• Il mio menu di pesce per Natale 2016

    • Crema di ceci con gamberi alla curcuma
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    • Timballo di alici, pomodoro e provolone
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    • Pappardelle con crema di carciofi, rana pescatrice e melagrana
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    • Coda di rospo in guazzetto
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    • Torta al pistacchio con crema di ricotta e fragoline di bosco
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    • Crème brulée al mandarino
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    • Cassata siciliana al bicchiere
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    Buongiorno, procediamo con la maratona natalizia e oggi arriva il menu per le feste numero due. Dopo quello vegetariano, oggi ci dedichiamo al pesce, che come sapete è uno degli alimenti che cucino più volentieri. Infatti, soprattutto per il mio Cenone di Capodanno pescherò abbondantemente da questo menù e da quello creativo che vedrete a breve. Anche questo menu l’ho messo insieme pensando a come darvi qualche spunto sia per il pranzo o la cena di Natale, sia per il Cenone di Capodanno, dove forse il pesce la fa un po’ più da padrone. Il menu prevede due antipasti raffinati, un primo piatto, un secondo e tre dolci: la mia torta preferita di quest’anno, quella di pistacchio, ricotta e fragoline che è comune a tutti e 4 i menu che vi propongo, un dolce al cucchiaio e un gelato. I dolci sono entrambi di chiara impronta siciliana: la cassata al bicchiere e la crema catalana al mandarino. Potete preparare tutto in anticipo, come sempre: il timballo di alici, la crema di ceci (dovete solo saltare gamberi all’ultimo momento), tutti gli ingredienti per il primo piatto che poi dovete solo assemblare e l’intero secondo piatto, che vi suggerisco anzi di preparare prima in modo che i sapori si amalgamino perfettamente (se preferite potete usare al posto della coda di rospo dei tranci di ricciola, ombrina, dentice o pesce spada). Spero che questo menu vi piaccia e che troviate qualche idea interessante da portare sulle vostre tavole. Buona giornata a tutti!
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  • Pappardelle con crema di carciofi, rana pescatrice e melagrana

    • Pappardelle con crema di carciofi, rana pescatrice e melagrana
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    • Pappardelle con crema di carciofi, rana pescatrice e melagrana
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    • Pappardelle con crema di carciofi, rana pescatrice e melagrana
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    Buongiorno, oggi vi racconto un piatto e un territorio insieme: il piatto sono queste pappardelle con crema di carciofi, rana pescatrice, melagrana, mandorle e carciofi croccanti, un connubio delicato ed elegante che ho pensato come primo piatto per le festività del 2016 (lo preparerò anche io per il Cenone di Capodanno). Il territorio, ovviamente, è quello della mia Sicilia: complice una collaborazione con Terrarata-Sapori siciliani, un bel sito di vendita on line di prodotti siciliani, ho potuto usare le pappardelle di grano russello biologico, l’olio extravergine blend di due cultivar eccellenti (biancolilla e cerasuola), le mandorle di Avola. E ho completato con dei meravigliosi carciofi spinosi di Menfi, che sono presidio Slow Food. Ho deciso di parlarvi del progetto di Terrarata-Sapori siciliani perché segue la mia stessa filosofia, naturalmente in una versione business, perché si tratta di un sito di vendite on line: promuovere i piccoli produttori siciliani (e italiani aggiungo io), in modo che i loro prodotti restino di nicchia e artigianali, ma siano conosciuti e fruibili da chiunque: Terrarata-Sapori siciliani permette di ordinare on line pasta e farine di grani antichi siciliani, biologici e non, olio extravergine, vino, birra artigianale, cioccolata di Modica, conserve e sottoli, miele e marmellate, dolci tipici, salumi e formaggi tutti prodotti da piccole aziende che – virtualmente – aprono le porte al grande pubblico offrendo qualità a un prezzo conveniente. Conoscevo e usavo già molti dei prodotti in vendita su Terrarata-Sapori siciliani, e quindi sono in grado di giudicarne la qualità, e proprio per questo vi invito a sbirciare sul sito, dove vi aspetta il 15% di sconto e troverete il gusto della mia terra, proprio in un momento come quello delle feste in cui si spendono tanti soldi per il cibo, organizzando pranzi e cene, facendo e facendosi regali alimentari. Allo stesso tempo, darete una mano ai piccoli produttori, che sono l’ossatura del made in Italy agroalimentare italiano.

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    6 dicembre 2016 • Pasta, Pesce, Primi piatti • Views: 730

  • La cooperativa Goccia d’Oro a Menfi, avamposto moderno dell’olio extravergine d’oliva

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    Pochi alimenti raccontano il territorio di appartenenza con la stessa forza e la stessa chiarezza dell’olio extravergine di oliva: chiamarlo ‘prodotto’ è sbagliato, perché nell’olio non c’è nulla di manipolato, di costruito. Si tratta semplicemente di una spremuta di olive. E il processo di produzione, dall’oliva all’olio extravergine, dura quanto un battito di ciglia, è una sorta di freccia che viaggia in linea retta dall’albero alla bottiglia. Quest’anno, per la prima volta, ho partecipato alla raccolta delle olive e alla produzione dell’olio. Ho avuto la fortuna di fare questa bellissima esperienza nella mia Sicilia, e proprio dell’olio siciliano voglio parlarvi, non per affermare che sia l’olio migliore d’Italia (terra di oli di straordinaria importanza), ma solo per trasmettervi le emozioni che ho provato e per farvi capire quanto sia importante usare olio extravergine di qualità, ricordando che il prezzo di un buon olio sullo scaffale di un supermercato non potrà mai essere inferiore agli 8 euro. Il mio viaggio nel mondo dell’olio parte da Menfi, in provincia di Agrigento: una zona della mia isola che ha nell’olio, nel vino e nell’ortofrutta tre elementi fondamentali della propria economia. Una terra di imprenditori agricoli che oggi rappresenta davvero un modello per tutta la Sicilia, che è riuscita a risollevarsi dopo il tremendo terremoto del Belìce e che oggi è saldamente un punto di riferimento per l’agricoltura moderna e di qualità. L’occasione è stata la manifestazione Novolio, organizzata dalla cooperativa degli olivicoltori La Goccia d’Oro, proprietaria del marchio Feudotto.
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    5 dicembre 2016 • recensioni • Views: 223

  • Coq au vin (pollo al vino)

    • Con au vin (pollo al vino)
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    • Con au vin (pollo al vino)
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    • Con au vin (pollo al vino)
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    • Con au vin (pollo al vino)
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    “Coq au vin”: in francese suona meravigliosamente bene e lascia nella mente la sensazione di qualcosa di elegante, sontuoso, principesco. In italiano, “pollo al vino”, ha un suono un po’ più ruspante, ma fa subito presagire il gusto di questo piatto: robusto, denso, saporito. Di sontuoso c’è sicuramente il gusto ed era tanto che volevo preparare il coq au vin con la ricetta originale francese, che prevede la cottura in forno del galletto in una pentola di ghisa o di coccio. La pentola ideale, in ghisa e firmata Pentole Agnelli, l’ho trovata su Livingo, un nuovo portale di vendita on line di arredamento e complementi per la casa: per me che sono una compratrice compulsiva di pentole, piccoli elettrodomestici, stampi, piatti e stoffe, la sezione cucina è una tentazione purtroppo irresistibile. Tra l’altro, il range di prezzi è vastissimo, come anche le marche offerte: solo per la ghisa la scelta tra Le Creuset, Staub, Pentole Agnelli, Lodge, Sitram, Karl Kruger è abbastanza ampia da fare impazzire gli amanti del genere. Il pollo al vino è venuto meravigliosamente bene: non fatevi spaventare dalla lunga lista degli ingredienti, perché dovete solo inserirli nella marinata o durante la cottura, senza alcuna lavorazione. Il vero segreto di questo piatto, oltre che nelle pentola di ghisa, sta nella qualità del pollo (che deve essere ruspante) e del vino, che deve essere robusto e morbido. In Francia, si utilizza prevalentemente un vino rosso di Borgogna, ma se volete giustamente utilizzare un vino italiano potete usare un Rosso dell’Etna (a base di Nerello Cappuccio o Nerello Mascalese), ma anche un Chianti Classico Docg.
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    2 dicembre 2016 • Carne, Secondi • Views: 890

  • Il mio menù di Natale vegetariano

    • Funghi porcini fritti
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    • Insalata di rape rosse al forno con yogurt e noci
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    • Lasagne carciofi e zafferano
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    • Zucca arrosto, funghi porcini e uova pochè
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    • Torta al pistacchio con crema di ricotta e fragoline di bosco
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    • Profiterol al cioccolato
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    • Semifreddo meringato al cioccolato con frutti di bosco
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    Ed eccoci arrivati al tormentone natalizio, ovvero ai miei suggerimenti per i vostri menu delle feste. Ne ho preparati ben quattro, per tutti i gusti: uno vegetariano, che vi presento oggi, due più tradizionali (di carne e di pesce) e uno creativo per chi ama osare. Tutti i menu – da cui potete prendere spunto sia per il pranzo di Natale sia per il Cenone di Capodanno – sono elaborati con due antipasti, un primo piatto, un secondo e ben tre dolci: una torta comune a tutti i menù, la mia preferita di quest’anno, un dolce al cucchiaio e un gelato, in modo che possiate scegliere cosa preferite e studiare un menu che sia ricco, sofisticato ma anche gustoso. Il menu di oggi prevede alcuni dei piatti vegetariani che ho amato di più quest’anno, con un occhio al gusto e uno all’estetica, ovviamente cercando di rispettare la stagionalità degli ingredienti (carciofi, rape rosse, funghi porcini, zucca). La maggior parte delle preparazioni si può fare in anticipo, così da non trascorrere il giorno di festa affannati in cucina: in questo menu all’ultimo momento dovete solo friggere i funghi, riscaldare le lasagne e preparare le uova in camicia, per tutto il resto potete organizzarvi con ampio anticipo. Che dire, spero solo che troviate qualche idea che può interessarvi…
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