Dolci (torte, biscotti, dolci al cucchiaio, muffin, etc.)
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  • Tiramisù al tè Matcha

    Buongiorno! Oggi vi presento una variazione del classico tiramisù: il tiramisù al Matcha, il tè verde intenso, ricco di antiossidanti e di vitamine B1, B2 e C, beta-carotene, benefiche per la salute. Come avrete capito, mi piace molto inventare nuove versioni di questa tradizionalissima ricetta italiana (come il tiramisù alla zucca, alle fragole o alla chantilly al limone e frutti di bosco). Stavolta, però, l’idea originale non è mia: ho provato il tiramisù al Matcha al ramen bar Mama-ya (qui potete leggere la recensione) e me ne sono innamorata. E così ho deciso di rifarlo con qualche piccola modifica: ho aggiunto un po’ di frutto della passione, per una piacevole nota acidula, e una piccola decorazione al cioccolato bianco per dare una nota di vaniglia. Il tè Matcha giapponese ha un gusto dolce e molto peculiare ed è pregiatissimo. Ha un costo abbastanza elevato, anche se è talmente concentrato che ne basta molto poco. Anzi, attenzione a non esagerare con la quantità: ricordatevi di assaggiare la crema prima di aggiungerne altro. A questo punto, a voi non resta che provarlo e a me non resta che augurarvi buona giornata!
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    24 febbraio 2017 • Dolci (torte, biscotti, dolci al cucchiaio, muffin, etc.) • Views: 711

  • Gelo di mandarino su frolla alla cannella

    Sono davvero soddisfatta della ricetta di oggi, perché profuma di Sicilia e di agrumi, ma anche di inverno e di cannella: gelo di mandarini su frolla alla cannella. Inoltre, se userete la farina di riso al posto della farina 00 nella pasta frolla, è anche un dolce senza glutine, che soddisferà ogni palato grazie al suo gusto pieno, tra l’agro dei mandarini, la morbidezza del gelo, la burrosità della frolla, il sentore di cannella. Se preferite (o semplicemente non avete voglia di fare la pasta frolla) potete mettere il gelo in coppette individuali, servirlo guarnito da pistacchi tostati e gustarlo così, esattamente come per il gelo di anguria (provatelo questa estate, mi raccomando!). Un paio di consigli: scegliete mandarini freschissimi e assaggiateli per capire quanto zucchero mettere nel gelo. Io vi do una dose tra 150 e 200 grammi di zucchero per litro perché il gelo non deve perdere il sapore leggermente acidulo caratteristico di questi agrumi. Ancora, preparate il gelo il giorno prima e conservatelo in frigorifero. Infine, non cuocete troppo la pasta frolla: questa è un po’ più ricca di burro del solito, in modo che sia friabile, e se la cuocete troppo diventerà dura. Mi sembra di avervi detto tutto. Buona giornata!
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    17 febbraio 2017 • Dolci (torte, biscotti, dolci al cucchiaio, muffin, etc.) • Views: 333

  • Salame di cioccolato e frutta secca, senza uova


    Buongiorno! La ricetta di oggi è dedicata agli amanti del cioccolato fondente e della frutta secca, a chi ama ‘meditare’ sul divano dopo cena con un bicchierino di grappa di qualità e un pezzetto di cioccolato da sgranocchiare, meglio se speziato e dal gusto deciso. Capirete subito quindi che questo salame di cioccolato e frutta secca è un dolce per adulti. In più, è senza uova, così eliminiamo alla radice i dubbi sull’uso dell’uovo a crudo. L’altro giorno avevo voglia di preparare questo dolce in particolare e, girovagando su internet, ho visto una ricetta interessante del salame di cioccolato sul sito di Galbani: nella ricetta di famiglia che trovate qui ho sempre usato la polvere di cacao amaro, in questa invece l’ingrediente principale era il cioccolato fondente e la cosa mi ha attirata, perché il mio solitamente viene morbido e cedevole, mentre io volevo un salame di cioccolato più consistente. Ho deciso, però, di personalizzarla (sapete che non sono brava a lasciare le ricette degli altri così come sono), arricchendola con pistacchi, mandorle e nocciole, un pizzico di pepe bianco, un po’ di cannella, un goccio (abbondante) di grappa trentina ed eliminando le uova. Il risultato è un salame di cioccolato senza uova, più compatto di quello che sono abituata a fare, quasi un cioccolatino farcito con biscotti e frutta secca, perfetto per il mio scopo ultimo: gustarlo la sera, prima di andare a letto, davanti alla televisione o a un buon libro insieme a un bicchierino di grappa. E dopo, sogni d’oro!

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  • Bundt cake al cioccolato fondente

    Oggi vi presento la Bundt cake, un dolce molto ricco di origine tedesca che ha spopolato in America, fino a diventare uno dei dolci simbolo di questa nazione. Obbligatoriamente, il dolce deve essere preparato in uno stampo a ciambella. Ne esistono alcuni fatti appositamente con diverse decorazioni e scanalature, anche molto complesse, che rendono il dolce estremamente invitante da un lato, e dall’altro permettono di distribuire al meglio l’inevitabile glassa di copertura. In questo caso, ho scelto di rendere onore allo stampo Nordic Ware che mi ha regalato mio fratello per Natale scegliendo la più ricca delle bundt cake: quella al cioccolato fondente, con una glassa al cioccolato extrafondente e lamponi. La ricetta è di Martha Stewart e qui trovate l’originale: tenete presente che io, dopo avere fatto tutte le equivalenze tra cup, teaspoon, sticks e grammi, ho ridotto le dosi di un terzo perché mi sembravano troppo abbondanti per il mio stampo. E penso di avere avuto ragione. Vi suggerisco di preparare il dolce con un giorno di anticipo: è un impasto molto ricco di burro e zucchero, ha una alveolatura fittissima ed è denso ma soffice. Buonissimo a colazione, inzuppato nel latte, è un peccato di gola che potete concedervi anche come dessert, se lo accompagnate a panna montata o gelato alla crema, o come dolce da meditazione con un passito dalle note acidule di albicocca e miele. Io l’ho trovata buonissima, ovviamente ipercalorica, assolutamente imperdibile. Buona giornata!
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  • Le olivette di Sant’Agata

    Oggi un altro capitolo della serie dolci siciliani che non potete assolutamente perdervi. Stavolta torno nel catanese per deliziarvi con le olivette di Sant’Agata, la santa patrona di Catania: si preparano tradizionalmente tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, anche se ormai si trovano tutto l’anno nelle pasticcerie locali. Sono dei dolcetti la cui origine è legata alla vita di San’Agata. La giovane, inseguita dai soldati del proconsole Quinziano, che voleva averla per sé e appropriarsi dei beni della famiglia, stanca e affamata, assistette a un miracolo: quando si chinò per allacciarsi un calzare, una pianta di olivo selvatico crebbe rigogliosa davanti a lei nascondendola alle guardie e sfamandola con i sui frutti. Per questo si chiamano olive di Sant’Agata: sono dolcetti fatti di pasta reale, colorati di verde, come le olive, e ricoperti di zucchero semolato. Anticamente come colorante si usava il succo di spinaci, ora si usano i coloranti alimentari oppure, nella variante al pistacchio, i pistacchi di Bronte. Talvolta si trovano anche ricoperte a metà di cioccolato fondente, ma io le trovo più belle e più buone in questo modo. Ora, onestamente, non trovate che siano bellissime? E sono anche molto facili da fare, ve lo giuro. Questo è stato il mio primo tentativo, e come vedete sono venute bene. Quindi non potete non riuscire anche voi. Provate e buone olivette a tutti!

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