Gelo di melone Cantalupo al vino Porto

Fresco, buonissimo e soprattutto facilissimo da preparare: è il gelo di cantalupo, il melone dal colore arancione brillante che, nella sua versione migliore, quella al perfetto grado di maturazione, è succoso e dolce e profumatissimo. Potete utilizzare per questa ricetta il tradizionale Cantalupo o anche la tipologia ‘retata’, con la buccia dal caratteristico aspetto irregolare, proprio come se fosse ricoperto da una rete color corda, o liscia. In entrambi i casi, si tratta di un frutto dolce e molto profumato, che va consumato al giusto punto di maturazione per godere di tutta la sua bontà e anche per utilizzare il minore quantitativo di zucchero aggiunto possibile nel gelo, un dolce che si potrebbe tranquillamente definire a basso apporto calorico. Questo gelo di Cantalupo è buonissimo così com’é perché è un dessert fresco e perfetto per i mesi estivi, ma se volete dare al dolce un effetto ancora più sorprendente ed elegante, basta guarnirlo con menta e pistacchi e preparare una facilissima riduzione di vino Porto o di Marsala, due vini a tendenza dolce da sempre abbinati a questo frutto. La tradizione siciliana annovera moltissimi geli di frutta, in ogni stagione: a partire da quello invernale di mandarino per arrivare al gelo di fragole, all’iconico gelo di anguria, al particolarissimo gelo di uva (la mostarda) e all’orientaleggiante e dolcissimo gelo di cannella. A mio parere sono tutti da provare.

Gelo di melone Cantalupo (ricetta siciliana)

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PORZIONI: 4 TEMPO DI PREPARAZIONE: TEMPO DI COTTURA:

INGREDIENTI

  • 500 millilitri di succo di melone Cantalupo o Retato (peso netto, pari più o meno a un melone di grande dimensione)
  • 40 grammi di maizena
  • 60 grammi di zucchero semolato (dipende anche dalla dolcezza del melone)
  • 150 millilitri di vino Porto o Marsala
  • 30 grammi di zucchero di canna
  • pistacchi non salati, quanto basta
  • menta fresca, quanto basta

PROCEDIMENTO

Gelo di cantalupo al Porto


Lavare con cura il melone, tagliarlo a metà ed eliminare i semi e i filamenti contenuti all’interno, rimuovere anche la buccia. A questo punto avete due alternative: o frullare il melone con il minipimer e poi passarlo al setaccio in modo da ottenere il liquido e rimuovere la parte solida dei residui di polpa, oppure passare il melone al passaverdure, così otterrete direttamente solo la parte liquida.

Pesare il liquido ottenuto, in modo che sia pari a 500 millilitri.

Mettere in una ciotola la maizena e lo zucchero semolato e mescolarli con cura. Versare a pioggia il composto di maizena e zucchero nel liquido e mescolare vigorosamente con una frusta in modo che non si formino grumi. Cuocere il gelo di Cantalupo a fuoco basso e sempre mescolando finché il liquido non inizierà prima a sobollire e poi ad addensarsi. Quando inizierà a sobollire devono trascorrere due minuti. E’ importante che non smettiate mai di mescolare con attenzione e sul fondo del tegame, perché la maizena tende a depositarsi e a formare dei grumi.

Una volta che il liquido si sarà addensato, versarlo nelle formine o nelle coppette che avete scelto (potete sformarlo, come ho fatto io, oppure servirlo direttamente nelle coppette, soprattutto se non avete intenzione di preparare al riduzione di Porto). Fare raffreddare il gelo a temperatura ambiente e, una volta freddo, conservarlo in frigorifero per almeno una notte.

Per la riduzione di Porto, mettere il vino e lo zucchero di canna in una pentolina piccola (come i bollitori per il latte) e cuocere a fuoco bassissimo finché il liquido non si ridurrà fino a diventare uno sciroppo caramelloso.

Vi consiglio di lasciare il gelo di Cantalupo per almeno 30 minuti a temperatura ambiente prima di gustarlo. Guarnire il gelo di Cantalupo con la riduzione di Porto, decorare con pistacchi tritati e qualche foglie di menta e servire. Buon appetito!

L’ABBINAMENTO
: Monte Duello, vino passito da uve Durella, prodotto dalla cantina Giannitessari, a Roncà, in provincia di Verona. Questo vino è ottenuto da uve appassite in un fruttaio per cinque mesi, poi torchiate. Dopo una fermentazione lenta in legno, il vino viene fatto affinare per alcuni anni in barrique di rovere. E’ un prodotto che racconta la tradizione di questo territorio, in cui l’appassimento è una pratica storicamente diffusa e radicata tra i produttori di vino. Frutta candita e fichi secchi, gusto pieno e in perfetto equilibrio tra acidità e dolcezza. Un vino da abbinamento ma anche da meditazione.

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4 comments

Rossana 28 maggio 2018 at 16:04

Che ricetta spettacolare!
Appena l’ho vista non ho resistito e sono andata subito a provarla!
In realtà, però, non ho avuto il coraggio di osare con quel vino, è da anni, ormai, che prediligo un vino come il Bianco d’Altura bioveganfood.it/bianco-d-altura-vino-bianco-siciliano-da-vitigno-catarratto. Sicuramente lo conosci e lo hai già provato, anzi, mi viene da chiederti come mai non lo hai pensato come abbinamento a questa ricetta fantastica!
Un abbraccio

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Ada Parisi 28 maggio 2018 at 16:08

Salve Rossana, mi dispiace contraddirti ma il vino che tu indichi (e che non conosco nel dettaglio) non è affatto adatto a questa ricetta. Il Cataratto è un bianco di spiccata acidità e non è adatto ai dolci, ma piuttosto a fritture e piatti di pesce. Per fare una riduzione peraltro è necessario un vino liquoroso ad alta gradazione alcolica e contenuto di zucchero. Credimi, non ti piacerebbe l’abbinamento. Ada

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elisabetta 26 maggio 2018 at 08:49

Adoro il melone questa ricetta è proprio da provare, il vino Porto d un guato super aromatico.
Grazie
Un bacione

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Ada Parisi 28 maggio 2018 at 11:47

Provala perché sono sicura che ti piacerà. Un caro saluto, Ada

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