Ada Parisi
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  • Uovo pochè su carciofo, polenta e formaggio alle erbe


    Non so se la ricetta di oggi sia un antipasto o un secondo piatto, sicuramente è un piatto adatto a ospiti su cui volete fare colpo: carciofo in umido con uovo in camicia, su polenta mantecata al formaggio alle erbe (io uso quello del Caseificio Primiero, che ha il sapore dei pascoli trentini) e latte di mandorle tiepido. Non posso negare che sia una ricetta leggermente laboriosa, non tanto nelle preparazione quanto nella quantità di preparazioni, perché dovete fare i carciofi in umido, la polenta (assolutamente vietata quella istantanea, dotatevi di una vera polenta taragna), l’uovo in camicia. Il latte di mandorle basta solo scaldarlo con un pizzico di sale, pepe e noce moscata. Se però avrete la pazienza di arrivare alla fine, vi assicuro che il risultato vi piacerà, perché uova e carciofi si sa, vanno d’accordissimo, la polenta mantecata con il formaggio è cremosa e golosa e il latte di mandorla dà all’insieme una nota dolce ed elegante. Chissà che qualcuno di voi non abbia voglia di cimentarsi in un piatto diverso dal solito…
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    29 marzo 2017 • Antipasti, Piatti vegetariani, Secondi, Uova • Views: 875

  • Recensioni: nella Capitale apre Giulietta, viaggio nella pizza di qualità tra Napoli e Roma

    Non amo le inaugurazioni, non accetto quasi mai inviti agli opening di nuovi locali perché ritengo che una inaugurazione non sia il momento giusto per farsi una idea equilibrata. Per due motivi: perché se si tratta di un opening riservato alla stampa solitamente il locale cerca di apparire al meglio, e non è detto che quello sia poi lo standard. E perché se si tratta di una inaugurazione aperta a tutti confusione e tensione possono causare errori e problemi. In questo caso ho deciso di provare Giulietta pizzeria il primo giorno di apertura al pubblico. Fabio Spada e Cristina Bowerman, coppia affiatata non solo negli affetti ma anche nell’imprenditoria, si sono tuffati in questa nuova avventura gastronomica scegliendo un percorso multifunzionale, che ha portato alla nascita di Romeo e Giulietta, ristorante e pizzeria. Ma non solo. Per farlo, hanno scelto Piazza Emporio a Roma, in un ambiente da circa duemila metri quadrati, dove il ristorante Romeo e la pizzeria Giulietta hanno iniziato la nuova avventura il 13 marzo. Incastonati al di sotto del Colle Aventino, tra archi in mattoni rossi e alti soffitti, propongono colazioni con prodotti del loro forno, un cocktail bar (24 metri di bancone), pausa pranzo, aperitivo e cena. Ci sono ampi spazi per corsi di cucina, un angolo dedicato alla gastronomia, salette private: il locale è modulare, realizzato dall’architetto Andrea Lupacchini (che ha firmato anche gli interni della Hostaria Glass) e può trasformarsi, spostando pannelli e sezioni, per adattarsi a tutte le esigenze. Il progetto è ambizioso (ne fanno parte anche il giornalista Andrea Scuteri e il pastaio Giuseppe Di Martino), ma Cristina Bowerman non è nuova a queste sfide, superimpegnata con Glass Hostaria, il banco al mercato di Testaccio e il progetto Ape Romeo, ora si tuffa in questa nuova iniziativa che nasce come ampliamento del Romeo chef and baker, avviato nel quartiere Prati, e ceduto a inizio 2017 a Birra del Borgo (gruppo multinazionale Ab InBev). Dico subito che sul fronte pizza e dessert la sfida è già vinta, mentre sul versante fritti e servizio si può migliorare.
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    28 marzo 2017 • recensioni • Views: 381

  • Semifreddo alla nocciola


    In assoluto il gelato alla nocciola è il mio preferito. Mi piacciono in genere i gusti alla crema, non amo particolarmente quelli alla frutta, ma se dovessi chiudere gli occhi l’immagine del gelato che ho nel cuore è sicuramente quella di un cono alla nocciola, cioccolato extra fondente e panna montata. Il tutto ovviamente siciliano, anzi messinese. Perché, come si fanno i gelati da noi non si fanno da nessuna parte. La nocciola è, a mio parere, il banco di prova più duro per un gelataio: da questo gusto si capisce impietosamente la qualità della panna e della pasta di nocciole usate, ossia che tipo di materie prime utilizza la gelateria. Sulla nocciola, non ci siamo quasi mai: gusti deboli, lievi, che a occhi chiusi nessuno riconoscerebbe per nocciola. Quindi, siccome non ho una gelatiera e non posso farmi un gelato in casa, ho deciso di fare un semifreddo, con gli stessi ingredienti del gelato. E la ricetta che vi presento è strepitosa: io uso una pasta di nocciole delle Langhe, e quindi nocciola Tonda Gentile Igp del Piemonte. L’ho comprata durante un fine settimana a Cravanzana (Alta Langa) e non riesco più a farne a meno. Voi usate quella che preferite, ma è importante che sia di altissima qualità. L’alternativa alla pasta di nocciole è farsela in casa, semplicemente frullando le nocciole leggermente tostate fino ridurle quasi a poltiglia: vi servono 200 grammi di nocciole, oltre a quelle per la decorazione. Detto questo: è un dolce bellissimo, facile da fare nel complesso, stupefacente nel profumo e nel sapore. Lo preparerò per Capodanno, perché un semifreddo alla fine di un Cenone secondo me è più gradito di un dolce normale. Seguendo lo stesso procedimento potete preparare anche uno strepitoso semifreddo al pistacchio, magari da accompagnare con frutti rossi, come ho fatto qui. Buona giornata!
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  • Quiche ai carciofi, con Fontal e Trentingrana


    Buongiorno, oggi vi tento con un piatto davvero goloso a base di carciofi, una delle mie verdure preferite, e di formaggi trentini: Fontal e Trentingrana. Per questa quiche ai carciofi ho preparato una pasta brisée alla curcuma, a base di farina integrale, burro e uova, e poi un goloso ripieno con carciofi saltati, formaggio Fontal e una crema di uova e Trentingrana del Caseificio del Primiero. E’ da considerarsi ovviamente un sostanzioso piatto unico, che io servo semplicemente con una insalata mista fresca. Potete personalizzare il ripieno utilizzando anche altre verdure o altri tipi di formaggi, visto che le torte salate sono uno dei piatti più versatili della cucina. Come vedete, da un po’ di tempo sto aggiungendo, dove posso, la curcuma alle mie ricette, non solo per il bel colore giallo vivo che dona agli alimenti, ma perché ha proprietà anti ossidanti, anti tumorali e anti infiammatorie. La curcumina, il principale principio attivo della curcuma, è però difficilmente assorbibile dal nostro organismo e, per assimilarla al meglio, dovete assumerla accompagnata da un grasso come l’olio extravergine, o da pepe nero. Inoltre, le sue preziose sostanze sono termolabili, soffrono cioè il calore. Quindi, occorre consumare la curcuma preferibilmente cruda (potete spargere la polvere su sughi, carni, pesci, insalate) o sottoponendola a cotture molto brevi, se usate la radice fresca. E’ ottima anche negli infusi, specialmente se accompagnata al tè verde. E ora vi lascio alla ricetta, buona giornata!
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  • Itinerari: Monferrato, Acqui Terme e il Brachetto Docg, una passeggiata tra le colline Unesco


    Non è detto che il sole sia la migliore condizione per ammirare un territorio. Nel mio viaggio di tre giorni tra le colline del Monferrato Astigiano e Alessandrino non sono stata sicuramente molto fortunata dal punto di vista climatico: mi aspettavo sole, luce e tepore, e invece ho avuto per lo più nebbia, pioggia e vento. Ma ho fatto di necessità virtù ed ho imparato ad apprezzare le ombre e le nuvole che, alla fine, hanno dato un’aria struggente e romantica a questi paesaggi unici, che sono diventati nel 2014 patrimonio Unesco. In queste terre, custodi di prodotti di eccellenza, come il Brachetto d’Acqui Docg o la robiola di Roccaverano Dop, il mese di marzo è un periodo di bassa stagione turistica. Per me, che non amo i luoghi affollati, che preferisco giorni tranquilli, una occasione perfetta per costruire un itinerario tra buon cibo, ottimo vino, cultura e paesaggi meravigliosi. L’itinerario che vi propongo parte da Acqui Terme e tocca Canelli, Roccaverano, le Cattedrali sotterranee dello spumante, le cantine che producono Brachetto di Acqui Docg e non solo e tanti ristoranti in cui gustare l’ottima cucina piemontese.
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    21 marzo 2017 • viaggi • Views: 592