• Pane sfogliato alla cannella (pull apart bread)

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    Oggi un pull apart bread, ovvero un pane sfogliato, che si può fare dolce o salato. Sapete che amo impastare. In realtà ormai da 3 anni non compro più pane, brioche, basi per pizza, croissant perché faccio tutto in casa con il mio lievito madre, Ugolino. Non pubblico spesso ricette di pani o altro a lunga lievitazione perché mi rendo conto che il tempo necessario per questi lievitati è enorme, si va da un minimo di 24 ore fino a un impegno di 3-4 giorni e capisco che pochissimi hanno tutto questo tempo e/o la voglia di impelagarsi in una complessa produzione casalinga di pane e lievitati. In effetti il tempo non ce l’avrei nemmeno io, tant’è che spesso vado a letto a ore improbabili per sfornare il pane della settimana. Questa ricetta, però, la pubblico: innanzitutto perché potete farla con il lievito madre, se l’avete, ma anche con il lievito di birra (vi do le dosi tra gli ingredienti) e quindi abbreviare i tempi di lievitazione, e secondariamente perché la fragranza e la semplice bontà di questo pane sfogliato mi hanno conquistata. Se non trovate il latticello, potete sostituirlo con 100 millilitri di latte intero cui aggiungerete un cucchiaino di aceto e che farete riposare 10 minuti prima dell’uso. La ricetta del pane sfogliato americano, con cannella e zucchero di canna, non è mia ma è di Sara Papa, uno dei miei punti di riferimento in tema di pani e affini: ho variato leggermente le dosi perché lo volevo più dolce dell’originale, ma tra parentesi trovate quelle della ricetta originale. E’ un pane davvero buono, perfetto per la colazione, sia da inzuppare così com’è, con il suo leggero profumo di burro e cannella, sia da accompagnare a miele, confettura o crema di nocciole. Si conserva bene 3-4 giorni avvolto in pellicola per alimenti.
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  • Recensioni: Zash ristorante a Riposto, lo chef Raciti tra creatività e territorio

    Chef Giuseppe Raciti – Zash ristorante

    Giuseppe Raciti è un creativo, un amante delle sfide. Lavora ai piedi del vulcano più grande d’Europa, l’Etna. E come l’Etna è animato da un’energia costante mista a quel senso di indeterminatezza che tutti i siciliani hanno, forse perché abituati alla precarietà della vita fin da piccoli. Formatosi tra la Svizzera (Kulm hotel di Saint Moritz, Chalet d’Adrien), la Sicilia (San Domenico hotel, Principe Cerami di Taormina) e forte di una esperienza alla corte di Ezio Santin (Antica Osteria del Ponte), oggi Raciti guida il ristorante Zash, a Riposto, in provincia di Catania, all’interno dell’omonimo boutique hotel. Uno dei motivi per cui è tornato nella sua terra è la volontà di far crescere suo figlio nella sua Sicilia. Nella piccola e ben attrezzata cucina di questo ristorante, sotto le volte di una antica casa padronale, Raciti ha conquistato il titolo di chef emergente under 30 per il Sud Italia nel 2016. “La mia cucina racchiude un’idea legata alla stagione al tempo e al rispetto della natura”, spiega lo chef con parole sue nell’incipit del menu, che riporta anche la composizione della brigata di cucina, composta da Bruno Agatino, Rosita Cavallaro e Marco Sciacca. Raciti ha ormai trovato un’espressione originale, una filosofia che privilegia le armonizzazioni di gusto alle cotture, una maturità e una consapevolezza proprie dell’alta cucina. Tutte caratteristiche che potrebbero portarlo ad essere una delle prossime stelle Michelin siciliane. Sono stata a trovarlo in una fresca serata di fine agosto dopo averlo conosciuto a Roma, durante la presentazione delle finali italiane del Bocuse d’Or, premio internazionale riservato agli chef professionisti. Raciti, infatti, è uno dei quattro che parteciperanno il primo ottobre 2017 alla finale di Alba, in Piemonte.
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    28 settembre 2017 • recensioni • Views: 913

  • Girelle di pollo al forno

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    Girelle di pollo al forno. Farcite. Oggi vi racconto la storia di una cena a base di petto di pollo, che avrebbe dovuto essere tristemente leggera (usiamo la parola giusta, dietetica) e che è diventata invece gustosamente leggera. O almeno non troppo calorica senza però rinunciare al gusto. Solo tre gli ingredienti: petto di pollo, pancetta coppata tagliata sottilissima e caciocavallo. Andate dritti dal vostro macellaio e chiedete un petto di pollo aperto a libro, per fare un rollè (roulade, involtino). Portatelo di corsa a casa e battetelo con un batticarne, poi farcitelo e dimenticatelo in frigorifero un paio d’ore. Il rollè di pollo poi si taglia a fettine come il sushi, e si infila in uno spiedino come le braciole. Una leggerissima spolverata di pane grattugiato e via in forno. E per cena avrete un piatto golosissimo, che piacerà a tutti, bambini compresi. Io l’ho servito con una insalata mista dal sapore ancora estivo, fatta con patate lesse, fagiolini, pomodori e cipollotto fresco a rondelle. Potete usare, se preferite, anche il petto di tacchino e sostituire la pancetta con il prosciutto crudo, cotto (io non lo amo nei piatti onestamente) o con lo speck. Se deciderete di sostituire il caciocavallo, vi raccomando di usare un formaggio di media stagionatura, che non fonda troppo facilmente.

    Tra i vini che suggeriamo in abbiamento a questa ricetta, dall’enoteca online WineYou abbiamo scelto Nibirù, annata 2009, vino rosso biodinamico appartenente alla Doc Colli Tortonesi, prodotto da Andrea Tirelli. Il vino è disponibile online con uno sconto del 10% utilizzando il codice promozionale “ScontoSicilianiCreativi“. Buona giornata!
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    27 settembre 2017 • Carne, Secondi • Views: 1757

  • Pesce spada al forno alla siciliana

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    Pesce spada al forno alla siciliana, conosciuto anche con il nome di pesce spada alla messinese (gioco in casa). Oggi torniamo nella mia bella isola con un grande classico, che io ho leggermente rivisitato. Sono stata così fortunata da trovare a Roma il pesce spada dello Stretto (si capisce, lo giuro, dal colore e dalla grandezza, e poi dal fatto che parla in siciliano) e ho approfittato per preparare una ricetta buonissima, facile e golosa, che esalta il pesce spada ponendolo al centro di una piramide di sapori e consistenze diverse: il croccante delle mandorle e del pane fritto, la clorofilla del prezzemolo, il sale dei capperi e l’acidità del pomodoro. La cottura, al forno, è minima, perché il pesce spada deve rimanere morbido. Proprio per questo ho rivisitato la ricetta originale, che prevede che il pesce spada venga cosparso con pane grattugiato e olio e poi guarnito con i pomodori: la cottura per i miei gusti si prolunga eccessivamente per ottenere pomodori appassiti e una panure croccante. Io, invece, tosto il pane grattugiato in padella con poco olio e le mandorle, in modo che sia già croccante. Poi aggiungo anche il prezzemolo. Salto anche i pomodori, interi, in poco olio, in modo che sia già leggermente appassiti e saporiti quando entrano in forno, e aggiungo a crudo solo qualche rondella molto, molto sottile di pomodoro e di cipolla per dare più acidità al piatto. Per la cottura del pesce, in questo modo, bastano 8-10 minuti e resta succoso e morbido. Insomma, se doveste trovare un buon pesce spada dovete assolutamente provare questa ricetta, perché sono certa che vi piacerà moltissimo. Volendo, potete preparare nello stesso modo anche il tonno, la palmita, la ricciola, la cavagnola, la lampuga, persino il salmone… ossia pesci a tranci abbastanza sodi (per la verità anche filetti di pesce come il persico), stando molto attenti ai tempi di cottura, perché sono tutti pesci che tendono ad asciugarsi con cotture troppo prolungate.
    L’abbinamento suggerito con questa ricetta molto delicata è un vino bianco, con una bassa gradazione alcolica e una bella freschezza. Dalla piattaforma online WineYou, abbiamo scelto un vino siciliano, il Pietranera 2015, prodotto da Marco De Bartoli con uve Zibibbo colivate  a Pantelleria. Un prodotto su cui è possibile ottenere il 10% di sconto utilizzando il codice promo “ScontoSicilianiCreativi“. Buona giornata!
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    22 settembre 2017 • Pesce, Secondi • Views: 2518

  • Pasta al pesto di pomodori secchi e ricotta

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    Pesto di ricotta, pomodori secchi, pinoli e mandorle. Molti lo chiamano pesto rosso o pesto alla siciliana, e in effetti gli ingredienti sono tipici della mia isola. E’ una salsa velocissima, davvero pronta in 5 minuti, con la quale amo condire la pasta (meglio pasta lunga che pasta corta) ma che dovreste provare anche sulle bruschette, soprattutto in inverno quando i pomodori freschi non sono più di stagione. Ovviamente, è molto semplice da preparare: vi servirà soltanto un mini pimer o, se anche a voi piace cucinare alla vecchia maniera, un mortaio, per pestare i pomodori con la ricotta, i pinoli e le mandorle tostate e le erbe aromatiche (io ho usato basilico fresco e maggiorana). A questa salsa potete aggiungere, volendo, uno spicchio di aglio e un po’ di pecorino, ma vi confesso che io preferisco evitare, per lasciare protagonisti del gusto i pomodori e la ricotta, nel mio caso di pecora. In inverno, quando non c’è il basilico, provate a sostituirlo con un po’ di origano: non avete idea di quanto cambi il gusto e di quanto diventi balsamico. Ora, domando io: che cosa preferire tra un pesto di ricotta e pomodori pronto (costi più alti, ignota qualità delle materie prime, presenza di conservanti, etc.) e uno fatto da voi in 5 minuti (ma anche meno se vi concentrate)? Se preferite usare (o avete già in casa) i pomodori secchi non sottolio, dovete semplicemente reidratarli tenendoli per 15 minuti a bagno in acqua calda, poi asciugarli bene e procedere come da ricetta: vi servirà un po’ più di olio extravergine di oliva nella preparazione, ma il pesto verrà comunque perfetto.
    In abbinamento a questo piatto scegliamo un vino bianco del sud Italia. Lo produce Casa Comerci, il vino è un Calabria Igt, il suo nome è “Rèfulu“, annata 2013. E si può trovare sull’enoteca specializzata online WineYou dove si può ottenere uno sconto del 10% sul prezzo, inserendo il codice promo “ScontoSicilianiCreativi“. Buona giornata!
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    20 settembre 2017 • Pasta, Primi piatti • Views: 3084