• Polpo al sugo di pomodoro e olive

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    Polpo al sugo, con olive verdi e nere e basilico fresco. Un piatto semplicissimo, dal sapore estivo e dal gusto unico: preparandolo risolvete primo e secondo piatto, perché potete fare gli spaghetti con il sugo e servire come secondo il polpo, magari arricchendo il piatto con una insalata di patate e menta dal profumo irresistibile. Come sapete, il polpo è uno dei pesci con la minore quantità di scarti (appena il 5%), ha pochissime calorie e un gusto straordinario, ovviamente se freschissimo e verace. Lo amo molto anche all’insalata con patate e prezzemolo, alla catalana, alla piastra o fritto, ma vi assicuro che al sugo è strepitoso. Lo cuocio per 30 minuti in acqua aromatizzata con carota, sedano e alloro, lo faccio raffreddare nella sua acqua e lo taglio a pezzi; poi lo rosolo in olio extravergine, aglio e peperoncino. Aggiungo un po’ di vino bianco, la passata di pomodoro, abbondante basilico e le olive: altri 30 minuti circa di cottura a fuoco dolcissimo, finché il sugo di pomodoro non è ristretto e ben insaporito, ed è pronto. Vi consiglio di cuocerlo in una pentola di coccio o di ghisa, perché il sapore è davvero diverso. Se volete servirlo come piatto unico potreste pensare anche a un cous cous o a una polenta di accompagnamento, di mais giallo o bianco, per catturare tutto il sugo. E in tema di polpo provate anche gli spaghetti con ragù velocissimo di polpo in rosso, i rigatoni con ragù di polpo in bianco, limone e pistacchi e il risotto al polpo. Che il polpo sia con voi! Buona giornata!
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    21 giugno 2017 • Pesce, Piatti unici, Secondi • Views: 716

  • Recensioni: Porte aperte a Roma da Altrove, quando la ristorazione è anche integrazione

    Da Altrove le porte sono sempre aperte. Lo sono state per chi oggi ci lavora, lo sono per chi vuole fare dei corsi di cucina e di sala investendo sul proprio futuro e lo sono per chi decide di gustare i piatti di questo ristorante che non ama definirsi etnico ma, piuttosto, “contaminato”. Altrove, aperto da febbraio 2017 a Roma, a due passi da Eataly e dalla stazione Ostiense, è un ristorante sociale nato da un progetto di Cies Onlus, il Centro informazione ed educazione allo sviluppo, che tramite MaTeMu (centro di aggregazione giovanile), ha dato vita a un percorso gratuito di formazione per giovani italiani e stranieri di seconda generazione, minori non accompagnati, e rifugiati, che possono diventare aiuto cuoco, aiuto pasticcere e operatore di sala. Il claim di Altrove è “porte aperte sul mondo” e la formula copre l’intera giornata: dalla mattina, intorno alle 10, per una colazione con lievitati, torte e pasticcini freschi, per proseguire a pranzo con una offerta che privilegia piatti unici, con proteine, carboidrati e verdure in formule flessibili e a prezzi convenienti (tra 9 e 13 euro), fino agli aperitivi serali e a una cena che si propone come gourmet. Finora, dai corsi di formazione sono usciti 60 ragazzi e ragazze tra i 16 e i 25 anni: novanta le ore di lezione teoriche e pratiche, comuni a ogni indirizzo, mentre sessanta sono specifiche a seconda del corso prescelto. Dopo l’esame finale, gli allievi svolgono un tirocinio retribuito da Altrove, dove si tengono i corsi di formazione, o in altre realtà romane aderenti all’iniziativa. Il successo di questi corsi è tale che in questa ultima edizione, a fronte di 15 posti disponibili, sono giunte oltre duecento richieste. Direttore del ristorante è Sandro Balducci, il responsabile della formazione e della cucina è Lorenzo Leonetti, la chef che conduce la linea del pranzo è Claudia Massara, mentre la panificazione e la pasticceria hanno la supervisione di Valerio Parisi. La cosa più importante, alla quale dovrete pensare gustando la vostra cena, è che i ricavi del ristorante Altrove vengono reinvestiti interamente nel progetto di formazione sociale.

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    18 giugno 2017 • recensioni • Views: 777

  • Budino di ricotta, con meringhe e fragole

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    Ultimo dolce con le fragole per questa stagione… da oggi via libera a altra frutta più estiva. E’ anche l’ultima ricetta con la ricotta, perché da buona siciliana la ricotta la mangio fino a giugno e non durante i mesi estivi, quando fa troppo caldo. Ho quindi unito questi due strepitosi ingredienti e ne è nato un budino di ricotta (di ispirazione siciliana) con composta di fragole: lo servo su dischi di meringa (ne ho sempre in casa perché riciclo così la maggior parte degli albumi avanzati), ma potete usare anche dei dischi di pan di Spagna o dei biscotti rotondi tipo i Digestive. E’ facilissimo da fare e, se avete voglia di un dolce un po’ diverso dalla solita torta o crostata, potrebbe essere una bella soluzione. Ovviamente, una volta finite le fragole (o se non vi piacciono) potete utilizzare nello stesso modo albicocche, pesche o ciliegie: l’importante è che usiate un frutto con una certa acidità, in modo da creare un contrasto con la dolcezza del budino di ricotta. E ora vi auguro buona giornata.

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  • Spaghetti ai pomodori verdi

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    I pomodori verdi mi hanno sempre un po’ imbarazzata: confesso che da buona siciliana preferisco quelli più maturi, polposi, con minore acidità. Ma grazie alla mamma (è vero che la mamma la sa sempre più lunga di te…) ho scoperto una ricetta davvero sfiziosa e facile per fare un sugo buonissimo, per il quale vi serviranno solo 3 ingredienti: pomodori verdi, anzi verdissimi, aglio e prezzemolo. Oltre a olio extravergine di oliva, sale e pepe. La particolarità di questa pasta con i pomodori verdi è che i pomodori si cuociono al forno in pirofila, tagliati a fette e disposti a strati, alternati con un trito di aglio e prezzemolo. Con la cottura si ammorbidiscono, l’acidità si smorza, pur restando piacevolmente presente e il gusto è davvero particolare. Io ho completato il tutto con un po’ di cacioricotta salentino, ma potete anche optare per del caciocavallo stagionato o per un bel pecorino, come il Fiore sardo. Da ultimo, è un primo piatto buono caldo, se usate la pasta lunga, ma davvero ottimo tiepido o freddo: in questo caso vi suggerisco di utilizzare un formato corto. Buona giornata! Continue Reading

    14 giugno 2017 • Pasta, Piatti vegetariani, Primi piatti • Views: 873

  • Itinerari: da Agnone a Campobasso. Il Molise tra storia e soste gourmet

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    La chiamano “la regione che non esiste”. E mi sono sempre chiesta il perché di questa espressione per definire il Molise. Sono voluta andare a scoprire questi luoghi che la mia fantasia vedeva simili all’Abruzzo, verdi e montuosi. E in quattro giorni questa regione l’ho visitata e l’ho vista nei suoi due volti: quello freddo e invernale delle montagne e quello caldo primaverile della pianura e di Campobasso. Ho scelto quindi di visitare le zone più interne, l’Alto Molise, e non quelle costiere, e tornerò sicuramente per vedere i trabucchi sul mare al tramonto. L’impressione che ho avuto è quella di una regione verde, ricca di risorse naturali, dalle tradizioni contadine e agropastorali ancora vive e fiere, come quella della transumanza, che negli ultimi anni si sta gradualmente riscoprendo. Una regione che si sente ancora crocevia di quella che fu chiamata “la civiltà dei tratturi”, in un percorso che da secoli unisce Abruzzo, Molise e Puglia. Una terra di grandi materie prime, con gente che lavora sodo, che parla poco e si dà molto da fare. Quello che mi è rimasto nel cuore del Molise sono i suoi borghi, incastrati tra la terra e il cielo, incuneati su speroni di roccia dove è quasi impensabile concepire dei centri abitati. Borghi purtroppo penalizzati dalle strade di accesso, che meriterebbero un po’ più di manutenzione, a esclusione di quelle dei vari fondovalle che sono ben tenute. Il Molise è anche gastronomia di qualità e primizie agroalimentari: dal caciocavallo al pane, dai dolci della tradizione a uno straordinario olio extravergine di oliva: un paradiso per i gourmet, anche per i prezzi, davvero molto al di sotto della media. Continue Reading

    12 giugno 2017 • viaggi • Views: 2959