dove mangiare ad Acqui Terme
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  • Itinerari: Monferrato, Acqui Terme e il Brachetto Docg, una passeggiata tra le colline Unesco


    Non è detto che il sole sia la migliore condizione per ammirare un territorio. Nel mio viaggio di tre giorni tra le colline del Monferrato Astigiano e Alessandrino non sono stata sicuramente molto fortunata dal punto di vista climatico: mi aspettavo sole, luce e tepore, e invece ho avuto per lo più nebbia, pioggia e vento. Ma ho fatto di necessità virtù ed ho imparato ad apprezzare le ombre e le nuvole che, alla fine, hanno dato un’aria struggente e romantica a questi paesaggi unici, che sono diventati nel 2014 patrimonio Unesco. In queste terre, custodi di prodotti di eccellenza, come il Brachetto d’Acqui Docg o la robiola di Roccaverano Dop, il mese di marzo è un periodo di bassa stagione turistica. Per me, che non amo i luoghi affollati, che preferisco giorni tranquilli, una occasione perfetta per costruire un itinerario tra buon cibo, ottimo vino, cultura e paesaggi meravigliosi. L’itinerario che vi propongo parte da Acqui Terme e tocca Canelli, Roccaverano, le Cattedrali sotterranee dello spumante, le cantine che producono Brachetto di Acqui Docg e non solo e tanti ristoranti in cui gustare l’ottima cucina piemontese.
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    21 marzo 2017 • viaggi • Views: 1371

  • Recensioni: l’eredità dei “Parisio” nella cucina di Nicolò Conigliaro

    Passeggiando per le vie dall’impianto medievale di Acqui Terme, in pieno centro storico, a pochi passi dal Duomo e dalla ‘Bollente’, la fonte di acqua termale che scorre fumando a quasi 75 gradi (frenate lo slancio nel toccarla perché vi potreste ustionare), è possibile trovarsi di fronte a un palazzo del Settecento, Casa della Porta, di color giallo, con due piccole porte circondate che danno su una via stretta lastricata: non proseguite senza guardare perché, soprattutto se siete vicini all’ora di pranzo o di cena, avete trovato un ristorante dove vale davvero la pena fermarsi. E’ il Nuovo Parisio, nome misterioso all’apparenza, ma che in realtà vuole solo stabilire distanza e vicinanza, al contempo, con la tradizione culinaria portata avanti dalla storica famiglia di cuochi dei Parisio, fin dal 1933. Ai fornelli, in questo locale aperto dal 2012, c’è il giovane Nicolò Conigliaro, nipote di Piero Parisio, che ha deciso di sposare la più pura tradizione culinaria piemontese, abbinandola a un ambiente di grande pregio: due le sale (, separate e non comunicanti, la prima la piano terra, con un bel soffitto a volta in mattoni e la cantina a vista, la seconda al primo piano, con un meraviglioso soffitto ligneo e altissime porte dipinte del Quattordicesimo secolo. Ad affiancare Niccolò c’è una sommelier proveniente dall’Estremo Oriente, Keiko Yamada, che gestisce con cura una carta dei vini molto bene assortita, con tante referenze del Piemonte (anche il raro Timorasso) e diverse proposte dalla Francia.
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    19 marzo 2017 • recensioni • Views: 1176

  • Recensioni: I Caffi, eleganza e tradizione nel centro di Acqui Terme

    Cucina creativa, piatti complessi, porzioni ‘minimal’, guarnite coreograficamente e tecniche innovative: è quello che la maggior parte delle persone si attende quando va a cena in un ristorante premiato con una stella Michelin. Ma non sempre è così. Si può, invece, fare una cucina tradizionale utilizzando ingredienti di eccellenza, presentata con eleganza, in porzioni più abbondanti, senza esibire tecniche moderniste ma con una salda consapevolezza dell’equilibrio degli abbinamenti e avere una meritata stella Michelin. Lo dimostra il ristorante I Caffi di Acqui Terme, che della tradizione piemontese ha fatto una bandiera, a partire dal luogo: il locale è ospitato nel Vecchio Palazzo Comunale di Acqui, risalente al 1500, e la sala – arredata volutamente in modo minimalista – ha sul soffitto un meraviglioso affresco dell’epoca. L’amore per la memoria, però, si sposa alla capacità di cogliere le novità e le attese del pubblico, e il ristorante offre non solo il pranzo o la cena ‘stellati’, ma anche una brasserie (con ampia proposta di carni alla brace), per una cena più informale con la possibilità di fare aperitivi o anche, semplicemente, piccoli spuntini con prodotti di eccellenza, da accompagnare a un bicchiere di vino.

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    14 marzo 2017 • recensioni • Views: 678