Vellutate e minestre
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  • Zuppa di pomodori arrosto

    Zuppa di pomodori arrosto. La ricetta di oggi è un po’ come il tempo di ottobre, sospeso tra i raggi ancora caldi del sole e l’inizio di quel vento umido e freddo che ci proietta dentro l’autunno e i suoi colori meravigliosi. Così, questa ricetta è fatta con i pomodori, simbolo rosseggiante dell’estate, ma sotto forma di zuppa calda, per andare incontro ai primi freddi. I pomodori, conditi con sale, zucchero ed erbe aromatiche, vengono cotti in forno, poi spellati e (rigorosamente a mano) fatti a filetti. Rosolati in aglio, olio, scalogno, poco sedano e cotti brevemente con un po’ di brodo vegetale, diventano una zuppa dal gusto piacevolmente in bilico tra acido e dolce. Completo la zuppa con tanti crostini di pane casareccio, erba cipollina fresca, origano e un po’ di ricotta di pecora. Un piatto vegetariano (e vegano se omettete la ricotta) davvero leggero ma confortante e saporito per tutti coloro che stanno tentando di tagliare un po’ le calorie senza rinunciare al gusto. Chissà che non diventi una delle vostre zuppe preferite. Buona giornata.

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    4 ottobre 2017 • Piatti vegetariani, Vellutate e minestre, Zuppe e creme • Views: 1004

  • Minestra siciliana di zucchina lunga

    Minestra siciliana di zucchina lunga, ricetta di famiglia. Vi chiedete cosa sia? Si tratta della cosiddetta zucchina serpente (lagenaria longissima), detta anche zucchetta da pergola: si può coltivare sia in terra sia a pergola, per l’appunto, e i frutti, verde pallido, stretti e lunghi, possono anche oltrepassare il metro di lunghezza. In Sicilia, la si trova, in estate, da giugno a settembre. Ma già a maggio sul mercato si trovano i famosi tenerumi di “cucuzza longa”, con cui potete preparare gli spaghetti aglio, olio e tenerumiPer i siciliani, questo ortaggio, appartenente alla famiglia delle cucurbitacee, è un pezzetto di cuore. Tradizionalmente, si prepara nel modo più semplice di tutti: a minestra, con filetti di pomodoro e cipolla. Si può arricchire con qualche patata e gustare così, senza null’altro, o servire con pasta o riso. A casa, mia madre ha sempre messo sul fondo del piatto dei dadini di crosta di Parmigiano, ovviamente ben raschiata, per insaporire la minestra. Con mio fratello facevo la gara a chi trovava più pezzetti di formaggio. La minestra siciliana di zucchina lunga si può gustare calda, se la sera è abbastanza fresca, oppure tiepida. Penso che solo un siciliano possa capire l’amore che c’è in questo piatto. Buona giornata.
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  • Minestra di ceci neri e riso, profumata al rosmarino

    Questa ricetta era finita in fondo a un cassetto, per questo le fotografie non sono esattamente in linea con quelle che faccio attualmente. Però ho deciso di pubblicarla ugualmente, anche perché la trovo perfetta per queste serate un po’ fresche nonostante il clima primaverile. Amo i legumi, tutti senza eccezione. Ma forse devo confessare una lieve predilezione per i ceci. Così oggi vi propongo una ricetta che potete preparare con qualunque tipo di cece, anche se io l’ho fatta con i ceci neri di Leonforte, in Sicilia, proprio per raccontarvi qualcosa di questo piccolo prodotto di nicchia, la cui coltivazione è stata recuperata in tempi recenti. Ovviamente sono di colore nero, indice di un contenuto di ferro particolarmente alto. Sono più duri dei ceci normali e consiglio un tempo di ammollo (anche per altri tipi di ceci neri come quelli umbri) di 24-26 ore e due ore di cottura. Io li ho preparati a minestra con riso e rosmarino. Ovviamente un olio buono, non troppo delicato, è d’obbligo. E’ un piatto buono anche tiepido, adatto a una serata primaverile. Potete seguire questa ricetta anche per una minestra con ceci normali, diminuendo sia i tempi di ammollo (12 ore sono sufficienti) sia di cottura (un’ora). Sappiate che i ceci normali sono più ricchi di amido di quelli neri e quindi una minestra con i ceci bianchi verrà più densa. Ovviamente questo piatto, ricco di carboidrati e proteine, è vegetariano e vegano.

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    26 aprile 2017 • Piatti vegetariani, Primi piatti, Riso, Vellutate e minestre, Zuppe e creme • Views: 2539

  • Pasta e ceci

    Buongiorno, oggi ci immergiamo nella più antica tradizione contadina italiana con un piatto diffuso in moltissime regioni, dalla Sicilia alla Campania, dal Lazio alla Toscana: la pasta e ceci. Ogni regione, ma direi addirittura ogni famiglia, ha le sue varianti: c’è chi mette la passata di pomodoro, chi il pomodoro fresco, chi una acciuga, chi un po’ di lardo o di osso di prosciutto. Io la faccio nel modo in cui la faceva mia nonna: solo ceci, un po’ di cipolla e di aglio, un pezzetto di sedano e di cipolla, salvia, rosmarino e tanto pepe nero. La mia variante ‘creativa’ anche se in questo caso è una ‘parolona’ è legata all’uso dell’osso di prosciutto nella zuppa: non metto l’osso, ma completo il piatto con una pioggia di pezzetti croccanti di prosciutto crudo seccato al forno. Ovviamente, potete non metterlo, ma vi assicuro che dà al piatto sapidità e croccantezza. E’ la zuppa perfetta per una serata un po’ fredda, quando siete un po’ stanche o solo un po’ tristi e avete voglia di un abbraccio…

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    28 ottobre 2016 • Piatti unici, Primi piatti, Vellutate e minestre, Zuppe e creme • Views: 5063

  • Acqua cotta alla maremmana

    Acqua cotta alla maremmana, ovvero l’arte di preparare una zuppa squisita cuocendo – letteramente – l’acqua con un po’ di odori e verdure dell’orto: carote, sedano, cipolle e pomodori. Un po’ di pane, raffermo ovviamente, un uovo e il gioco è fatto. Una ricetta che fa del riciclo una vera e propria arte, e che si inserisce nel filone delle zuppe povere che sono tradizione un po’ di tutta l’Italia. La ricetta che vi presento mi è stata data da una cara amica di Scansano, che è maremmana fino nel midollo: a lei è stata data da una signora scansanese nota per essere la custode della cucina tradizionale del luogo. Ho mangiato di recente l’acqua cotta a Manciano, in una trattoria che tra l’altro vi consiglio (Da Paolino), ed era identica a questa ricetta a eccezione dell’aggiunta di qualche foglia di bietola. Mi hanno spiegato che ci sono piccole variazioni in tutta la Maremma e, che altre anche sostanziali si trovano sparse in tutta la Regione, ma questa è la ricetta base. E vi assicuro che è strepitosa: la zuppa è leggermente acidula, il pane la rende densa e completa, il tuorlo fondente le dà una morbidezza in bocca eccezionale. Vi consiglio, anzi potrei dire vi obbligo, di prepararla il giorno prima perché ha bisogno di tempo perché tutti i sapori si leghino gli uni agli altri in un concerto armonico.

    Acquacotta alla maremmana

    Acquacotta alla maremmana

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