Baccalà e stoccafisso: differenze, proprietà e 14 ricette da provare

Baccalà al cartoccio con patate

Baccalà e stoccafisso: differenze e ricette. Entrambi sono parte integrante della cucina italiana e mangiare piatti a base di baccalà o pesce stocco in momenti di rito, come le feste natalizie, è una tradizione antica che resiste ancora oggi nel Sud Italia in genere o in Lazio (dove il BACCALA’ FRITTO ALLA NAPOLETANA o quello IN PASTELLA ALLA ROMANA spopolano), ma anche in Veneto, Liguria e nelle Marche. Ma quali sono le differenze tra baccalà e stoccafisso, le loro caratteristiche nutrizionali e come si usano in cucina? Per anni il baccalà e lo stoccafisso sono stati i pesci più disponibili e meno cari sul mercato, anche laddove il mare era lontano e il pesce in genere poco accessibile. Tra i tanti vantaggi, la carne bianca, abbondante e delicata, uno scarto praticamente nullo, un costo decisamente più limitato del pesce fresco e una eccezionale versatilità di preparazione.

Per quanto riguarda la geografia dei consumi, il baccalà è molto usato soprattutto in Liguria, Toscana, Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo e Sicilia. Lo stoccafisso, invece, è diffuso  soprattutto in Sicilia ma solo nella provincia di Messina, famosa per lo STOCCAFISSO A GHIOTTA CON PATATE, in Veneto (il famoso baccalà alla vicentina non è affatto baccalà ma pesce stocco), in Liguria, Campania, nelle Marche e in Calabria, dove è noto lo stocco di Mammola, in provincia di Reggio Calabria, che è anche un Pat, prodotto agroalimentare tradizionale.

Pesce stocco a ghiotta alla messinese

BACCALA’ E STOCCAFISSO: LE DIFFERENZE

Ma quali sono le principali differenze tra baccalà e stoccafisso e le ricette per prepararli? Innanzitutto entrambi derivano dalla stessa materia prima: il merluzzo nordico (Gadus morhua) che abita nei mari dell’Atlantico settentrionale. La differenza sta nel processo di conservazione del pesce: il pesce stocco è un pesce essiccato all’aria, mentre il baccalà è un pesce conservato sotto sale, anche se c’è un tipo di lavorazione del baccalà che prevede prima la salatura e poi l’essiccazione. Il risultato di questi due metodi di conservazione della  stessa materia prima, ovvero il merluzzo, è estremamente diverso sia come consistenza sia come sapore.

Lo STOCCAFISSO è una produzione esclusivamente Norvegese: viene pescato solo da febbraio ad aprile dalle flotte dei pescherecci delle isole Lofoten. I filetti di merluzzo, la cui prima lavorazione (separazione dalla lisca, eliminazione della testa e delle interiora) avviene direttamente in barca subito dopo la pesca, vengono portati a terra e messi su rastrelliere all’aria aperta. Qui, grazie a condizioni climatiche di sole e vento adatte, essiccano per circa 3 mesi, fino a giugno. Poi, lo stoccafisso resta altri due mesi al chiuso a maturare. Lo stoccafisso delle isole Lofoten (Skrei) ha ottenuto il marchio Igp (Indicazione geografica protetta).

La produzione del BACCALA’, invece, è più ampia sia geograficamente sia come arco temporale: è prodotto in Norvegia, Islanda, Danimarca e altre nazioni del Nord Europa lungo tutto l’arco dell’anno. In questo caso, i filetti di merluzzo vengono messi in casse sotto sale per tre settimane e rigirati spesso in modo che siano sempre uniformemente ricoperti di sale. In alcuni casi, dopo le tre settimane si procede anche con una essiccatura all’interno di tunnel appositi, e non all’aria aperta. Per legge, il baccalà deve avere un contenuto in sale superiore al 18%.

Insalata di pesce stocco alla messinese

COME TRATTARE BACCALA’ E STOCCAFISSO

Sia il baccalà sia lo stoccafisso devono subire un processo di ammollo in acqua prima di potere essere cucinati, per perdere l’eccesso di sale (il baccalà) e per essere reidratato (il pesce stocco). Per il baccalà è sufficiente tenere i filetti di pesce con la parte della pelle rivolta verso l’alto e coperti da acqua molto fredda per 3 giorni, cambiando l’acqua 2-3 volte al giorno vista l’alta concentrazione di sale contenuta nel pesce. Per lo stoccafisso, invece, i tempi di ammollo (sempre in acqua molto fredda e sempre cambiandola ogni giorno) sono di una settimana. E’ possibile aggiungere anche del ghiaccio all’acqua di ammollo, in modo da mantenere la temperatura più bassa possibile.

LE CARATTERISTICHE NUTRIZIONALI E COME CUCINARLI

Sia il baccalà sia lo stoccafisso hanno tutte le virtù del merluzzo nordico. Sono carni magre, povere di calorie (95 per 100 grammi di prodotto ammollato),  fonte di proteine (21 grammi per 100 grammi) e di Omega3, che rappresentano la quasi totalità dei pochi grassi presenti in questo pesce. Sono presenti in buona quantità anche calcio, fosforo, selenio, vitamine del gruppo B.

Vi ho spiegato le differenze tra baccalà e stoccafisso e ora vediamo le ricette per prepararli. In cucina, la carne dello stoccafisso è più consistente e ha un gusto e un profumo più intensi, mentre la carne del baccalà è più bianca, morbida e delicata. Lo stoccafisso si può mangiare anche crudo, come avviene in Sicilia con l’INSALATA DI PESCE STOCCO ALLA SICILIANA. Nel Sud Italia, dove lo stoccafisso e il baccalà sono molto diffusi, ci sono negozi che vendono questi due prodotti sia già ammollati, per abbreviare i tempi di preparazione in cucina, sia ancora essiccati o sotto sale.

BACCALA’ E STOCCAFISSO: LE RICETTE DA PROVARE

Tra i primi piatti sono da provare

Tra i secondi piatti siciliani imperdibili c’è sicuramente

Con il baccalà si posso fare anche rustici o torte salate, come

Tra le ricette più moderne a base di baccalà e stoccafisso

Ancora, tra i secondi vi propongo

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