• Spaghetti con fave, pancetta e pecorino

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    Buongiorno! La ricetta di oggi è un primo piatto molto, molto semplice e quindi perfetto per un pranzo o una cena veloce ma gustosa: spaghetti con fave, pancetta e pecorino. Ovviamente ho usato le fave fresche, che sono di stagione, in un classico abbinamento: con il pecorino e la menta. Se siete vegetariani, fermatevi a questi ingredienti. Se non lo siete, potete proseguire nella lettura dell’elenco e aggiungere la pancetta tritata, che dà al piatto un po’ di grasso e un lieve sentore affumicato. E’ una ricetta facilissima, purché le fave siano piccole e tenere: in questo modo potete usarle con tutta la buccia, altrimenti vi toccherebbe eliminare anche la seconda buccia, e il lavoro diventerebbe un po’ più lungo e noioso. Potete utilizzare una pasta lunga secca, come quella che ho scelto io, o anche tagliatelle all’uovo, che rendono il piatto meno rustico. Il suggerimento finale è di non lesinare sul pepe nero, macinato rigorosamente fresco: il suo aroma pungente equilibra il piatto in modo miracoloso. Buona giornata!
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    10 maggio 2017 • Pasta, Primi piatti • Views: 1353

  • Itinerari: la bianca Puglia, passeggiata tra Valle d’Itria e Murgia dei Trulli

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    E’ la luce la prima cosa che ti colpisce quando arrivi in Puglia. Una luce che, per intensità, mi ricorda quella della mia Sicilia. Qui è vibrante, amplificata dal bianco abbagliante dei borghi della Valle d’Itria e della Murgia dei Trulli e occhieggia tra i rami degli ulivi secolari. Da questi luoghi ho scelto di far partire il mio itinerario: un viaggio di 4 giorni, perfetto per un weekend lungo. Prima tappa Ostuni, per poi visitare Ceglie Messapica, Carovigno, Martina Franca, Locorotondo, Alberobello, Cisternino. Come sempre, non mi sono limitata a visitare i borghi e sono voluta entrare nel cuore produttivo del territorio visitando caseifici, biscottifici, salumifici, oleifici e, ovviamente, ristoranti e pizzerie gourmet. Per gli appassionati di buon cibo, la Puglia rappresenta oggi una meta obbligata. La sua cucina è a 360 gradi e propone grandi materie prime: dall’olio extravergine di oliva ai formaggi, dal pesce dell’Adriatico ai salumi, passando per una grande varietà di frutta e verdura. Sono molti, quindi, i souvenir enogastronomici che potrete portarvi a casa.

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    8 maggio 2017 • viaggi • Views: 2375

  • Gelo di fragole, con panna

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    Finalmente il cambio di stagione porta qualche novità anche nella fruttiera: arrivano le fragole e, se siete così fortunati da trovarne qualcuna davvero dolce, vi consiglio di provare questo morbidissimo e profumato gelo di fragole, che io servo con una dadolata di fragole con limone e menta e un po’ di panna montata (zuccherata ovviamente, alla siciliana) e pistacchi tritati. La tradizione siciliana dei geli di frutta è consolidata e io li amo molto, da quello di anguria a quello di mandarini. E ne vedrete molti altri prossimamente, a base di frutta e non. E’ un dolce facilissimo da preparare, il margine di errore è pari a zero: ovviamente l’unica variabile è la fragola, che deve essere dolce, altrimenti dovrete aumentare la dose di zucchero. La consistenza è cremosa, il gusto fresco, ma grazie alla panna diventa un vero e proprio dessert elegante da fine pasto. Se lo gusto a occhi chiusi, il sapore è proprio quello della mia amata granita siciliana di fragole. Per i più piccoli sarà una merenda golosissima, e se non volete usare la panna potete servirlo con biscotti leggeri, come le lingue di gatto. Vi consiglio di servirlo in coppette perché ho provato a metterlo in stampini e sformarlo, ma per farlo dovrebbe essere molto più gelatinoso: io invece amo questa consistenza morbida, cremosa e quindi lo servo al cucchiaio. Buona giornata a tutti!

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  • Tagliatelle integrali alla maggiorana, con crema di piselli e patate

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    Impastare mi rilassa. Mentre affondo le mani nella farina le tensioni si sciolgono e, nonostante io soffra di una tendinite che sicuramente dal movimento dell’impastare non trae beneficio, la mia mente si svuota. Per questo ogni domenica mi riprometto di riposarmi e finisco, immancabilmente, con l’impastare un po’ di pasta fresca o di pane. Oggi vi lascio una ricetta che, ovviamente, potete anche replicare con un pasta secca, magari all’uovo (anche se io l’ho pensata specificatamente per una pasta di semola), ma vi suggerisco di provare anche voi il mio metodo dell’impasto per rilassarvi un po’. Inoltre, queste tagliatelle sono integrali, fatte con una semola siciliana di grano Russello, profumatissimo, e sono aromatizzate con maggiorana tritata, che le rende ancora più profumate. Sono buone anche condite semplicemente con un filo di olio extravergine e un po’ di pecorino Dop grattugiato, ma ho voluto renderle ancora più primaverili con un condimento veloce e semplice: una crema di piselli arricchita da cubetti di patate. Ricordate di mettere da parte l’acqua di cottura della pasta, perché vi servirà per rendere la crema fluida al punto giusto, in modo che, mantecata con parmigiano e pecorino, ricopra golosamente le tagliatelle. E buona giornata!
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    3 maggio 2017 • Pasta, Piatti vegetariani, Primi piatti • Views: 1316

  • Il Capocollo di Martina Franca


    Il capocollo di Martina Franca, presidio Slow Food. Ne avete mai sentito parlare e, soprattutto, lo avete mai assaggiato? Questo salume così particolare è prodotto da sette piccole aziende riunite in una associazione, che tutela il capocollo grazie alla applicazione di un disciplinare rigoroso. Per potere capire i piccoli gesti che si celano dietro una produzione ancora così artigianale, ho scelto una tra le macellerie storiche di Martina Franca, la Macelleria Romanelli, che da decenni porta avanti questa tradizione. Il video che vedete qui sotto e che potete guardare anche sul mio canale You Tube, mostra chiaramente l’artigianalità dell’intero procedimento di lavorazione, ma non può farvi capire appieno la cura messa nella preparazione, come pure non può farvi respirare i profumi di questo salume e percepire l’ingrediente fondamentale. Il tempo. Oggi, questi produttori stanno lavorando a un nuovo disciplinare di produzione, che vieta l’uso di qualunque tipo di conservante, facendo del capocollo un salume interamente lavorato al naturale. Si tratta di un primo passo per ottenere la Denominazione di origine protetta (Dop).

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    2 maggio 2017 • recensioni • Views: 882