Piatti unici
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  • Quiche ai peperoni con yogurt, alici e caciocavallo


    Oggi vi tento con una torta rustica delicata ma gustosa insieme: quiche ai peperoni con yogurt greco nell’impasto, alici, capperi e caciocavallo. La base è di pasta brisèe, una delle mie preferite perché è saporita e croccante, ma se volete potete anche usare una pasta pronta (vi perdono) sia brisèe sia sfoglia se lo preferite. Il principio è quello delle quiche, ossia un composto a base di uova variamente condito, ma qui al posto della panna c’è lo yogurt greco, che rende la farcia più cremosa, delicata e leggera. A dare sapore ci pensano, però, i peperoni arrosto (rigorosamente spellati): vi consiglio di cuocerli con un giorno di anticipo, in modo da farli raffreddare bene prima di spellarli e fare perdere alla polpa più acqua possibile. Poi c’è il caciocavallo di Agnone a dare un gusto piccante al tutto (non lo conoscete? Allora leggete qui e guardate il video della produzione di questo formaggio straordinario) oltre alle alici e ai capperi. Infine una parola sulla decorazione… una quiche che si finge una crostata dove al posto della pasta frolla ci sono i filetti di peperoni, una trovata diabolica, che ne dite? Vi auguro di cuore una buona giornata.

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    23 maggio 2017 • Piatti unici, Pizze, torte rustiche e lievitati, Uova • Views: 484

  • Quiche ai carciofi, con Fontal e Trentingrana


    Buongiorno, oggi vi tento con un piatto davvero goloso a base di carciofi, una delle mie verdure preferite, e di formaggi trentini: Fontal e Trentingrana. Per questa quiche ai carciofi ho preparato una pasta brisée alla curcuma, a base di farina integrale, burro e uova, e poi un goloso ripieno con carciofi saltati, formaggio Fontal e una crema di uova e Trentingrana del Caseificio del Primiero. E’ da considerarsi ovviamente un sostanzioso piatto unico, che io servo semplicemente con una insalata mista fresca. Potete personalizzare il ripieno utilizzando anche altre verdure o altri tipi di formaggi, visto che le torte salate sono uno dei piatti più versatili della cucina. Come vedete, da un po’ di tempo sto aggiungendo, dove posso, la curcuma alle mie ricette, non solo per il bel colore giallo vivo che dona agli alimenti, ma perché ha proprietà anti ossidanti, anti tumorali e anti infiammatorie. La curcumina, il principale principio attivo della curcuma, è però difficilmente assorbibile dal nostro organismo e, per assimilarla al meglio, dovete assumerla accompagnata da un grasso come l’olio extravergine, o da pepe nero. Inoltre, le sue preziose sostanze sono termolabili, soffrono cioè il calore. Quindi, occorre consumare la curcuma preferibilmente cruda (potete spargere la polvere su sughi, carni, pesci, insalate) o sottoponendola a cotture molto brevi, se usate la radice fresca. E’ ottima anche negli infusi, specialmente se accompagnata al tè verde. E ora vi lascio alla ricetta, buona giornata!
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  • Crema di zucca, carote e curcuma con funghi pioppini


    Crema di zucca, curcuma e carote con funghi pioppini: temo che la ricetta di oggi chiuda la stagione della zucca su questo sito, perché ormai siamo in primavera. E, a dirla tutta, quando l’ho preparata era fine febbraio. Però questa zuppa è così buona che voglio comunque proporvela, sperando che magari troviate ancora un pezzetto di zucca per provarla. Ho tratto ispirazione da una crema servitami in un ristorante a Roma, Bucavino, e ho aggiunto la curcuma, il Trentingrana Dop stagionato 24 mesi del Caseificio Primiero e i semi di zucca tostati per dare al piatto più carattere. Io la trovo deliziosa: la crema è dolce, i funghi pioppini carnosi e con il lieve retrogusto di bosco tipico dei funghi, i crostini danno una nota croccante. E poi, nonostante la zucca sia un ortaggio invernale, ha un colore così allegro che mi fa sorridere… Tra l’altro, è un piatto vegetariano e, se evitate il pecorino, anche vegano, leggero e gustoso. Vi ricordo anche che la curcuma fa bene e dovremmo usarla il più spesso possibile, non solo per il bel colore giallo vivo ma anche perché ha proprietà anti ossidanti, anti tumorali e anti infiammatorie. Che aspettate? Correte a cercare un po’ di zucca!!!
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    15 marzo 2017 • Piatti unici, Piatti vegetariani, Primi piatti, Zuppe e creme • Views: 700

  • Crema di ceci e curcuma, broccoletti ripassati e tosela


    Curcuma, ceci e broccoletti: il piatto che vi presento oggi è ricco di colori e di vitamine, oltre che di gusto. Ho abbinato una saporita crema di ceci con verdure fresche e curcuma a broccoletti piccanti ripassati in padella, un formaggio fresco dal sapore delicato come la tosela del Primiero e una salsa alle acciughe che contribuisce a dare un po’ di brio e sapidità all’insieme. Se volete rendere questo piatto vegetariano, ovviamente è sufficiente escludere la salsa alle acciughe e sostituirla, ad esempio, con un po’ di capperi tritati, giusto per mantenere il tocco salino. Se, invece, preferite sapori più delicati, lasciate perdere la salinità. E’ imperativo accompagnare questa zuppa con crostini di pane casareccio e olio extravergine di qualità. Come formaggio ho utilizzato la tosela del caseificio Primiero, in Trentino (potete ordinarla qui anche online), un formaggio fresco che sa di erba e di latte e che, normalmente, si utilizza grigliato per accompagnare la polenta: io trovo che il suo gusto sia intrigante e particolare anche a crudo, proprio per la sua freschezza non acida e per il sentore pulito di latte appena munto. Se non trovate la tosela, potete sostituirla con la tuma, la giuncata o il primo sale. Ancora una cosa: io ho usato ceci secchi che ho ammollato il giorno prima, ma potete ridurre drasticamente i tempi di cottura utilizzando ceci precotti (farò finta di non vedere). Potete gustare questa crema di ceci e curcuma come piatto unico, in una porzione più abbondante, o servirlo come antipasto in una porzione più piccola. Buona giornata!
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    22 febbraio 2017 • Antipasti, Piatti unici, Primi piatti, Zuppe e creme • Views: 315

  • Il ragù napoletano, questione di tempo…


    So già che oggi mi metterò nei guai con tutti i napoletani e i campani che mi seguono, perché ho osato fare il ragù napoletano. In realtà, lo preparo spesso, 3 o 4 volte durante la stagione invernale, perché adoro le carni in cotture lunghissime e, con il freddo, è un piatto che mi da sempre una sensazione di benessere, di casa, di famiglia. E mio fratello lo adora. Ma non ho mai né fotografato né tantomeno pubblicato la ricetta. Ovviamente, visto che non appartiene alla mia tradizione né l’ho inventata, mi sono dovuta documentare un po’ e alla fine ho fatto una sintesi. Io ho utilizzato nell’ordine cipolle dorate (no sedano e no carote), olio extravergine, concentrato e passata di pomodoro, strutto, vino rosso buono, pancetta e lardo (lo so, lo so… è per stomaci forti). Come carni ho usato il reale per le brasciole farcite con prezzemolo, aglio, pecorino, uvetta e pinoli), il fesone di spalla e le puntine di maiale. Io ho aggiunto anche una salsiccia di prosciutto di maiale, che è presente in alcune ricette e non in altre, su espressa richiesta di mio fratello. Come da copione, il ragù napoletano deve ‘pippiare’, cioè cuocere a fuoco bassissimo sobollendo appena, per almeno 6-8 ore: quando il sugo sarà diventato rosso scuro e denso e il grasso sarà salito in superficie (un colpo alle arterie, ma così deve essere) e l’unica cosa che avrete in mente per ore è fare la scarpetta in quel sugo, il ragù napoletano sarà pronto. Vi consiglio di usare una pentola con un fondo molto spesso e uno spargifiamma, in modo che il ragù durante la cottura non si attacchi sul fondo. Ovviamente il sugo servirà a condire la pasta, rigorosamente corta: ziti o rigatoni, io preferisco i rigatoni perché non amo la pasta corta liscia. Nel piatto a me piace mettere anche parte di ogni carne presente: tocchetti di manzo, un pezzetto di brasciola, un po’ di spuntatura di maiale (che nel frattempo si sarà staccata dall’osso) e un pezzetto di salsiccia. Se arriverete in fondo alla ricetta con la voglia di provarlo, ricordatevi che vi ci vorrà almeno un giorno per la preparazione e che, per insaporirsi al meglio, dovrebbe riposare tutta la notte. Potreste quindi prepararlo il sabato per il pranzo della domenica. Buona giornata!
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    15 febbraio 2017 • Carne, Pasta, Piatti unici, Primi piatti, Secondi • Views: 1012