Bucatini con pesto alla trapanese

Non solo Liguria e non solo basilico! Conoscete la ricetta del pesto alla trapanese? E’ un pesto made in Sicilia fatto con mandorle (di Avola, mi raccomando), aglio, olio extravergine di oliva (meglio se una Dop Valli trapanesi o del Belice), pomodoro fresco, basilico, sale e pepe. Nient’altro. Facile e buonissimo, è un condimento tutto a crudo che deve rigorosamente essere preparato al mortaio e non con il frullatore, perché le mandorle e l’aglio devono essere tritati rilasciando gli olii essenziali ma restare croccanti, non diventare una poltiglia. Trovate la video ricetta con il procedimento corretto per preparare il pesto alla trapanese sul mio canale You Tube al quale potete anche iscrivervi. Se volete, potete provare una gustosa variante utilizzando i pomodori secchi al posto di quelli freschi, così il pesto sarà più saporito, ovviamente più salato, ma meno fresco. La pasta con cui tradizionalmente si abbina questo sugo sono i busiati trapanesi, i maccheroni al ferretto: qui l’ho preparata con i bucatini, ottima alternativa. Non dimenticate una abbondante grattata di pecorino siciliano Dop. Potete servirla immediatamente oppure servirla fredda, purché la pasta sia cotta molto al dente. Sono certa che vi colpirà per la sua semplicità e la sua bontà.


PASTA AL PESTO ALLA TRAPANESE (ricetta siciliana)

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PORZIONI: 4 TEMPO DI PREPARAZIONE: TEMPO DI COTTURA:

INGREDIENTI

  • 360 grammi di busiati trapanesi o di bucatini
  • 10 pomodori Piccadilly
  • 60 grammi di mandorle di Avola, già pelate
  • 2 spicchi di aglio
  • olio extravergine di oliva quanto basta
  • sale e pepe quanto basta
  • 15 foglie di basilico
  • pecorino siciliano Dop grattugiato quanto basta

PROCEDIMENTO

Tritare grossolanamente al coltello l’aglio e le mandorle, quindi metterli in un mortaio e pestarli, finché non saranno tritati (ma non a crema). Unire l’olio e un po’ di sale e mettere da parte. Poi mettere nel mortaio il basilico e pestarlo, sempre con un po’ di sale e un filo di olio.

Spellare i pomodori, privarli dei semi e dell’acqua di vegetazione e tritarli finemente al coltello, poi metterli in una ciotola. Aggiungere ai pomodori il composto di aglio e mandorle e il basilico ed emulsionare con tanto olio quanto necessario ad amalgamare il tutto. Salare e pepare e fare riposare per almeno un’ora in frigorifero.

Lessare la pasta in abbondante acqua salata e scolarla molto al dente, conservando un po’ dell’acqua di cottura. Mantecare la pasta con il sugo, a fuoco spento, unendo se necessario un po’ dell’acqua di cottura. Servire il piatto dopo averlo spolverizzato con il pecorino Dop siciliano e guarnito con un po’ di basilico e qualche mandorla tostata se vi piace. E’ una pasta ottima sia calda sia fredda. Buon appetito!

L’ABBINAMENTO: Suggeriamo di abbinare a questa ricetta un Conegliano Valdobbiadene Docg “Dei Casel” extra dry, prodotto dalla azienda Adami, a Corbeltaldo di Vidor (Treviso). Un prosecco superiore elegante dai profumi di pesca e mela, note vegetali, gusto piacevole e fresco, capace di smorzare il prevalente sapore dell’aglio, grazie a un residuo zuccherino sostenuto.

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16 comments

Andrea 3 luglio 2016 at 23:36

Ma se uno non ha a disposizione le mandorle proprio diAvola e il pecorino proprio dop siciliano, vale la pena ugualmente farlo?

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Ada Parisi 3 luglio 2016 at 23:49

Rigorosamente si, io ovviamente segnalo la ricetta con i prodotti originali siciliani ma usa pure il pecorino romano e normali mandorle pelate!

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Agostino 17 novembre 2015 at 17:55

Buona sera Ada. Perchè ad un piatto della nostra terra così buono non abbinare, per esempio, un eccellente “SAPHIR” della Domina Miccina anch’esso siciliano, naturalmente!?

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Ada Parisi 17 novembre 2015 at 18:20

Ciao Agostino, non conoscevo la cantina che hai nominato e sono andata a vedere il prodotto di cui parli. MI ha suscitato però un po’ di perplessità vedere che il Saphir riporta in etichetta la denominazione ‘prosecco’, perché questa da disciplinare di produzione può essere utilizzata solo dalla aziende di Veneto e Friuli Venezia Giulia. Non mi risulta che da disciplinare l’Igt terre siciliane comprenda una tipologia prosecco, bensì quella spumante. Per quanto riguarda l’abbinamento in particolare, il pesto alla trapanese non si sposa bene con un vino frizzante e abboccato come il Saphir, meglio per restare in Sicilia, e anche nella cantina Domina Miccina, un Grillo o un Catarratto, fermi, sapidi e minerali. UN saluto, Ada

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Agostino 17 novembre 2015 at 19:40

Sul Prosecco hai ragione. Il marchio “Prosecco” è ad uso esclusivo dei produttori veneti e friulani, Quanti in Sicilia vorranno produrre questo vino, dovranno chiamarlo “Glera” cosa che, penso e non sono solo io a pensarlo, potrà costituire un limite nella commercializzazione. Sono in pochi ad associare il “Glera” al “Prosecco” e questa limitazione non ci fa certo capire quali potenzialità avrà nel mercato siciliano questo vino. A questo punto, cosa a cui non avevo fatto caso, non riesco a capire come mai i signori della Dominamiccina abbiano scritto sull’ettichetta dello “Saphir” . Cari saluti.
Agostino

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Ada Parisi 17 novembre 2015 at 20:42

Sono d’accordo con te sulla assoluta ignoranza in merito al fatto che il prosecco si produca dal vitigno glera e sulla mancata percezione della identità tra le due cose, e quindi sul limite nella commercializzazione. E penso anche che l’etichetta del Saphir sia dovuta a mancata conoscenza del disciplinare, non ad altro… a presto, Ada

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Aurora 25 giugno 2014 at 09:22

Sono appena arrivata al tuo blog adoro la Sicilia e i suoi profumi le tue ricette sono ultra promettenti. I bucatini al pesto trapanese li farò questa sera ciao Aurora

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Siciliani creativi in cucina 25 giugno 2014 at 10:20

Ciao Aurora, benvenuta nel mio blog! Speriamo che le promesse vengano mantenute! Fammi sapere come va con i bucatini, è un piatto semplicissimo ma secondo me estremamente rappresentativo della cucina siciliana: semplice e saporito, con pochi ingredienti poveri e vegetariani! Aspetto l’esito! Ciao, Ada

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Silvia 5 maggio 2014 at 16:09

Adoro il pesto…classico ed alla trapanese…sai Ada che l’ho sempre fatto con in pomodori secchi…ora provo con i piccadilly!!!

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Siciliani creativi in cucina 5 maggio 2014 at 16:11

Ciao Silvia! Con i pomodori secchi è una ottima variante, più sapida ovviamente e saporita e io lo preparo così d’inverno. In estate però sarebbe un peccato non usare i pomodori freschi! Fammi sapere come ti sembra in questo modo, spero ti conquisti! Ada

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Maurizia Le Ricette dl Pozzo Bianco 5 maggio 2014 at 15:39

Ada che belli! I tuoi piatti….. sempre uno spettacolo!

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Siciliani creativi in cucina 5 maggio 2014 at 16:09

Ciao Maurizia, ma dai sei tu che sei troppo gentile… in questo caso vale la materia prima, veramente eccellente! Un abbraccio, Ada

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edvige 5 maggio 2014 at 14:30

Mangiato si da amici siciliani a Messina ma qui l’è dura difficile trovare quelle buone materie prime… ma non demordo. Buona settimana.

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Siciliani creativi in cucina 5 maggio 2014 at 14:46

E non demordere! Un abbraccio. Ada

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Enrica 5 maggio 2014 at 10:02

Un pesto che adoro ed il tuo è proprio invitantissimo e fa venire fame, buona settimana Ada.

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Siciliani creativi in cucina 5 maggio 2014 at 12:06

Ciao Enrica! Lo sapevo che tu lo conoscevi perché sei una buongustaia… il pesto alla trapanese soffre di una certa sudditanza rispetto al pesto ligure, ma anche se sono diversi non è meno buono! Un abbraccio e buona settimana anche a te! Ada

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