dove mangiare a palermo
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  • Itinerari: il fascino di Palermo tra siti Unesco, gastronomia e arte dolciaria

    Capitale italiana della Cultura per il 2018, patrimonio dell’Unesco dal 2015 con il suo itinerario Arabo-Normanno, una città che ha visto un susseguirsi di re e regine, di dominazioni sempre diverse che sono state assimilate, adattate, metabolizzate in un crogiuolo di culture e gusti vivo ancora oggi: questa è Palermo, uno dei miei luoghi del cuore, con tutti i suoi innumerevoli pregi e le sue infinite contraddizioni. E un po’ con l’istinto, un po’ con la ragione, voglio accompagnarvi a scoprire questa città straordinaria, in un itinerario sia per chi già c’è stato, sia per chi non l’ha mai vista e ha voglia di scoprirla piano piano, emozionandosi come capita a me tutte le volte che la vedo. Ho scelto come filo conduttore di questo viaggio (vi serviranno almeno 5 giorni e tanta voglia di camminare per vedere tutto quello che vi indico) l’itinerario degli edifici civili e religiosi protetti dall’Unesco (9 in tutto, ma qui non vi parlo della cattedrale di Cefalù e del ponte romano di Palermo), tutti risalenti al periodo normanno che va dal 1130 al 1194, eccezionale esempio del sincretismo socio culturale che si verificò miracolosamente in Sicilia tra cultura occidentale, bizantina e islamica. Tra un mosaico e una volta ad ogiva, vi porto anche in alcuni luoghi di Palermo che non potete perdere, anche se esulano dall’itinerario arabo-normanno Unesco, nei mercati a guardare i tanti prodotti dell’isola e a mangiare il cibo da strada, ad assaggiare i dolci siciliani capolavoro della pasticceria (leggete fino in fondo perché troverete due video che sono certa vi piaceranno). E vi porterò nei ristoranti che ancora propongono una cucina tipica ben fatta.

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    12 agosto 2017 • viaggi • Views: 1965

  • Recensioni: I Pupi, a Bagheria Toni Lo Coco rilegge la tradizione popolare siciliana

    Aperto nel 2009 e premiato con la stella Michelin nel 2014, il ristorante I Pupi nasce a Bagheria, cittadina alle porte di Palermo, centro in cui la modernità si trova a convivere con i fasti settecenteschi ancora testimoniati dallo splendore delle ville che furono residenza dei nobili palermitani. E proprio all’ombra di una tra le più straordinarie di queste ville, Villa Palagonia, che vi consiglio di visitare per ammirare i suoi mostri immaginifici in pietra, sorge il locale dello chef Toni Lo Coco. Quasi a contrastare con il lusso ostentato del passato, il ristorante è volutamente minimalista, piccolo (circa 25 coperti), arredato con i toni neutri del bianco, del nero e del grigio, con linee aguzze e superfici lucide. In sala, c’è la moglie di Toni, Laura Codogno, che gestisce il servizio con polso di ferro. In cucina, lo chef gioca sul filo di un precario equilibrio tra il rispetto della grande tradizione della cucina popolare siciliana e il suo istinto creativo che guarda all’innovazione e al futuro. Personalmente, proprio nei piatti che più si ispirano alla cucina popolare, arricchiti dall’estro dello chef, ho trovato l’espressione più felice di Lo Coco.
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    31 luglio 2017 • recensioni • Views: 888

  • Recensioni: a Palermo lo stile mediterraneo di Osteria Ballarò


    Si chiama Osteria Ballarò, ma con lo storico e colorito mercato palermitano non ha niente a che vedere. Il locale si trova, infatti, nei pressi della Vucciria, l’altro mercato nel cuore di Palermo, che purtroppo ormai ha perso molto del suo fascino originale. L’Osteria Ballarò è un ristorante moderno, spazioso, luminoso. La luce, vera protagonista dell’arredamento, domina le due sale, grazie a una grande vetrata con vista sul cortile delle antiche scuderie di Palazzo Cattolica: legno chiaro, magnifiche ceramiche siciliane sui toni del bianco e, alle pareti, quadri e foto a rotazione di giovani artisti locali, per valorizzare a 360 gradi la creatività siciliana. La prima sala (enoteca e street food), con le colonne originali del 1400, è prevalentemente utilizzata per gustare le tante specialità del cibo di strada, accompagnate da un vino regionale. La sala ristorante, invece, è riservata ai piatti dello chef e, ovviamente, i prezzi salgono (forse un po’ troppo). Continue Reading

    17 luglio 2017 • recensioni • Views: 3393

  • Recensioni: Buatta, i piatti di una volta nel cuore di Palermo

    La “buatta”, in siciliano, è il contenitore, per lo più metallico, in cui era venduto il pomodoro pelato, ingrediente simbolo della cucina dell’isola e indispensabile per creazioni come la pasta alla norma, la caponata, la parmigiana.  Si intuisce, quindi, già dal nome che al ristorante “Buatta – cucina popolana” si va per gustare la tipica cucina palermitana. E davvero in questo locale, situato tra il Cassaro e la Vucciria, zone ad altissimo tasso turistico, dove troppo spesso la ristorazione è diventata di massa, con locali e menu fotocopia, è ancora possibile assaporare le tipicità cittadine, grazie a prodotti di qualità e rispettosi della tradizione. Buatta ha scelto di recuperare le antiche ricette nella loro forma originale, partendo da un luogo altrettanto antico: la Valigeria Quattrocchi 1870, ristrutturata in modo da conservarne il carattere originario nei tipici pavimenti a scacchi in bianco e nero e nelle colonne di ghisa che costellano la sala in stile liberty. Continue Reading

    14 luglio 2017 • recensioni • Views: 2010