dolci al cucchiaio
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  • Cheese cake senza cottura, con more e mirtilli


    Buongiorno! Come avrete capito amo molto le cheese cake, con una netta preferenza per quelle cotte in forno. Visto che, però, andiamo incontro alla bella stagione e che in tanti me l’avete chiesta, oggi vi propongo la versione senza cottura, che è sicuramente più fresca, anche grazie alla composta di frutti di bosco che la guarnisce. In questa ricetta, che trovate anche in versione video passo passo sul mio canale You Tube, non utilizzo la colla di pesce, che spesso viene messa per stabilizzare il dolce e renderlo più compatto e farlo durare più a lungo. Io ho preferito non usarla perché volevo una cheese cake morbidissima, cremosa e non eccessivamente compatta. Ovviamente, il mancato utilizzo della gelatina ha un costo: innanzitutto il dolce deve riposare in frigorifero per almeno 8 ore per rassodare il più possibile. Secondariamente, questa cheese cake si conserva per meno tempo, e quindi vi suggerisco di consumarla nel giro di 24 ore. Se, invece, volete un dolce che si conservi in frigorifero fino a 3 giorni, allora dovete per forza aggiungere la colla di pesce sciolta in dose di 6 grammi in poca panna calda e poi aggiunta al formaggio cremoso prima di unire il resto della panna montata (ve lo spiego meglio nel testo della ricetta). Potete prepararla con il mascarpone, la ricotta o con un formaggio fresco tipo Philadelphia (anche light) o robiola. Qualunque versione scegliate, sono certa che vi piacerà. Buona giornata!
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  • New York cheese cake al cioccolato

    La ricetta di oggi è una bomba, in tutti i sensi: è una bomba calorica indubbiamente, vista gli ingredienti. E’ una bomba di gusto, perché quando avrete assaggiato un cucchiaino di questa New York cheese cake al cioccolato fondente, cremosa, con la base croccante e l’acidità dei lamponi, non riuscite più a farne a meno. E’ una bomba come ricetta in se stessa, perché è davvero estremamente facile da preparare e il successo, vi garantisco, è assicurato, Io l’ho preparata con un cioccolato extra fondente, più peccaminoso, ma si può fare anche con cioccolato al latte o bianco (aumentando le dosi rispettivamente a 150 e 170 grammi). Come guarnizione, anziché la classica composta della cheese cake, ho preferito usare dei lamponi crudi, sia per avere una maggiore acidità in contrasto con il dolce, sia per una mera questione estetica, lo confesso. Ovviamente, anche in questo caso potete usare fragole, mirtilli, ribes, sia cotti sia crudi. E, con la bella stagione in arrivo, soprattutto visto che è un dolce che si mangia freddo, abbinerei la cheese cake al cioccolato in versione estiva anche ad albicocche e pesche. E’ importante che il dolce riposi una notte in frigorifero, per rassodare e in modo che i sapori si fondano bene. Sono certa che vi piacerà moltissimo. Spero che notiate la mia nuova ceramica: stavolta viene da Faenza ed è di una artista che mi piace molto, Mirta Morigi: me l’ha regalata il mio compagno che, per una volta, ha perfettamente centrato i miei gusti… miracoli della primavera.
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  • Semifreddo alla nocciola


    In assoluto il gelato alla nocciola è il mio preferito. Mi piacciono in genere i gusti alla crema, non amo particolarmente quelli alla frutta, ma se dovessi chiudere gli occhi l’immagine del gelato che ho nel cuore è sicuramente quella di un cono alla nocciola, cioccolato extra fondente e panna montata. Il tutto ovviamente siciliano, anzi messinese. Perché, come si fanno i gelati da noi non si fanno da nessuna parte. La nocciola è, a mio parere, il banco di prova più duro per un gelataio: da questo gusto si capisce impietosamente la qualità della panna e della pasta di nocciole usate, ossia che tipo di materie prime utilizza la gelateria. Sulla nocciola, non ci siamo quasi mai: gusti deboli, lievi, che a occhi chiusi nessuno riconoscerebbe per nocciola. Quindi, siccome non ho una gelatiera e non posso farmi un gelato in casa, ho deciso di fare un semifreddo, con gli stessi ingredienti del gelato. E la ricetta che vi presento è strepitosa: io uso una pasta di nocciole delle Langhe, e quindi nocciola Tonda Gentile Igp del Piemonte. L’ho comprata durante un fine settimana a Cravanzana (Alta Langa) e non riesco più a farne a meno. Voi usate quella che preferite, ma è importante che sia di altissima qualità. L’alternativa alla pasta di nocciole è farsela in casa, semplicemente frullando le nocciole leggermente tostate fino ridurle quasi a poltiglia: vi servono 200 grammi di nocciole, oltre a quelle per la decorazione. Detto questo: è un dolce bellissimo, facile da fare nel complesso, stupefacente nel profumo e nel sapore. Lo preparerò per Capodanno, perché un semifreddo alla fine di un Cenone secondo me è più gradito di un dolce normale. Seguendo lo stesso procedimento potete preparare anche uno strepitoso semifreddo al pistacchio, magari da accompagnare con frutti rossi, come ho fatto qui. Buona giornata!
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  • Crème caramel al mandarino


    Lo so, potrei sembrare monotematica o quanto meno ossessionata dai mandarini. Prima la crème brulée, poi il gelo, poi il semifreddo e adesso la crème caramel al mandarino. Che posso dire? Sto riscoprendo il gusto di questo frutto che, fino a poco tempo fa, trovavo troppo agro per i miei gusti. Ma i gusti, si sa, cambiano, e oggi questa asprezza, in contrasto con la dolcezza dello zucchero, mi attrae. E quindi vi lascio la ricetta, facilissima e a prova di principiante, di queste crème caramel al mandarino, che però potete preparare e aromatizzare anche con arancia, limone o persino pompelmo a secondo del vostro gusto. Infine, se non vi piacciono gli agrumi, potete usare questa ricetta semplicemente come base per preparare una créme caramel alla vaniglia. Vi consiglio di prepararla con un giorno di anticipo, perché diventa più buona con il passare delle ore. Si conserva bene in frigorifero per 3-4 giorni e ha un profumo e una consistenza meravigliosa. Buon fine settimana!
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  • Panna cotta al cioccolato bianco, fava Tonka e maracuja

    Panna cotta al cioccolato bianco, con fava Tonka e maracuja. Detta così sembra una ricetta sofisticatissima, ma in realtà è di una semplicità sorprendente. E di una bontà assoluta: il cioccolato bianco, con cui si corre sempre il rischio di rendere stucchevole un dolce, si arricchisce delle sfumature di caramello della fava Tonka e poi viene immediatamente smorzato dalla notevole acidità del maracuja, che ho volutamente lasciato al naturale. Non spaventatevi per la fava Tonka, potete tranquillamente sostituirla con una bacca di vaniglia (che potete anche aggiungere alla preparazione pur usando la fava Tonka). Il dolce si prepara in un lampo, ma nessuno lo capirà: voi farete un figurone, innanzitutto perché i dolci al cucchiaio piacciono a tutti, poi perché questo ha un sapore particolare e divertente, giocato tra la dolcezza e l’acidità. E’ l’ideale per una cena anche formale, con ospiti importanti, perché potete prepararlo in anticipo e guarnirlo prima di servire, anche personalizzando la decorazione. Spero vi piaccia. Se volete, potete seguire la stessa ricetta preparando una panna cotta al cioccolato fondente: in questo caso, vi consiglio di usare un cioccolato al 70% minimo di cacao e di aggiungere alla preparazione 40 grammi di zucchero semolato. Buona giornata!
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