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  • Vegetariano, di carne o da picnic? Il mio menu di Pasqua 2017


    Ve lo dico con molta onestà: quest’anno avevo deciso di non fare un articolo con i consigli per il menu di Pasqua, perché ci sono tanti piatti tipici che attraversano l’Italia e tanti sono i gusti che non avevo davvero voglia di fare una sintesi. Però in molti mi avete chiesto qualche idea, qualche suggerimento, e così ho cercato di vincere l’innata pigrizia che mi coglie in primavera e ho elaborato tre piccoli menu. Uno di carne, per chi non rinuncia all’agnello, uno vegetariano, fresco e primaverile, e uno per chi a Pasqua e a Pasquetta punta al tradizionale picnic. Ferma restando che la tradizione italiana pasquale di carne vede protagonista l’agnello, ho cercato di includere un po’ di piatti che non possono mancare sulla tavola come le lasagne, in una versione vegetariana, la pasta fresca (con il ragù di agnello), le torte salate (con carciofi, asparagi), i gateau di patate, ma anche alcuni piatti tipici della mia Sicilia, dalla frittedda agli arancini. Tra i dolci l’immancabile salame di cioccolato, ma anche crostate ai frutti di bosco, la tradizionale cassata al forno siciliana e biscotti, perfetti per una gita fuori porta. Oltre alle ricette con la foto, trovate in neretto alcune ulteriori alternative che potrebbero esservi utili. Insomma, spero che ciascuno di voi trovi un possibile spunto… buona pasqua!
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  • Costolette di maiale con patate, scalogni e lime arrostiti

    Lo so, lo so, a casa mia i secondi di carne sono rari. E se vi dicessi che questa ricetta l’ho preparata per valorizzare non tanto la carne, che è una semplicissima costoletta di maiale, ma il contorno? Perché è il contorno a essere buonissimo e facile da fare (nonché strepitoso nella presentazione, vedrete quando arriverà in tavola): sono patate, lime e scalogni arrostiti in forno con la salvia. Le patate sono tagliate a spicchi piuttosto grossi, gli scalogni semplicemente a metà con tutta la buccia, e il lime a rondelle. Conditi con olio extravergine, sale, pepe e salvia fresca formano un contorno eccellente: le patate croccanti, lo scalogno morbido e dolce e il lime leggermente acidulo. Visto che il mio compagno è un carnivoro, ho abbinato una costoletta di maiale fritta in olio con rosmarino e salvia, giusto per dare un po’ di consistenza al piatto. ma potete provare questo contorno con qualunque altra cosa, anche con il pesce. Non ve ne pentirete!

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    28 dicembre 2016 • Carne, Contorni • Views: 1768

  • Zucca in agrodolce


    Zucca in agrodolce. Una ricetta legata indissolubilmente ai sapori della mia infanzia, agli autunni a Messina, il vento che si fa di giorno in giorno più fresco,con il mare dello Stretto davanti agli occhi e la sveglia presto per andare a scuola. Mia nonna la preparava spesso, e così pure mia madre e il profumo acre dell’aceto restava in casa per ore… E’ un piatto che si dovrebbe fare riposare almeno 12 ore per poterlo gustare al meglio, ma ricordo di non essere mai riuscita ad aspettare tanto tempo. Pochissimi ingredienti: zucca, aglio, olio extravergine, menta, sale, zucchero e aceto. Io aggiungo anche i semi di zucca per dare un po’ di croccantezza. E’ importante non tagliare la zucca a pezzi troppo sottili, come anche non friggerla troppo: deve restare consistente, non si deve disfare. La quantità di aceto è indicativa, dipende molto dal vostro gusto, ma se non siete abituati all’agrodolce forse è bene che vi manteniate su una dose bassa. Se volete potete guardare sul mio canale You Tube la video ricetta passo passo, così non avrete alcun dubbio. Trovate il video anche in fondo alla ricetta. E’ un antipasto tipico dell’autunno siciliano, ma anche un ottimo contorno per la carne. Mi raccomando, date alla zucca in agrodolce il tempo di riposare, solo così ne sentirete il vero sapore. Non prendete esempio da me, mi raccomando. Buona giornata!
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    14 ottobre 2016 • Antipasti, Contorni, Piatti vegetariani • Views: 4844

  • Insalata pantesca, con fagiolini


    Patate, pomodori, olive, capperi, cipolle e origano. Ingredienti semplici, senza nulla di particolare in apparenza. Eppure, mettendoli insieme si ottiene un piatto dai profumi profondi, mediterranei ed inebrianti. A patto che si usino prodotti eccellenti e di stagione. Oggi vi presento una semplice insalata, la mia preferita: l’insalata pantesca. E’ originaria di Pantelleria, un’isola ventosa circondata da rocce e mare, dove la cucina è semplice come la vita di ogni giorno. Questa insalata così semplice è diventata uno dei simboli della gastronomia siciliana e per me racchiude tutta la bontà della mia Sicilia. Qualche suggerimento: usate almeno due tipi di pomodori, perché non cambia solo la forma ma anche il sapore. Datterini e pachino, camone e piccadilly, San Marzano e perini… Ancora, l’origano deve essere un signor origano, non quelli che si vendono in bustine. Io lo prendo a Trapani, a mazzi grandi, che poi sbriciolo a mano: un profumo balsamico che resta a lungo sulle dita. La cipolla deve essere una cipolla rossa di Tropea, tagliata sottile e lasciata per pochi minuti a bagno in un po’ di aceto di vino rosso. I capperi solo sottosale, e ovviamente dovrebbero essere di Pantelleria. Le patate della Sila, di Avezzano o di Viterbo. Le olive nere sotto sale, con quel sapore forte e un po’ amaro. Il sale potrebbe essere quello delle saline Ettore e Infersa di Trapani, raccolto a mano. L’olio, ovviamente, un grande olio: io ho usato un olio di Tonda Iblea, la mia passione. Spesso in estate si aggiungono i fagiolini, io li avevo e li ho messi, ma la ricetta originale non li prevede. E ora che ho reso complicatissimo preparare una semplice insalata (già sento la maggior parte di voi che mi maledice) vi dico solo che non è peccato mortale aggiungere del tonno sottolio, ma che sia un tonno di tonnara, di Favignana, di Carloforte, di Marzamemi. Lo so, sono una insopportabile pignola…. Buona giornata!
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    14 settembre 2016 • Antipasti, Contorni, Piatti unici, Piatti vegetariani • Views: 3881

  • Caponata di pesce spada


    Buongiorno, oggi torniamo in Sicilia e prepariamo la caponata di pesce spada: potete servirla come antipasto, ma anche come secondo piatto (robusto) insieme a una insalata. La preparate con un giorno di anticipo, la mettete nel frigorifero e non ci pensate più fino al momento di mangiarla. Che il pesce si sposi benissimo con l’agrodolce lo dicono le stesse origini della caponata, il cui nome deriva dal capone (la lampuga), un pesce azzurro molto usato in Sicilia che si preparava proprio in agrodolce con verdure. Vi dico subito che la tradizione siciliana prevede che si faccia esattamente come una normale caponata, aggiungendo dei cubetti di pesce spada saltati in olio extravergine: se volete farla così date una occhiata alla ricetta della caponata e aggiungete il pesce spada. Però qualche settimana fa, durante una capatina a casa, mia madre mi ha portato in un ristorante a Giardini Naxos (A’ putia, che vi consiglio calorosamente e che a breve recensirò qui sul blog): qui ho mangiato una caponata di pesce spada molto leggera, fatta non solo con melanzane, ma anche con zucchine e peperoni. Le verdure non erano fritte ma stufate e il sapore del pesce spada si sentiva molto intensamente. Per questo ho deciso di preparare questo piatto a modo mio, usando melanzane, zucchine e peperoni con la base normale della caponata fatta con sedano, cipolla, capperi, olive e pomodoro, aggiungendo pochissimo aceto di mele, in modo da lasciare spazio a sua maestà il pesce spada e completando con tante mandorle tostate. Ho riflettuto molto su questo piatto anche perché mi era stato chiesto di preparare una ricetta da abbinare a un vino molto particolare, il Müller Thurgau, versione brut, prodotto dalla casa vitivinicola Fazio, a Erice (Trapani): come sapete, non è semplice abbinare un vino a un piatto agrodolce a causa della presenza dell’aceto, ma in questo caso la quantità di aceto è minima e l’untuosità del sugo e la grassa morbidezza del pesce spada prevalgono come note gustative principali. Questo spumante riesce a bilanciare gli elementi della ricetta, con le sue note floreali delicate, un perlage fine, persistente ed elegante, e con il suo gusto secco e molto pulito.

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    19 luglio 2016 • Antipasti, Contorni, Pesce, Secondi • Views: 16751