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Cipollata in agrodolce alla siciliana

Ricetta tradizionale come antipasto o contorno

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by Ada Parisi
5 min read

Cipollata in agrodolce alla siciliana: la ricetta della tradizione

Il profumo dell’aceto e della menta, la dolcezza delle cipolle e quel suono: lo sfrigolio lento nell’olio, a fuoco basso, per non farla mai bruciare. La cipollata in agrodolce alla siciliana, ‘a cipuddata‘, come si dice in dialetto, è un antipasto e contorno tipico siciliano ed è una delle preparazioni più umili e più identitarie della nostra cucina. Solo cipolle, un filo d’olio ma rigorosamente extravergine di oliva, un po’ di zucchero (anche se io uso l’eritritolo) e un bicchiere d’aceto. Pochi ingredienti che trasformano le cipolle in qualcosa di straordinario, in grado di accompagnare il pesce azzurro, la carne bianca. Ma anche da servire come vuole la nostra tradizione come antipasto o contorno che si porta in tavola freddo.

La mia ricetta di famiglia della ‘cipuddata’

La cipuddata è una tecnica, tramandata di cucina in cucina, che ogni famiglia siciliana custodisce con piccole varianti. Noi in famiglia, ad esempio, usiamo la menta per insaporire la cipollata in agrodolce. Ma altri usano il basilico. Noi preferiamo usare l’aceto di vino rosso, perché regala alle cipolle (soprattutto se già usi cipolle rosse), quel colore violetto surreale e meraviglioso. Ma puoi usare anche quello di vino bianco, di mele o persino del vino bianco se le note acetiche non ti entusiasmano.

La storia della cipollata in agrodolce

L’agrodolce siciliano, così diffuso in innumerevoli preparazioni a partire dalla classica CAPONATA DI MELANZANE oppure la ZUCCA IN AGRODOLCE,  affonda le radici nella dominazione araba dell’isola, tra il IX e l’XI secolo. Furono proprio gli Arabi a portare in Sicilia la canna da zucchero e a diffondere l’uso dell’aceto come conservante. Nacque così quella tecnica di cottura che noi chiamiamo *agrodolce* e che gli arabi amavano come contrasto voluto tra il dolce e il l’acido.

La cipollata, in particolare, nasce come companatico dei pescatori: poverissime cipolle cotte da versare bollenti sul pesce azzurro. Come sgombri, alici, sarde. Il pesce azzurro minuto si frigge e poi si copre con le cipolle calde: così nascono ad esempio le SARDE ALLINGUATE o il buonissimo PESCE SPATOLA IN AGRODOLCE. È una ricetta di sopravvivenza contadina e marinara insieme e che oggi viene nobilitata utilizzando anche pesci costosi come il TONNO IN CIPUDDATA, sia fritto sia semplicemente lesso, per una maggiore leggerezza. Ma anche l’umile SGOMBRO con la cipollata acquista valore.

Le caratteristiche della vera cipollata

Attenzione a non confondere la cipollata con le classiche CIPOLLE IN AGRODOLCE servite come contorno: sono due preparazioni diverse. Le cipolle in agrodolce restano intere e l’aceto si riduce sino quasi a caramellare. La cipollata, invece, si fa con le cipolle a fettine. C’è che preferisce una cipuddata ‘cremosa’ e cuoce le cipolle a lungo, finché non perdono quasi del tutto la loro struttura, fino a diventare una crema morbida. C’è chi, come me, le taglia più grossolane e le lascia al dente, consistenti e saporite.

Quale cipolla scegliere per fare la cipollata in agrodolce

La cipollata tradizionale nasce con le cipolle siciliane, e le due varietà più autentiche sono la cipolla di Giarratana, Presidio Slow Food degli Iblei (Ragusa). Una cipolla grande e anche grandissima, bianca, dolce, ottima per una cipollata dal gusto pulito. E poi la cipolla rossa di Partanna, censita nell’Arca del Gusto Slow Food e tipica della Valle del Belice (Trapani). E’ rossa, carnosa, molto dolce, e con un legame diretto con l’agrodolce, visto che nella zona di Partanna si prepara da sempre una conserva artigianale di cipolle in agrodolce con questa stessa varietà.

Se non vivi in Sicilia è difficile trovare queste tipologie di cipolla, e quindi ti dico subito con cosa sostituirle: con la  cipolla rossa di Tropea Calabria Igp,  ormai diffusissima in tutti i supermercati, che ha una dolcezza e una consistenza molto simili a quella rossa di Partanna. Io la uso spesso proprio per questo, quando sono fuori stagione o fuori Sicilia.

Le varianti della cipollata siciliana

Come tutte le ricette popolari, anche la cipollata siciliana non è sempre la stessa. Nella zona di Palermo e Messina, spesso è arricchita con uvetta ammollata e pinoli tostati. E talvolta anche con un tocco di cannella oppure, come me, con foglie di menta fresca spezzettate all’ultimo. È la versione che accompagna tradizionalmente le alici o le sarde fritte ed è molto aromatica.

C’è anche una versione “in bianco”: con aceto di vino bianco al posto di quello rosso, più chiara e delicata, tipica di chi vuole un agrodolce meno deciso. La versione con aceto balsamico è invece una rilettura più moderna, che scurisce il fondo e regala una nota quasi caramellata; sta bene con carni arrosto o brasate importanti. La cipollata può anche diventare una sorta di confettura salata se cotta ancora più a lungo, ed è usata come base per condire la pasta insieme al tonno o al pesce azzurro.

Ricorda che, come tutte le preparazioni in agrodolce della cucina siciliana, la cipollata migliora dopo qualche ora di riposo, quando i sapori si sono amalgamati. Si conserva in frigorifero, in un contenitore ermetico, anche per 4-5 giorni. E si mangia a temperatura ambiente o fredda, mai calda.

Cipollata in agrodolce alla siciliana, da mangiare da sola come contorno o antipasto o da versare bollente sul pesce azzuro

CIPOLLATA IN AGRODOLCE ALLA SICILIANA (CIPUDDATA)

Porzioni: 4 Preparazione: Cottura:
Nutrition facts: 250 calories 20 fat
Rating: 5.0/5
( 12 voted )

Ingredienti

600 grammi di cipolla rossa di Partanna o di Giarratana (o, in alternativa, cipolla di Tropea Igp)

olio extravergine di oliva

60 millilitri di aceto di vino rosso

2 cucchiaini di zucchero semolato

sale

menta fresca o basilico

2-3 cucchiai di acqua

Procedimento

Cipollata siciliana in agrodolce

Le cipolle - Pulisci le cipolle e affettale sottili se vuoi una cipollata cremosa, o più consistenti se la vuoi come nella fotografia.

La cottura - Scalda l'olio extravergine di oliva con qualche cucchiaio di acqua in una padella larga e bassa, versa le cipolle e un pizzico di sale.

Versione cremosa - Fai stufare le cipolle a fuoco basso e a padella coperta, mescolando di tanto in tanto, per circa 15-20 minuti: le cipolle devono appassire e diventare morbide. Se tendono ad asciugarsi, aggiungi poca acqua.

Versione più consistente - Cuoci le cipolle in olio e poca acqua per 5 minuti coperte a fuoco basso e poi per altri 5 minuti scoperte, a fuoco medio. Devono risultare traslucide ma ancora consistenti.

L'agrodolce - Sciogli in un bicchiere lo zucchero nell'aceto di vino rosso. Alza la fiamma e versa il composto sulle cipolle lasciando evaporare l'aceto per 2-3 minuti a fuoco medio-alto. Puoi insaporirle con un po' di menta fresca o basilico.

Come mangiarla - A questo punto, se vuoi mangiarle come contorno o antipasto lasciale raffreddare. Se vuoi usarle per insaporire il pesce azzurro, versale calde sul pesce lesso e spinato o fritto. Una volta tiepido, puoi  conservare il tutto per almeno 3-4 ore, meglio se per una notte intera, in frigorifero. Buon appetito!

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