cucina siciliana
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  • Macco di fave fritto


    Macco di fave fritto. Un piatto siciliano di antica tradizione che, da street food e cibo delle fiere, è diventato una raffinata golosità. Se avete già provato la ricetta del macco di fave e vi è piaciuta, la prossima volta fatene un po’ di più e godetevi queste sfiziosissime frittelle dal sapore intenso e dal profumo avvolgente (se poi si pensa che sono vegetariane e persino vegane, non so cos’altro si possa desiderare di più). Potete servirle come aperitivo con un calice di bollicine, come antipasto conviviale o come piatto unico insieme a una fresca insalata. Noi le gustiamo calde, con una spruzzata di limone e abbondante pepe nero macinato fresco, ed esprimono davvero tutta la forza e l’intensità della mia Sicilia. Il formato di pasta che vi consiglio è un formato largo e piatto, come le sagne, le reginette o le lasagnette di semola. Ma vanno bene anche gli spaghetti o le linguine spezzate. Cuocete la pasta al dente, perché poi dovrà raffreddare e verrà cotta nuovamente con la frittura. E adesso correte a mettere le fave secche a bagno, buona giornata e ormai quasi buon anno!
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    28 dicembre 2017 • Antipasti, Pasta, Piatti unici, Piatti vegetariani, Primi piatti, Sfizi • Views: 2220

  • Filetto di maiale farcito con pomodori secchi e caciocavallo

    Filetto di maiale farcito, con caciocavallo e pomodori secchi. Oggi un piatto di ispirazione siciliana, che cucinava mia nonna e che ho mangiato dopo tanto tempo nell’agriturismo sull’Etna della cantina Barone di Villagrande, preparato dalla giovane chef Giulia Carpino. E’ un piatto abbastanza semplice, che si può fare anche con un giorno di anticipo, per poi cuocerlo qualche ora prima di servire, ma elegante e coreografico, dal gusto intenso e sapido: il filetto è farcito con un trito di pomodori secchi, caciocavallo stagionato e capperi, quindi rosolato e cotto in padella, servito con la sua salsa, cremosa e ricca. Potete accompagnarlo con il contorno che preferite: io avevo una cena un po’ formale e quindi ho voluto abbondare e ho scelto un purè di patate, funghi porcini e gallinacci trifolati e qualche prugna tardiva alla griglia. Se volete fare poca fatica e restare nella tradizione, in Sicilia la carne di maiale (solitamente un maialino nero dei Nebrodi) è spesso accompagnata da semplici patate al forno, croccanti e dorate o solo da un morbido e ricco purè di patate. Il gusto di questo filetto di maiale farcito è molto deciso e quindi perfetto per chi ama la carne e i piatti ricchi e intensi: se volete un piatto che impressioni i vostri ospiti, ormai anche in vista delle festività natalizie, questo potrebbe essere una buona scelta. Buona giornata!
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    28 novembre 2017 • Carne, Secondi • Views: 1808

  • Pesce spada al forno alla siciliana

    Pesce spada al forno alla siciliana, conosciuto anche con il nome di pesce spada alla messinese (gioco in casa). Oggi torniamo nella mia bella isola con un grande classico, che io ho leggermente rivisitato. Sono stata così fortunata da trovare a Roma il pesce spada dello Stretto (si capisce, lo giuro, dal colore e dalla grandezza, e poi dal fatto che parla in siciliano) e ho approfittato per preparare una ricetta buonissima, facile e golosa, che esalta il pesce spada ponendolo al centro di una piramide di sapori e consistenze diverse: il croccante delle mandorle e del pane fritto, la clorofilla del prezzemolo, il sale dei capperi e l’acidità del pomodoro. La cottura, al forno, è minima, perché il pesce spada deve rimanere morbido. Proprio per questo ho rivisitato la ricetta originale, che prevede che il pesce spada venga cosparso con pane grattugiato e olio e poi guarnito con i pomodori: la cottura per i miei gusti si prolunga eccessivamente per ottenere pomodori appassiti e una panure croccante. Io, invece, tosto il pane grattugiato in padella con poco olio e le mandorle, in modo che sia già croccante. Poi aggiungo anche il prezzemolo. Salto anche i pomodori, interi, in poco olio, in modo che sia già leggermente appassiti e saporiti quando entrano in forno, e aggiungo a crudo solo qualche rondella molto, molto sottile di pomodoro e di cipolla per dare più acidità al piatto. Per la cottura del pesce, in questo modo, bastano 8-10 minuti e resta succoso e morbido. Insomma, se doveste trovare un buon pesce spada dovete assolutamente provare questa ricetta, perché sono certa che vi piacerà moltissimo. Volendo, potete preparare nello stesso modo anche il tonno, la palmita, la ricciola, la cavagnola, la lampuga, persino il salmone… ossia pesci a tranci abbastanza sodi (per la verità anche filetti di pesce come il persico), stando molto attenti ai tempi di cottura, perché sono tutti pesci che tendono ad asciugarsi con cotture troppo prolungate.
    L’abbinamento suggerito con questa ricetta molto delicata è un vino bianco, con una bassa gradazione alcolica e una bella freschezza. Dalla piattaforma online WineYou, abbiamo scelto un vino siciliano, il Pietranera 2015, prodotto da Marco De Bartoli con uve Zibibbo colivate  a Pantelleria. Un prodotto su cui è possibile ottenere il 10% di sconto utilizzando il codice promo “ScontoSicilianiCreativi“. Buona giornata!
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    22 settembre 2017 • Pesce, Secondi • Views: 4659

  • Pasta al pesto di pomodori secchi e ricotta

    Pesto di ricotta, pomodori secchi, pinoli e mandorle. Molti lo chiamano pesto rosso o pesto alla siciliana, e in effetti gli ingredienti sono tipici della mia isola. E’ una salsa velocissima, davvero pronta in 5 minuti, con la quale amo condire la pasta (meglio pasta lunga che pasta corta) ma che dovreste provare anche sulle bruschette, soprattutto in inverno quando i pomodori freschi non sono più di stagione. Ovviamente, è molto semplice da preparare: vi servirà soltanto un mini pimer o, se anche a voi piace cucinare alla vecchia maniera, un mortaio, per pestare i pomodori con la ricotta, i pinoli e le mandorle tostate e le erbe aromatiche (io ho usato basilico fresco e maggiorana). A questa salsa potete aggiungere, volendo, uno spicchio di aglio e un po’ di pecorino, ma vi confesso che io preferisco evitare, per lasciare protagonisti del gusto i pomodori e la ricotta, nel mio caso di pecora. In inverno, quando non c’è il basilico, provate a sostituirlo con un po’ di origano: non avete idea di quanto cambi il gusto e di quanto diventi balsamico. Ora, domando io: che cosa preferire tra un pesto di ricotta e pomodori pronto (costi più alti, ignota qualità delle materie prime, presenza di conservanti, etc.) e uno fatto da voi in 5 minuti (ma anche meno se vi concentrate)? Se preferite usare (o avete già in casa) i pomodori secchi non sottolio, dovete semplicemente reidratarli tenendoli per 15 minuti a bagno in acqua calda, poi asciugarli bene e procedere come da ricetta: vi servirà un po’ più di olio extravergine di oliva nella preparazione, ma il pesto verrà comunque perfetto.
    In abbinamento a questo piatto scegliamo un vino bianco del sud Italia. Lo produce Casa Comerci, il vino è un Calabria Igt, il suo nome è “Rèfulu“, annata 2013. E si può trovare sull’enoteca specializzata online WineYou dove si può ottenere uno sconto del 10% sul prezzo, inserendo il codice promo “ScontoSicilianiCreativi“. Buona giornata!
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    20 settembre 2017 • Pasta, Primi piatti • Views: 5172

  • Torta di fichi freschi e mandorle

    Torta con i fichi freschi: morbida, profumata e con una crosticina croccante che si ottiene con un piccolo trucco. Per me questa è la perfetta torta da colazione: semplice da fare, con tanta frutta fresca, che ovviamente può variare al variare delle stagioni. L’impasto base è quello della meravigliosa torta di mele della mia mamma, che modifico ogni volta a secondo del gusto che voglio ottenere. In questo caso ho aggiunto un po’ di farina di mandorle all’impasto e ho aromatizzato il dolce con scorza di limone, cannella, vaniglia e un po’ di grappa. Sopra i fichi settembrini, dolci e succosi (al punto che ho diminuito la quantità di zucchero nell’impasto) e poi una bella crosticina fatta mescolando zucchero di canna, farina di mandorle e pane grattugiato. Questa miscela ha diversi scopi: asciugare un po’ l’umidità e il liquido che rilasciano i fichi nel forno, proteggere la polpa dei frutti da una cottura eccessiva e, come dicevo, creare una crosticina croccante e saporita. Come dico ogni volta, questa torta ai fichi è un dolce perfetto per una prima colazione sana e golosa, ma anche un ottimo dessert a fine pasto: servitela tiepida, con un po’ di gelato o una salsa al cioccolato e vedrete che sarà apprezzatissima. Il vino che abbiamo scelto in abbinamento a questo dolce con i fichi freschi si chiama Anarchia Costituzionale, è un moscato bianco prodotto da Walter Massa, in Piemonte, e si può trovare sull’enoteca online WineYou, con lo sconto del 10% inserendo il codice promo “ScontoSicilianiCreativi“. Buona giornata!
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    15 settembre 2017 • Dolci (torte, biscotti, dolci al cucchiaio, muffin, etc.) • Views: 4958