Le colline del Prosecco Docg, un panorama con vista sull’Unesco

  • bicchiereprosecco
  • Valdobbiadene_panorama
  • cartizze_pietra
  • Follina_abbazia
  • Collalto_vigne_castello

Se c’è un luogo che in un’immagine racchiude il significato del duro lavoro del viticoltore questo è la collina del Cartizze, a Valdobbiadene. Uno sguardo dall’alto di questi pendii scoscesi punteggiati di pali e di viti, e capisci perché questo angolo d’Italia merita il riconoscimento paesaggistico dell’Unesco. Un terreno franoso, fragile, sostenuto però dalle radici profonde delle vigne, che si alternano ai boschi. La mano dell’uomo ha plasmato magicamente nel tempo questi territori in una sfida quotidiana con la natura, alla quale ha strappato centimetro dopo centimetro di terra fertile in un equilibrio precario e spettacolare. Tre giorni tra Conegliano e Valdobbiadene, patria della Docg Prosecco, sono pochi per avere un quadro esaustivo del territorio. Questa è una realtà che in 6 mila ettari vitati racchiude 160 cantine, che producono oltre 65 milioni di bottiglie.

Il prosecco Docg

Ma le otto aziende, grandi e piccole, che ho visitato, parlando con i produttori, toccando con mano vigneti e cantine, danno un’idea dell’importanza di queste aree per la viticoltura italiana, che proprio grazie alle bollicine del Prosecco Docg ha conquistato spazi importanti sui mercati esteri del vino. Ognuna di queste aziende ha un suo peculiare modo di fare vino. Ognuna fa scelte più o meno difficili, più o meno convinte.

  • Chiesetta_
  • Cison_piazza_comune_dettaglio
  • Cison_chiesa
  • Conegliano_arco
  • chiesa_

E se il territorio è fatto di viti e cantine, non si possono non citare anche le bellezze storiche e artistiche, le pievi locali (tra cui la Pieve di San Pietro di Feletto), la medievale Conegliano, l’abbazia cistercense di Santa Maria di Follina, il Molinetto della Croda, Cison di Valmarino che è uno dei piccoli borghi più belli d’Italia. Senza tralasciare il fatto che a due passi c’è la bella Treviso: non potete non fare una passeggiata tra i portici del centro e, se volete mangiare qualcosa di particolare che incrocia tradizione e innovazione, provate il ristorante Gustolia.

  • valdo_cantina_esterni
  • valdo_degustazione
  • valdo_barrique
  • valdo_serbatoi_acciaio

Di Valdo Spumanti, tra i marchi ambasciatori storici delle bollicine venete, mi è piaciuta la grande attenzione non solo al vino ma anche alle persone dietro il vino. A chi conferisce le proprie uve alla Valdo, più di 80 i conferitori, viene offerta assistenza tecnica e formazione continua, con giornate di studio e visite ad altre realtà vinicole del paese e non solo, perché la conoscenza e l’informazione sono alla base del prodotto. La cantina da quasi un secolo opera sul territorio, per una produzione di 14,6 milioni di bottiglie. Un’azienda alla continua ricerca del prodotto giusto, che può vantare anche diverse annate di Prosecco metodo classico. La linea prestige, offre la gamma vasta delle tipologie: dal brut all’extra dry, al dry. Mi sono piaciute molto la Cuvée di Boj e la Cuvée del Fondatore, millesimato 2013 per il 90% dal vitigno principe, Glera, e per il 10% da Chardonnay, coltivato localmente e affinato parzialmente in barrique di rovere francese.

 

  • cartizze_collina
  • LeColture_acciaio_targa
  • LeColture_sala_degustazione
  • LeColture_tappi

Dell’azienda Le Colture mi è piaciuto il modo in cui Veronica Ruggeri, responsabile immagine, accoglie gli ospiti: non tanto in cantina, quanto sulla sommità della collina del Cartizze (106 ettari complessivi in cui le quotazioni dei terreni sfiorano il milione di euro), a vedere e toccare con mano la bellezza e la difficoltà di questo territorio. Ricordando come Le Colture, nata nel 1983, parta dall’intuizione di suo nonno, perfezionata poi da suo padre, che lavorò a ristrutturare una semplice stalla per custodire gli animali. Oggi questa impresa familiare, ben organizzata al suo interno, ha 40 ettari e produce 700 mila bottiglie, che per il 40 per cento vanno sui mercati esteri. Le etichette sono sei e non tradiscono lo stile Valdobbiadene (a proposito: il nome deriva da Val du Plavis, ovvero valle tra i due Piave), profumato ed elegante il Cartizze Docg, prodotto con le uve raccolte proprio tra le colline più scoscese di S. Stefano e Saccol.

  • Borgoluce_tramonto
  • Borgoluce_attrezzi_legno
  • Borgoluce_taverna
  • Borgoluce_osteria
  • Borgoluce_bufala
  • Borgoluce_esterni

Borgoluce è stata una vera sorpresa. L’azienda diretta da Lodovico Giustiniani la scopri piano piano. Il Prosecco è già oggi importante, ma lo sarà ancora di più domani perché diventerà una delle principali attività dell’azienda agricola. Ad oggi, accanto al vino (300 mila le bottiglie prodotte) ci sono un allevamento di 150 bufale da cui viene prodotta una delicata mozzarella di latte di bufala, un agriturismo, una locanda ristorante con un menù costruito sulle produzione dell’azienda, e ancora coltivazioni cerealicole (si recuperano le farine Biancoperla e Marano), un caseificio, i suini le cui carni pregiate alimentano lo spaccio aziendale (oltre a quello nuovo nel centro di Treviso), manzi, agnelli, apicoltura, una fattoria didattica che ospita 3 mila bambini l’anno, un museo delle tradizioni contadine, il tutto alimentato da un impianto a biogas che consente l’autonomia energetica.

  • Collalto_panorama_castello
  • Collalto_cantina
  • Collalto_vigne
  • Collalto_stemma
  • Collalto_wildbacher
  • Collalto_botti_antiche

La sperimentazione e la continua ricerca della qualità, assieme al recupero dei vitigni autoctoni, sono le parole d’ordine in casa Collalto della principessa Isabella de Croÿ Collalto. Il  marchio di Susegana, legato alla nobile casata che vanta una storia risalente all’anno 958, oggi ha intrapreso una strada di rinnovamento, mantenendo solide radici nel territorio. Qui, ai confini meridionali della Docg, non si produce solo buon Prosecco Docg (650 mila bottiglie su una produzione di un milione) ma anche bianchi e rossi di livello, come alcuni incroci del vitigno Manzoni (visto che lo stesso professor Luigi Manzoni, preside della Scuola enologica di Conegliano,  in questi filari negli anni 20-30 condusse molti dei suoi esperimenti agronomici), vini da vitigni autoctoni come il Verdiso, il Prosecco tranquillo, il Wildbacher, vini internazionali e persino un rosso riserva di taglio bordolese. Una scelta, quella di diversificare la produzione, fatta anche per quel senso di responsabilità che deriva dall’essere una casata storica del luogo che vuole contribuire a mantenere viva memoria e tradizione, al di là delle mode o delle richieste di mercato. Il vanto dell’azienda è il Castello di Susegana, che ospita ogni anno “Vino in Villa”, l’evento dedicato al Prosecco Docg, mentre nelle cantine ci sono ancora le botti ‘storiche’ che recano traccia dei proiettili degli austriaci.

  • Roccat_carretto
  • Roccat_prosecco_fondo
  • Roccat_esterni
  • Roccat_rosmarino

Manuel Codello, giovane enologo e co-proprietario dell’azienda Roccat, conosce tutti i suoi clienti, quasi tutti italiani. E’ sempre stato così in questa azienda che in sette ettari, e con viti anche di 80 anni, produce 100 mila bottiglie, esclusivamente di Prosecco Docg. Vale la pena venire qui a Valdobbiadene per provare il mitico e raro Prosecco col fondo (sur lie, rifermentato in bottiglia) fatto a regola d’arte sotto lo sguardo di papà Clemente. Le stanze di un agriturismo, ristrutturato in perfetto stile rustico veneto, completano il quadro. Tra i vini, da segnalare il Millesimato Dry Rive di San Pietro di Barbozza. Mi è piaciuta la passione di Manuel e di tutta la famiglia, il loro modo di fare e vendere vino in maniera estremamente personale, di considerare amici tutti i propri clienti (non hanno bisogno di un agente di vendita, tanto i rapporti con la clientela sono schietti e solidi), di dimostrare che davvero ‘piccolo è bello’.

  • aziendabortolin
  • guia di valdobbiadene
  • Angelo_Bortolin_acciaio_cantina
  • Angelo_Bortolin_esterni

Se c’è un talebano del Valdobbiadene Docg questo è Desiderio Bortolin. L’azienda Angelo Bortolin, che prende il nome da papà Angelo, a Guia di Valdobbiadene, è moderna, con una struttura inaugurata nel 2013, e ha scelto la sostenibilità ambientale come filosofia produttiva. La scelta è quella di fare solo Prosecco Docg, che è “la migliore espressione del nostro territorio”. “Bisogna portare i visitatori sui luoghi di produzione, altrimenti tutti i Prosecchi sono uguali”, dice Desiderio – che ama il suo lavoro e il suo vigneto in modo evidente, viscerale – mostrando le aree di produzione sul cui tetto nascerà una vigna didattica. Per le 350 mila bottiglie prodotte su 40 ettari, tappi personalizzati con le foto di papà e nonno Desiderio. Per non dimenticare le radici che hanno fatto la storia del marchio e lanciare un messaggio alle nuove generazioni. Etichette nuove di zecca, che riproducono le tonalità dei terreni sui cui nascono gli spumanti e persino la bottiglia è personalizzata e riproduce stilizzato un tralcio di vite ritorto. Più territoriale di così…

  • Fratelli_Bortolin
  • Fratelli_Bortolin_aquila
  • Fratelli_Bortolin_bottiglie
  • gemma

A Santo Stefano di Valdobbiadene, Andrea Bortolin che gestisce la cantina Fratelli Bordolin con il papà Valeriano e i suoi fratelli (20 ettari di proprietà e 300 mila bottiglie), cita l’anno 1542 per far risalire la storia della cantina, quando un certo Zan Bortolin coltivava 17 appezzamenti di terreno. Di questo produttore, ci è piaciuta la pulizia dei vini, ben ancorati a profumi (agrumati e floreali) e gusti della tradizione, e l’attenzione a sempre nuovi metodi produttivi. Uno di questi è quello usato per produrre un brut senza agguinta di solfiti, sfruttando esclusivamente quelli naturali, con la fase della presa di spuma che comincia il giorno stesso della vendemmia direttamente dal mosto. Da provare.

  • Rolle_paese
  • Duca_di_Dolle_relais
  • Duca_di_Dolle_camino
  • Duca_di_Dolle_terrazzo
  • Duca_di_Dolle_piscina

Non c’è una cantina a Rolle di Cison di Valmarino per Duca Di Dolle. Ma ci sarà tra pochissimo, probabilmente nel 2016, perché questa azienda (22 ettari di cui 10 vitati) che la famiglia trevigiana Baccini sta costruendo piano piano, vuole fare le cose in grande. Una bellissima locanda-relais costruita su un antico monastero camaldolese del XVI secolo, con piscina tra i vigneti e alloggi lussuosi ma discreti (il televisore è solo nella sala comune, approvo la scelta!), sono il migliore biglietto da visita. Anche Duca di Dolle ha una piccola produzione di salumi e fa una buonissima soppressa trevigiana, non in vendita ma a disposizione degli ospiti della struttura: una ora riposa tranquilla nel mio frigorifero. Oggi le bottiglie sono 30 mila, ma diventeranno 100 mila e andranno oltre il metodo biologico già adottato dall’azienda, perché Duca di Dolle ha pronto un protocollo interno più stringente. Tra i vini nota di merito per il Prosecco Docg BRT. Il resto, tra questi luoghi non lontano dall’Abbazia benedettina di Follina (IX secolo), lo fa il paesaggio mozzafiato delle colline.

6 Responses to Le colline del Prosecco Docg, un panorama con vista sull’Unesco

  1. mirtilla ha detto:

    Ciao Ada,e’sempre piacevolissimo leggerti.
    Passo per farti i miei migliori auguri di Buona Pasqua 🙂

  2. Rosy ha detto:

    Grazie per averci raccontato delle colline di Valdobbiadene.
    Personalmente ho una leggera preferenza per il cartizze.
    Posso consigliarti un giro di degustazione nelle canti di Lison di Pramaggiore nel veneziano? Vini strepitosi anche qui.
    Saluti, Rosy

    • Siciliani creativi in cucina ha detto:

      Ciao Rosy, grazie a te di cuore per avere letto il mio racconto. Non posso dire di non essere d’accordo sul Cartizze 🙂 E grazie del consiglio, metto le cantine di Lison nella mia lista delle cantine da visitare, e sicuramente lo farò. Se passassi dalle tue parti sei prenotata per un caffè! Ada

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *