Recensioni: Marina del Nettuno, l’approdo creativo di Pasquale Caliri

Finalmente anche Messina ha un ristorante di cucina creativa di livello. Nella mia città, come in tutta la Sicilia, si mangia bene più o meno dappertutto, ma fino ad oggi è sempre mancato qualcuno che riuscisse a interpretare in modo originale le grandi materie prime, dal pescato dello Stretto ai magnifici ortaggi, passando per i formaggi, il vino e l’olio extravergine di oliva. Uno straordinario potenziale per chi sia in grado di gestirlo con tecnica e fantasia. Ci sta riuscendo lo chef Pasquale Caliri, che da circa tre anni guida il ristorante Marina del Nettuno, suggestivo locale letteralmente a pelo d’acqua nel porticciolo turistico di Messina, che guarda alla statua della Madonna della Lettera.

Posto il fatto che sia oggettivamente difficile trovare una posizione di pari bellezza, il ristorante (gestito dalla società Comet di Ivo Blandina) è arredato in modo minimalista e unisce uno stile moderno, negli abbinamenti e negli impiattamenti, alla volontà di valorizzare le produzioni locali: olio dell’Etna (azienda Merlino), farine da grani siciliani (Molini del Ponte), vini delle Doc Faro e Mamertino, uova (di Silvio Ontario, Zafferana Etnea), ortofrutta dagli orti del quartiere Annunziata di Messina, pesce locale e regionale (il fornitore è Salvatore Bonaffini). Insomma, Pasquale Caliri è un siciliano che ama profondamente la sua terra e la trova ancora oggi misteriosa, tanto da volerla ancora scoprire, con lo spirito e la curiosità dei buoni giornalisti (Caliri è iscritto all’Ordine nazionale dei giornalisti professionisti e il giornalista lo ha fatto davvero nel settore più complesso, la cronaca giudiziaria, prima di dedicarsi alla cucina).

Marina del Nettuno, aperitivo

Prima della cena, tra divani e tavolini sull’acqua, c’è spazio per un cocktail 100% made in Sicily ideato dal barman siciliano Christian Costantino: “A 18” è un cocktail ispirato al territorio, intelligente mix di sciroppo di carrubbe, arance rosse, limone Interdonato, amaro “Amara” dell’Etna, vini Inzolia e Catarratto e una spuma di limone aromatizzata al vino Passito. Il Marina de lNettuno propone un conveniente menu degustazione al prezzo di 65 euro con sei portate scelte dal cliente tra tutte quelle proposte in menu, oltre a benvenuto dello chef, pre dessert e piccola pasticceria finale. Un prezzo molto conveniente visto che, alla carta, gli antipasti sono proposti a un prezzo dai 14 ai 20 euro, i primi piatti da 16 a 20 euro, i secondi da 20 a 24 euro e i dolci a 7 euro.

Magnum di acciuga

Si inizia in modo molto interessante e divertente con il benvenuto dello chef, il “Magnum di acciuga”: un involtino di acciughe fresche (ho poi scoperto che lo chef condivide la mia passione per il pesce azzurro) farcite con il tradizionale impasto siciliano a base di pane grattugiato, formaggio e olio extravergine e ricoperte da un crumble di mandorle e pistacchi di Bronte, servite all’interno di una scatola di sardine su uno stecco esattamente come un gelato “Magnum” e accompagnate da una leggera crema di ceci.

Crudo di pesce

Lo stile di Caliri è contemporaneo, basato su una filosofia culinaria che punta al rispetto della materia prima, con poche elaborazioni e grande attenzione agli abbinamenti e agli equilibri gustativi. La cucina è prevalentemente di pesce, e molti piatti sono adatti anche a chi è celiaco o intollerante al glutine. Tra gli antipasti, dalla cucina arriva il “nudo e crudo con passione”: ovvero un crudo di pesce composto da tartare di tonno, gambero rosso, carpaccio di baccalà, julienne di seppia, frutta senapata, uova di lompo e di salmone, confettura di capperi e frutto della passione. Un piatto fatto per gustare la freschezza del pesce e le note dolci ed eleganti della frutta senapata e della confettura di capperi.

Omaggio a Gualtiero Marchesi

L’omaggio allo chef Marchesi è una gradita sorpresa, tra gli antipasti, e riprende il tema di uno dei piatti più celebri del Maestro: il dripping di pesce. Caliri, che si è formato ad Alma (la scuola di cucina fondata da Gualtiero Marchesi), lo realizza a modo suo, con una delicata crema di ceci sulla quale sono adagiate cozze, vongole e gamberi appena scottati. Le gocce al nero di seppia, basilico e pomodoro sono decorative ma soprattutto funzionali, perché danno sapidità, clorofilla e acidità al piatto.

Gnocchi con vastedda

Il primo piatto è chiamato “lo gnocco voleva avere un cuore” e nasce dopo l’esperienza fatta da Caliri nel ristorante milanese Joia di Pietro Leemann, famoso per la sua proposta tutta vegetariana (una stella Michelin). Non si tratta di uno gnocco nel senso classico, ma di sfere di patata ai gusti di zafferano, spinaci e barbabietola, accompagnate da una salsa al formaggio Vastedda del Belice (prodotto Dop a base di latte vaccino). Un buon piatto ma non sullo stesso livello degli altri che ci sono stati serviti.

Ricci e carruba

IL piatto “Ricci e carruba” ci è sembrata la combinazione più interessante della serata, per equilibrio e coerenza negli abbinamenti. Un primo semplice: spaghetti alla carruba (che lo chef raccoglie nel terreno di suo padre) con ricci di mare e un fondo cremoso di ricotta al limone. Avremmo volentieri fatto il bis.

Uovo e uova

Notevole anche “uovo e uova”, piatto che lo chef Pasquale Caliri ama particolarmente: un crostone di cuturro (antico piatto siciliano ottenuto con grano spezzato, olio di oliva e sale), uovo di gallina poché, uova di storione e salmone, ricotta montata all’acqua di mare e bottarga di tonno. Un piatto in cui si sente davvero il profumo del mare, dove la già saporita ricotta siciliana diventa protagonista insieme all’acqua di mare e alla morbida grassezza dell’uovo.

Pre dessert

Pre dessert estremamente rinfrescante con litchi, spuma di yogurt, lampone intero, lampone essiccato e polvere di frutti rossi. Un piatto in cui emerge la fantasia e la delicatezza della mano di Pasquale Caliri, che nella pasticceria si trova particolarmente a suo agio, anche grazie agli insegnamenti del grande pastry chef, Paco Torreblanca.

Tiramisù

Doppio assaggio di dolce finale: il primo è un un tiramisù realizzato con pan di spezie e crema di caffè, cacao in polvere e sfere di caffè. Robusto e gustoso.

Cannolo rivisitato

Il secondo dolce è un cannolo siciliano, reinterpretato: cialda con fatta da una tuile di nocciole dei Nebrodi, all’interno una crema di ricotta e pistacchio con frutta candita. Ben realizzato il cannolo, molto croccante e non eccessivamente dolce, nonostante l’uso di creme, cialde e canditure. Due dessert forse più adatti a un clima invernale, ma di grande golosità. Chiusura in estrema dolcezza, con piccoli tartufi al cacao e gelatine di frutta home made.

Tra i vini in carta abbiamo scelto un Petit Arvine, Valle d’Aosta Dop, della cantina Les Cretes. La carta dei vini del Marina di Nettuno non è ampia ma valorizza, con una scelta intelligente, le etichette siciliane, dalle bollicine ai rossi e ai bianchi fermi. I vini di Francia, Spagna e Germania sono discretamente rappresentati, soprattutto quelli della Champagne. Mancano del tutto i vini rosati, che non dovrebbero essere assenti in una cucina in cui il pesce è protagonista. Il mondo del vino rosato sta vivendo un periodo di rinascita e la proposta italiana offre tante denominazioni (anche nella stessa Sicilia) e opportunità di scelta per un’alta ristorazione che voglia accontentare le esigenze di una clientela più attenta e desiderosa di sperimentare rispetto al passato. I prezzi e i ricarichi sono corretti. Il Marina del Nettuno si posiziona saldamente al primo posto tra i ristoranti messinesi da non perdere.

Marina del Nettuno

Viale della Libertà, Batteria Masotto – Messina

www.marinadelnettuno.it

(visitato a giugno 2018)

Dai una occhiata anche a...

2 comments

elisabetta corbetta 2 luglio 2018 at 08:38

Che posto fantastico di fronte al mare. Molto particolare ricci e carruba e strepitoso il cannolo rivisitato, oltre alle altre prelibatezze.
Grazie
Un bacione

Reply
Ada Parisi 3 luglio 2018 at 14:40

E’ assolutamente da provare se passi da Messina!

Reply

Leave a Comment

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.