Ada Parisi
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  • Spaghetti al pesto di rucola, nocciole e caciocavallo

    Pesto di rucola. L’avrete già sentito nominare, probabilmente l’avrete già assaggiato: si tratta di un pesto crudo dal sapore intensamente vegetale, solitamente fatto con pinoli e parmigiano, o pecorino. Io ho provato a dargli un gusto più interessante, dove si sentisse un po’ meno la rucola: ho quindi sostituito i pinoli con le nocciole tostate, e come formaggio ho utilizzato un caciocavallo stagionatissimo, e quindi leggermente piccante. Ovviamente, se non utilizzate il formaggio è un ottimo pesto vegano. Il risultato mi è piaciuto molto. E’ un pesto velocissimo, si prepara in 5 minuti se usate il minipimer, e in poco più se invece (come me) scegliete il mortaio. Inoltre, potete prepararlo in anticipo e conservarlo un paio di giorni in frigorifero, ricoperto da un centimetro di olio extravergine di oliva, oppure suddividerlo in vasetti e, sempre ricoperto con un po’ di olio extravergine, surgelarlo (dovete consumarlo entro un paio di settimane). Ancora, è un pesto che potete usare per condire la pasta, come in questo caso, ma potete anche utilizzarlo sulle bruschette se avete in programma una serata informale o un buffet con vari tipi di salse (guacamole, pesto di pomodori secchi, pesto trapanese). E, in più, non si ossida e non diventa quindi scuro come il classico pesto di basilico. E ora vi auguro buona giornata!
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    20 ottobre 2017 • Piatti vegetariani, Primi piatti • Views: 1002

  • Torta della nonna (con crema e pinoli)

    Torta della nonna. Un nome dolce per una torta semplicissima che è però entrata ormai di diritto nell’immaginario italiano: la torta della nonna, con tanta morbida crema pasticcera e ricca di pinoli, ha il gusto delle cose antiche, semplici e buone. E’ un dolce di origine fiorentina, anche se l’abbinamento crema e frolla attraversa l’Italia, dal pasticciotto leccese alle genovesi ericine, e ormai è diventato uno dei classici dolci della domenica italiana, quello che tutti abbiamo amato da bambini, fatto dalla nonna o dalla mamma: all’interno di una pasta frolla burrosa si nasconde un cuore morbidissimo di crema profumata al limone, e poi una cascata di pinoli, croccanti, e di zucchero a velo. Ancora oggi è uno dei dolci italiani più amati sui social network (posso testimoniarlo di persona) e una delle ricette più cliccate del web. La difficoltà è davvero minima, ci vuole solo un po’ di manualità nello stendere e soprattutto nel ricoprire il dolce. Ci sono versioni con una pasta frolla più spessa e una crema più soda, ma a me piace farla con una pasta frolla abbastanza sottile e friabile e una crema morbida e golosa, che al taglio fuoriesca leggermente causando un improvviso aumento della salivazione. Veniamo ai pinoli: sono merce costosa, lo sappiamo. Ma questa torta deve essere ricoperta di pinoli, quindi è un piccolo investimento, ma motivato. Visto che sia su Facebooksia su Instagram in tantissimi mi avete chiesto la ricetta, l’ho scritta in un battibaleno ed eccola. Se aveste dei dubbi, sul mio Canale You tube anche la video ricetta passo passo, così tutti i passaggi saranno chiari e non potrete sbagliare! Vi ricordo che sia la crema pasticcera, sia la pasta frolla si possono preparare in anticipo e conservare in frigorifero, assemblando poi il dolce e cuocendolo il giorno successivo. Se consumerete la torta della nonna in un paio di giorni, potete conservarla avvolta in carta alluminio a temperatura ambiente, se volete gustarla più a lungo vi consiglio di conservarla nella parte meno fredda del vostro frigorifero. Buona settimana!
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    17 ottobre 2017 • Dolci (torte, biscotti, dolci al cucchiaio, muffin, etc.) • Views: 3991

  • Palets bretons (biscotti di frolla bretone)


    Pasta frolla bretone, o sablé breton. Una volta provato questo tipo di pasta frolla non tornerete più indietro: si tratta di un impasto friabilissimo, molto ricco di burro e decisamente più sapido della pasta frolla comune. Le differenze tra i comuni biscotti di frolla e i biscotti di sablé breton (chiamati in francese “palets bretons”, tipici della regione della Bretagna) stanno nel quantitativo degli ingredienti (sbilanciato su burro, sale e tuorlo rispetto alla quantità di farina) sia nella presenza di un pizzico di lievito nell’impasto. La prima raccomandazione è di fare riposare l’impasto per il sablé breton per tutta la notte nel frigorifero, perché è così morbido e delicato da sciogliersi durante la lavorazione se non ben freddo. Quindi preparatelo con un giorno di anticipo. La seconda raccomandazione è di cuocere i biscotti in stampi da muffin in metallo, in anelli da pasticceria o semplicemente nei pirottini per muffin, perché i biscotti sono così ricchi e burrosi da non riuscire a mantenere la loro forma se non “contenuti” in qualcosa di rigido. Detto questo, è una frolla dal gusto unico, dalla consistenza strepitosa, molto versatile: potete mangiare questi biscotti da soli (sarà la colazione più buona della vostra vita), o servirli con crema pasticcera, marmellata, confettura o crema di nocciole, come ho fatto io, oppure utilizzarli come base per divertenti monoporzioni di dolci moderni a base di creme, mousse o frutta fresca. Seguendo i piccoli accorgimenti che vi ho detto non avrete alcun problema, e porterete in tavola un capolavoro. Ovviamente l’ingrediente principale è il burro, che deve essere di assoluta qualità: la cosa migliore sarebbe usare un demi-sel bretone, dal colore giallo intenso e dal gusto sapido (per l’uso di sale in percentuale del 2%). Il burro salato è tipico delle regioni francesi di Bretagna e Normandia. In Italia, non è semplice trovare un burro simile nei supermercati: tra i burri salati in commercio trovate il Lurpak (che però è danese), il burro salato De Paoli e il “1889” di Fattorie Fiandino (solo in gastronomia) e un burro salato Fior Fiore Coop. Buon fine settimana!
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    13 ottobre 2017 • Dolci (torte, biscotti, dolci al cucchiaio, muffin, etc.) • Views: 2044

  • Pasta ai funghi porcini

    Spaghetti con i funghi porcini. Una ricetta semplice, che profuma di autunno e di bosco. E’ un grande classico della cucina autunnale e io non posso dimenticare il profumi dei funghi porcini dell’Etna, il piatto fumante di pasta davanti alla neve e alla lava, piccante e condita con il pecorino canestrato siciliano. I fine settimana a Randazzo erano un tripudio di piatti con i funghi: la pasta, la zuppa, i funghi fritti, quelli trifolati. Qui a Roma trovo al mercato i funghi porcini della Toscana o della Calabria e quindi, visto che siamo finalmente in stagione, eccovi la ricetta. Un solo segreto: scolare la pasta molto al dente e mantecarla a lungo con i funghi e l’acqua di cottura, in modo da ottenere una emulsione saporita e densa ma non oleosa. Ovviamente nella mia pasta con i funghi porcini non possono mancare peperoncino, aglio e prezzemolo, ma non troppo perché ha un gusto invadente. Io cuocio la pasta in un brodo vegetale nel quale metto anche i qualche gambo di funghi, per renderlo più intenso, ma potete anche lessarla in acqua semplicemente. Infine, abbondante pepe nero e pecorino, ovviamente se vi piace. Null’altro, perché il protagonista di questo piatto è il fungo! Una piccola annotazione sulla pasta: qui uso degli spaghetti di grano duro, che restano al dente come piace a me, ma se aveste tempo l’ideale sono delle fettuccine all’uovo fatte in casa, da sbollentare un minuto appena prima della mantecatura (se optate per la pasta all’uovo, vi consiglio di aggiungere una noce di burro al condimento). Non consiglio mai di usare le fettuccine per più di 4 persone, perché sono difficili da gestire sia nell’amalgama del condimento sia nella cottura, spesso troppo prolungata. Al termine della ricetta trovate anche la video ricetta, che è anche sul mio canale You Tube al quale potete iscrivervi con un semplice click per ricevere tutti i miei video. Buona giornata!
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    11 ottobre 2017 • Pasta, Piatti vegetariani, Primi piatti • Views: 3390

  • Crostata al caffè

    Crostata con crema al caffè, mousse al cioccolato e frutta secca pralinata. La ricetta che vi propongo oggi è un vero peccato di gola, un inno all’autunno, ai sapori intensi, al gusto cremoso e ricco del cioccolato fondente e del caffè espresso. E’ un dolce perfetto per finire una serata o un pranzo domenicale tra amici, sorseggiando un caffè o un calice di vino dolce. Ora, so che appena guarderete la lista degli ingredienti vi verrà l’ansia e penserete che è un dolce difficile, ma vi garantisco che non è così. Ci sono alcuni passi da seguire, ma tutte le preparazioni sono molto, ma molto semplici. L’unica cosa che potrebbe essere meno semplice per i più inesperti è la frutta secca pralinata, che potete tranquillamente sostituire con gocce di cioccolato, granella di nocciole tostate o anche frutta fresca, per dare una piacevole acidità, come mango, ananas, mirtilli. Il dolce si può preparare in anticipo e conservare in frigorifero e ha una durata di 4-5 giorni se coperto con cura. Se volete fare una mousse al cioccolato al latte anziché fondente, potete usare 150 grammi di cioccolato al latte e 120 millilitri di panna, e poi aggiungere la quantità di panna montata come da ricetta. La pasta frolla è aromatizzata con farina di nocciole, ma potete anche utilizzare farina di mandorle nella stessa quantità o fare una frolla comune utilizzando soltanto 225 grammi di farina zero. Penso di avervi detto tutto, direi che siete in tempo per provarla nel fine settimana, cosa ne dite? Buona giornata!

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