ricette con carciofi
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  • Quiche ai carciofi, con Fontal e Trentingrana


    Buongiorno, oggi vi tento con un piatto davvero goloso a base di carciofi, una delle mie verdure preferite, e di formaggi trentini: Fontal e Trentingrana. Per questa quiche ai carciofi ho preparato una pasta brisée alla curcuma, a base di farina integrale, burro e uova, e poi un goloso ripieno con carciofi saltati, formaggio Fontal e una crema di uova e Trentingrana del Caseificio del Primiero. E’ da considerarsi ovviamente un sostanzioso piatto unico, che io servo semplicemente con una insalata mista fresca. Potete personalizzare il ripieno utilizzando anche altre verdure o altri tipi di formaggi, visto che le torte salate sono uno dei piatti più versatili della cucina. Come vedete, da un po’ di tempo sto aggiungendo, dove posso, la curcuma alle mie ricette, non solo per il bel colore giallo vivo che dona agli alimenti, ma perché ha proprietà anti ossidanti, anti tumorali e anti infiammatorie. La curcumina, il principale principio attivo della curcuma, è però difficilmente assorbibile dal nostro organismo e, per assimilarla al meglio, dovete assumerla accompagnata da un grasso come l’olio extravergine, o da pepe nero. Inoltre, le sue preziose sostanze sono termolabili, soffrono cioè il calore. Quindi, occorre consumare la curcuma preferibilmente cruda (potete spargere la polvere su sughi, carni, pesci, insalate) o sottoponendola a cotture molto brevi, se usate la radice fresca. E’ ottima anche negli infusi, specialmente se accompagnata al tè verde. E ora vi lascio alla ricetta, buona giornata!
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  • Pappardelle con crema di carciofi, rana pescatrice e melagrana


    Buongiorno, oggi vi racconto un piatto e un territorio insieme: il piatto sono queste pappardelle con crema di carciofi, rana pescatrice, melagrana, mandorle e carciofi croccanti, un connubio delicato ed elegante che ho pensato come primo piatto per le festività del 2016 (lo preparerò anche io per il Cenone di Capodanno). Il territorio, ovviamente, è quello della mia Sicilia: complice una collaborazione con Terrarata-Sapori siciliani, un bel sito di vendita on line di prodotti siciliani, ho potuto usare le pappardelle di grano russello biologico, l’olio extravergine blend di due cultivar eccellenti (biancolilla e cerasuola), le mandorle di Avola. E ho completato con dei meravigliosi carciofi spinosi di Menfi, che sono presidio Slow Food. Ho deciso di parlarvi del progetto di Terrarata-Sapori siciliani perché segue la mia stessa filosofia, naturalmente in una versione business, perché si tratta di un sito di vendite on line: promuovere i piccoli produttori siciliani (e italiani aggiungo io), in modo che i loro prodotti restino di nicchia e artigianali, ma siano conosciuti e fruibili da chiunque: Terrarata-Sapori siciliani permette di ordinare on line pasta e farine di grani antichi siciliani, biologici e non, olio extravergine, vino, birra artigianale, cioccolata di Modica, conserve e sottoli, miele e marmellate, dolci tipici, salumi e formaggi tutti prodotti da piccole aziende che – virtualmente – aprono le porte al grande pubblico offrendo qualità a un prezzo conveniente. Conoscevo e usavo già molti dei prodotti in vendita su Terrarata-Sapori siciliani, e quindi sono in grado di giudicarne la qualità, e proprio per questo vi invito a sbirciare sul sito, dove vi aspetta il 15% di sconto e troverete il gusto della mia terra, proprio in un momento come quello delle feste in cui si spendono tanti soldi per il cibo, organizzando pranzi e cene, facendo e facendosi regali alimentari. Allo stesso tempo, darete una mano ai piccoli produttori, che sono l’ossatura del made in Italy agroalimentare italiano.

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    6 dicembre 2016 • Pasta, Pesce, Primi piatti • Views: 266

  • Carciofi alla romana

    Carciofi alla romana. Li avete mai provati? A mio parere uno dei modi migliori per cucinare un carciofo e poterne apprezzare le qualità organolettiche senza la ‘confusione’ creata da condimenti e sughi. Ovviamente la ricetta del carciofo alla romana, uno dei cardini della tradizione culinaria laziale, è rigidamente codificata e ci sono alcune regole da rispettare. Se volete, la trovate anche sul mio canale You Tube in versione video passo passo cliccando qui. La ricetta originale vuole che si usino i carciofi romaneschi Igp, le cosiddette ‘mammole’ o ‘cimaroli’, prodotte nel litorale laziale (gli stessi che si utilizzano per preparare i carciofi alla Giudia): sono molto teneri, non hanno spine e la barbetta interna è morbida e soffice. Ancora, nel trito aromatico si usano aglio, prezzemolo e mentuccia romana (Calamintha nepeta). E qui arrivano i dolori, perché la mentuccia romana non ha nulla a che fare con la menta normale (sono due famiglie diverse) e difficilmente la si trova nei supermercati. La soluzione è tenerne una piantina a portata di mano in balcone: ora, io ce l’ho, ma purtroppo è estremamente debilitata, quindi ammetto di avere utilizzato, insieme alle poche foglie superstiti, anche qualche foglia di menta normale (soprattutto nella decorazione del piatto). I puristi mi perdoneranno, e sono la prima ad ammettere che la mentuccia è indispensabile in questa ricetta, anche se in sostituzione non posso fare altro che consigliare la menta, pena il non assaggiare giammai i carciofi alla romana. Detto questo, è bandito l’uso di vino bianco, anche se lo troverete in molte ricette, il tegame deve contenere i carciofi il più possibile ‘di misura’ in modo che in cottura i cuori non si allarghino, si deve usare un olio extravergine eccellente (ad esempio quello della Sabina Dop, per restare in Lazio) e io solitamente copro i carciofi con un foglio di carta forno bagnato e ben strizzato, e poi sigillo il tutto con un coperchio, in modo da mettere meno acqua possibile in cottura (anche meno di un bicchiere) e cuocerli con il vapore. Il risultato è un carciofo tenerissimo, come se fosse burro, con l’estremità lievemente abbrustolite ma sempre morbide: insomma, se è ben fatto si mangia tutto e se ne mangia di certo più d’uno.

    Carciofi alla romana

    Carciofi alla romana

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    11 aprile 2016 • Antipasti, Contorni, Piatti vegetariani • Views: 3774

  • Risotto ai carciofi con bottarga

    Come si può resistere davanti ai carciofi stesi sui banchi dei mercati rionali? Mammole romane, carciofi siciliani, gli spinosi sardi…Io non ci riesco e, visto che i carciofi ci sono ancora per poco, ho deciso di godermi uno dei miei piatti preferiti (l’ho mangiato proprio ieri sera e di gusto) e di riproporvi oggi (giuro che dalla prossima settimana vi arriveranno meno ricette, non allarmatevi), con nuove fotografie appena scattate, una delle prime ricette del blog: il risotto con carciofi e bottarga. Un risotto delicato, cremoso e sapido. Che per me merita un posto d’onore tra i risotti ‘casalinghi’, adatti a una cena anche rapida. Al posto del prezzemolo tritato, ho usato polvere di prezzemolo, fatta semplicemente lasciando essiccare il prezzemolo in forno a 100 gradi per 10-12 minuti. Se volete potete farla anche voi: la polvere di prezzemolo è bella da vedere e dà al piatto un tocco vegetale, quasi di clorofilla.

    Risotto carciofi e bottarga

    Risotto carciofi e bottarga

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    24 marzo 2016 • Primi piatti, Riso • Views: 783

  • Frittedda siciliana, con fave, piselli e carciofi

    La primavera nel piatto. E’ la frittella (frittedda in dialetto), un piatto tipico palermitano che mette insieme fave, piselli e carciofi, semplicemente saltati con olio e scalogno e poi uniti in un tripudio di verde e di sapore da uno dei sapori più amati dai siciliani: l’agrodolce. Un piatto che si può preparare solo in primavera, tra marzo e aprile, quando è arrivata la stagione delle fave e dei piselli freschi, ma non è ancora finita quella dei carciofi. Il consiglio, come per tutte le preparazioni in agrodolce, è di prepararla il giorno prima, in modo che si possa insaporire per bene, e di gustarla a temperatura ambiente o fresca, mai calda. E’ un ottimo contorno per carne e pesce, ma anche un piatto vegetariano ricco di vitamine, carboidrati e proteine. Mia zia Mariella, palermitana doc, la prepara in modo eccezionale e, quando la mangio, la ricordo sempre con affetto. La ricetta originale si limita all’unione delle verdure in agrodolce, io ho aggiunto un piccolo arricchimento tostando in poco olio briciole di pane e pinoli, da unire all’ultimo alla frittedda, per un po’ di golosa croccantezza. I puristi della cucina siciliana non me ne vogliano, ma devo aggiungere che anche un po’ di menta fresca è un buon abbinamento. Una ricetta simile si può mangiare nelle campagne romane: la vignarola è composta principalmente da fave, piselli, carciofi e lattuga. Buona giornata!

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    21 marzo 2016 • Contorni, Piatti vegetariani • Views: 5873