che in Italia (paradossi del Bel Paese dove si potrebbe mangiare fuori per 9 mesi su 12) non è così diffusa, anche a causa della tassa sulla occupazione di suolo pubblico.

Prenotazione obbligatoria e no ai buffet

Vi è mai capitato di decidere di andare al ristorante o in pizzeria all’ultimo momento, senza prenotare, disposti anche ad attendere sul marciapiede con gli amici che si liberi un tavolo? Nei ristoranti del dopo Covid-19 non potrà succedere più. Perché per evitare assembramenti di persone in attesa fuori dal locale, le linee guida suggeriscono una turnazione nel servizio innovativa e con prenotazione preferibilmente obbligatoria, “spalmando” le prenotazioni su fasce orarie diverse. Quindi, preparatevi a essere puntuali.

A rischio, invece, tutti quei servizi o ristoranti che prevedono buffet o simili. Stop all’amatissimo aperitivo, agli antipasti a buffet, al buffet di dolci, a quello del brunch domenicale  o degli all you can eat. Ma anche alle colazioni a buffet negli hotel e a servizi di catering.

Come saranno i ristoranti del dopo Covid-19? Ecco le linee guida dell'Inail e dell'Iss

 

Addio al menu cartaceo

Stop al classico menu cartaceo e agli interminabili minuti trascorsi nel tentativo di scegliere cosa vogliamo mangiare. Per evitare il rischio di contagio dovuto al contatto con superfici che potrebbero essere contaminate, nei ristoranti del dopo Covid-19 il menu cartaceo dovrà lasciare il passo ai menù scritti sulle lavagne. Come già accade talvolta in pizzeria o con i piatti del giorno. O a menu consultabili via app e siti: Stanno nascendo, proprio a questo scopo, diverse app che permettono ai ristoranti di gestire i  menu completamente on line. Un’altra soluzione potrebbero essere i menù del giorno “usa e getta”, stampati su fogli monouso. Meglio se in carta riciclata, visto che l’ambiente sta già soffrendo abbastanza per la nostra disattenzione nello smaltimento di guanti e mascherine monouso.

La mascherina al ristorante

Se è vero che non si può mangiare con la mascherina, i clienti dovranno però indossarla quando non si mangia. Quindi dovremo usare la mascherina quando entriamo al ristorante, mentre ordiniamo, mentre chiacchieriamo in attesa che arrivi il cibo. E ovviamente quando andiamo in bagno (che dovranno essere igienizzati frequentemente) o alla cassa per pagare. A proposito del pagamento, le casse dovranno essere dotate di zone con barriere in plexiglass. E si dovranno usare preferibilmente pagamenti elettronici con contactless.

Come saranno i ristoranti del dopo Covid-19? Ecco le linee guida Inail-Iss

L’organizzazione in cucina

La sicurezza, andando al ristorante, non deve ovviamente essere massima lato cliente, ma anche lato operatori. Chi lavora in cucina, lo chef, la sua brigata, i camerieri e i lavapiatti, lavoreranno in spazi spesso ridotti e molto spesso senza aerazione naturale. Ora, a parte il disagio di dovere lavorare senza aria condizionata, dovranno indossare le  mascherine chirurgiche e guanti in nitrile “in tutte le attività in cui ciò sia possibile”. Una strada, quella della riapertura dei ristoranti del dopo Covid-19, che si presenta tutta in salita. La voglia di ripartire è tanta e bisognerà collaborare tutti per renderla possibile.

Come saranno i ristoranti del dopo Covid-19?

Potrebbero piacerti anche

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.