cucina siciliana
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  • Pesce spada al forno alla siciliana

    Pesce spada al forno alla siciliana, conosciuto anche con il nome di pesce spada alla messinese (gioco in casa). Oggi torniamo nella mia bella isola con un grande classico, che io ho leggermente rivisitato. Sono stata così fortunata da trovare a Roma il pesce spada dello Stretto (si capisce, lo giuro, dal colore e dalla grandezza, e poi dal fatto che parla in siciliano) e ho approfittato per preparare una ricetta buonissima, facile e golosa, che esalta il pesce spada ponendolo al centro di una piramide di sapori e consistenze diverse: il croccante delle mandorle e del pane fritto, la clorofilla del prezzemolo, il sale dei capperi e l’acidità del pomodoro. La cottura, al forno, è minima, perché il pesce spada deve rimanere morbido. Proprio per questo ho rivisitato la ricetta originale, che prevede che il pesce spada venga cosparso con pane grattugiato e olio e poi guarnito con i pomodori: la cottura per i miei gusti si prolunga eccessivamente per ottenere pomodori appassiti e una panure croccante. Io, invece, tosto il pane grattugiato in padella con poco olio e le mandorle, in modo che sia già croccante. Poi aggiungo anche il prezzemolo. Salto anche i pomodori, interi, in poco olio, in modo che sia già leggermente appassiti e saporiti quando entrano in forno, e aggiungo a crudo solo qualche rondella molto, molto sottile di pomodoro e di cipolla per dare più acidità al piatto. Per la cottura del pesce, in questo modo, bastano 8-10 minuti e resta succoso e morbido. Insomma, se doveste trovare un buon pesce spada dovete assolutamente provare questa ricetta, perché sono certa che vi piacerà moltissimo. Volendo, potete preparare nello stesso modo anche il tonno, la palmita, la ricciola, la cavagnola, la lampuga, persino il salmone… ossia pesci a tranci abbastanza sodi (per la verità anche filetti di pesce come il persico), stando molto attenti ai tempi di cottura, perché sono tutti pesci che tendono ad asciugarsi con cotture troppo prolungate.
    L’abbinamento suggerito con questa ricetta molto delicata è un vino bianco, con una bassa gradazione alcolica e una bella freschezza. Dalla piattaforma online WineYou, abbiamo scelto un vino siciliano, il Pietranera 2015, prodotto da Marco De Bartoli con uve Zibibbo colivate  a Pantelleria. Un prodotto su cui è possibile ottenere il 10% di sconto utilizzando il codice promo “ScontoSicilianiCreativi“. Buona giornata!
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    22 settembre 2017 • Pesce, Secondi • Views: 2636

  • Pasta al pesto di pomodori secchi e ricotta

    Pesto di ricotta, pomodori secchi, pinoli e mandorle. Molti lo chiamano pesto rosso o pesto alla siciliana, e in effetti gli ingredienti sono tipici della mia isola. E’ una salsa velocissima, davvero pronta in 5 minuti, con la quale amo condire la pasta (meglio pasta lunga che pasta corta) ma che dovreste provare anche sulle bruschette, soprattutto in inverno quando i pomodori freschi non sono più di stagione. Ovviamente, è molto semplice da preparare: vi servirà soltanto un mini pimer o, se anche a voi piace cucinare alla vecchia maniera, un mortaio, per pestare i pomodori con la ricotta, i pinoli e le mandorle tostate e le erbe aromatiche (io ho usato basilico fresco e maggiorana). A questa salsa potete aggiungere, volendo, uno spicchio di aglio e un po’ di pecorino, ma vi confesso che io preferisco evitare, per lasciare protagonisti del gusto i pomodori e la ricotta, nel mio caso di pecora. In inverno, quando non c’è il basilico, provate a sostituirlo con un po’ di origano: non avete idea di quanto cambi il gusto e di quanto diventi balsamico. Ora, domando io: che cosa preferire tra un pesto di ricotta e pomodori pronto (costi più alti, ignota qualità delle materie prime, presenza di conservanti, etc.) e uno fatto da voi in 5 minuti (ma anche meno se vi concentrate)? Se preferite usare (o avete già in casa) i pomodori secchi non sottolio, dovete semplicemente reidratarli tenendoli per 15 minuti a bagno in acqua calda, poi asciugarli bene e procedere come da ricetta: vi servirà un po’ più di olio extravergine di oliva nella preparazione, ma il pesto verrà comunque perfetto.
    In abbinamento a questo piatto scegliamo un vino bianco del sud Italia. Lo produce Casa Comerci, il vino è un Calabria Igt, il suo nome è “Rèfulu“, annata 2013. E si può trovare sull’enoteca specializzata online WineYou dove si può ottenere uno sconto del 10% sul prezzo, inserendo il codice promo “ScontoSicilianiCreativi“. Buona giornata!
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    20 settembre 2017 • Pasta, Primi piatti • Views: 3235

  • Torta di fichi freschi e mandorle

    Torta con i fichi freschi: morbida, profumata e con una crosticina croccante che si ottiene con un piccolo trucco. Per me questa è la perfetta torta da colazione: semplice da fare, con tanta frutta fresca, che ovviamente può variare al variare delle stagioni. L’impasto base è quello della meravigliosa torta di mele della mia mamma, che modifico ogni volta a secondo del gusto che voglio ottenere. In questo caso ho aggiunto un po’ di farina di mandorle all’impasto e ho aromatizzato il dolce con scorza di limone, cannella, vaniglia e un po’ di grappa. Sopra i fichi settembrini, dolci e succosi (al punto che ho diminuito la quantità di zucchero nell’impasto) e poi una bella crosticina fatta mescolando zucchero di canna, farina di mandorle e pane grattugiato. Questa miscela ha diversi scopi: asciugare un po’ l’umidità e il liquido che rilasciano i fichi nel forno, proteggere la polpa dei frutti da una cottura eccessiva e, come dicevo, creare una crosticina croccante e saporita. Come dico ogni volta, questa torta ai fichi è un dolce perfetto per una prima colazione sana e golosa, ma anche un ottimo dessert a fine pasto: servitela tiepida, con un po’ di gelato o una salsa al cioccolato e vedrete che sarà apprezzatissima. Il vino che abbiamo scelto in abbinamento a questo dolce con i fichi freschi si chiama Anarchia Costituzionale, è un moscato bianco prodotto da Walter Massa, in Piemonte, e si può trovare sull’enoteca online WineYou, con lo sconto del 10% inserendo il codice promo “ScontoSicilianiCreativi“. Buona giornata!
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    15 settembre 2017 • Dolci (torte, biscotti, dolci al cucchiaio, muffin, etc.) • Views: 3600

  • Pesce spada a bagnomaria alla messinese

    Pesce spada a bagnomaria: da buona siciliana, non potevo non farvi provare una delle ricette a base di pescespada (pescato rigorosamente nello Stretto di Messina) a cui sono più affezionata. Questa è, dopo la cottura alla griglia, quella più semplice da realizzare: pochissimi gli ingredienti, solo olio extravergine di oliva, sale, aglio e origano. E, ovviamente, un pesce spada di altissima qualità. Nonostante la semplicità, però, il risultato è di tutto riguardo perché restano inalterati gusto e morbidezza del pesce, con il plus di un sughetto saporito e sfizioso. Molti pensano che la cottura a bagnomaria sia una cottura ‘ospedaliera’: in realtà in questo caso è un pregiudizio da sfatare, perché questo è forse uno dei metodi di cottura che più esalta questo pesce meraviglioso. Con questa ricetta vorrei anche spezzare una lancia a favore dell’uso dell’aglio in cucina, ultimamente poco di moda: in ricette tradizionali può essere fondamentale, senza considerare le sue notevoli proprietà benefiche. Il segreto è, come per ogni cosa, la misura. E un aglio di qualità come quello rosso di Nubia o di Sulmona. So che forse a molti di voi interessa più la ricetta che la foto, ma volevo dirvi che queste foto sono state fatte nella mia casa al mare, in vacanza, con il mio Iphone e non con la reflex, e che anche il contesto è stato un po’ improvvisato: ma la ricetta del pesce spada a bagnomaria fatta con il pesce spada siciliano, pescato nello Stretto di Messina, ha tutto un altro sapore. Il vino che abbiamo scelto in abbinamento al pesce spada a bagnomaria, e che è possibile acquistare sull’enoteca online WineYou, con lo sconto del 10% inserendo il codice promo “ScontoSicilianiCreativi“, è un Salina bianco Igt, “Tenuta Valdichiesa 2016“, prodotto da Salvatore D’Amico. Buona giornata!

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    13 settembre 2017 • Pesce, Secondi • Views: 2850

  • Spaghetti aglio e olio con melanzane e crudo e cotto di gamberi di nassa

    Oggi una ricetta creativa ma facile: spaghetti aglio e olio, con melanzane fritte e un “crudo e cotto” di gamberi di nassa. Anche oggi la mia ispirazione è chiaramente e dichiaratamente siciliana, non solo per le onnipresenti melanzane, ma anche per l’uso degli umili gamberetti di nassa, quelli rosa, piccoli e delicati, dal gusto estremamente dolce, che hanno caratterizzato la mia infanzia. In questo piatto li uso sia crudi sia cotti, in modo da esaltare la dolcezza dei gamberetti (quelli scottati) e la loro sapidità (quelli crudi e marinati). Ricordate che prima di utilizzare un pesce crudo, questo va abbattuto di temperatura: alcune pescherie iniziano ad offrire questo servizio e, in un’ora, avete il vostro pesce fresco abbattuto e sicuro, altrimenti dovete farlo a casa, tenendolo per almeno 4 giorni in surgelatore a -20 gradi. Il piatto è molto, molto semplice, anche se mi rendo conto che friggere le melanzane è sempre un lavoro un po’ noioso: si tratta, però, di un ingrediente fondamentale perché proprio la leggera nota amara della melanzana bilancia la dolcezza del gambero. Il condimento aglio, olio e naturalmente peperoncino aggiunge aromi e intensità a questi spaghetti buoni caldi ma ottimi anche tiepidi o freddi, purché siano ben al dente.
    Inizia da oggi una collaborazione tra Siciliani Creativi e WineYou, giovane enoteca online fondata nel 2016 da Giovanni e Mariasole, e nata con una particolare attenzione ai vini naturali di agricoltura biodinamica e biologica. Cosa cambia: nel consueto abbinamento tra ricette e vino, troverete suggerite delle etichette che potrete acquistare sul sito WineYou, con uno sconto del 10% sul prezzo praticato utilizzando il codice promozionale “ScontoSicilianiCreativi“. Sono oltre 600 i vini selezionati da WineYou per la maggior parte prodotti da aziende che lavorano le loro vigne nel massimo rispetto dell’ambiente, senza diserbanti o fitofarmaci, senza uso di additivi in cantina ma preferendo fermentazioni spontanee, lieviti indigeni, nessuna chiarificazione né filtrazioni e un uso limitato di anidride solforosa, in modo da ottenere prodotti che garantiscono la più alta qualità e capaci di esaltare le caratteristiche del terroir. Per questa ricetta abbiamo scelto il Plenus Pecorino di Marina Palusci.

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    6 settembre 2017 • Pasta, Pesce, Primi piatti • Views: 2785