Secondi
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  • Petto di pollo con asparagi e Parmigiano Reggiano Dop

    Un secondo facile facile, e persino leggero, con i meravigliosi asparagi selvatici? Eccolo qui: cotolette di pollo cotte al forno con asparagi saltati e Parmigiano Reggiano Dop. Un abbinamento, quello asparagi-Parmigiano, che non tradisce mai perché la sapidità del formaggio valorizza perfettamente i sentori di clorofilla degli asparagi, soprattutto se selvatici. Ovviamente potete anche usare quelli di serra, anche se il sapore sarà sicuramente diverso. Il petto di pollo è semplicemente marinato in olio e poco limone e quindi impanato in un composto a base di pane grattugiato, sale, pepe e parmigiano. Si cuoce al forno in pochi minuti, finché non è dorato fuori ma ancora morbido all’interno. Gli asparagi li saltiamo in poco olio o burro e quindi li mettiamo sul pollo e passiamo tutto in forno, completando con le scaglie di Parmigiano. Con i gambi degli asparagi, per non sprecare nulla, ho preparato una purea, frullandoli semplicemente con poco olio e parmigiano: una bella insalata e la vostra cena primaverile è pronta. Buona giornata!
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    20 aprile 2017 • Carne, Secondi • Views: 2346

  • Vegetariano, di carne o da picnic? Il mio menu di Pasqua 2017


    Ve lo dico con molta onestà: quest’anno avevo deciso di non fare un articolo con i consigli per il menu di Pasqua, perché ci sono tanti piatti tipici che attraversano l’Italia e tanti sono i gusti che non avevo davvero voglia di fare una sintesi. Però in molti mi avete chiesto qualche idea, qualche suggerimento, e così ho cercato di vincere l’innata pigrizia che mi coglie in primavera e ho elaborato tre piccoli menu. Uno di carne, per chi non rinuncia all’agnello, uno vegetariano, fresco e primaverile, e uno per chi a Pasqua e a Pasquetta punta al tradizionale picnic. Ferma restando che la tradizione italiana pasquale di carne vede protagonista l’agnello, ho cercato di includere un po’ di piatti che non possono mancare sulla tavola come le lasagne, in una versione vegetariana, la pasta fresca (con il ragù di agnello), le torte salate (con carciofi, asparagi), i gateau di patate, ma anche alcuni piatti tipici della mia Sicilia, dalla frittedda agli arancini. Tra i dolci l’immancabile salame di cioccolato, ma anche crostate ai frutti di bosco, la tradizionale cassata al forno siciliana e biscotti, perfetti per una gita fuori porta. Oltre alle ricette con la foto, trovate in neretto alcune ulteriori alternative che potrebbero esservi utili. Insomma, spero che ciascuno di voi trovi un possibile spunto… buona pasqua!
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  • Uovo pochè su carciofo, polenta e formaggio alle erbe


    Non so se la ricetta di oggi sia un antipasto o un secondo piatto, sicuramente è un piatto adatto a ospiti su cui volete fare colpo: carciofo in umido con uovo in camicia, su polenta mantecata al formaggio alle erbe (io uso quello del Caseificio Primiero, che ha il sapore dei pascoli trentini) e latte di mandorle tiepido. Non posso negare che sia una ricetta leggermente laboriosa, non tanto nelle preparazione quanto nella quantità di preparazioni, perché dovete fare i carciofi in umido, la polenta (assolutamente vietata quella istantanea, dotatevi di una vera polenta taragna), l’uovo in camicia. Il latte di mandorle basta solo scaldarlo con un pizzico di sale, pepe e noce moscata. Se però avrete la pazienza di arrivare alla fine, vi assicuro che il risultato vi piacerà, perché uova e carciofi si sa, vanno d’accordissimo, la polenta mantecata con il formaggio è cremosa e golosa e il latte di mandorla dà all’insieme una nota dolce ed elegante. Chissà che qualcuno di voi non abbia voglia di cimentarsi in un piatto diverso dal solito…
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    29 marzo 2017 • Antipasti, Piatti vegetariani, Secondi, Uova • Views: 452

  • Il ragù napoletano, questione di tempo…


    So già che oggi mi metterò nei guai con tutti i napoletani e i campani che mi seguono, perché ho osato fare il ragù napoletano. In realtà, lo preparo spesso, 3 o 4 volte durante la stagione invernale, perché adoro le carni in cotture lunghissime e, con il freddo, è un piatto che mi da sempre una sensazione di benessere, di casa, di famiglia. E mio fratello lo adora. Ma non ho mai né fotografato né tantomeno pubblicato la ricetta. Ovviamente, visto che non appartiene alla mia tradizione né l’ho inventata, mi sono dovuta documentare un po’ e alla fine ho fatto una sintesi. Io ho utilizzato nell’ordine cipolle dorate (no sedano e no carote), olio extravergine, concentrato e passata di pomodoro, strutto, vino rosso buono, pancetta e lardo (lo so, lo so… è per stomaci forti). Come carni ho usato il reale per le brasciole farcite con prezzemolo, aglio, pecorino, uvetta e pinoli), il fesone di spalla e le puntine di maiale. Io ho aggiunto anche una salsiccia di prosciutto di maiale, che è presente in alcune ricette e non in altre, su espressa richiesta di mio fratello. Come da copione, il ragù napoletano deve ‘pippiare’, cioè cuocere a fuoco bassissimo sobollendo appena, per almeno 6-8 ore: quando il sugo sarà diventato rosso scuro e denso e il grasso sarà salito in superficie (un colpo alle arterie, ma così deve essere) e l’unica cosa che avrete in mente per ore è fare la scarpetta in quel sugo, il ragù napoletano sarà pronto. Vi consiglio di usare una pentola con un fondo molto spesso e uno spargifiamma, in modo che il ragù durante la cottura non si attacchi sul fondo. Ovviamente il sugo servirà a condire la pasta, rigorosamente corta: ziti o rigatoni, io preferisco i rigatoni perché non amo la pasta corta liscia. Nel piatto a me piace mettere anche parte di ogni carne presente: tocchetti di manzo, un pezzetto di brasciola, un po’ di spuntatura di maiale (che nel frattempo si sarà staccata dall’osso) e un pezzetto di salsiccia. Se arriverete in fondo alla ricetta con la voglia di provarlo, ricordatevi che vi ci vorrà almeno un giorno per la preparazione e che, per insaporirsi al meglio, dovrebbe riposare tutta la notte. Potreste quindi prepararlo il sabato per il pranzo della domenica. Buona giornata!
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    15 febbraio 2017 • Carne, Pasta, Piatti unici, Primi piatti, Secondi • Views: 1251

  • Polpette alla siciliana in agrodolce


    Avete mai provato le polpette in agrodolce? Sono deliziose… è un piatto tipico siciliano che attraversa l’isola da Palermo a Messina. Le preparava mia nonna, palermitana, ma anche le mie zie messinesi purosangue. Il principio è quello dell’agrodolce siciliano: un sugo a base di sedano, cipolla, capperi e pomodoro (potete aggiungere anche delle olive verdi se vi piacciono) sfumato con aceto di vino rosso e zucchero. Le variazioni dipendono dalle verdure di stagione: in estate sono buonissime con l’aggiunta dei peperoni, ma anche della melanzane (fritte ovviamente). Io preferisco usare la carne di manzo, ma ricordo di avere mangiato le polpette in agrodolce fatte anche con la carne di maiale e di averle trovate ottime. La dose di aceto che vi indico è piuttosto leggera, vi confesso che io ne metto almeno il doppio, ma se non siete abituati all’agrodolce o non amate i sapori forti vi suggerisco di non esagerare. Preparatele con un giorno di anticipo, in modo che i sapori si amalgamino e l’agrodolce sprigioni tutto il suo profumo, e servitele tiepide, non bollenti. Ovviamente la scarpetta è d’obbligo. Buona giornata!
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    10 febbraio 2017 • Carne, Piatti unici, Secondi • Views: 1657