• Spaghetti al sugo di polpo

    • Spaghetti al sugo di polpo
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    • Spaghetti al sugo di polpo
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    • Spaghetti al sugo di polpo
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    Ed eccoci al secondo capitolo della mia personale degustazione a base di polpo. Incerta se rendesse più giustizia al polpo un ragù in bianco come questo o uno in rosso, li avevo preparati entrambi. Non voglio influenzarvi, e quindi non vi svelerò la mia opinione, ma oggi vi presento un sugo strepitoso e facilissimo da preparare. Il pomodoro e il vino rosso in cui il polpo (precedentemente lessato) cuoce lentamente, si caricano di gusto e il sugo diventa potente e denso: il polpo è forse meno presente nella sua essenza rispetto alla versione in bianco, ma il sapore è corposo, piccantino e coinvolgente. E’ in ogni suo aspetto un piatto del Sud, dove la tradizione vuole cotture lente di carni e pesci in sughi rossi. Che altro dire? Non vi resta che provarli entrambi e farmi sapere, sono davvero curiosa. Se volete, potete aggiungere al soffritto di aglio e cipolla un pezzetto di carota e uno di sedano. Quanto al pecorino, secondo me è un abbinamento favoloso, come lo è con le cozze. Provare per credere.

    Spaghetti al sugo di polpo

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    24 maggio 2016 • Pasta, Pesce, Primi piatti • Views: 615

  • Sandwich di sfoglia con fragoline e panna

    • Sandwich di sfoglia con fragoline e panna
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    • Sandwich di sfoglia con fragoline e panna
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    • Sandwich di sfoglia con fragoline e panna
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    Offrire un pasticcino fatto in casa con il caffè non ha prezzo. Soprattutto se per prepararlo ci avete impiegato 15 minuti. E’ il caso di questi piccoli sandwich di pasta sfoglia caramellata farciti semplicemente con panna e fragoline di bosco, che a mio parere da sole fanno la differenza in ogni dolce. Ovviamente il consiglio è sempre lo stesso: la pasta sfoglia fatta in casa ha tutto un altro sapore, e se volete cimentarvi trovate le ricetta qui. Però quella che si compra al supermercato, nel banco frigo, non è poi così male e quindi potete usarla tranquillamente, anche perché sarà caramellata con zucchero a velo e diventerà croccante, dorata, sottile e golosa. Alla panna ho aggiunto solo un po’ di zucchero e di vaniglia e il dolce è pronto in un istante. Questi pasticcini si mangiano con le dita, anche in un boccone se ci riuscite, e con il caffè sono perfetti. Potete ovviamente variare la farcitura con crema o altra frutta, ma da vera golosa vi dico: nulla può superare l’abbinamento panna e fragola. Forse solo il cioccolato, ma non sono sicura.
    Sandwich di sfoglia con fragoline e panna

    Sandwich di sfoglia con fragoline e panna

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  • Uovo pochè su fonduta di robiola con fave, piselli e asparagi

    • Uovo pochè su fonduta di robiola con fave, piselli e asparagi
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    • Uovo pochè su fonduta di robiola con fave, piselli e asparagi
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    • Uovo pochè su fonduta di robiola con fave, piselli e asparagi
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    Se amate le uova e le verdure primaverili questa ricetta dovete proprio provarla. Intanto perché è semplice, poi perché è bella da vedere e infine perché è davvero buona. La fonduta di robiola esalta il gusto delle verdure, il tuorlo fondente si spande sugli asparagi, il crostino di pane e le mandorle danno quella nota croccante che tanto mi piace. Chi mi segue sa che per le uova ho un amore particolare, che le ritengo degne di essere vere protagoniste di un piatto, che sia un antipasto, una zuppa, un primo o un secondo piatto. E per l’uovo in camicia ho una preferenza evidente. Asparagi, fave e piselli freschi non dureranno ancora a lungo, quindi vi esorto davvero a provare questo piatto, che è perfetto anche per un brunch domenicale in alternativa alla solita omelette o alle pur ottime uova strapazzate con pancetta. Buona primavera a tutti!

    Uovo pochè su fonduta di robiola con fave, piselli e asparagi

    Uovo pochè su fonduta di robiola con fave, piselli e asparagi

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    17 maggio 2016 • Antipasti, Piatti vegetariani, Secondi, Uova • Views: 958

  • Itinerari di viaggio: Alto Adige, passeggiando lungo la WeinStrasse

    • San Paolo - Bolzano
      San Paolo
    • ristorante Des Alpes
      ristorante Alpes - Sarentino
    • vigneti Alto Adige maso Foehrner
      vigneti alto adige
    • Bolzano piazza Walter
      bolzano piazza walter
    • Novacella cortili
      Novacella abbazia interni
    • fiume Isarco Varna Novacella
      fiume Isarco

    Non sono certo la prima persona a decantare il fascino delle zone di confine, di quei luoghi che sono – per loro stessa natura – come sospesi a metà tra due culture, due lingue, due diversi modi di vivere. Un fascino che in Italia hanno tanti posti, soprattutto nel Nord Italia per evidenti motivi: dalla Valle d’Aosta al Friuli Venezia Giulia, passando per Liguria, Piemonte e ovviamente l’Alto Adige. E proprio in Alto Adige sono stata poche settimane fa e ho avuto conferma – in questo mio viaggio lungo la WeinStrasse, la strada del vino – di quanto sia complesso l’essere luogo di confine. L’Alto Adige è un angolo d’Italia in cui la misura delle cose è quasi sempre estrema. La rapidità dei torrenti, i venti, le piogge improvvise, le pendenze, gli stessi vini sudtirolesi, frutto della fatica di produttori che per inseguire la qualità sfidano le aspre colline con filari che vanno tra i 200 e gli oltre mille metri. Nella provincia di Bolzano, si produce poco meno dell’1% di tutto il vino italiano ma oltre il 95% è a Denominazione di origine controllata e qui c’è davvero poco spazio per prodotti che non siano di buon livello. Il Consorzio vini Alto Adige vigila sulla qualità dei prodotti. L’annata 2015 è stata una delle migliori negli ultimi trenta anni. Ma parlare di Alto Adige vuol dire parlare anche di natura – magnifica e rigogliosa – di una gastronomia che punta su innovazione e qualità, di tradizioni e costumi che rispecchiano la ancora così recente appartenenza di quelle terre all’Austria. Continue Reading

    15 maggio 2016 • viaggi • Views: 818