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  • Il ragù napoletano, questione di tempo…


    So già che oggi mi metterò nei guai con tutti i napoletani e i campani che mi seguono, perché ho osato fare il ragù napoletano. In realtà, lo preparo spesso, 3 o 4 volte durante la stagione invernale, perché adoro le carni in cotture lunghissime e, con il freddo, è un piatto che mi da sempre una sensazione di benessere, di casa, di famiglia. E mio fratello lo adora. Ma non ho mai né fotografato né tantomeno pubblicato la ricetta. Ovviamente, visto che non appartiene alla mia tradizione né l’ho inventata, mi sono dovuta documentare un po’ e alla fine ho fatto una sintesi. Io ho utilizzato nell’ordine cipolle dorate (no sedano e no carote), olio extravergine, concentrato e passata di pomodoro, strutto, vino rosso buono, pancetta e lardo (lo so, lo so… è per stomaci forti). Come carni ho usato il reale per le brasciole farcite con prezzemolo, aglio, pecorino, uvetta e pinoli), il fesone di spalla e le puntine di maiale. Io ho aggiunto anche una salsiccia di prosciutto di maiale, che è presente in alcune ricette e non in altre, su espressa richiesta di mio fratello. Come da copione, il ragù napoletano deve ‘pippiare’, cioè cuocere a fuoco bassissimo sobollendo appena, per almeno 6-8 ore: quando il sugo sarà diventato rosso scuro e denso e il grasso sarà salito in superficie (un colpo alle arterie, ma così deve essere) e l’unica cosa che avrete in mente per ore è fare la scarpetta in quel sugo, il ragù napoletano sarà pronto. Vi consiglio di usare una pentola con un fondo molto spesso e uno spargifiamma, in modo che il ragù durante la cottura non si attacchi sul fondo. Ovviamente il sugo servirà a condire la pasta, rigorosamente corta: ziti o rigatoni, io preferisco i rigatoni perché non amo la pasta corta liscia. Nel piatto a me piace mettere anche parte di ogni carne presente: tocchetti di manzo, un pezzetto di brasciola, un po’ di spuntatura di maiale (che nel frattempo si sarà staccata dall’osso) e un pezzetto di salsiccia. Se arriverete in fondo alla ricetta con la voglia di provarlo, ricordatevi che vi ci vorrà almeno un giorno per la preparazione e che, per insaporirsi al meglio, dovrebbe riposare tutta la notte. Potreste quindi prepararlo il sabato per il pranzo della domenica. Buona giornata!
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    15 febbraio 2017 • Carne, Pasta, Piatti unici, Primi piatti, Secondi • Views: 100

  • Polpette alla siciliana in agrodolce


    Avete mai provato le polpette in agrodolce? Sono deliziose… è un piatto tipico siciliano che attraversa l’isola da Palermo a Messina. Le preparava mia nonna, palermitana, ma anche le mie zie messinesi purosangue. Il principio è quello dell’agrodolce siciliano: un sugo a base di sedano, cipolla, capperi e pomodoro (potete aggiungere anche delle olive verdi se vi piacciono) sfumato con aceto di vino rosso e zucchero. Le variazioni dipendono dalle verdure di stagione: in estate sono buonissime con l’aggiunta dei peperoni, ma anche della melanzane (fritte ovviamente). Io preferisco usare la carne di manzo, ma ricordo di avere mangiato le polpette in agrodolce fatte anche con la carne di maiale e di averle trovate ottime. La dose di aceto che vi indico è piuttosto leggera, vi confesso che io ne metto almeno il doppio, ma se non siete abituati all’agrodolce o non amate i sapori forti vi suggerisco di non esagerare. Preparatele con un giorno di anticipo, in modo che i sapori si amalgamino e l’agrodolce sprigioni tutto il suo profumo, e servitele tiepide, non bollenti. Ovviamente la scarpetta è d’obbligo. Buona giornata!
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    10 febbraio 2017 • Carne, Piatti unici, Secondi • Views: 491

  • Polpettine al limone e prezzemolo


    Amo le polpette. Nonostante io non sia una grande appassionata di carne, c’è qualcosa di magico in una polpetta ben fatta, morbida al punto giusto, dorata all’esterno, saporita. Sono buone semplicemente fritte, ma diventano sublimi se cotte nel sugo di pomodoro o, come in questo caso, in una salsa con burro, limone e prezzemolo che ha una leggera, piacevolissima acidità. Insomma, quando ero piccola le polpette al limone erano uno dei miei piatti preferiti, e lo sono tuttora. In Sicilia sono molto diffuse, forse per l’abbondanza di limoni, e ogni famiglia ha la sua ricetta. Facilissime da preparare, attenzione solo a non cuocerle troppo perché sono buone morbide e succose e non secche perché troppo cotte. Ovviamente sulla quantità di succo di limone dovete seguire il vostro gusto: a me piace che il sugo sia abbastanza acidulo, anche perché bilancia il sapore grasso del burro e la clorofilla del prezzemolo, ma regolatevi come più vi piace. Provatele, sono certa che piaceranno anche ai vostri bambini. Buona giornata!

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    24 gennaio 2017 • Carne, Secondi • Views: 2149

  • Gateau (o gattò) di patate

    Oggi ripubblico con nuove foto un altro dei mie piatti preferiti: il gateau – o come lo chiamiamo noi siciliani il gattò – di patate. Era da tempo che volevo rendere giustizia a questo piatto povero ma straordinario e finalmente, nonostante la pioggia e la poca luce, sono riuscita a scattare qualche immagine golosa. Tra l’altro, ho girato anche la video ricetta trovate cliccando direttamente qui sul mio canale You Tube, al quale potete anche iscrivervi. Amo le patate in ogni modo: qui sono un morbido e fragrante contenitore per qualunque ripieno venga in mente. Oggi vi presento il mio ripieno ‘classico’, quello che si fa in famiglia da quando io ho memoria e al quale sono particolarmente affezionata: prezzemolo, provolone e salame Milano. Ma ci sono innumerevoli varianti: ragù e piselli, salsa e melanzane fritte, ricotta e prosciutto, formaggio e mortadella, vegetariano con broccoli affogati e provola…Potrei elencarne decine e decine di tipi…L’unico segreto sta nelle patate: devono essere veramente buone, a pasta gialla, sode e che non assorbano acqua, ma questo – ahimè – non dipende dal cuoco… Se dovesse avanzarne (non succede quasi mai) ricordatevi che è una soluzione perfetta per l’aperitivo: basta tagliarlo a quadratini e diventerà uno sfiziosissimo finger food. Buona giornata!

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  • Il mio menu creativo per Natale 2016


    Con questo menu concludiamo la nostra maratona natalizia in vista dei pranzi e dei cenoni di Natale e Capodanno. Oggi l’ultimo appuntamento è con il menu creativo, quello più estremo se vogliamo, fatto per chi ama stare in cucina, avrà pochi invitati e vuole coccolarli con piatti diversi, anche un po’ stupendoli con abbinamenti inconsueti e un impiattamento raffinato. Vi ricordo però che potete trovare qualche spunto anche nel menu vegetariano, in quello di carne e in quello di pesce. Iniziamo dagli antipasti: una entrèe dolce-salata, piccoli bignè al gorgonzola dolce Dop con pere caramellate, leggeri e delicati. Quindi un piatto più mediterraneo, che racconta i sapori del sud Italia: un cremoso di pomodoro del Piennolo con mozzarella di bufala e tuorlo d’uovo marinato (omettete la pasta e sostituitela con cialde sottili di pane tostato). Come primo piatto, un risotto particolare, con porri e taleggio, nocciole e un gel allo zafferano da usare in modo creativo disegnando ghirigori dal colore acceso sul piatto. Il secondo è di pesce: involtini di sogliola e tartufo nero pregiato, un abbinamento equilibrato e accattivante per un piatto leggero ma gustoso. Tra i dolci, oltre alla torta al pistacchio, ricotta e fragoline di bosco che ho proposto in tutti e 4 i menu, vi suggerisco un semifreddo dal gusto ‘adulto’, al cioccolato fondente e grappa con una gelatina di fragole all’interno, e una variazione del cannolo siciliano: scomposto e servito al piatto. Chissà, magari qualcuno di voi che come me ama stare in cucina avrà voglia di sperimentare qualche piatto di questo menu. Buona giornata!

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