Secondi
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  • Uovo pochè su carciofo, polenta e formaggio alle erbe


    Non so se la ricetta di oggi sia un antipasto o un secondo piatto, sicuramente è un piatto adatto a ospiti su cui volete fare colpo: carciofo in umido con uovo in camicia, su polenta mantecata al formaggio alle erbe (io uso quello del Caseificio Primiero, che ha il sapore dei pascoli trentini) e latte di mandorle tiepido. Non posso negare che sia una ricetta leggermente laboriosa, non tanto nelle preparazione quanto nella quantità di preparazioni, perché dovete fare i carciofi in umido, la polenta (assolutamente vietata quella istantanea, dotatevi di una vera polenta taragna), l’uovo in camicia. Il latte di mandorle basta solo scaldarlo con un pizzico di sale, pepe e noce moscata. Se però avrete la pazienza di arrivare alla fine, vi assicuro che il risultato vi piacerà, perché uova e carciofi si sa, vanno d’accordissimo, la polenta mantecata con il formaggio è cremosa e golosa e il latte di mandorla dà all’insieme una nota dolce ed elegante. Chissà che qualcuno di voi non abbia voglia di cimentarsi in un piatto diverso dal solito…
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    29 marzo 2017 • Antipasti, Piatti vegetariani, Secondi, Uova • Views: 611

  • Il ragù napoletano, questione di tempo…


    So già che oggi mi metterò nei guai con tutti i napoletani e i campani che mi seguono, perché ho osato fare il ragù napoletano. In realtà, lo preparo spesso, 3 o 4 volte durante la stagione invernale, perché adoro le carni in cotture lunghissime e, con il freddo, è un piatto che mi da sempre una sensazione di benessere, di casa, di famiglia. E mio fratello lo adora. Ma non ho mai né fotografato né tantomeno pubblicato la ricetta. Ovviamente, visto che non appartiene alla mia tradizione né l’ho inventata, mi sono dovuta documentare un po’ e alla fine ho fatto una sintesi. Io ho utilizzato nell’ordine cipolle dorate (no sedano e no carote), olio extravergine, concentrato e passata di pomodoro, strutto, vino rosso buono, pancetta e lardo (lo so, lo so… è per stomaci forti). Come carni ho usato il reale per le brasciole farcite con prezzemolo, aglio, pecorino, uvetta e pinoli), il fesone di spalla e le puntine di maiale. Io ho aggiunto anche una salsiccia di prosciutto di maiale, che è presente in alcune ricette e non in altre, su espressa richiesta di mio fratello. Come da copione, il ragù napoletano deve ‘pippiare’, cioè cuocere a fuoco bassissimo sobollendo appena, per almeno 6-8 ore: quando il sugo sarà diventato rosso scuro e denso e il grasso sarà salito in superficie (un colpo alle arterie, ma così deve essere) e l’unica cosa che avrete in mente per ore è fare la scarpetta in quel sugo, il ragù napoletano sarà pronto. Vi consiglio di usare una pentola con un fondo molto spesso e uno spargifiamma, in modo che il ragù durante la cottura non si attacchi sul fondo. Ovviamente il sugo servirà a condire la pasta, rigorosamente corta: ziti o rigatoni, io preferisco i rigatoni perché non amo la pasta corta liscia. Nel piatto a me piace mettere anche parte di ogni carne presente: tocchetti di manzo, un pezzetto di brasciola, un po’ di spuntatura di maiale (che nel frattempo si sarà staccata dall’osso) e un pezzetto di salsiccia. Se arriverete in fondo alla ricetta con la voglia di provarlo, ricordatevi che vi ci vorrà almeno un giorno per la preparazione e che, per insaporirsi al meglio, dovrebbe riposare tutta la notte. Potreste quindi prepararlo il sabato per il pranzo della domenica. Buona giornata!
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    15 febbraio 2017 • Carne, Pasta, Piatti unici, Primi piatti, Secondi • Views: 527

  • Polpette alla siciliana in agrodolce


    Avete mai provato le polpette in agrodolce? Sono deliziose… è un piatto tipico siciliano che attraversa l’isola da Palermo a Messina. Le preparava mia nonna, palermitana, ma anche le mie zie messinesi purosangue. Il principio è quello dell’agrodolce siciliano: un sugo a base di sedano, cipolla, capperi e pomodoro (potete aggiungere anche delle olive verdi se vi piacciono) sfumato con aceto di vino rosso e zucchero. Le variazioni dipendono dalle verdure di stagione: in estate sono buonissime con l’aggiunta dei peperoni, ma anche della melanzane (fritte ovviamente). Io preferisco usare la carne di manzo, ma ricordo di avere mangiato le polpette in agrodolce fatte anche con la carne di maiale e di averle trovate ottime. La dose di aceto che vi indico è piuttosto leggera, vi confesso che io ne metto almeno il doppio, ma se non siete abituati all’agrodolce o non amate i sapori forti vi suggerisco di non esagerare. Preparatele con un giorno di anticipo, in modo che i sapori si amalgamino e l’agrodolce sprigioni tutto il suo profumo, e servitele tiepide, non bollenti. Ovviamente la scarpetta è d’obbligo. Buona giornata!
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    10 febbraio 2017 • Carne, Piatti unici, Secondi • Views: 961

  • Polpettine al limone e prezzemolo


    Amo le polpette. Nonostante io non sia una grande appassionata di carne, c’è qualcosa di magico in una polpetta ben fatta, morbida al punto giusto, dorata all’esterno, saporita. Sono buone semplicemente fritte, ma diventano sublimi se cotte nel sugo di pomodoro o, come in questo caso, in una salsa con burro, limone e prezzemolo che ha una leggera, piacevolissima acidità. Insomma, quando ero piccola le polpette al limone erano uno dei miei piatti preferiti, e lo sono tuttora. In Sicilia sono molto diffuse, forse per l’abbondanza di limoni, e ogni famiglia ha la sua ricetta. Facilissime da preparare, attenzione solo a non cuocerle troppo perché sono buone morbide e succose e non secche perché troppo cotte. Ovviamente sulla quantità di succo di limone dovete seguire il vostro gusto: a me piace che il sugo sia abbastanza acidulo, anche perché bilancia il sapore grasso del burro e la clorofilla del prezzemolo, ma regolatevi come più vi piace. Provatele, sono certa che piaceranno anche ai vostri bambini. Buona giornata!

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    24 gennaio 2017 • Carne, Secondi • Views: 2455

  • Gateau (o gattò) di patate

    Oggi ripubblico con nuove foto un altro dei mie piatti preferiti: il gateau – o come lo chiamiamo noi siciliani il gattò – di patate. Era da tempo che volevo rendere giustizia a questo piatto povero ma straordinario e finalmente, nonostante la pioggia e la poca luce, sono riuscita a scattare qualche immagine golosa. Tra l’altro, ho girato anche la video ricetta trovate cliccando direttamente qui sul mio canale You Tube, al quale potete anche iscrivervi. Amo le patate in ogni modo: qui sono un morbido e fragrante contenitore per qualunque ripieno venga in mente. Oggi vi presento il mio ripieno ‘classico’, quello che si fa in famiglia da quando io ho memoria e al quale sono particolarmente affezionata: prezzemolo, provolone e salame Milano. Ma ci sono innumerevoli varianti: ragù e piselli, salsa e melanzane fritte, ricotta e prosciutto, formaggio e mortadella, vegetariano con broccoli affogati e provola…Potrei elencarne decine e decine di tipi…L’unico segreto sta nelle patate: devono essere veramente buone, a pasta gialla, sode e che non assorbano acqua, ma questo – ahimè – non dipende dal cuoco… Se dovesse avanzarne (non succede quasi mai) ricordatevi che è una soluzione perfetta per l’aperitivo: basta tagliarlo a quadratini e diventerà uno sfiziosissimo finger food. Buona giornata!

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    16 gennaio 2017 • Finger food, Piatti unici, Pizze, torte rustiche e lievitati, Secondi, Sfizi • Views: 1663