Pesce spada a bagnomaria alla messinese

Pesce spada a bagnomaria: da buona siciliana, non potevo non farvi provare una delle ricette a base di pescespada (pescato rigorosamente nello Stretto di Messina) a cui sono più affezionata. Questa è, dopo la cottura alla griglia, quella più semplice da realizzare: pochissimi gli ingredienti, solo olio extravergine di oliva, sale, aglio e origano. E, ovviamente, un pesce spada di altissima qualità. Nonostante la semplicità, però, il risultato è di tutto riguardo perché restano inalterati gusto e morbidezza del pesce, con il plus di un sughetto saporito e sfizioso. Molti pensano che la cottura a bagnomaria sia una cottura ‘ospedaliera’: in realtà in questo caso è un pregiudizio da sfatare, perché questo è forse uno dei metodi di cottura che più esalta questo pesce meraviglioso. Con questa ricetta vorrei anche spezzare una lancia a favore dell’uso dell’aglio in cucina, ultimamente poco di moda: in ricette tradizionali può essere fondamentale, senza considerare le sue notevoli proprietà benefiche. Il segreto è, come per ogni cosa, la misura. E un aglio di qualità come quello rosso di Nubia o di Sulmona. So che forse a molti di voi interessa più la ricetta che la foto, ma volevo dirvi che queste foto sono state fatte nella mia casa al mare, in vacanza, con il mio Iphone e non con la reflex, e che anche il contesto è stato un po’ improvvisato: ma la ricetta del pesce spada a bagnomaria fatta con il pesce spada siciliano, pescato nello Stretto di Messina, ha tutto un altro sapore. Vi suggerisco, in tema di pesce spada, di provare anche il buonissimo pesce spada al forno alla siciliana, pesce spada a ghiotta alla messinese, il pesce spada a bagnomaria alla messinese, gli involtini di pesce spada alla messinese, la caponata di pesce spada e le braciole di pesce spada al sugo di pomodoro. Buona giornata!

PESCE SPADA A BAGNOMARIA (ricetta siciliana)

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PORZIONI: 4 TEMPO DI PREPARAZIONE: TEMPO DI COTTURA:

INGREDIENTI

  • 4 fette di pescespada tagliate a una altezza di 2,5 centimetri
  • uno spicchio di aglio rosso di Nubia
  • olio extravergine di oliva
  • sale, quanto basta
  • origano, quanto basta

PROCEDIMENTO

Mettere sul fuoco una casseruola colma a metà d’acqua e poggiarvi sopra un piatto resistente al calore o un tegame. Versare nel piatto un filo di olio extravergine di oliva e disporvi le quattro fette di pescespada.

Salare il pesce, porre su ogni fetta due o tre fettine di aglio privato del germoglio e tagliato a fettine molto sottili e cospargere con abbondante origano secco. Coprire il piatto con un coperchio che lo copra perfettamente, in modo che il vapore non fuoriesca e lasciare cuocere a fuoco medio alto per circa 15 minuti. Quando sarà cotto, il pesce sarà diventato bianco e sopra si sarà formata una sostanza cremosa.

Per dare un tocco di colore al piatto – e un po’ di acidità – vi consiglio di servirlo con dei semplici pomodori all’insalata conditi con olio extravergine, sale e origano. Buon appetito!

L’ABBINAMENTO: La ricetta di oggi si abbina al meglio con un vino bianco che viene dalla Sicilia, in particolare dall’isola di Salina, una terra vulcanica che sa regalare vini freschi e beverini. Con questo pesce spada, abbiamo scelto un Salina bianco Igt, Tenuta Valdichiesa, annata 2016, prodotto dall’azienda agrobiologica di Salvatore D’Amico, Composto da uve Catarratto, Insolia e Malvasia delle Lipari, questo vino viene fatto affinare in botte. I suoi profumi vanno dalla frutta ai fiori bianchi, il gusto è secco e equilibrato.

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10 comments

Paolo 24 maggio 2018 at 18:39

Chissà perchè i Messinesi hanno il vizio di impossessarsi delle ricette non proprio loro, e chiamarle “alla messinese”. Il pesce spada si pesca nello stretto, non è pesce spada siciliano, lo stretto è composto da due sponde, e il pesce spada a Bagnomaria è una ricetta tipica anche a Reggio Calabria e in tutta la provincia, di cui Bagnara Calabra ne è il regno (è lì che si fa la sagra storica del pesce spada, non in Sicilia! eppure i Calabresi non lo chiamano pesce spada alla Reggina. Forse per questo, mi hanno spiegato amici di Reggio Calabria, che i messinesi vengono definiti Buddaci (pesci dalla bocca grande) dai calabresi e “la provincia babba” dai Catanesi. Direi che la ricetta, se proprio deve essere connotata in questo determinato luogo, dovrebbe essere chiamata, Pesce Spada dello Stretto. Inoltre, eviterei l’origano, ci metterei il prezzemolo, decisamente più fresco e delicato, mica è una pizzaiola!

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Ada Parisi 24 maggio 2018 at 22:22

Salve Paolo, non vorrei che lei imputasse a me le presunte colpe di un intero popolo. Francamente la cucina calabrese mi è sconosciuta (mea culpa, ma è la cucina con cui paradossalmente ho avuto meno a che fare) e questo piatto l’ho sempre sentito chiamare così in famiglia e fuori. Sicuramente lei darebbe della ladra e della buddaci anche a mia madre e a mia nonna, ma credo che nessuna delle due (tre comprendendo me) abbia mai voluto consapevolmente derubare la Calabria di qualcosa o appropriarsi indebitamente di una ricetta casalinga. Detto questo, io continuerò a metterci l’origano perchè così l’ho sempre fatta. Forse alla messinese avrà l’origano e al prezzemolo sarà calabrese. Onestamente la discussione non mi appassiona come evidentemente appassiona lei.

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Emmevale 14 settembre 2017 at 16:22

E se la cottura a bagnomaria la facessi nel forno dal momento che lo accendero’ per fare le sarde a beccafico? Che dici?

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Ada Parisi 14 settembre 2017 at 16:31

Intendi con la pentola l’acqua il piatto e il coperchio in forno? si può fare ma attentissima alla cottura

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EmmeVale 14 settembre 2017 at 17:16

Mi fido di te Ada (come sempre), stasera provo e poi ti aggiorno. Un abbraccio virtuale

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Ada Parisi 15 settembre 2017 at 12:06

Attendo notizie.

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Francesca 13 settembre 2017 at 10:05

Ciao Ada,
ma se con gli stessi ingredienti faccio una cottura a vapore, cambia il sapore?

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Ada Parisi 13 settembre 2017 at 10:57

Si cara cambia, perché al vapore i succhi del pescespada cadono giù e si asciuga e non fa quel bel sughetto che è la parte migliore. Perché vorresti farlo a vapore? Così è già leggerissimo, basta mettere un cucchiaino appena di olio extravergine.

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Francesca 15 settembre 2017 at 12:10

ok, grazie mille per la dritta.
Appena lo proverò ti dirò.
Sempre gentilissima!!

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Ada Parisi 15 settembre 2017 at 14:11

Ma grazie a te! Fammi sapere, aspetto notizie! Ada

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