• Pasta al pesto di pomodori secchi e ricotta

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    Pesto di ricotta, pomodori secchi, pinoli e mandorle. Molti lo chiamano pesto rosso o pesto alla siciliana, e in effetti gli ingredienti sono tipici della mia isola. E’ una salsa velocissima, davvero pronta in 5 minuti, con la quale amo condire la pasta (meglio pasta lunga che pasta corta) ma che dovreste provare anche sulle bruschette, soprattutto in inverno quando i pomodori freschi non sono più di stagione. Ovviamente, è molto semplice da preparare: vi servirà soltanto un mini pimer o, se anche a voi piace cucinare alla vecchia maniera, un mortaio, per pestare i pomodori con la ricotta, i pinoli e le mandorle tostate e le erbe aromatiche (io ho usato basilico fresco e maggiorana). A questa salsa potete aggiungere, volendo, uno spicchio di aglio e un po’ di pecorino, ma vi confesso che io preferisco evitare, per lasciare protagonisti del gusto i pomodori e la ricotta, nel mio caso di pecora. In inverno, quando non c’è il basilico, provate a sostituirlo con un po’ di origano: non avete idea di quanto cambi il gusto e di quanto diventi balsamico. Ora, domando io: che cosa preferire tra un pesto di ricotta e pomodori pronto (costi più alti, ignota qualità delle materie prime, presenza di conservanti, etc.) e uno fatto da voi in 5 minuti (ma anche meno se vi concentrate)? Se preferite usare (o avete già in casa) i pomodori secchi non sottolio, dovete semplicemente reidratarli tenendoli per 15 minuti a bagno in acqua calda, poi asciugarli bene e procedere come da ricetta: vi servirà un po’ più di olio extravergine di oliva nella preparazione, ma il pesto verrà comunque perfetto.
    In abbinamento a questo piatto scegliamo un vino bianco del sud Italia. Lo produce Casa Comerci, il vino è un Calabria Igt, il suo nome è “Rèfulu“, annata 2013. E si può trovare sull’enoteca specializzata online WineYou dove si può ottenere uno sconto del 10% sul prezzo, inserendo il codice promo “ScontoSicilianiCreativi“. Buona giornata!
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    20 settembre 2017 • Pasta, Primi piatti • Views: 1081

  • Barone di Villagrande: cantina, resort e osteria di qualità a Milo

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    Milo è un piccolo paese alle pendici dell’Etna e, coi suoi 750 metri, è uno dei paesi situati più in alto di tutto il vulcano. In una posizione che domina lo spettacolare anfiteatro della Valle del Bove, Milo è rinchiuso tra boschi e vigneti e qui, nonostante il caldo esagerato di questa estate 2017 che ricorderò a lungo, ho trovato un po’ di fresco e refrigerio. Oggi vi parlo di una azienda che qui a Milo è nata e cresciuta guardando l’Etna: le tenute “Barone di Villagrande“, antica azienda vitivinicola che coltiva vigneti dal 1727. Dieci generazioni di esperienza alle spalle, oggi l’azienda viene portata avanti da Marco Nicolosi, giovane enologo e direttore della cantina, erede di Carmelo Nicolosi che quasi trecento anni fa ottenne il titolo di Barone di Villagrande dall’imperatore Carlo VI d’Asburgo, allora Re di Napoli. Al suo fianco, c’è la moglie, l’instancabile Barbara Liuzzo, nel ruolo di responsabile marketing. Oggi Barone di Villagrande è una bella cantina in uno dei territori più vocati (e più famosi) della Sicilia, ma non solo: è anche wine resort e ristorante, tutto nato recuperando antiche strutture di famiglia, con uno sguardo al nuovo ma senza tradire il passato.
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    18 settembre 2017 • recensioni • Views: 388

  • Torta di fichi freschi e mandorle

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    Torta con i fichi freschi: morbida, profumata e con una crosticina croccante che si ottiene con un piccolo trucco. Per me questa è la perfetta torta da colazione: semplice da fare, con tanta frutta fresca, che ovviamente può variare al variare delle stagioni. L’impasto base è quello della meravigliosa torta di mele della mia mamma, che modifico ogni volta a secondo del gusto che voglio ottenere. In questo caso ho aggiunto un po’ di farina di mandorle all’impasto e ho aromatizzato il dolce con scorza di limone, cannella, vaniglia e un po’ di grappa. Sopra i fichi settembrini, dolci e succosi (al punto che ho diminuito la quantità di zucchero nell’impasto) e poi una bella crosticina fatta mescolando zucchero di canna, farina di mandorle e pane grattugiato. Questa miscela ha diversi scopi: asciugare un po’ l’umidità e il liquido che rilasciano i fichi nel forno, proteggere la polpa dei frutti da una cottura eccessiva e, come dicevo, creare una crosticina croccante e saporita. Come dico ogni volta, questa torta ai fichi è un dolce perfetto per una prima colazione sana e golosa, ma anche un ottimo dessert a fine pasto: servitela tiepida, con un po’ di gelato o una salsa al cioccolato e vedrete che sarà apprezzatissima. Il vino che abbiamo scelto in abbinamento a questo dolce con i fichi freschi si chiama Anarchia Costituzionale, è un moscato bianco prodotto da Walter Massa, in Piemonte, e si può trovare sull’enoteca online WineYou, con lo sconto del 10% inserendo il codice promo “ScontoSicilianiCreativi“. Buona giornata!
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    15 settembre 2017 • Dolci (torte, biscotti, dolci al cucchiaio, muffin, etc.) • Views: 2504

  • Pesce spada a bagnomaria alla messinese

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    Pesce spada a bagnomaria: da buona siciliana, non potevo non farvi provare una delle ricette a base di pescespada (pescato rigorosamente nello Stretto di Messina) a cui sono più affezionata. Questa è, dopo la cottura alla griglia, quella più semplice da realizzare: pochissimi gli ingredienti, solo olio extravergine di oliva, sale, aglio e origano. E, ovviamente, un pesce spada di altissima qualità. Nonostante la semplicità, però, il risultato è di tutto riguardo perché restano inalterati gusto e morbidezza del pesce, con il plus di un sughetto saporito e sfizioso. Molti pensano che la cottura a bagnomaria sia una cottura ‘ospedaliera’: in realtà in questo caso è un pregiudizio da sfatare, perché questo è forse uno dei metodi di cottura che più esalta questo pesce meraviglioso. Con questa ricetta vorrei anche spezzare una lancia a favore dell’uso dell’aglio in cucina, ultimamente poco di moda: in ricette tradizionali può essere fondamentale, senza considerare le sue notevoli proprietà benefiche. Il segreto è, come per ogni cosa, la misura. E un aglio di qualità come quello rosso di Nubia o di Sulmona. So che forse a molti di voi interessa più la ricetta che la foto, ma volevo dirvi che queste foto sono state fatte nella mia casa al mare, in vacanza, con il mio Iphone e non con la reflex, e che anche il contesto è stato un po’ improvvisato: ma la ricetta del pesce spada a bagnomaria fatta con il pesce spada siciliano, pescato nello Stretto di Messina, ha tutto un altro sapore. Il vino che abbiamo scelto in abbinamento al pesce spada a bagnomaria, e che è possibile acquistare sull’enoteca online WineYou, con lo sconto del 10% inserendo il codice promo “ScontoSicilianiCreativi“, è un Salina bianco Igt, “Tenuta Valdichiesa 2016“, prodotto da Salvatore D’Amico. Buona giornata!

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    13 settembre 2017 • Pesce, Secondi • Views: 2032

  • Recensioni: Modì, una (bella) sorpresa mediterranea a Torregrotta

    Ristorante Modì a Torregrotta

    Giuseppe Geraci non ha mai pensato di andare via da Torregrotta, dove è nato. Anzi, ha creduto profondamente nelle risorse del territorio e nella possibilità di realizzare il suo ristorante in un luogo che nessuno potrebbe definire ‘turistico’, nonostante la vicinanza con Milazzo e le isole Eolie. Così questo giovane chef di  27 anni, insieme all’altrettanto giovanissima moglie Alessandra Quattrocchi, oggi guida il ristorante Modì, un locale che ha aperto i battenti nel 2011 (a soli 21 anni) e che, da marzo 2017, ha trovato la sua sede definitiva in una moderna villetta appena fuori Torregrotta, con una grande terrazza che guarda il mare e le isole. Per me, che conosco Torregrotta e i suoi dintorni, e che conosco l’offerta della ristorazione locale, ben fatta, di qualità ma decisamente rustica, oppure focalizzata sui ricevimenti per matrimoni e catering, trovare un ristorante con la misura e l’eleganza di Modì è stata una sorpresa. Diplomato all’Istituto del turismo di Milazzo e poi all’alberghiero, oggi, Geraci è anche tesoriere dell’Associazione Cuochi Messina. La prima parola che mi viene in mente per definire lo stile in cucina del ristorante Modì è “pulito”, perché senza eccessi e senza fronzoli, leggero, che si basa saldamente sulla tradizione siciliana e sull’utilizzo delle materie prime locali, cui lo chef aggiunge quel pizzico di personalità che rende un piatto originale.

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    11 settembre 2017 • recensioni • Views: 2344