Itinerari: Tre giorni a Siracusa, cuore della Magna Grecia, tra storia e gastronomia

Siracusa è uno dei luoghi simbolo della Sicilia, da visitare almeno una volta nella vita. Per la sua storia, la sua posizione geografica, le sue bellezze, il suo cibo. Rientra, quindi, a pieno titolo, nei dieci luoghi imperdibili se si viene in Sicilia. I turisti la amano, soprattutto quelli stranieri, che restano incantati dal mare, dall’archeologia, da quell’aria di mistero che ancora si respira in questa città che fu cuore della Magna Grecia e una tra le più potenti e importanti del mar Mediterraneo. E chi la abita ne è orgoglioso ancora oggi. Il centro storico dell’antica Ortigia, che dal 2005 è entrata a far parte del Patrimonio Unesco, ci ricorda che Siracusa fu patria di Archimede, a cui è dedicato un museo. Il suo maestoso Teatro greco è forse il monumento più noto e uno tra i teatri più importanti che ci sono rimasti di tutta la civiltà ellenistica. E poi, ancora, le cave di pietra (Latomie), il Tempio di Atena all’interno della Cattedrale dagli ornamenti barocchi o le fortificazioni murarie che dal mare si possono ammirare, le catacombe cristiane presenti sul territorio, fanno capire l’importanza di questo luogo strategico e frequentatissimo fin dai tempi antichi.


COSA VEDERE: Il Museo Archeologico Paolo Orsi. Il turismo culturale è la prima motivazione per chi sceglie Siracusa. Il Museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” (archeologo e direttore per oltre 40 anni) è uno dei più preziosi di tutto il Mediterraneo. I numerosi reperti e le opere contenute nel museo provengono sia da Siracusa sia dai paesi del circondario. Da non perdere, in particolare, la rotonda di Adelfia (opera del periodo romano, chiamata così perché fu ritrovata in un’area circolare nelle catacomba di San Giovanni). L’esposizione di quest’opera fu inaugurata a maggio 2014 nella sezione dedicata alle età cristiana e bizantina. E’ un sarcofago, una cassa in marmo, con scene a rilievo, in cui sono raffigurate scene dell’Antico Testamento. E’ il primo documento archeologico che attesta il culto di Lucia, in seguito divenuta patrona di Siracusa, martirizzata sotto l’imperatore Diocleziano nel 304 dopo Cristo. Un’altra opera da non perdere è la Venere Anadiomene, chiamata la Venere Landolina (dal nome di Saverio Landolina Nava, l’archeologo che nel 1804 trovò la statua). Ancora, la ricca collezione di kouroi e koroi, statue rappresentanti giovani e giovanette risalenti ai secoli IV e V avanti Cristo; il Medagliere, una ricchissima collezione numismatica di maestri incisori greci. Nell’area ellenistica, anche la statua della Dea Cibele seduta in trono. Mentre, nell’area romana, la preziosissima testa del dio Asclepio.

Basilica di San Giovanni Evangelista – Siracusa

COSA VEDERE: Basilica e Catacombe di San Giovanni. Le grandi Catacombe di San Giovanni nascono sui resti del vecchio acquedotto greco. Vi si accede dalla Basilica di San Giovanni Evangelista. I romani ampliarono l’acquedotto fino al quinto secolo dopo Cristo, costruendo una galleria principale (decumanus maximus) da cui si diramano altre dieci gallerie (cardines). Le pareti delle gallerie, così come le cisterne, furono sfruttate per ricavare i loculi per ospitare i defunti e per costruire le tombe di famiglia. In seguito, tutta l’area fu ampliata. Intorno al VI secolo, furono i Bizantini a dare vita alla Basilica San Giovanni che, nei secoli, fu rimaneggiata anche dai Normanni (XII secolo) e abbellita con un rosone in stile gotico-catalano. Emozionante la visita alla Cripta di San Marciano (dedicata al primo vescovo di Siracusa), ricca di affreschi completamente ristrutturati e colonne con capitelli ionici.

DOVE MANGIARE: Bar San Giovanni. A due passi dalle Catacombe, il consiglio è fare una pausa al Bar San Giovanni. Moderno, con un ampio dehor, questo locale è aperto dalle colazioni fino al dopo cena. Abbiamo provato gli arancini al ragù, i rustici al formaggio, ottime girelle di pollo con pancetta accompagnati da una ratatouille di verdure e una granita alla ricotta di cui ancora ricordo perfettamente il gusto. La frutta martorana è un’altra delle specialità del Bar San Giovanni, che è aperto anche per gli aperitivi.


COSA VEDERE: Orecchio di Dioniso. L’Area archeologica della Neapolis di Siracusa è, assieme al centro storico di Ortigia, il luogo più visto e visitato di questa città. Qui, i protagonisti si chiamano Teatro Greco e Orecchio di Dioniso. L’Orecchio di Dioniso è un’ampia grotta, alta più di venti metri, che potrebbe essere stata utilizzata come zona in cui era posizionato il coro, durante le rappresentazioni al teatro greco; ma anche come cava per l’estrazione delle pietre e come prigione. La leggenda narra che Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa, spiasse i suoi nemici ascoltando le loro conversazioni grazie a un foro posto sulla sommità della grotta. Sulla base di questa leggenda, il pittore Caravaggio chiamò questa grotta Orecchio di Dioniso.

Siracusa teatro greco

COSA VEDERE: Teatro Greco. L’altro fuoriclasse di questa zona archeologica è il maestoso Teatro Greco, ancora oggi utilizzato per le rappresentazioni nelle sere di primavera ed estate. Il teatro è il simbolo di Siracusa. Imponente la struttura della cavea, con 46 file di gradini, dove sedevano fino a 15 mila spettatori, collocati in base all’importanza sociale. Le pietre della parte superiore del Teatro greco di Siracusa furono utilizzate dai conquistatori Spagnoli per costruire le mura difensive dell’isola di Ortigia.

Osteria Apollonion – Siracusa

 

DOVE MANGIARE: Osteria Apollonion. Carlo è un oste della vecchia scuola. Nella “Osteria Apollonion” ti accoglie nel suo piccolo locale nel centro storico di Siracusa, con caldi muri rivestiti in pietra, tra bottiglie di vino, quadri e arredi in legno. Qui si viene per mangiare un genuino menu di pesce (a prezzo fisso), che è deciso dallo chef a seconda della disponibilità del mercato del giorno. Non si ordina alla carta. Vi suggeriamo di prenotare senza indugio, perché l’osteria è piccola e sempre molto affollata. I prezzi praticati sono molto convenienti rispetto alla qualità della materia prima che arriva in tavola. Si va dai mitili ai molluschi, dai crudi di gamberi, ostriche e scampi aromatizzati agli agrumi, zuppette di cozze, fasolari e vongole, e varie tipologie di pesce azzurro (alici, sgombri). Tra i primi, gli spaghetti con la bottarga e, per secondo, il pesce con la cipolla in agrodolce.

Olivia natural food bar – Siracusa

DOVE MANGIARE: Olivia natural bistrot. Colazioni, pranzi, aperitivi, cene. Olivia natural bistrot è un locale multitasking, aperto nel 2016, tra il Museo Archeologico e l’area della Neapolis (Teatro greco e Orecchio di Dioniso). La differenza, in questo bistrot, la fanno una squadra di giovani appassionati e soprattutto le materie prime. A partire dalle farine attentamente selezionate, provenienti dalla Sicilia, che servono a realizzare gustosi prodotti : le pagnotte di farina Majorca, spaghetti e maccheroni di farina della tipologia Russello, pizze a lievitazione naturale, condite con ortaggi biologici (dai pomodori alle insalate, alle olive). Le selezioni di formaggi siciliani. Nel menu, ci sono anche pizze con grani regionali. Ovviamente, non mancano le colazioni, con croissant e brioche che accompagnano granite di mandorla e di pistacchio ben fatte, frullati ed estratti di frutta e centrifughe di verdura. L’ambiente è moderno, sui toni del bianco e del legno, arredato con piante e fiori che arricchiscono anche un comodo dehor. Da segnalare, l’ottima “birra Olivia”, una bionda artigianale siciliana, prodotta con frumento e un’aggiunta di grano antico Russello. Il locale è vegetariano.

Siracusa, chiesa madre

COSA VEDERE: Duomo e Tempio di Atena. L’antica storia di Siracusa che, come altre città della Sicilia, procede per stratificazioni temporali, si ritrova nella maestosa cattedrale della natività di Maria Santissima: il duomo di Siracusa, chiamato anche Tempio di Atena. L’antico tempio greco, di ordine dorico, costruito nel sesto secolo avanti Cristo, dopo la vittoria sui popoli Cartaginesi, fu inglobato dopo circa novecento anni in una basilica cristiana dedicata a Maria. In seguito, passò sotto il dominio degli Arabi, che la trasformarono in moschea. E fu ampliata dai re Normanni. L’attuale aspetto, caratterizzato dal giallo della sua pietra arenaria (come la gran parte degli edifici cittadini), si deve all’opera di Andrea Palma, intorno al 1750, che la trasformò in uno dei capolavori dello stile barocco siciliano. Preziose le opere contenute al suo interno, tra cui alcune attribuite al famoso Antonello da Messina e a Pietro Rizzo.

Piazza Duomo e Piazza Minerva. Piazza Duomo era il luogo in cui sorgeva l’antica acropoli greca. Oggi, i grandi palazzi in stile barocco che si affacciano su Piazza Duomo e Piazza Minerva sono una delle maggiori risorse per questa città siciliana, affascinante e bellissima, ma ancora alle prese con un turismo mordi e fuggi che andrebbe trasformato gradualmente in un turismo intelligente ed esperienziale. Da segnalare, nel centro storico, a meno di cinque minuti dal Duomo, il Museo di palazzo Bellomo, costruito nei locali di un monastero benedettino, che ospita opere che vanno dal medioevo all’età contemporanea.

Monzu bar ristorante – Siracusa

DOVE MANGIARE: Monzù Sicily. A pochi passi dal Duomo di Siracusa, in piazza Minerva, suggeriamo una pausa al Monzù Sicily. In questo locale elegante e sobrio, con mura e archi in pietra, abbiamo provato la classica brioche siciliana con il gelato. Monzù è un marchio con cui vengono firmati diversi prodotti tradizionali e artigianali che sanno di storia: rosolio (arance, cannella), creme dolci, miele, latte di mandorla, cioccolato, paste di mandorla, lenticchie, pasta, olio d’oliva extravergine, bottarga all’olio d’oliva. A pochi passi dal Monzù, vi consiglio di provare anche i cannoli della pasticceria “I cannoli del Re”.

Le latomie dei cappuccini a Siracusa

COSA VEDERE: Latomia dei Cappuccini. La Latomia dei Cappuccini è la più antica di quelle esistenti a Siracusa, Si trova nella zona più a ovest della città. Per decenni, fu utilizzata come cava di estrazione della pietra che servi a costruire l’intera città. In seguito, divenne una prigione durante le guerre e, poi, un’area sacra. Alla fine del 1500, fu donata ai frati Cappuccini che costruirono una chiesa nella parte superiore e trasformarono la cava in un rigoglioso giardino, oggi interamente visitabile. Se ci andate d’estate, non dimenticate di attrezzarvi con degli spray anti-zanzara. La zona è fresca e umida e ci sono molti insetti. Ma questo non deve scoraggiare, perché il posto merita una visita. All’interno della cava ci sono pioppi secolari, grandi palme, giganteschi massi di roccia, che testimoniano le trasformazioni di questo posto magico, tornato di proprietà del Comune di Siracusa dal 1866. Attenzione: non si trova nel centro storico di Ortigia, ma si può raggiungere in taxi, in bici o in autobus.

Piano B pizzeria – Siracusa

DOVE MANGIARE: Pizzeria Piano B. Friedrich Schmuck, di origini miste altoatesine e siciliane, è riuscito a trasformare questa pizzeria, aperta nel 2011, in una delle più importanti e premiate di tutta la Sicilia. Friedrich è un maestro degli impasti, costantemente proiettato al futuro. Cinque gli impasti proposti. La sua pizza guarda agli stili contemporanei, con impasti a lievitazione spontanea, uso delle bighe e ingredienti di alta qualità, scelti da piccoli produttori e ben abbinati: dal pomodoro San Marzano al fior di latte ragusano, dall’olio d’oliva ai capperi di Salina, al maialino nero dei Monti Nebrodi. Dedicate una serata in questa pizzeria e godetevi anche degli ottimi dolci siciliani preparati dalla signora Fiorella. Per la recensione completa, con foto e prezzi, leggete il mio articolo.

Il mare di Siracusa

Una città di mare. Siracusa e il suo mare camminano mano nella mano. Un mare molto pescoso che circonda l’intera città e che viene solcato ogni giorno dalle barche dei pescatori. Il pesce finisce, in parte, nel grande mercato storico dell’isola di Ortigia. Ogni giorno, tranne la domenica, il pesce e i prodotti della terra si possono acquistare in questo affollato bazar all’aperto, che nasce con la dominazione araba prima dell’anno Mille. I colori verde smeraldo sono la caratteristica del mare di Siracusa. Non ci sono spiagge nel centro cittadino ma è possibile immergersi per un bagno dalle scalinate del centro storico, oppure spostarsi qualche chilometro nella bellissima spiaggia di Fontane Bianche.

Siracusa vista dalla barca

In barca. Il modo migliore per conoscere Siracusa non è solo passeggiare per il centro di Ortigia, ma anche salire in una delle tante barche che propongono i tour della costa, e dedicare due ore ad ammirare la città dal mare: il ponte Umbertino, i palazzi barocchi di Ortigia, il castello di Maniace, le grotte marine dai colori cristallini dove è possibile in alcuni casi tuffarsi per fare un bagno. Attraverso la vista dalle sue acque limpide, Siracusa vi sorprenderà per la bellezza e la tranquillità. Scegliete gli orari del tramonto per fare il vostro giro in barca, che si può prenotare facilmente sia nelle agenzie di viaggi sia direttamente al molo del porto, nei pressi del Foro Vittorio Emanuele.

COSA VEDERE: Il nucleo storico di Ortigia. Il nucleo storico di Siracusa, la città di Ortigia, è tutto da scoprire. Il suo stile barocco, nelle strette vie che percorrono il quartiere attorno alla Piazza Duomo, si respira a ogni angolo. Prendetevi un po’ di tempo per esplorare liberamente le strade di Ortigia. Sono molti i palazzi e le chiese visitabili. Da non perdere: il palazzo senatorio (Palazzo Vermexio), il palazzo Beneventano, la chiesa di Santa Lucia alla Badia, in Piazza Duomo, dove si può ammirare una preziosa tela del Caravaggio: il seppellimento di Santa Lucia. Ovviamente, non dimenticate di dissetarvi con una delle tante limonate al sale, che si possono acquistare nei numerosi chioschi del lungomare.

Fonte Aretusa e lungomare – Siracusa

La Fonte Aretusa. Sempre affollata di turisti, la Fonte Aretusa deve il suo attuale profilo ai lavori eseguiti nel 1847: una sorgente di acqua dolce, che forma un lago circolare dove crescono dei rari papiri spontanei. Per i siciliani è “a funtana re papiri” (la fontana dei papiri). Per la mitologia greca, e per la leggenda, questo luogo coincide con la ninfa Aretusa che fu trasformata in fonte dalla Dea Diana. Mentre Alfeo, innamorato di Aretusa, ma non ricambiato, fu trasformato da Giove in un fiume, in modo da restare per sempre accanto alla sua amata.

Il tempio di Apollo. Piazza Pancali è la grande piazza di Siracusa da cui è possibile ammirare i resti del Tempio di Apollo. Maestoso tempio greco, costruito con pietre calcaree in stile dorico, che risale al sesto secolo avanti Cristo, di cui sono rimasti i basamenti e una serie di colonne con una ampia parete muraria. Nei secoli, questo tempio oggi ammirato dai turisti, divenne una chiesa bizantina, una moschea araba, una chiesa normanna e una caserma all’epoca di Carlo V, re di Spagna, intorno al 1500. Nel Museo archeologico Paolo Orsi, di cui abbiamo parlato prima, è possibile ammirare alcune parti della parte superiore del tempio, costruita in terracotta e decorata.

DOVE MANGIARE: Ristorante Don Camillo. E’ uno dei ristoranti storici di Siracusa, famoso per la qualità della proposta culinaria, e per aver conquistato una delle prime stelle Michelin in Sicilia. Nato nel 1985, su iniziativa di Camillo e dello chef Giovanni Guarneri, questo ristorante si trova nella centrale via Delle Maestranze, nel cuore di Ortigia. Vanta una delle migliori cantine di tutti i ristoranti siciliani, con oltre mille etichette di grande livello. Gli ambienti sono antichi e impreziositi da volte catalane. Si può ordinare alla carta ma è consigliabile provare i menu degustazione: il gran menu di pesce (70 euro), il menu di pesce (60), il menu di carne (50 euro) e il vegetariano (35 euro). Abbiamo provato il gran menu di pesce. Tra i piatti migliori: il rotolino nero di scampi in salsa di ricci, i gamberoni grigliati nella rete di maialino ai profumi di alloro e purè di patate di Siracusa, i tagliolini di pasta fresca all’orientale e marinata di pesce crudo, la tagliata di tonno con confettura di peperoni e riduzione di aceto al Nero d’Avola.

Dolci e gelati tipici di Siracusa


DOVE MANGIARE: Pasticceria Bar Leonardi – Peruch
. Uno dei luoghi da non perdere per gli amanti della pasticceria siracusana. In questo locale, non distante dall’area archeologica della Neapolis, il laboratorio della famiglia Peruch (che dal 1973 gestisce il bar Leonardi) sforna tutti i giorni i grandi classici isolani, dal cannolo alla frutta martorana, dalle cassate alle granite di frutta. Il laboratorio è specializzato in torte sia tradizionali, sia in pasta di zucchero, adatte per le cerimonie. Le materie prime provengono da caseifici e aziende agricole selezionate. A colazione, si possono ordinare delle ottime brioche realizzate senza conservanti o coloranti, ma anche pasticceria mignon, crostate di frutta.

 

PER UNA GITA FUORI PORTA: Palazzolo Acreide. La cittadina di Palazzolo Acreide fa parte del gruppo dei comuni che costituiscono l’itinerario del barocco siciliano patrimonio dell’Unesco. Questo grazioso centro di poco più di ottomila abitanti, in provincia di Siracusa, a 40 chilometri dal capoluogo di provincia, vi conquisterà per la ricchezza delle sue vie, piazze, chiese, cortili, palazzate. La città, come tutti gli altri centri della Val di Noto, subì grandi danni a causa del gigantesco terremoto del gennaio del 1693. E’ da questo catastrofico evento, così forte che quasi distrusse la città di Catania, provocando danni anche a Palermo, Messina, fino a Malta e alle coste meridionali della Calabria, che parte la ricostruzione in stile barocco non solo di Palazzolo, ma anche di Noto, Scicli, Modica (come potete leggere in questo itinerario nella Val di Noto). All’opera di ricostruzione, e al recupero degli edifici precedenti, si devono le bellezze che oggi possiamo ammirare in questa parte della Sicilia sud orientale, che negli anni è stata scelta da molti registi (da Franco Zeffirelli a Gabriele Salvatores) per le riprese di importanti e famosi film.

Di Palazzolo Acreide è famosa la balconata barocca più lunga della Sicilia (e di tutto il mondo). Passeggiando per via Garibaldi, è visibile nella parete frontale di Palazzo Lombardo Cafici (costruito nel diciottesimo secolo). La balconata è un’opera d’arte studiata e ammirata, in cui sono scolpite e raffigurati dei mascheroni e delle figure antropomorfe. In totale, i mensoloni sono 27 e sono tutti differenti. Al termine di Via Garibaldi, si apre la piazza Umberto I, dove si trovano sia la Chiesa di San Paolo sia, a pochi passi, la Chiesa Madre. Da non perdere anche la bellissima Chiesa di San Michele, la Chiesa dell’Immacolata e la grande chiesa di San Sebastiano, in Piazza del Popolo. Sorprendenti le decorazioni della Chiesa dell’Annunziata.

Pasticceria Corsino, Palazzolo Acreide

La Pasticceria Corsino. Vincenzo e Sebastiano Monaco sono i pasticceri del bar pasticceria Corsino di Palazzolo Acreide. In questo storico locale, le materie prime non solo sono rigorosamente siciliane: noci, arance, pinoli, limoni, gelsi e fichi vengono raccolti direttamente dalla famiglia Corsino a Palazzolo; le mandorle sono di Avola, i pistacchi di Bronte, le verdure e la frutta dell’orto di famiglia. Gelati, granite (fichi, gelsi, mandorle), rustici sono tutti da provare, assieme a cassatelle, paste di mandorla e, ovviamente, ai dolci del giovane pastry chef Vincenzo Monaco. Un luogo speciale, che è sempre una meta fissa per i siciliani e per i turisti che vogliono gustare le specialità di quest’angolo di Sicilia. Per i dettagli, le foto, i menu e i prezzi, vi rimando alla mia recensione.

Palazzolo Acreide, dettagli barocchi

Passeggiando tra le vie di questo paese troverete le tracce di un’arte preziosa, la bellezza austera del barocco siciliano che si esprime attraverso la capacità di modellare la pietra: mensole, cornicioni, fregi, rosoni. In essi sono spesso raffigurati animali, tralci d’uva oppure mostri che, secondo le credenze, erano capaci di tenere lontani gli spiriti malvagi.

L’area archeologica di Akrai. Per conoscere quanto sia importante questa zona della Sicilia, chi visita Palazzolo Acreide ha l’obbligo di visitare l’area archeologica e l’antica città di Akrai e il parco archeologico. Il suo teatro Greco, costruito sopra l’altopiano di Akrai, vale una visita. Nei dintorni anche i resti del tempo di Afrodite, una antica via romana. A poche decine di metri, da visitare sicuramente la cava in pietra da cui gli antichi abitanti ricavarono le pietre per costruire la città di Akrai. All’interno delle cave, che divennero dei luoghi di sepoltura, sono visitabili le catacombe. Interessante notare, nella parte più bassa del colle di Akrai, quelli che sono chiamati i Santoni: incisioni e bassorilievi realizzati nel calcare. In tutto, si tratta di dodici figure risalenti al terzo secolo avanti Cristo e dedicate al culto della Gran Madre.

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4 comments

Antonella 16 agosto 2018 at 10:01

Cara Ada, buongiorno!
E grazie! Grazie di avermi fatto tornare per qualche minuto a Siracusa! Ho avuto la fortuna immensa di visitarla, ma una volta sola e non sono nemmeno potuta andare proprio ovunque perché ero in gita. Ti assicuro che spero tantissimo di poter tornare di nuovo, con calma e per una settimana intera, magari due o forse un paio di mesi, perché no? E magari con te come guida! 😉
È una città straordinaria, l’ho adorata e ammirata non appena ho iniziato a percorrerne il lungomare e poi ho camminato proprio lì, in piazza Duomo, la fotografia che hai scelto giustamente per la copertina del tuo articolo (che ho salvato!!!).
Articolo stupendo! Baci Antonella 🙂

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Jürgen Gaupp 14 agosto 2018 at 19:10

Un bellissimo diario di viaggio, Grazie.
Ricordi del nostro viaggio due anni fa.

Reply
elisabetta corbetta 14 agosto 2018 at 13:57

Tra cultura, storia e gastronomia la Sicilia è una regione meravigliosa

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Ada Parisi 17 agosto 2018 at 16:46

grazie Elisabetta

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