Campus Etoile Academy, il rigore e la passione. Dove i sogni prendono forma

boscolococcinellaCosa vuoi fare da grande? Se solo avessi avuto la risposta giusta da dare a questa domanda 20 anni fa, oggi sarei sicuramente chef in un ristorante tutto mio. Ma 20 anni fa la frase “voglio fare la cuoca” non l’ho pronunciata, non ho mai nemmeno pensato di pronunciarla: volevo fare la scrittrice, la giornalista, cosa che poi effettivamente ho fatto. Oggi, però, voglio fortissimamente cucinare e quindi capirete il subbuglio messo in atto in me dai tre giorni che ho trascorso al Campus Etoile Academy di Tuscania. E non a caso ho scelto in apertura di questo articolo – che racconta la mia esperienza al Campus ma che soprattutto parla di me e di quello che sento – la fotografia di una coccinella, sorpresa nell’orto dell’Academy tra una foglia e l’altra: perché la coccinella si trova solo nei luoghi più puri, belli, puliti, che riempiono il cuore e la mente e là restano e portano frutto.

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La vera ricchezza di questi tre giorni è stata nel contatto e nello scambio continuo di informazioni, nell’avere respirato avidamente un’aria di passione, di studio, di sperimentazione densa di entusiasmo e di voglia di dare e ricevere. Non credo di esagerare dicendo che, oggi, vedo il punto di arrivo di questo mio percorso di amore sconfinato per la cucina nell’iscrizione ai corsi del Campus Etoile, sia per quanto riguarda la cucina sia per quanto riguarda la pasticceria. Perché vorrei davvero, trasformare ciò che in me c’è di talento e di intuizione in professionalità rigorosa e assoluta.

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E così, in questi tre giorni vissuti insieme ad altre persone come me appassionate di cucina (ci chiamano food blogger, ma sapete che in questa parola non mi ritrovo per nulla) tra cooking show, cene gourmet, workshop ‘mani in pasta’, mi è capitato più volte di provare un sentimento che non mi appartiene: l’invidia. Invidia per la giovane età di questi ragazzi, che ancora non sono ma certo saranno chef, e per chi di loro chef lo è già (Francesco Triscornia, Simone De Siato, Giuseppe Settanni e Ruggiero Carli su tutti), maturo professionalmente ma ancora con tutta la vita davanti. Invidia per la loro capacità di scegliere la strada giusta all’età giusta, di vedere con chiarezza l’oggetto della propria passione e trasformarlo in concreta opportunità lavorativa.
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In questo Campus che mi ha accolto senza sapere che io ero già innamorata di tutto ciò che avrebbero avuto da offrirmi, ho capito cosa vuol dire frequentare un corso di alta formazione dove la teoria e la pratica si uniscono al solo scopo di creare i professionisti di domani. Cuochi che si sporchino le mani ogni giorno, che abbiano la forza dell’entusiasmo e della passione, sorretta da una solida base tecnica e da una impeccabile conoscenza della tradizione. Umili, pronti a condividere le proprie conoscenze anche con chi di certo non ha la loro esperienza, curiosi, senza nessun tipo di pregiudizio.

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Inutile dirvi che, ovviamente, il Campus è dotato di aule attrezzate con ogni avveniristico macchinario e attrezzatura voi possiate immaginare: tutto ciò che c’è nei miei sogni, nei quali apro la porta di una cucina immensa (la mia!) dotata di roner, abbattitori, sottovuoto, pacojet, affettatrici, essiccatrici, pentole di ghisa, forni a vapore. C’è una libreria con tutti i testi di studio fondamentali (e anche qui io, che di libri ne ho decine e decine, ho provato una invidia immensa) e con testi antichi e preziosi riguardanti la cucina. C’è un orto, l’Orto dei semplici, dove si rincorrono i profumi delle erbe aromatiche e i colori delle verdure di stagione, dove si può imparare non solo a usare i cibi e i prodotti della terra, ma anche a curarli, vederli crescere, rispettarli. Il tutto in una struttura Trecentesca, un ex convento, oggi perfettamente ristrutturata e restaurata in modo conservativo, cosi da lasciare trasparire colonne e capitelli e fontane antiche mescolate alla modernità estrema del Campus.

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Ci sono stanze belle, chiare, bianche, dove gli studenti trascorrono la loro vita durante i corsi, con alte finestre che danno sulla meravigliosa campagna della Tuscia. I corsi, inutile negarlo, sono faticosi: ogni 3 mesi due classi di cucina e due classi di pasticceria riempiono le aule, gli orari sono lunghi, si inizia alle 7.30, si finisce chissà quando, perché a dettare i tempi sono le cotture, le preparazioni, le lievitazioni. E il giorno dopo si ricomincia. E dopo i tre mesi di teoria e pratica ci sono altri 5 mesi di stage per provare sul campo quello che si è imparato a scuola. Cosa mi ha lasciato questa esperienza? La voglia di tornare, e di restare.

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Da ultimo, vorrei ringraziare Paola Maruzzi, che mi ha scelta per partecipare a questa esperienza, e le persone che l’hanno vissuta con me: alcuni li conoscevo già, altri li ho visti all’Etoile per la prima volta e tutti mi hanno lasciato qualche cosa di bello e di nuovo: Valentina (Appetitosando), Tamara (Un pezzo della mia maremma), Elisa (Kitty’s Kitchen), Raffaella (Profumo di Cannella), Claudia (Verde Cardamomo), Alessandra (Mamma papera), Luca Sessa (Per un pugno di capperi), Maria Grazia (Cooking planner), Martina (Trattoria da Martina), Rossella (Ma che ti sei mangiato), Silvia (Acqua e farina- Sississima).

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Published on: 7 novembre 2015

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6 Responses to Campus Etoile Academy, il rigore e la passione. Dove i sogni prendono forma

  1. edvige ha detto:

    Peccato che tutte queste possibilità non esistevano quando io ero giovane e di spirito errante ora sono cose che non potrei mai seguire appieno non per mancanza d’interessi ma que questioni personali e anche di taschino :-((
    Buona fine settimana,

    • Ada Parisi ha detto:

      Edvige io non riesco per lo stesso motivo, nonostante siano altri tempi: mancanza di tempo, una casa da seguire, un lavoro a tempo pieno e, non da ultimo, il costo… ma sognare invece non costa!!!

  2. Martina ha detto:

    Bel reportage Ada! E bellissima esperienza. Ripartirei anche subito. Quando avremo nostalgia ci rileggeremo i vari post che ognuna di noi ha scritto…:)

  3. Raffaella ha detto:

    Bellissimo articolo, sentito e personale utilissimo per chi è alla ricerca di un parere sull’Etoile che dia un giudizio basato su dati oggettivi, ma anche su un vissuto. Quell’invidia di cui parli, son sincera, l’ho provata anche io. È bellissimo leggerti. Ti abbraccio.

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