• Confettura di radicchio rosso tardivo di Treviso Igp e arance rosse

    • confetturadiradicchio
    • confetturadiradicchio5
    • confetturadiradicchio6

    Confettura di radicchio rosso tardivo di Treviso Igp e arance rosse. Avevate mai pensato che si potesse fare una confettura con il radicchio? Ebbene, si può. Ora, ovviamente non sono l’unica al mondo ad averci pensato, ma sono tra le poche ad avere usato non il normale radicchio, ma quello tardivo Igp, particolarmente dolce, croccante e fresco: il risultato è una confettura dolce e aromatica, grazie al succo e alla scorza di arance rosse, che io ho ulteriormente arricchito con un po’ di scorza di limone, anice stellato e rum. Ho avuto la ‘dritta’ sull’uso del radicchio tardivo da un ristoratore della Marca Trevigiana e, visto che sono tornata da Treviso con una cassetta di questo straordinario ortaggio, ho deciso di provare a fare la confettura (avete già letto il mio articolo sul radicchio tardivo Igp e guardato il video della produzione?). Il risultato è una confettura molto versatile, che potrete usare in dolce come farcia per crostate, torte, muffin o anche semplicemente a colazione su una fetta di pane e burro oppure, come piace a me, per accompagnare dei formaggi: io l’ho provata con un pecorino dolce a crosta fiorita e un erborinato di pecora sardo (il Brebiblu di Argiolas formaggi), ma soprattutto con un formaggio speciale, un pecorino stagionato erborinato che ha maturato nelle vinacce e nelle fragole del caseificio Dicecca di Altamura che mi è stato regalato da Vito Dicecca durante un incontro casuale. Galeotto fu l’incontro e qui lo ringrazio pubblicamente per la gentilezza e soprattutto per i particolarissimi formaggi che riesce a creare, con passione e fantasia. E ora vi lascio alla preparazione della confettura, buona giornata!

    Continue Reading

    16 febbraio 2018 • Dolci (torte, biscotti, dolci al cucchiaio, muffin, etc.) • Views: 707

  • Focaccia messinese

    • Focacciamessinese2
    • Focacciamessinese6
    • Focacciamessinese3
    • Focacciamessinese

    Focaccia messinese. E che avrà mai di diverso questa focaccia dalle altre, vi starete chiedendo? Intanto, insieme ai pitoni, è uno dei simboli della mia città. In secondo luogo, ha una serie di ingredienti tradizionali che sono in un certo modo codificati, e che la identificano con precisione: la scarola, la tuma siciliana, le acciughe salate (abbondanti) e il pomodorino a scocca. Come condimento si usano solo sale, olio extravergine di oliva e tanto pepe nero. L’impasto è abbastanza alto (2 centimetri circa), croccante sul fondo ma soffice all’interno, ben alveolato. Oggi purtroppo, come accade anche per i pitoni, la tuma non la utilizza quasi più nessuno (dicono gli esercenti per una questione di gusto, io vi dico che non è altro che una questione di costi, il filante costa un decimo) e chi la fa ancora con la tuma o il primo sale la prepara solo su prenotazione. Anche sulle acciughe ci sarebbe da discutere: pare non vadano più di moda, con il risultato di focacce insapori e senza mordente. Quindi anche in questo caso ho deciso di prepararmela da sola la focaccia, con il gusto della mia infanzia. La più buona, nei miei ricordi, resta quella del panificio Astone in via Garibaldi, che dopo la ristrutturazione è decisamente decaduto. Quella che vedete in foto l’ho preparata nella mia casa al mare la scorsa estate e l’ho fotografata con il cellulare: le foto non sono granché (sovraesposte come minimo) ma visto che il gusto era ottimo ho deciso di utilizzarle. Vedrete che nell’impasto (vi do le dosi sia con lievito madre sia con lievito di birra fresco) ci sono vino bianco e strutto. Potete ometterli o sostituirli ma vi assicuro che il gusto e la consistenza ne risentiranno. Per cui preparate tutti gli ingredienti giusti e, con un po’ di pazienza, gusterete uno dei piatti simbolo di Messina. Chiudendo gli occhi potrete immaginare il vento di mare dello Stretto. Ovviamente oggi sarete tutti impegnati a preparare piatti a forma di cuore per San Valentino (avrete capito che provo una certa antipatia per questa festa), ma questa ricetta potrebbe servirvi prima o poi, quindi mettetela da parte. Buona giornata!
    Continue Reading

    14 febbraio 2018 • Piatti unici, Pizze, torte rustiche e lievitati • Views: 5016

  • Ravioli dolci fritti di ricotta (cassatelle siciliane)

    • raviolidiricotta8
    • raviolidiricotta
    • raviolidiricotta5
    • raviolidiricotta6

    Ravioli dolci di ricotta, ovvero cassatelle fritte siciliane. Sono dei dolcetti che in Sicilia, soprattutto nella Sicilia occidentale, si preparano nei mesi che vanno da Carnevale a Pasqua. In realtà, ormai è possibile trovarle praticamente tutto l’anno e anche in altre zone, magari con un ripieno diverso. La ricetta tradizionale, infatti, prevede una farcia a base di ricotta e gocce di cioccolato, ma si trovano anche semplicemente aromatizzate con la scorza di limone (la mia variante preferita, quella che vi lascio in questa ricetta) o con ripieni particolari come una crema di ceci con cannella, cioccolato e canditi: non ho mai assaggiato quelle con i ceci, ma trovo la variante molto interessante e proverò a rifarla presto. L’impasto è a base di farina, uova, strutto, zucchero e Marsala. Non sono difficili da preparare, ci vuole solo un po’ di manualità nella chiusura dei ravioli: dovete fare uscire tutta l’aria e sigillare perfettamente i bordi, altrimenti si apriranno un po’ in cottura (detto questo, anche a me qualcuna si apre sempre ma non succede nulla di grave). Potete prepararle con la scorza di limone o con il cioccolato, e vi suggerisco di usare le gocce perché sono più resistenti alla frittura ad alta temperatura, altrimenti vi ritroverete con la ricotta marrone. Sono ottime anche il giorno dopo e si conservano fino a 3-4 giorni a temperatura ambiente. Se vi piacciono i dolci alla ricotta, date una occhiata anche alle cassatedde al forno, con un impasto a base di frolla arricchita e una farcia di ricotta e cioccolata, e alle sfinci di San Giuseppe, uno dei miei dolci preferiti. Buona giornata!
    Continue Reading

  • Para frittus sardi (frittelle di Carnevale)

    • fattifritti
    • fattifritti3
    • fattifritti5

    “Para frittus”, frati fritti, fatti fritti. Sono nomi un po’ bizzarri, ma se li pronunciate in Sardegna tutti sapranno che desiderate mangiare una buonissima ciambella fritta, morbida e profumata di arancia, cosparsa di zucchero semolato. I para frittus (in italiano ‘frati fritti’, si pensa per via della forma ad aureola di questo dolce) non hanno nulla a che fare con i krapfen o i bomboloni: si tratta di un impasto più complesso e ricco, con un quantitativo maggiore di uova e tanta scorza di agrumi, che colora l’interno di un giallo intenso. La forma caratteristica è quella a ciambella, diffusa nel Cagliaritano, nel Medio Campidano e un po’ in tutta la Sardegna. Se preferite, potete anche dar loro una forma tonda, senza anello, simile ai krapfen. Potete persino farcirli con della crema pasticcera, confettura o cioccolata. Anche se sono ottimi da soli, soprattutto gustati appena fatti, per sentire il profumo e il gusto delle arance e dello zucchero. Visto che siamo in periodo di Carnevale, vi lascio la ricetta come possibile alternativa alle solite, ma sempre buone, frittelle o zeppole. E, visto che ci sono, vi ricordo di provare anche le crispelle di riso e le sfinci di ricotta, ricette tradizionali siciliane che in periodo di Carnevale sono una golosità assoluta! Buona giornata!

    Continue Reading

    9 febbraio 2018 • Dolci (torte, biscotti, dolci al cucchiaio, muffin, etc.) • Views: 2634

  • Gnocchi di ricotta (al pomodoro)

    • gnocchidiricotta
    • gnocchidiricottaalpomodoro
    • gnocchidiricottaalpomodoro3
    • gnocchidiricottaalpomodoro4

    Gnocchi di ricotta. Li avete mai assaggiati? Facilissimi da fare, si preparano in 10 minuti e restano sempre morbidi. A differenza degli gnocchi di patate, che personalmente adoro, ma la cui riuscita dipende al 90% dalla qualità delle patate, gli gnocchi di ricotta vengono sempre bene: io uso la ricotta di pecora, più asciutta e saporita, ma potete usare anche quella vaccina (basta che la mettiate in un colapasta a perdere un po’ di liquido per qualche ora) e quella di capra. Gli gnocchi di ricotta si possono anche surgelare e consumare entro un paio di settimane, mettendoli in acqua ancora congelati. Sono perfetti con ogni tipo di sugo, da quelli più semplici come burro e salvia o pomodoro (secondo me perfetto, perché l’acidità del pomodoro contrasta con la dolcezza della ricotta) fino a sughi più complessi come ragù di carne. E potete anche prepararli alla sorrentina, con pomodoro e mozzarella, e metterli in forno senza timore che si disfino. Questa ricetta è uno dei miei jolly in cucina: gli gnocchi di ricotta piacciono a tutti, e visto che li preparerete con le vostre mani riuscirete a sorprendere gli ospiti con la vostra straordinaria abilità (basta che non raccontiate a tutti quanto sono semplici da preparare). Guardate il video tutorial sul procedimento, così potrete prepararli stasera stessa e, se vi va, iscrivetevi al mio canale You Tube per restare sempre aggiornati sulle video ricette. Buona giornata!
    Continue Reading

    7 febbraio 2018 • Pasta, Piatti vegetariani, Primi piatti, Senza categoria • Views: 1411