Piatti unici
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  • Polpo al sugo di pomodoro e olive

    Polpo al sugo, con olive verdi e nere e basilico fresco. Un piatto semplicissimo, dal sapore estivo e dal gusto unico: preparandolo risolvete primo e secondo piatto, perché potete fare gli spaghetti con il sugo e servire come secondo il polpo, magari arricchendo il piatto con una insalata di patate e menta dal profumo irresistibile. Come sapete, il polpo è uno dei pesci con la minore quantità di scarti (appena il 5%), ha pochissime calorie e un gusto straordinario, ovviamente se freschissimo e verace. Lo amo molto anche all’insalata con patate e prezzemolo, alla catalana, alla piastra o fritto, ma vi assicuro che al sugo è strepitoso. Lo cuocio per 30 minuti in acqua aromatizzata con carota, sedano e alloro, lo faccio raffreddare nella sua acqua e lo taglio a pezzi; poi lo rosolo in olio extravergine, aglio e peperoncino. Aggiungo un po’ di vino bianco, la passata di pomodoro, abbondante basilico e le olive: altri 30 minuti circa di cottura a fuoco dolcissimo, finché il sugo di pomodoro non è ristretto e ben insaporito, ed è pronto. Vi consiglio di cuocerlo in una pentola di coccio o di ghisa, perché il sapore è davvero diverso. Se volete servirlo come piatto unico potreste pensare anche a un cous cous o a una polenta di accompagnamento, di mais giallo o bianco, per catturare tutto il sugo. E in tema di polpo provate anche gli spaghetti con ragù velocissimo di polpo in rosso, i rigatoni con ragù di polpo in bianco, limone e pistacchi e il risotto al polpo. Che il polpo sia con voi! Buona giornata!
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    21 giugno 2017 • Pesce, Piatti unici, Secondi • Views: 716

  • Bulgur con pomodori ed erbe aromatiche


    Buongiorno, visto che con l’estate sono finalmente arrivati i pomodori, oggi sperimentiamo insieme il bulgur in una ricetta fresca e leggera, perfetta per l’afa estiva. Il bulgur, alimento originario del Medio Oriente, deriva dalla lavorazione dei frumento integrale: in pratica si tratta di frumento spezzato, con diverse granulometrie, quella più grande, fino a 4 millimetri, è usata in zuppe o minestre, mentre quella più piccola si usa nelle insalate fredde o in cotture pilaf. Io ho usato quest’ultima tipologia, perché mi sono liberamente ispirata alla ricetta del tabbouleh, un piatto freddo libanese, che non richiede la cottura del bulgur, in modo da mantenere intatte le sue proprietà nutrizionali (soprattutto vitamine del gruppo B, PP ed E). Nel tabbouleh il bulgur viene lavato a lungo con acqua fredda e poi tenuto a bagno nel succo di limone e nell’acqua di vegetazione dei pomodori per almeno un’ora: in questo modo il frumento assorbirà il liquido gonfiando e diventando morbido senza che le alte temperature intacchino le vitamine presenti nell’alimento. Quindi il bulgur viene scolato e condito con sale, pepe, olio extravergine di oliva, cipollotti freschi, prezzemolo e menta tritati, la polpa dei pomodori freschi e, in alcune varianti, anche cetrioli, che non ho potuto mettere perché io li amo ma in famiglia li detestano. Io ho aggiunto anche un po’ di maggiorana e di erba cipollina tra le erbe aromatiche. Il bulgur deve avere un sapore leggermente aspro, molto aromatico. Se volete prepararlo il giorno prima, fatelo pure ma senza mettere i pomodori, che con il passare delle ore si ammorbidiscono rendendo il piatto sgradevole. Aggiungeteli solo all’ultimo momento, prima di servire. Io ho aggiunto delle mandorle non decorticate e non tostate perché mi piace sempre avere qualcosa di croccante da masticare. E’ un piatto freddo molto gustoso, ovviamente vegetariano e vegano e sono certa che, se amate i profumi mediterranei, vi piacerà. Buona giornata!

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    1 giugno 2017 • Pasta, Piatti unici, Piatti vegetariani, Primi piatti • Views: 1186

  • Quiche ai peperoni con yogurt, alici e caciocavallo


    Oggi vi tento con una torta rustica delicata ma gustosa insieme: quiche ai peperoni con yogurt greco nell’impasto, alici, capperi e caciocavallo. La base è di pasta brisèe, una delle mie preferite perché è saporita e croccante, ma se volete potete anche usare una pasta pronta (vi perdono) sia brisèe sia sfoglia se lo preferite. Il principio è quello delle quiche, ossia un composto a base di uova variamente condito, ma qui al posto della panna c’è lo yogurt greco, che rende la farcia più cremosa, delicata e leggera. A dare sapore ci pensano, però, i peperoni arrosto (rigorosamente spellati): vi consiglio di cuocerli con un giorno di anticipo, in modo da farli raffreddare bene prima di spellarli e fare perdere alla polpa più acqua possibile. Poi c’è il caciocavallo di Agnone a dare un gusto piccante al tutto (non lo conoscete? Allora leggete qui e guardate il video della produzione di questo formaggio straordinario) oltre alle alici e ai capperi. Infine una parola sulla decorazione… una quiche che si finge una crostata dove al posto della pasta frolla ci sono i filetti di peperoni, una trovata diabolica, che ne dite? Vi auguro di cuore una buona giornata.

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    23 maggio 2017 • Piatti unici, Pizze, torte rustiche e lievitati, Uova • Views: 1430

  • Quiche ai carciofi, con Fontal e Trentingrana


    Buongiorno, oggi vi tento con un piatto davvero goloso a base di carciofi, una delle mie verdure preferite, e di formaggi trentini: Fontal e Trentingrana. Per questa quiche ai carciofi ho preparato una pasta brisée alla curcuma, a base di farina integrale, burro e uova, e poi un goloso ripieno con carciofi saltati, formaggio Fontal e una crema di uova e Trentingrana del Caseificio del Primiero. E’ da considerarsi ovviamente un sostanzioso piatto unico, che io servo semplicemente con una insalata mista fresca. Potete personalizzare il ripieno utilizzando anche altre verdure o altri tipi di formaggi, visto che le torte salate sono uno dei piatti più versatili della cucina. Come vedete, da un po’ di tempo sto aggiungendo, dove posso, la curcuma alle mie ricette, non solo per il bel colore giallo vivo che dona agli alimenti, ma perché ha proprietà anti ossidanti, anti tumorali e anti infiammatorie. La curcumina, il principale principio attivo della curcuma, è però difficilmente assorbibile dal nostro organismo e, per assimilarla al meglio, dovete assumerla accompagnata da un grasso come l’olio extravergine, o da pepe nero. Inoltre, le sue preziose sostanze sono termolabili, soffrono cioè il calore. Quindi, occorre consumare la curcuma preferibilmente cruda (potete spargere la polvere su sughi, carni, pesci, insalate) o sottoponendola a cotture molto brevi, se usate la radice fresca. E’ ottima anche negli infusi, specialmente se accompagnata al tè verde. E ora vi lascio alla ricetta, buona giornata!
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  • Crema di zucca, carote e curcuma con funghi pioppini


    Crema di zucca, curcuma e carote con funghi pioppini: temo che la ricetta di oggi chiuda la stagione della zucca su questo sito, perché ormai siamo in primavera. E, a dirla tutta, quando l’ho preparata era fine febbraio. Però questa zuppa è così buona che voglio comunque proporvela, sperando che magari troviate ancora un pezzetto di zucca per provarla. Ho tratto ispirazione da una crema servitami in un ristorante a Roma, Bucavino, e ho aggiunto la curcuma, il Trentingrana Dop stagionato 24 mesi del Caseificio Primiero e i semi di zucca tostati per dare al piatto più carattere. Io la trovo deliziosa: la crema è dolce, i funghi pioppini carnosi e con il lieve retrogusto di bosco tipico dei funghi, i crostini danno una nota croccante. E poi, nonostante la zucca sia un ortaggio invernale, ha un colore così allegro che mi fa sorridere… Tra l’altro, è un piatto vegetariano e, se evitate il pecorino, anche vegano, leggero e gustoso. Vi ricordo anche che la curcuma fa bene e dovremmo usarla il più spesso possibile, non solo per il bel colore giallo vivo ma anche perché ha proprietà anti ossidanti, anti tumorali e anti infiammatorie. Che aspettate? Correte a cercare un po’ di zucca!!!
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    15 marzo 2017 • Piatti unici, Piatti vegetariani, Primi piatti, Zuppe e creme • Views: 921