cucina siciliana
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  • Riccioli con patate, carciofi e bottarga

    L’altro giorno, per cena, ho preparato nuovamente uno dei miei piatti preferiti, i carciofi in umido con patate, ai quali solitamente abbino le uova. Mentre li mangiavo, tra me e me ho iniziato a pensare a una pasta con gli stessi ingredienti. Detto, fatto. Il risultato di questo esperimento è questa pasta con patate, carciofi e, per aggiungere sapidità e arricchire il piatto, bottarga di muggine. Ovviamente sarda, visto che in famiglia ho una corsia preferenziale. Le patate e i carciofi li ho cotti separatamente e poi li ho uniti mantecando il sugo con prezzemolo e un po’ di pecorino. Per dare una nota croccante ho aggiunto mandorle tostate tritate. Ho voluto usare una pasta corta che mi ha attirata appena l’ho vista, i riccioli, ma penso che questo sugo funzionerebbe benissimo anche con una pasta lunga all’uovo, ad esempio fettuccine. Se omettete la bottarga, è un ottimo primo vegetariano, molto veloce e gustoso. E, chiaramente, senza il pecorino diventa anche una pasta vegana in cui la mancanza delle proteine animali, vi assicuro, non si sentirà affatto: puntate su abbondante pepe nero macinato fresco.
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    8 marzo 2017 • Pasta, Primi piatti • Views: 1317

  • Semifreddo al mandarino

    Oggi un’altra ricetta a base di mandarini, per approfittare il più possibile di questo agrume meraviglioso e profumatissimo: semifreddo al mandarino, un dolce che richiama i primi caldi e che, se congelerete un po’ di succo di mandarino, potrete preparare anche tra qualche mese, quando avremo più voglia di gelati e semifreddi. Ora, ne ho mangiati tanti di semifreddi al mandarino, ma nessuno mi ha mai convinto: alcuni perché fatti evidentemente con aromi artificiali, dal gusto inconfondibile, altri perché fatti solo con la frutta, ma dal profumo troppo debole. Ho dato una occhiata in rete e ho visto tante ricette in cui il succo di mandarino si fa bollire fino a ridurlo della metà, per concentrarne gli zuccheri: ho provato, ma secondo me questa bollitura fa sì concentrare gli zuccheri, ma riduce il sapore fresco e agrumato del mandarino. Allora sono andata per la mia strada e ho provato a portare il succo a ebollizione e unire della colla di pesce (potete usare anche l’agar agar): in questo modo ho ottenuto una gelatina morbida di mandarino che ho unito ai tuorli montati, alla scorza grattugiata di mandarini e alla panna, ottenendo un semifreddo cremoso ma soprattutto con un profumo e un sapore di mandarino concentrato e pungente. Ho voluto completare il dolce con una gelatina al mandarino, per insistere sull’agrumato, e con un disco di pan di spagna leggermente bagnato di sciroppo al mandarino. Insomma, questo dolce è una personale ode a questo frutto che mi ricorda sempre, al solo profumo, il cielo della mia Sicilia. In coda alla ricetta troverete due varianti per chi non avesse voglia e tempo di fare lo sciroppo di zucchero. Vi lancio anche una idea facile facile che vi faciliterà immensamente il lavoro: mettete il semifreddo all’interno della buccia dei mandarini, tagliando solo la calotta superiore e svuotandoli, e serviteli semplicemente così: mi sono maledetta per non averci pensato prima di fare una torta gelata.

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  • Gelo di mandarino su frolla alla cannella

    Sono davvero soddisfatta della ricetta di oggi, perché profuma di Sicilia e di agrumi, ma anche di inverno e di cannella: gelo di mandarini su frolla alla cannella. Inoltre, se userete la farina di riso al posto della farina 00 nella pasta frolla, è anche un dolce senza glutine, che soddisferà ogni palato grazie al suo gusto pieno, tra l’agro dei mandarini, la morbidezza del gelo, la burrosità della frolla, il sentore di cannella. Se preferite (o semplicemente non avete voglia di fare la pasta frolla) potete mettere il gelo in coppette individuali, servirlo guarnito da pistacchi tostati e gustarlo così, esattamente come per il gelo di anguria (provatelo questa estate, mi raccomando!). Un paio di consigli: scegliete mandarini freschissimi e assaggiateli per capire quanto zucchero mettere nel gelo. Io vi do una dose tra 150 e 200 grammi di zucchero per litro perché il gelo non deve perdere il sapore leggermente acidulo caratteristico di questi agrumi. Ancora, preparate il gelo il giorno prima e conservatelo in frigorifero. Infine, non cuocete troppo la pasta frolla: questa è un po’ più ricca di burro del solito, in modo che sia friabile, e se la cuocete troppo diventerà dura. Mi sembra di avervi detto tutto. Buona giornata!
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    17 febbraio 2017 • Dolci (torte, biscotti, dolci al cucchiaio, muffin, etc.) • Views: 155

  • Fusilli al sugo di baccalà e olive


    Non so perché ma con i primi freddi mi viene sempre voglia di baccalà, perché è un pesce a tutti gli effetti ma si può usare per preparare sughi e piatti corposi, ricchi di sapore, visto che è meno delicato sia come gusto sia come carni del pesce fresco. Tra l’altro, spesso il baccalà è usato come secondo piatto, ma è perfetto anche per preparare gustosi primi piatti velocissimi, grazie alla sua rapidità di cottura. Questi fusilli ad esempio (uno dei miei formati di pasta preferiti), si preparano davvero in un attimo, nel tempo di cottura della pasta: basta avere un pezzetto di baccalà (io uso la coda che è sottile e con i filetti preparo un secondo come il baccalà al cartoccio o quello al pomodoro, olive e capperi) e tagliarlo a cubetti, aggiungere cipolla, olive e pomodoro e avrete una pasta squisita, con un gusto deciso che piacerà a tutti. Potete anche farla più o meno piccante, come preferite. Se invece volete provare un sugo al baccalà in bianco, più delicato, provate gli spaghetti con olive, capperi e pomodori secchi, alla siciliana. Insomma, con il baccalà potete decisamente sbizzarrirvi! Buona giornata!
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    18 ottobre 2016 • Pasta, Primi piatti • Views: 770

  • Insalata pantesca, con fagiolini


    Patate, pomodori, olive, capperi, cipolle e origano. Ingredienti semplici, senza nulla di particolare in apparenza. Eppure, mettendoli insieme si ottiene un piatto dai profumi profondi, mediterranei ed inebrianti. A patto che si usino prodotti eccellenti e di stagione. Oggi vi presento una semplice insalata, la mia preferita: l’insalata pantesca. E’ originaria di Pantelleria, un’isola ventosa circondata da rocce e mare, dove la cucina è semplice come la vita di ogni giorno. Questa insalata così semplice è diventata uno dei simboli della gastronomia siciliana e per me racchiude tutta la bontà della mia Sicilia. Qualche suggerimento: usate almeno due tipi di pomodori, perché non cambia solo la forma ma anche il sapore. Datterini e pachino, camone e piccadilly, San Marzano e perini… Ancora, l’origano deve essere un signor origano, non quelli che si vendono in bustine. Io lo prendo a Trapani, a mazzi grandi, che poi sbriciolo a mano: un profumo balsamico che resta a lungo sulle dita. La cipolla deve essere una cipolla rossa di Tropea, tagliata sottile e lasciata per pochi minuti a bagno in un po’ di aceto di vino rosso. I capperi solo sottosale, e ovviamente dovrebbero essere di Pantelleria. Le patate della Sila, di Avezzano o di Viterbo. Le olive nere sotto sale, con quel sapore forte e un po’ amaro. Il sale potrebbe essere quello delle saline Ettore e Infersa di Trapani, raccolto a mano. L’olio, ovviamente, un grande olio: io ho usato un olio di Tonda Iblea, la mia passione. Spesso in estate si aggiungono i fagiolini, io li avevo e li ho messi, ma la ricetta originale non li prevede. E ora che ho reso complicatissimo preparare una semplice insalata (già sento la maggior parte di voi che mi maledice) vi dico solo che non è peccato mortale aggiungere del tonno sottolio, ma che sia un tonno di tonnara, di Favignana, di Carloforte, di Marzamemi. Lo so, sono una insopportabile pignola…. Buona giornata!
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    14 settembre 2016 • Antipasti, Contorni, Piatti unici, Piatti vegetariani • Views: 1324