Itinerari: l’austera ed elegante Trieste, tra il calore Mediterraneo e lo stile Mitteleuropeo

Città di confine, complessa e affascinante, austera e signorile. Trieste, capoluogo della regione Friuli Venezia Giulia, è una città in equilibrio tra Mediterraneo e Centro Europa. Come tutti i luoghi di confine, Trieste ha un posto speciale nel mio cuore: ci sono stata tante volte negli ultimi anni e ci sono ritornata per tre giorni a marzo 2018 durante Oliocapitale, manifestazione dedicata alle eccellenze dell’extravergine di oliva. E se nelle mie visite precedenti ho visto Trieste un po’ a caso, presa da mille impegni e con lo sguardo sempre rivolto verso quel mare che mi attira visceralmente, stavolta grazie all’applicazione “Trieste 100 luoghi imperdibili”, ideata dalla Camera di Commercio/Aries di Trieste e da Mondadori, sono riuscita ad approfondire la mia conoscenza di questa città che trovo ogni volta più bella e ho scelto rapidamente i luoghi da visitare, sia quelli nuovi e che in precedenza mi erano sfuggiti, sia quelli che volevo rivedere. Io, che non sono una fanatica della tecnologia, ho trovato davvero utile questa applicazione gratuita (disponibile in italiano, inglese, francese e tedesco): ci sono diversi itinerari tematici e approfondimenti su tutte le principali destinazioni turistiche, su caffè, ristoranti, negozi, teatri e tutto quello che dovete sapere, a livello di storia e costume, su questa bella città affacciata sull’Adriatico.

PARTIAMO DA PIAZZA UNITA’ D’ITALIA – Se visitate Trieste per la prima volta o se il vostro è l’ennesimo viaggio nel capoluogo giuliano, non potete non cominciare il vostro giro partendo dalla famosissima Piazza Unità d’Italia, una delle più imponenti e belle piazze d’Europa, dove si affacciano il Municipio, il Palazzo Lloyd (sede della Regione Friuli Venezia Giulia), il palazzo del Governo (sede della Prefettura) e il Palazzo Stratti (dove si trova uno dei locali storici triestini, il Caffè degli Specchi). Piazza Unità d’Italia è il salotto cittadino, quello dove ogni triestino si sente a casa: da un lato guarda al colle di San Giusto e dall’altro si apre al mare, con lunghi marciapiedi e passeggiate, che regalano scorci indimenticabili. Il molo degli Audaci, la riva del Mandracchio, le statue del Bersagliere e delle “Ragazze di Trieste”, assieme ai due piloni in bronzo alti sei metri che dominano la piazza (inaugurati nel 1933 alla presenza del Duca Amedeo d’Aosta), sono tra i simboli di questa città. E Piazza Unità non è bella solo durante il giorno. Provate a osservarla di notte, arrivando fino all’estremità del molo Audace e voltando lo sguardo verso la terraferma soltanto alla fine. Vi troverete davanti a un quadro vedutista di straordinaria bellezza.

PAUSA CAFFE’: CAFFE’ DEGLI SPECCHI – E, mentre ammirate l’oro e i dettagli cesellati dei palazzi di piazza Unità d’Italia, non dimenticate di fare la vostra prima sosta gastronomica in uno dei più famosi caffè della città: il Caffè degli Specchi. Vi renderete subito conto che i caffè a Trieste non sono solo luoghi dove ordinare da bere o da mangiare, ma sono anche luoghi dove ci si incontra per passare del tempo,l incontrare gli amici, chiacchierare o semplicemente leggere un libro o il giornale in atmosfere ancora dal sapore retrò. Quelli più antichi sono cambiati molto poco nel corso degli anni: arredi, stucchi, grandi banconi, sono originali. Alcuni locali, come il caffè San Marco mostrano ancora oggi il loro indissolubile legame con la letteratura italiana, che hanno contribuito a formare e diffondere. Il Caffè degli Specchi, da Palazzo Stratti domina l’intera Piazza Unità d’Italia. Fondato nel 1839 dal commerciante di origini greche, Niccolò Stratti, questo locale conserva ancora una chiara impronta austriaca. La storia di Trieste è passata per questi tavoli: da James Joyce a Italo Svevo, dagli irredentisti nel 1800 passando per la Marina Britannica nel secondo dopoguerra. Sicuramente oggi il Caffè degli Specchi è una meta turistica, vista la sua posizione centrale, ma i triestini continuano a frequentarlo e coesistono tranquillamente con i turisti: negli orari di minore affollamento sedetevi ad ammirare la piazze e gustate una frittella ripiena, una cioccolata calda con biscotti  e uno dei famosi caffè triestini, stando attenti a ciò che ordinate perché a Trieste il caffè è una cosa seria e ogni caffè ha un suo preciso nome, diverso da quelli utilizzati nel resto d’Italia. Per esempio: se volete ordinare un caffè espresso ordinate “un nero”; se volete un cappuccino ordinate un “caffellatte”; se volete un caffè macchiato in bicchiere di vetro ordinate “un capo in B”.

IL RIONE DI CITTAVECCHIA – Da piazza Unità, lungo il percorso che porta verso il colle di San Giusto, fermatevi nel rione di Cittavecchia, dominato dalla Chiesa di San Silvestro, la più antica chiesa di Trieste, sede delle comunità evangeliche valdese ed elvetica. A pochi passi, la grande Basilica di Santa Maria Maggiore e l’arco di Riccardo, considerato una delle antiche porte per l’ingresso nella Trieste (Tergeste) ai tempi dell’impero Romano. Questa città, che in inverno è spesso sferzata dal fortissimo vento di Bora, deve le sue fortune anche alla decisione dell’imperatore austriaco Carlo VI che nel 1719 proclamò Trieste un porto franco. Da quel momento, soprattutto durante il periodo di Maria Teresa d’Austria, decine di migliaia di cittadini provenienti da Austria, Serbia, Slovenia, Ungheria e altre aree del mediterraneo si trasferirono in città, determinando un boom demografico e, allo stesso tempo, l’arrivo di tante culture che hanno modificato sensibilmente il tessuto originario di Trieste (“Trst” in sloveno). Oggi, che il Porto franco è stato finalmente reso operativo, dopo sessanta anni, da un decreto del governo italiano, Trieste potrà tentare la strada della rinascita. E qualche investitore, soprattutto austriaco, è già all’opera, acquistando immobili per sviluppare il proprio business.

DOVE MANGIARE: BUFFET DA PEPI – A Trieste il Buffet da Pepi (Pepi lo sloveno: Pepi S’ciavo) è diventato un’istituzione per tutti coloro che amano la cucina dedicata alla carne, e soprattutto a quella di maiale. Locale storico, aperto sin dalle prime ore della mattina, oggi gestito da Paolo Polla, al Buffet da Pepi si viene per assaporare le specialità della tradizione triestina con tutte le sue influenze austroungariche ma anche bavaresi. Il Buffet è nato nel 1897 e ha attraversato le guerre mondiali, ha ospitato personaggi illustri ma anche gli operai portuali. Le carni vengono cotte in una speciale caldaia: salsicce di Cragno (salsicce a grana grossa, affumicate, originarie del Carso sloveno e della zona di Kranjska), salsicce di Vienna (wurstel), porzina (la coppa del maiale, aromatizzata e servita a fette), lingua bollita, Kaiserfleisch (carrè di maiale affumicato), prosciutto cotto tipo Praga, con contorno di krauti (chiamati “capuzi”, ottenuti dal cavolo cappuccio fermentato), kren (rafano fresco grattugiato) e senape. Tutte le specialità vengono servite accompagnate sia dal pane (la celebre “rosetta”, chiamata anche il pane Kaiser cioè pane dell’imperatore; il pretzel, in una variante biscottata e non morbida; il pane di segale), sia da un bicchiere di vino (meglio se un vino Terrano) o di birra. L’ambiente è informale e assolutamente ruspante e, anche se qualche triestino storce il naso perché il Buffet da Pepi è diventato troppo frequentato, di certo è una tappa obbligata e vi divertirete molto. Si mangia bene con 18-20 euro a testa. Il servizio è rapido e preciso e vi suggerisco di andarci nei giorni infrasettimanali, quando è meno affollato, evitando le ore di punta, tanto da Pepi si mangia a qualsiasi ora.

Castello di San Giusto

DA VEDERE: IL CASTELLO DI SAN GIUSTO – Il castello di San Giusto domina la città e il golfo triestino dal colle omonimo: costruito in un arco di tempo di circa due secoli (1470-1630), ancora oggi sorveglia dall’alto l’antica Tergeste. Arrivare al colle è una passeggiata in salita che potete risparmiarvi (la salita è piuttosto erta) prendendo un comodo bus che dal centro città, dietro piazza Unità d’Italia, vi lascia proprio davanti al castello. Ma vi consiglio di fare a piedi il percorso in discesa, ovvero via della Cattedrale, perché vedrete scorci di Trieste davvero particolari. Prima di entrare al castello vedrete i resti del Foro e della Basilica di epoca romana: il fulcro del castello, che oggi è di proprietà del Comune di Trieste (sin dal 1930) è il Cortile delle Milizie, di forma triangolare, con imponenti bastioni ai vertici, visto che il castello è sorto su una precedente fortificazione. Questa particolare forma consente una lunga e spettacolare passeggiata tra i camminamenti delle mura, con una vista a 360 gradi sulla città e sul mare. All’interno, invece, ci sono due musei civici. Nei sotterranei si trova il Lapidario Tergestino, che raccoglie e mette in mostra i reperti di epoca romana.

DA VEDERE: LA CATTEDRALE DI SAN GIUSTO – Adiacente al Castello, la Cattedrale di San Giusto è il frutto dell’unione di due edifici risalenti all’undicesimo secolo. Lo stile è romanico, anche se il bellissimo rosone centrale è di epoca gotica, quindi successiva. Nel complesso, la chiesa è austera e al suo interno si percepisce davvero un clima di riflessione e di preghiera. L’interno è composto da cinque navate, con soffitto ligneo a stelle su fondo blu, ricostruito nel 1905. Gustatevi una passeggiata lungo tutto il perimetro della cattedrale per ammirare i numerosi quadri e sculture di cui è ornato questo edificio di culto. Da non perdere: il bel mosaico su fondo oro del tredicesimo secolo, nel catino absidale. Infine, quando dalla chiesa riprendete la discesa verso il centro della città, lungo via della cattedrale, voltatevi e ammirate la sua bellezza tra le fronte degli alberi. E se avete tempo, dedicate qualche minuto alla visita del Museo di storia ed arte e all’Orto lapidario.

Trieste, la via degli antiquari

DA VEDERE, LA CAVANA – Nella bella passeggiata a piedi che dalla Cattedrale vi riporterà verso piazza Unità d’Italia, attraverserete la Cavana, ovvero la città vecchia: un susseguirsi di vicoli stretti e bei palazzi oggi quasi del tutto ristrutturati. Questa zona comprende il quartiere del ghetto e tutte le piccole vie che portano al colle di San Giusto. Strade dove ancora oggi si celebrano le vecchie arti e i vecchi mestieri: panifici e pasticcerie a conduzione familiare, piccole botteghe alimentari ma soprattutto negozi di rigattieri e piccolo antiquariato: se, come me, adorate frugare tra piatti, posate, oggetti, dischi, mobili, borse, vestiti e libri antichi, questo è il rione che fa per voi. Ci sono tantissime botteghe dove, con un po’ di attenzione e di conoscenza della materia, si possono acquistare pezzi unici. Tra l’altro, proprio in questa zona ogni terza settimana del mese si tiene un Mercatino dell’Antiquariato in cui si possono acquistare (ma anche vendere privatamente) oggetti e mobili antichi. Purtroppo, io sono stata a Trieste in un altro periodo ma, se foste amanti del bric à brac, non perdetelo.

DOVE MANGIARE: ANTICA TRATTORIA SUBAN – Dopo esservi stancati girando il centro storico e le stradine tortuose della Città Vecchia, vi meritate sicuramente una cena tipica. Non c’è posto migliore della Antica Trattoria Suban per gustare ciò che mangiano i veri triestini. Mario Suban, e le due figlie Giovanna e Federica, gestiscono questa antichissima trattoria nata nel rione di San Giovanni, quando in queste colline non c’erano abitazioni ma solo una strada che collegava l’altopiano del Carso e il centro di Trieste. La trattoria da quattro generazioni appartiene alla stessa famiglia e ha ospitato personaggi illlustri della storia italiana e non solo, come Giuseppe Saragat, Sandro Pertini, Papa Woityla. Ancorata alla più ortodossa tradizione triestina, la Trattoria Suban non si lascia suggestionare dai richiami della cucina contemporanea e ripropone, perfezionate dalla costanza nel tempo, le antiche ricette. Tra queste, la famosa Jota triestina: una zuppa a base di crauti, fagioli e cotiche che si mangia solo a Trieste. E ancora i “palacinka”, sottilissime crespelle al basilico, lo strudel di formaggio, la carne salata di punta d’anca con il kren, la Kalandraka (uno spezzatino con patate insaporito dal brodo di carne), lo squisito petto di fagianella e la torta Rigojanci, un buonissimo dolce di origine ungherese formato da una base di pan di spagna, crema e glassa al cioccolato. Un indirizzo da segnare in agenda, dove si mangia bene al giusto prezzo.

DOVE DORMIRE A TRIESTE: SAVOIA EXCELSIOR PALACE – Se volete dormire in uno degli hotel più belli di Trieste, scegliete senz’altro il Savoia Excelsior Palace e chiedere una stanza fronte mare. Inaugurato nel 1911, questo hotel fu definito il più importante e lussuoso dell’allora impero austroungarico. Si trova sul lungomare, a cento metri da piazza Unità d’Italia e guarda il mare Adriatico: 144 tra camere e suites, l’hotel è in stile Belle Epoque, con arredi antichi ma anche pezzi moderni e, per gli amanti dell’antiquariato, ha una magnifica collezione di mobili originali in stile Liberty e Impero. L’atmosfera è decisamente d’altri tempi: sarete immersi in un lusso elegante ma discreto. I prezzi per la doppia partono da 200 euro a notte, colazione compresa.

Dopo una notte di riposo, godetevi una colazione internazionale nella luminosissima sala al piano terra dell’hotel Savoia Excelsior Palace: uova strapazzate, bacon, wurstel, pani di tutti i tipi, salumi e formaggi per chi ama il salato, ma anche torte, biscotti, frutta, confetture, brioche e croissant per chi preferisce il dolce.

DA VEDERE: L’ACQUARIO DI TRIESTE – Praticamente di fronte all’hotel Savoia Excelsior Palace, sul lungomare, si trova il Civico Museo Scientifico Aquario Marino, all’interno di un edificio in stile Liberty (con una torretta deliziosa) che risale al 1933. L’Aquario Marino di Trieste (scritto senza la lettera ‘c’, perché la derivazione è dal latino ‘aquarium’) è uno dei più antichi al mondo: l’acqua della vasche è prelevata direttamente dal mare alla base del molo e viene spinta a 20 metri di altezza nella torre dell’orologio, filtrata e pompata verso il basso nelle vasche. Così i pesci nuotano nella stessa acqua del golfo di Trieste. Anche per questo, se l’acqua del mare è torbida, anche quella delle vasche sarà meno limpida del solito. Al piano superiore, c’è anche un rettilario con anfibi, sauri e serpenti velenosi europei. Terminata la visita fate un salto da Eataly Trieste, adiacente all’acquario e ospitato nell’antico magazzino vini risalente al 1902, una delle ultime Eataly aperte dall’imprenditore Oscar Farinetti lungo lo Stivale.

PAUSA CAFFE’: IL CAFFE’ TOMMASEO – Per una pausa (sia dolce sia salata), provate un altro dei caffè storici di Trieste. I caffè qui non sono solo luoghi dove ordinare da bere o da mangiare ma sono anche luoghi dove ci si incontra, in atmosfere dal sapore retrò. Quelli più antichi sono cambiati molto poco nel corso degli anni: arredi, stucchi, grandi banconi, sono originali. Il Caffè Tommaseo: è il più antico caffè di Trieste, aperto nel 1830, nel solco della tradizione dei caffè viennesi. Qui si viene per fare colazione, per un thè con una fetta di SacherTorte alla maniera austriaca, oppure per un elegante e ben costruito aperitivo prima di cena, grazie a una interessante carta dei cocktail. Tra i più famosi, lo Spritz Tommaseo (6 euro, con Amaro Tergestino, Ginger Ale e vino Prosecco) e il Tegroni (6,5 euro, composto da Tequila, Cynar, Vermouth rosso e angostura bitter). Il caffè sta lavorando ad ampliare l’offerta della ristorazione.

DA VEDERE: IL MERCATO COPERTO – Non si può dire che il Mercato Coperto di Trieste sia il cuore pulsante dello shopping alimentare della città. ma io sono abituata ad andare sempre nei mercati civici delle città che visito, perché è lì a mio parere che si misura l’atmosfera più vera di una città: qui al mercato di Trieste ci sono piccoli produttori e bisogna saper cercare il prodotto giusto. Nella centrale via Carducci, in un edificio risalente al 1936, che oggi meriterebbe sicuramente una migliore valorizzazione, si possono trovare carni, pesci e verdure provenienti dai campi dei comuni della provincia triestina. In un gennaio freddo e piovoso, sono riuscita a trovare diverse tipologie di radicchio, tra cui il Radicchio Tardivo di Treviso Igp, la bellissima Rosa di Treviso, il radicchio variegato di Castelfranco e le erbette rosse (grandi rape che si mangiano lesse).

DOVE MANGIARE: BUFFET DA ROBI – Altra pausa pranzo da triestino verace al Buffet da Roby, piccolo locale non distante dal lungomare e dal Ponte Rosso, dove si trova la statua di James Joyce, a due passi dalla Chiesa Serbo-Ortodossa di San Spiridione. In questo locale, meno turistico e meno affollato del Buffet da Pepi, si viene per assaporare i classici sardoni impanati, le patate in tecia, le polpette, il prosciutto cotto in crosta di pane servito caldo con il Kren e la senape e lo strudel di mele classico o di mirtilli. L’ambiente è rustico ma caldo e accogliente, con affreschi dell’antica pianta di Trieste e una discreta selezione di birre artigianali e di vini dell’Altopiano del Carso. I prezzi oscillano tra 20 e 30 euro per un pranzo.

DOVE COMPRARE, ANTICA BOTTEGA DEL GUSTO – Olio extravergine di oliva Tergeste Dop, formaggi dell’altopiano del Carso triestino tra cui il famoso “Tabor” o il “Jamar”, il prosciutto crudo del Carso, i vini giuliani e sloveni, i wurstel, il famoso prosciutto di Trieste, ottenuto lavorando la coscia intera del maiale con il suo osso, e poi con una affumicatura di trucioli di legno di faggio. Se volete portarvi a casa un souvenir enogastronomico di qualità, il posto giusto dove acquistare un prodotto tipico è  l’Antica bottega del gusto, in via delle Torri.

PAUSA CAFFE’: OSTERIA DEL CAFFE’ – Forse non tutti sanno che Trieste è la capitale italiana del caffè. In questo porto, le prime navi cariche di caffè provenienti dai porti ottomani di Smirne e Alessandria d’Egitto arrivarono nel diciottesimo secolo. Poi, l’istituzione del porto franco da parte degli Asburgo fece della capitale giuliana il principale porto dell’Impero d’Austria. La città si adeguò alla grande quantità di caffè che transitava, aprendo le prime torrefazioni e sperimentando, per prima in Italia, la miscela di caffè. Nel 1891, nacque l’associazione Caffè Trieste che, dal 1965, celebra ogni anno la giornata internazionale del caffè. Non solo, nel 1904 nacque la Borsa del caffè. Oggi, la Regione Friuli Venezia Giulia ha istituito, a Trieste, il Distretto industriale del caffè e nella capitale giuliana si svolge “TriestEspresso Expo”, la più importante fiera business del caffè espresso. Una testimonianza di questa lunga tradizione sono i caffè storici, sparsi per tutto il centro cittadino. Ma se volete partire da un caffè in stile moderno, in via delle Torri, proprio di fronte all’Antica Bottega del Gusto, trovate l’Osteria del caffè. Un piccolo spazio in cui, assieme a bagel ripieni, piadine artigianali, estratti di verdura e frutta fresche, si può degustare un’attenta selezione di miscele di caffè e caffè monorigine, anche biologici, provenienti da tutto il mondo. I metodi di estrazione vanno dal classico espresso ai moderni V60 o Siphon. E l’Osteria del caffè è specializzata anche nel caffè da asporto. Un’idea che il proprietario Manuel Bossi ha deciso di portare avanti sin dall’apertura del locale nel novembre 2017. Per chi viene a Trieste questa è una tappa per veri intenditori.

DA COMPRARE: BAR VIEZZOLI – Se amate i dolci, Trieste offre alcune preparazioni tradizionali che vale la pena provare nei bar, nelle panetterie e, magari, portare anche a casa. Al bar-panetteria Viezzoli, in pieno centro (via Cassa di risparmio 7), potete trovare questi prodotti. Stiamo parlando della pinza triestina, della putizza e del presnitz. La pinza è un pane dolce molto semplice da preparare, originariamente prodotto nel periodo di Pasqua e che oggi si può trovare durante tutto l’anno: si può gustare da solo oppure accompagnare con della crema al cioccolato, nella sua versione più ricca. La putizza è un dolce morbido con un ripieno di uvetta e frutta secca (noci, pinoli, mandorle, nocciole). Il presnitz è una girandola di pasta sfoglia ripiena di frutta secca e uvetta. La sua forma ricorda la corona di Cristo.

Hotel Excelsior Trieste, ristorante

DOVE MANGIARE: RISTORANTE SAVOY DELL’EXCELSIOR PALACE. L’atmosfera del Ristorante Savoy è decisamente internazionale. Ospitato nel lussuoso Excelsior Palace, questo locale sul fronte mare trova ispirazione nella cucina di Andrea Stoppari, chef triestino, che nel suo progetto gastronomico collabora con Eataly e propone piatti di mare semplici e ben equilibrati. L’idea è offrire un servizio di alta qualità a prezzi contenuti. I menu degustazione, sia di terra sia di mare, sono composti da quattro portate e costano 45 euro. Un occhio di riguardo è riservato alle esigenze degli intolleranti al glutine e ai vegetariani e vegani. Alla carta, i prezzi del ristorante Savoy vanno dai 12 euro ai 15 euro per gli antipasti, da 11 a 17 euro per i primi, da 19 a 21 euro per i secondi di carne e pesce. I vini sono serviti anche al calice. Noi abbiamo scelto il menu degustazione di pesce e abbiamo assaggiato i gamberi arrostiti con quenelle di guacamole, scarola brasata e salsa al melograno, serviti con pane, focacce e grissini preparati quotidianamente dalla brigata di cucina. Tra i primi piatti abbiamo assaggiato le linguine Afeltra con aglio di Resia (presidio Slow food), olio Tergeste Dop, peperoncino e vongole veraci. Tra i secondi, abbiamo assaggiato un abbondante filetto di rombo fritto, in crosta di riso, con verdure in tempura e salsa bernaise. Dulcis in fundo, una fresca mousse allo yogurt con salsa ai frutti di bosco, una selezione di gelati e sorbetti (strepitoso quello al pompelmo rosa) realizzati dallo chef.

DA VEDERE: CASTELLO DI MIRAMARE. Se siete delle persone romantiche fino in fondo, il posto giusto per voi è il Castello di Miramare. Questo splendido edificio fu costruito nel 1855 per volere di Massimiliano I d’Asburgo (fratello di Francesco Giuseppe, imperatore d’Austria) e di sua moglie Carlotta del Belgio. La struttura, a picco sul mare, è circondata da un parco che è riserva naturale del Wwf, con serre ed eleganti fontane, ancora oggi si conserva praticamente intatta sia nell’architettura sia negli arredi, che sono originali. Di fronte al castello, un piccolo porticciolo realizzato in pietra bianca d’Istria, da dove Massimiliano I partì per il Messico, dove fu incoronato re ma dove, dopo soli tre anni, trovò anche la morte per mano dei ribelli repubblicani. Il museo del Castello di Miramare comprende gli appartamenti sia privati sia quelli di rappresentanza. Le Sale di Massimiliano I d’Asburgo rievocano ambienti militari delle navi, somigliano infatti a delle cabine. Ed è presente anche una biblioteca con 7 mila volumi, un delizioso salottino in stile cinese all’interno della torretta. Nel castello, si possono visitare anche gli appartamenti dove visse Amedeo di Savoia, Duca d’Aosta.

Al Castello di Miramare si arriva comodamente con i bus pubblici del moderno ed efficiente servizio Trieste Trasporti, oppure anche a piedi, percorrendo tutto il lungomare cittadino, ma anche in bicicletta, in una bellissima passeggiata di nove chilometri dalla Piazza Unità d’Italia, attraverso la pineta di Barcola, che nel periodo estivo è molto affollata da bagnanti e turisti.

PAUSA CAFFE’: CAFFE’ SAN MARCO  Prima di lasciare questa perla del Mediterraneo con l’anima mitteleuropea, concedetevi un’ultimo peccato di gola. Una cioccolata calda con panna al Caffè San Marco che, tra i locali storici di Trieste, è forse quello che più mostra ancora oggi il proprio indissolubile legame con la cultura italiana. Il Caffè San Marco, con la data di apertura (1914) in evidenza nella porta di ingresso, ancora oggi è un caffè letterario. Al suo interno, oltre all’ampia sala in stile Liberty per bere, mangiare, conversare o leggere un giornale, si trova anche una libreria molto raffinata con testi d’essai e una ampia bibliografia sulla cultura e le tradizioni giuliane. Qui, si può leggere un libro e bere una cioccolata con panna e gustare uno dei prodotti di pasticceria. Sempre frequentato da intellettuali, in passato Umberto Saba e Italo Svevo, ancora oggi il Caffè San Marco non ha perso il suo fascino ed è sempre una meta obbligata per un itinerario culturale e gastronomico su Trieste.

 

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2 comments

elisabetta 27 aprile 2018 at 08:36

Ottimo suggerimento.
Grazie

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Ada Parisi 27 aprile 2018 at 08:50

Grazie a te, ci sei già stata a Trieste?

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