Pizze, torte rustiche e lievitati
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  • Girelle danesi con crema e uvetta

    Girelle danesi con la crema e l’uvetta. Per me è un ricordo d’infanzia, di quando andavo a scuola (liceo classico, rigorosamente accompagnata andata e ritorno da mamma o da papà) e ci si fermava in mezzo al traffico per prendere la merenda. La mia scelta cadeva sempre su quattro alternative: le girelle danesi con crema e uvetta, la veneziana con la crema, la mitica treccina con la granella di zucchero, oppure i meravigliosi “panini di cena” ricoperti di “ciciulena” (il sesamo). Visto che ho deciso di lasciarvi le ricette di tutte queste brioche semplici e buonissime, iniziamo proprio con le più ricche: le veneziane che trovate già sul sito e le girelle danesi, un impasto a doppia lievitazione, farcito con crema pasticcera e uva passa, cosparso di zucchero a velo. Sono morbide, con il gusto delicato della crema e la dolcezza dell’uvetta. Dovrete stare attenti a quante ne fate, perché sono anche così leggere da andare via in un attimo. Come sempre, vi lascio le dosi con il lievito di birra secco, con il lievoto fresco e con il lievito madre. Potete fare l’impasto nella planetaria ma anche a mano, non vi darà grossi problemi. Per il resto, il procedimento è un po’ lungo ma è molto semplice. Non dovete avere fretta ma dovete rispettare i tempi di lievitazione e il raddoppio dell’impasto. Chiuse in un apposito sacchetto gelo, si conservano per un paio di giorni, oppure potete congelarle appena cotte e poi rinvenirle nel forno a cento gradi, per una colazione golosissima. Buona giornata!
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  • Brioche veneziane con crema pasticcera


    Brioche veneziane. Avete presente quelle belle brioche gonfie e leggerissime, guarnite con una spirale di crema pasticcera e, talvolta, degli zuccherini bianchi? Si trovano sia vuote, come piacciono a me, sia farcite con la crema pasticcera e sono uno dei dolci da colazione più golosi di sempre. La ricetta dell’impasto è di Luca Montersino ed è indicata per circa 20 veneziane. La dose della crema pasticcera è sufficiente per la guarnizione esterna, se volete anche farcirle, dovete prepararne di più. Mi raccomando, non saltate la fase fondamentale del riposo in frigorifero, altrimenti non riuscirete a manipolare l’impasto. Vi lascio le dosi con lievito di birra fresco, secco e lievito madre, in base a quello che preferite: vedrete che le dosi di lievito fresco e secco sono comunque minime, perché questo impasto prevede un riposo in frigorifero di almeno 3 ore, ma io vi consiglio di lasciare l’impasto in frigorifero almeno per tutta la notte. Ovviamente, il suggerimento è quello di preparare le veneziane usando la planetaria o il robot da cucina, ma se volete potete fare anche l’impasto a mano: tenete la ciotola in frigorifero prima di iniziare, in modo che sia ben fredda, e non lavorate troppo l’impasto dopo avere unito il burro. Se vedete che il burro inizia a sciogliersi e l’impasto diventa troppo appiccicoso, mettetelo per 30 minuti in frigorifero e poi proseguite la lavorazione. E ora buona lievitazione e buona giornata!
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  • Lo sfincione palermitano

    Se non lo avete mai mangiato è arrivato il momento di provarlo: è lo sfincione palermitano, tipico street food siciliano. Una sorta di focaccia molto alta e morbida, condita con un sugo ben tirato a base di cipolle, pomodoro, acciughe salate e origano, ulteriormente arricchito dal caciocavallo (non troppo stagionato) e da pane grattugiato aromatizzato. Se volete organizzare una vera cena ‘sicula’ all’insegna dello street food più tipico della mia terra, e mangiare tutto con le mani, lo sfincione non può mancare. Quindi via libera quindi ad arancini, polpette di melanzane, panelle, crocchette di patate… Tenete presente solo che l’impasto deve lievitare 24 ore in frigorifero, quindi se volete gustarlo dovete organizzarvi con un giorno di anticipo: come sempre, vi lascio la ricetta adattabile sia con lievito di birra fresco o secco, sia con lievito madre. Buona giornata!

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    13 marzo 2018 • Pizze, torte rustiche e lievitati, Sfizi • Views: 45149

  • Torta rustica di radicchio tardivo Igp, ricotta e scamorza affumicata

    Torta rustica di radicchio rosso tardivo Igp, ricotta e scamorza affumicata. Una torta salata particolare ma facile da realizzare, delicata e saporita al tempo stesso. Ovviamente io vi consiglio di preparare la pasta brisée in casa, ma se preferite risparmiare tempo e fatica potete utilizzare quella pronta, anche nella versione pasta sfoglia se vi piace di più: nella ricetta vi spiego come procedere in base a cosa utilizzerete. Per il resto, dovete procurarvi solo una buona ricotta (per me di pecora), scamorza affumicata e due bei cespi freschi e croccanti di radicchio rosso tardivo Igp. Per conoscere meglio le virtù di questa insalata meravigliosa vi invito a leggere il mio articolo e a guardare il video della produzione. Se non avete voglia di fare la decorazione con il radicchio, decoratela come se fosse una normale crostata dolce, con le strisce di pasta brisée  incrociate sopra: sarà buonissima! Gustatela tiepida, in modo che la farcia abbia il tempo di rapprendersi un po’ e servitela con una insalata mista con frutta secca, vedrete che cenetta! Buona giornata!
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  • Brioches siciliane (quelle con il tuppo)

    Brioches siciliane. Quelle con il ‘tuppo’, che noi chiamiamo ‘coppolino’, la parte più amata, più contesa, quella perfetta da tuffare in una lussuriosa granita al caffè o alla fragola. Sono davvero felice di potervi regalare la ricetta di queste brioches (o “brioscia” in siciliano, volgarizzando il francese originale) che ho provato a fare tante volte, senza mai rimanere soddisfatta. Devo ringraziare di cuore Valentina Nibali, siciliana doc, che ho conosciuto nel gruppo di lavoro del mio sito su Facebook (se volete farci visita qui siete i benvenuti, si parla di cucina e ci si scambiano ricette), che mi ha dato una ricetta avuta da una amica della provincia di Messina. Leggendola ho capito subito che c’era qualcosa di diverso nelle dosi rispetto a quelle che avevo provato in precedenza e così l’ho sperimentata, facendo però qualche piccola modifica. Non ho messo lo zafferano (sono certa che non ci vada perché leggo maniacalmente gli ingredienti in ogni pasticceria in cui vado), ho aumentato leggermente lo zucchero e ho molto diminuito la dose di lievito (nella ricetta originale 25 grammi di lievito fresco) usando solo 2 grammi di lievito secco. E, ovviamente, ho allungato i tempi di lievitazione e di maturazione per ottenere un impasto più leggero e digeribile. Chiaramente, se volete fare le brioches in 3-4 ore, potete usare 25 grammi di lievito di birra, ma i sapori e la consistenza saranno diversi. Le ho rifatte anche con il lievito madre e, se lo avete, usatelo, perché garantisce maggiore morbidezza e una maggiore durata della brioche. Ora, se non avete a disposizione una granita siciliana, potete farcirle con del gelato (ottima soluzione, ve lo garantisco), oppure con crema di cioccolata e tuffare le brioches nel latte caldo, visto il tempo piovoso. Se vi va, seguitemi anche su Instagram, Facebook e sul mio canale You Tube. Che la Sicilia sia con voi. Buona giornata! Continue Reading