Itinerari di viaggio: Cortona, la Toscana che non ti aspetti

Davanti a me, la grande spianata della Val di Chiana e il Lago Trasimeno. Alle mie spalle, i primi rilievi dell’Appennino centrale. E’ Cortona, antica terra di confine tra Stato Pontificio e Granducato di Toscana, dove le tracce degli Etruschi prima e dei Romani poi riecheggiano ad ogni angolo. Il mio itinerario di viaggio è durato tre giorni, guidato dal consorzio di tutela del vino Doc Cortona, e qui ho conosciuto una realtà dinamica fatta di storia e cultura medioevale e rinascimentale, orgogliosi sensi d’appartenenza ed eccellenze del mondo produttivo e agroalimentare. E’ un angolo diverso di Toscana questo, e nonostante si trovi a pochi passi da Montepulciano, a me è sembrato un luogo con una forte identità personale.

Narrano le leggende che Cortona sia stata fondata da Dardano o addirittura da Ulisse. Oggi Cortona è, tra tutti i luoghi splendidi della Toscana, uno tra i più noti negli Stati Uniti grazie agli echi del libro di Frances Mayes  ‘Under the tuscan sun’: la scrittrice comprò una villa rurale abbandonata in Cortona e visse realmente in Toscana, raccontando la sua esperienza in un volume che rimase in classifica ai primi posti in America per oltre due anni, da cui poi  nel 2003 fu tratto l’omonimo film con Diane Lane. Da qui la predilezione degli statunitensi per Cortona e per il vino di Cortona, di cui la Mayes parlò ampiamente nel libro. Ciò che colpisce di più in questa città sono le alternanze di scorci tra Medioevo e Rinascimento: a partire dagli stretti vicoli con case in pietra arenaria del centro storico, fino alle abitazioni del Rione del Poggio, nella Cortona più alta, dove merita una visita la chiesa di San Niccolò, che custodisce un insolito e originale quadro bifronte realizzato da Luca Signorelli con quella maestria nell’uso dei colori che gli è propria: anteriormente è dipinta la deposizione di Cristo nel sepolcro, mentre nella parte posteriore la Madonna con Bambino, con San Pietro e San Paolo. Da vedere, nella parte alta, anche la Basilica di Santa Margherita, partrona della città, e la Fortezza del Girifalco, da cui il panorama spazia ad ovest fino all’inconfondibile punta aguzza del Monte Amiata.

L’EREMO FRANCESCANO: Tra i luoghi da visitare a pochi chilometri dal centro cittadino, vi consiglio di non perdere l’eremo francescano de Le Celle, risalente al 1211, fondato per volere di San Francesco che ne fece uno dei primi insediamenti francescani in Italia. Il monastero, curato dai frati cappuccini, è aperto al pubblico ed è meta costante di pellegrini in cerca di spiritualità. Circondato da un bosco di querce, ha l’aspetto di un presepe, con giardini e orti che regalano frutta e verdure freschissime. Qui la regola è il silenzio, ma potete passeggiare all’ombra dei boschi che lo circondano e visitare la cella in cui San Francesco era solito pregare. L’eremo offre anche la possibilità di dormire, sia all’interno del convento per chi sia interessato a un percorso di fede e preghiera, sia in alcune casette esterne.

IL MUSEO ETRUSCO: Il percorso che vi suggerisco prosegue poi in centro a Cortona, dove da piazza della Repubblica, tra bar caratteristici e negozi di pelletteria e ceramiche, si raggiunge Piazza Signorelli, che ospita un mercato ma soprattutto il Maec, Museo dell’accademia etrusca di Cortona. Un’esposizione permanente imperdibile per chi ama l’arte antica e che ha ovviamente il suo cuore pulsante tra i reperti di epoca etrusca e romana. Ceramiche, bronzi, reperti egizi (ci sono due mummie con sarcofago molto ben conservate), dipinti, oggetti d’arte moderna e d’arredamento. Tra i pezzi più importanti, la Tabula Cortonensis, manufatto in bronzo che in lingua etrusca costituisce un contratto per la cessione di terreni tra cui un vigneto, segno del profondo legame di questo territorio con la viticoltura; una fibula in oro del VI secolo a.C. a forma di pantera accovacciata, uno dei pochi oggetti in oro trovati nelle tombe etrusche, svuotate purtroppo dai tombaroli; il lampadario etrusco databile alla fine del VI secolo a.C., senza dubbio tra gli oggetti più rari e importanti della collezione.

UN CAFFE’? SI GRAZIE! Ma veniamo ai piaceri della tavola. Vi consiglio di fare colazione, almeno una volta, al Caffè Vannelli, dove troverete i fratelli Vannelli, Giacomo e Pietro. Il primo, giovanissimo, è stato per due volte campione italiano dei baristi e suo fratello, non ancora ventenne, è campione italiano di Latteart (la decorazione fatta con la schiuma sul cappuccino: io ho bevuto un ‘orsetto’ tenerissimo!). Ordinate un caffè estratto a freddo e farete un viaggio attraverso profumi del caffè sconosciuti nella gran parte dei bar italiani. Giacomo, esperto torrefattore, prova i diversi tipi di caffè in giro per il mondo e li ordina in piccole partite rigorosamente selezionate dalle maggiori zone di produzione. Ovviamente c’è tutto un mondo di dolcezza ad accompagnare il caffè o il cappuccino: pasticcini, paste da colazione, piccole golosità salate….

VOLARE…. Ed ora la sorpresa che non ti aspetti. Cortona, da buona città medioevale, coltiva e preserva l’arte della falconeria. Uno spettacolo, quello dei rapaci in volo, che colpisce soprattutto i turisti stranieri. Falchi, aquile urlatrici, falconi e falchetti sono i rapaci addestrati da Paolo Fontani e Guglielmo Ventimiglia di Monforte (impegnati l’uno a Cortona, l’altro a Rimini al Parco Oltremare) che tengono viva un’arte praticata diversi secoli fa dalla nobile famiglia dei Medici in Toscana. Si allenano quotidianamente alla ricerca della perfezione del volo (fate attenzione: non per funzioni di caccia) e per noi hanno liberato questi animali dai camminamenti della Fortezza del Girifalco, che guarda dall’alto Cortona. Da queste alture, sfruttando le correnti termiche, i rapaci dispiegano la loro eleganza in quella che gli addestratori definiscono la pura estetica del volo. Addestrare un rapace è faticoso e costoso: gli uccelli non vengono catturati ma acquistati all’estero da allevamenti appositi. Diecimila euro per un’aquila; dai 1.500 euro ai tremila euro per un falchetto. E, nonostante io sia del parere che un uccello che vola sia magnifico, ma lo sia ancora di più quando è totalmente libero, ognuno di loro ha un nome e ognuno è coccolato e nutrito come se fosse un figlio: “Ho 51 anni, faccio il falconiere da 40 anni e non ho mai fatto un giorno di vacanza perché i miei animali devono volare ogni giorno”, dice Paolo Fontani, che osserva “Marea”, l’aquila urlatrice, con occhi innamorati. Tra l’uomo e la sua aquila la vita in comune può durare alcuni decenni e il dialogo costante tra loro si percepisce chiaramente, come anche l’affetto.

IL VINO E QUALCHE DRITTA SU DOVE DORMIRE E MANGIARE IN CANTINA: Eccoci al vino e ai suggerimenti su dove dormire e mangiare. La Doc Cortona è una realtà che raggruppa 29 aziende, piccole e molto grandi, con spiccata tendenza alle esportazioni. Il Consorzio di tutela è molto attivo nella promozione e nelle iniziative a favore di questa denominazione che privilegia il vitigno Syrah, che in queste zone ha trovato il clima e il terreno adatti a offrire vini di struttura ed eleganza. Con il Consorzio ho visitato alcune aziende, sia grandi sia piccole. Tutte hanno una diversa filosofia e affrontano il mercato in modo diverso, ricercando però all’unisono l’eccellenza. La maggior parte offre anche ospitalità e ristorazione e, se volete, potete fare un percorso turistico ed enogastronomico tutto all’interno di queste strutture, che dietro il nome di agriturismo celano sempre un lusso discreto e sottile. Ai Tenimenti D’Alessandro viene da tutti riconosciuto il merito di avere puntato per primi sul Syrah: l’azienda è vasta, comprende una villa padronale, un agriturismo tra le vigne ricavato dalla ristrutturazione di quattro edifici storici (Borgo Syrah), con una piscina in mezzo alla campagna toscana,  un ristorante aperto da appena un mese (menu a meno di 40 euro e uno chef giovane che deve ancora fare un po’ di gavetta, ma mantenendosi nella tradizione cerca di apportare piccole innovazioni, alcune ben riuscite, come il classico patè di fegatini di pollo abbinato alle cipolle caramellate). Il vino di punta è il 100% Syrah Il Bosco, ma io vado contro tendenza e vi consiglio di provare anche due bianchi che mi sono piaciuti molto, Bianco del Borgo e Fontarca, 100% Viognier.

Altro ‘colosso’ è La Braccesca, tenuta dei Marchesi Antinori: qui l’uva è esclusivamente a bacca rossa e l’orgoglio della cantina sono Bramasole e Achelo, entrambi Cortona Doc 100% Syrah. I vigneti sono su un declivio dolcissimo di fronte a Cortona e il tramonto infuocato sulle vigne è un momento irripetibile, che vi potrete godere davanti a un bicchiere di vino prima di gustare un’ottima fiorentina di chianina cotta alla brace. La cantina privilegia l’operatività: non è fatta per le visite turistiche ma per il lavoro, spiegano i suoi amministratori, anche se la barricaia merita sicuramente una visita. Ma qui è lo spettacolo delle vigne che rende incantevole il luogo.

Altre due cantine dove potete fare contemporaneamente degustazioni e soggiornare sono quella di Stefania Mezzetti e Villa Loggio, con giovani ed entusiasti proprietari stranieri. Stefania Mezzetti è una donna di polso che gestisce l’omonima cantina Mezzetti: la produzione di vini  in purezza comprende i rossi Sangiovese, Cabernet, Merlot e Syrah; ma Stefania produce anche un ottimo vin santo di Malvasia e Trebbiano che vi consiglio di provare; e un buonissimo olio extravergine di oliva. Accanto ai vini, ci sono diverse strutture ricettive, tra cui quella in cui sono stata e che vi consiglio: l’agriturismo Villa Fontanicchio, con piscina a sfioro sulle vigne, oltre lo spettacolo del Trasimeno. Una ristrutturazione paziente e di gusto completa l’opera: le camere sono belle e accoglienti, strepitosi i bagni (non so per voi, ma per me è importante trovare un bagno che sia confortevole) e i costi sono ragionevoli. Approfittate del tramonto per godervi uno scenario emozionante.

Villa Loggio è cantina, ma anche boutique hotel: la struttura è imponente, anticipata da un lungo viale costellato da cipressi, i proprietari sono due giovani (belli e alti) stranieri, una tedesca e un olandese, con biondissimi figli. Spiegano di essere interessati a produrre esclusivamente vini di eccellenza, una eccellenza che sicuramente si ritrova nel Lucius, un Syrah 100% affinato 18 mesi in barrique e altri 12 mesi in bottiglia. Anche qui vi consiglio di provare almeno anche un bianco, il Vermentino Igt Toscana, che mi è piaciuto molto. La struttura padronale è stata trasformata in un boutique hotel (con costi di conseguenza, a partire da 225 euro per notte) con piscina a sfioro: il gusto negli arredamenti è minimalista e lussuoso al contempo, di chiara impronta nord europea. Qui si organizzano degustazioni di vino con piccoli aperitivi, ma i proprietari hanno già in mente di aprire un punto di ristorazione, tipicamente toscano ovviamente.

L’ultima cantina di cui vi parlo si chiama I vicini ed è gestita da Romano Antonioli, un avvocato civilista abruzzese che ha la passione per il vino nel sangue, come tradizione di famiglia. L’azienda è una cantina ‘vecchio stile’, dove si privilegia il vino rispetto all’estetica. Il vino, però, è una cosa seria, garantisce Antonioli, che ci ha aperto le porte di casa per offrirci una cena in una grande villa rinascimentale di 29 stanze. Tra i vini di questa azienda verace, come verace è l’Abruzzo, vi consiglio il Cabernet Sauvignon Laudario Cortona Doc, anche se il padrone punta tutto, e con orgoglio, sul Syrah.

ALTRI INDIRIZZI CONSIGLIATI:  Per completare il percorso gastronomico vi consiglio tre ristoranti, un po’ per tutte le tasche: la trattoria con cucina tipica toscana Pane e vino, dove potrete trovare bruschette, salumi e formaggi, primi e secondi tradizionalissimi (pici, ribollita, chianina, anatra) a prezzi molto, molto ragionevoli. Ancora il ristorante di cucina toscana rivisitata Osteria del teatro, dove gli ingredienti del luogo vengono trasformati in piatti dall’ispirazione creativa dallo chef Emiliano Rossi. Infine, per i turisti gourmet che vogliono fare una esperienza stellata, l’ovvio consiglio a Cortona è Il falconiere, che è anche residenza di charme con Spa: il ristorante è all’interno di una antica limonaia e il menù gioca sull’estro dello chef Silvia Regi Baracchi, unica stellata in provincia di Arezzo.

 

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2 comments

Emanuela 5 giugno 2015 at 11:32

Ada, ma quando sei stata a Cortona? Ho letto il tuo bel post e ammirato le tue foto. Che dire mi hai fatto conoscere cose che non sapervo e nel consigliare i ristoranti e hotel non hai sbagliato un colpo! Bravissima come sempre tesoro, se avessi saputo, ti avrei abbracciato volentieri. Baci Manu

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Ada Parisi 9 giugno 2015 at 18:00

Manu scusa il ritardo ma ero all’estero e con cellulare e tablet non riesco a gestire i commenti! Ci sono stata il fine settimana del 31 maggio, me ne sono innamorata! Non sapevo tu fossi di Cortona! ma io ritornerò di certo e, a questo punto, ti avviserò per tempo! Un abbraccione fortissimo. Ada

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