Finger food
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  • Le panelle di farina di ceci: lo street food siciliano

    Le panelle. Queste frittelle a base di farina di ceci rappresentano, insieme ad arancine e sfincione,  lo street food palermitano per eccellenza. Si tratta di deliziose, ricche, cremose frittelle fatte solo con farina di ceci, acqua, sale, prezzemolo e pepe. E quindi, completamente e naturalmente senza glutine. In Sicilia, si mangiano abitualmente dentro un panino morbido e ricoperto di semini di sesamo, oppure semplicemente calde con un po’ di sale e succo di limone. Ovviamente la cosa più bella è mangiarle passeggiando per le vie del mercato di Ballarò, come vi suggerisco nel mio itinerario alla scoperta della Palermo arabo-normanna, ma se non potete andarci in tempo per cena, allora vi tocca prepararle a casa. E sono davvero semplici da fare, provate: sul mio canale You Tube trovate anche la VIDEO RICETTA passo passo delle panelle, con alcuni trucchetti per prepararle alla perfezione e, se vi va, potete iscrivervi per ricevere via email tutte le mie video ricette. Buona giornata!

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    25 marzo 2018 • Antipasti, Finger food, Piatti vegetariani, Sfizi • Views: 14290

  • Ravioli dolci fritti di ricotta (cassatelle siciliane)

    Ravioli dolci di ricotta, ovvero cassatelle fritte siciliane. Sono dei dolcetti che in Sicilia, soprattutto nella Sicilia occidentale, si preparano nei mesi che vanno da Carnevale a Pasqua. In realtà, ormai è possibile trovarle praticamente tutto l’anno e anche in altre zone, magari con un ripieno diverso. La ricetta tradizionale, infatti, prevede una farcia a base di ricotta e gocce di cioccolato, ma si trovano anche semplicemente aromatizzate con la scorza di limone (la mia variante preferita, quella che vi lascio in questa ricetta) o con ripieni particolari come una crema di ceci con cannella, cioccolato e canditi: non ho mai assaggiato quelle con i ceci, ma trovo la variante molto interessante e proverò a rifarla presto. L’impasto è a base di farina, uova, strutto, zucchero e Marsala. Non sono difficili da preparare, ci vuole solo un po’ di manualità nella chiusura dei ravioli: dovete fare uscire tutta l’aria e sigillare perfettamente i bordi, altrimenti si apriranno un po’ in cottura (detto questo, anche a me qualcuna si apre sempre ma non succede nulla di grave). Potete prepararle con la scorza di limone o con il cioccolato, e vi suggerisco di usare le gocce perché sono più resistenti alla frittura ad alta temperatura, altrimenti vi ritroverete con la ricotta marrone. Sono ottime anche il giorno dopo e si conservano fino a 3-4 giorni a temperatura ambiente. Se vi piacciono i dolci alla ricotta, date una occhiata anche alle cassatedde al forno, con un impasto a base di frolla arricchita e una farcia di ricotta e cioccolata, e alle sfinci di San Giuseppe, uno dei miei dolci preferiti. Buona giornata!
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  • Polpette di neonata alla messinese

    Polpette di neonata alla messinese. Nunnata a Palermo, maiatica nelle città dello Stretto, ma anche gianchetti, lattarina, faloppa, bianchetti: tutti questi nomi per indicare una sola cosa. Il novellame di pesce. Questa è una ricetta della memoria, perché di fatto a causa di una normativa europea, la pesca del novellame di sarde è vietata per tutto l’anno. Fino al 2013 la Regione Sicilia aveva ottenuto delle deroghe al divieto, ma attualmente la pesca di novellame di sarde e acciughe è interdetta dall’Unione europea. Il ministero delle Politiche agricole ha concesso una autorizzazione in deroga (il 6 ottobre 2017 per la Calabria e il 17 dicembre 2017 per la Sicilia) per la pesca del pesce rossetto (Aphia minuta) e del pesce cicerello.

    L’uso della neonata, del novellame, è parte della tradizione culinaria del sud Italia, soprattutto di Calabria, Sicilia, Puglia, Sardegna, Regioni che si sono opposte in ogni modo ai divieti europei, tanto più che questa pesca in altre nazioni, come la Francia, è stata concessa in deroga. Per sostituirla, oltre a cicerello e rossetto che si possono pescare tra gennaio e marzo, si usa anche il cosiddetto bianchetto o pesce ghiaccio, che arriva congelato dall’Indocina, anche se qualche pescatore non si arrende e, tra gennaio e febbraio, continua a pescarne piccoli quantitativi. La neonata si può anche cuocere in umido (in bianco o con un po’ di pomodorini freschi) e usarla per bruschette o per condire la pasta, oppure gustare cruda con un filo di olio extravergine e succo di limone. Sia in fondo alla ricetta sia sul mio Canale You Tube trovate anche la video ricetta delle frittelle siciliane di neonata. Buona giornata!
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    17 gennaio 2018 • Antipasti, Finger food, Pesce, Sfizi • Views: 12717

  • I bagel

    Oggi la ricetta dei bagel. Una ricetta davvero sfiziosa, anche se per provarli vi tocca impastare un pochino: i bagel sono dei panini morbidi e ricoperti da semi vari, diventati famosi per essere uno dei cibi preferiti dai newyorkesi. In realtà sono originari del nord Europa, e in particolare della Polonia: furono gli ebrei polacchi emigrati negli Usa a portare con sè e poi diffondere questi panini che sono stati adottati con successo in tutti gli Stati Uniti. Ovviamente si mangiano farciti e la farcitura classica, la stessa che vi propongo io, è quella con formaggio fresco (il ‘soft cheese’ che di fatto corrisponde alla nostra robiola), salmone affumicato, avocado. Io ho aggiunto anche un po’ di insalata fresca e qualche filo di erba cipollina. Chiaramente sbizzarritevi: io li ho provati anche con prosciutto cotto e mozzarella di bufala, capocollo di Agnone e caciocavallo, prosciutto crudo e taleggio. Veniamo ai bagel. Li ho preparati con lievito di birra secco, ma vi metto anche le dosi con il lievito di birra fresco. E’ un impasto molto molto semplice da fare e i tempi di lievitazioni non sono lunghi: io faccio maturare l’impasto in frigorifero per almeno 12 ore, ma se volete potete procedere con la lievitazione a temperatura ambiente e quindi restringere i tempi a circa 2 ore e mezza complessive. La fase fondamentale è la bollitura, come accade per i pretzel o per i taralli pugliesi: i tempi di bollitura determinano lo spessore della crosta del bagel, io mi attesto su 40 secondo complessivi, per avere una crosta sottile e una mollica morbida e fitta. Potete cospargerli di sesamo, semi di papavero, di girasole, zucca, oppure di sale grosso. Saranno comunque ottimi. Ovviamente rendono al meglio se mangiati appena fatti. Ma se li surgelate già cotti, li scongelate in frigorifero e li fate stare per pochi minuti in forno a 100 gradi tornano fragranti. In fondo all’articolo trovate anche un piccolo video.
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    26 maggio 2017 • Finger food, Pizze, torte rustiche e lievitati • Views: 4534

  • La farinata di ceci

    Farina di ceci, acqua, sale e olio: pochi ingredienti poveri, anzi poverissimi, che messi insieme danno vita a un piatto che, con piccole varianti, attraversa tutta l’Italia, dalla Liguria dove si chiama farinata di ceci o fainà, passando per la Toscana che la chiama cecìna o torta, fino ad approdare in Sardegna dove tra Alghero e Sassari, prende il nome di fainè. E non posso non citare le panelle di ceci siciliane, che sono però fritte nell’olio anziché cotte in forno. La farinata di ceci è un cibo democratico, facile da fare, che si conserva a lungo e sazia altrettanto a lungo. Agli ingredienti base, che sono quelli liguri, che danno vita a una sorta di torta salata bassa e profumata talvolta al rosmarino, si sono aggiunte varianti regionali con pepe nero, acciughe e cipolle. La versione che vi propongo è quella originale ligure, che è pressoché identica alla cecìna che ho mangiato qualche settimana fa a Pistoia. Impossibile sbagliare, e vedrete che vi piacerà moltissimo. L’unica cosa è che la farinata, per essere saporita e con la giusta consistenza, ha bisogno di un tempo di riposto dell’impasto di almeno 12 ore, quindi tenetene conto se decidete di prepararla. E’ bello portare in tavola la teglia con la farinata già divisa in fette e accompagnata da formaggi, salumi, verdure e un calice di bollicine per un aperitivo rustico e informale tra amici. Vi divertirete di certo. Buona giornata!

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