Trattoria Da Teo (Trastevere)

dateoPer la serie ‘ristoranti di Trastevere’, oggi vi parlo della trattoria Da Teo, che ho provato di recente. Per la precisione, l’ho provato il lunedì di Pasquetta: un dettaglio non indifferente, visto che due o tre turni di cucina, molta ressa e molta fretta, solitamente penalizzano servizio e qualità. Non è invece così nel trattoria di piazza dei Ponziani. Il ristorante, gestito da Teodoro Filippini, riesce a sopportare bene anche la pressione di una giornata particolare.

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Non tutto ciò che ho mangiato è stato all’altezza delle mie aspettative (sulla carbonara, ad esempio, continuo decisamente a preferire Enzo al 29 oppure Felice al Testaccio), ma indubbiamente da Teo è una trattoria verace romana, dove si sentono l’amore e la passione per il mestiere. Il piatto che mi è piaciuto di più é stato un antipasto fuori menú: una millefoglie di pane carasau, puntarelle e burrata di Andria, fresca, saporita, non unta nonostante l’abbondanza di olio extravergine di grande qualità. Un piatto originale, sicuramente da provare.

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Buoni i fritti: il baccalà, croccante e asciutto (2,5 euro), e soprattutto il carciofo alla Giudia (4,5 euro), davvero perfetto. Uno un po’ cruda la pastella dei fiori di zucca (2euro). Buono anche il carciofo alla romana (4,5 euro), ben fatto, tenero e saporito. Ottima la amatriciana (11 euro), uno dei cavalli di battaglia del locale. Invece, la carbonara (11 euro) è stata penalizzata da una pasta non abbastanza al dente. Buone le fettuccine fatte in casa con asparagi selvatici e funghi (12 euro): gli asparagi erano davvero abbondanti.

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Sui secondi, molto buone le patate al forno, un po’ deludente l’abbacchio (14 euro), poco saporito e troppo cotto. Grande offerta di dolci tradizionali a un prezzo conveniente (4-6 euro), dal tiramisù classico al gelato con fragoline di bosco; interessante la mousse al mascarpone con fragoline, offerta in tre taglie: piccola, media e grande. I prezzi nel complesso sono leggermente superiori a quelli di una trattoria trasteverina, almeno per quanto riguarda i primi e i secondi. C’è da dire, però, che le porzioni sono davvero abbondanti, più che altrove.

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Il ristorante ha anche un menù di pesce, sempre di impronta romana è basato sul pescato del giorno. Il servizio è decisamente cortese e cordiale, la sala è gestita con simpatia ma polso fermo dalla gentile ed esperta moglie di Teo. Il locale è arredato nel tradizionale stile trasteverino, rustico ma accogliente. Con la bella stagione si mangia fuori, in una piazzetta deliziosa. Prenotate sempre, e ricordate che la domenica non aprono mai. Da provare.

(recensito il 28 marzo 2016)

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