• Crema di ceci e curcuma, broccoletti ripassati e tosela

    • passatocecibroccolitosella
    • passatocecibroccolitosella3
    • passatocecibroccolitosella4

    Curcuma, ceci e broccoletti: il piatto che vi presento oggi è ricco di colori e di vitamine, oltre che di gusto. Ho abbinato una saporita crema di ceci con verdure fresche e curcuma a broccoletti piccanti ripassati in padella, un formaggio fresco dal sapore delicato come la tosela del Primiero e una salsa alle acciughe che contribuisce a dare un po’ di brio e sapidità all’insieme. Se volete rendere questo piatto vegetariano, ovviamente è sufficiente escludere la salsa alle acciughe e sostituirla, ad esempio, con un po’ di capperi tritati, giusto per mantenere il tocco salino. Se, invece, preferite sapori più delicati, lasciate perdere la salinità. E’ imperativo accompagnare questa zuppa con crostini di pane casareccio e olio extravergine di qualità. Come formaggio ho utilizzato la tosela del caseificio Primiero, in Trentino (potete ordinarla qui anche online), un formaggio fresco che sa di erba e di latte e che, normalmente, si utilizza grigliato per accompagnare la polenta: io trovo che il suo gusto sia intrigante e particolare anche a crudo, proprio per la sua freschezza non acida e per il sentore pulito di latte appena munto. Se non trovate la tosela, potete sostituirla con la tuma, la giuncata o il primo sale. Ancora una cosa: io ho usato ceci secchi che ho ammollato il giorno prima, ma potete ridurre drasticamente i tempi di cottura utilizzando ceci precotti (farò finta di non vedere). Potete gustare questa crema di ceci e curcuma come piatto unico, in una porzione più abbondante, o servirlo come antipasto in una porzione più piccola. Buona giornata!
    Continue Reading

    22 febbraio 2017 • Antipasti, Piatti unici, Primi piatti, Zuppe e creme • Views: 299

  • Itinerari: Pastena e Pontecorvo, la Ciociaria tra grotte, borghi storici e percorsi di gusto

    • grottepastena
    • pico6
    • esdra4
    • Falvaterra
    • Falvaterra4

    La Ciociaria, antica terra di confine tra Lazio e Campania, è un luogo ricco di storia, con una natura che si mostra ancora a tratti selvaggia e una cucina fortemente legata al territorio. Oggi voglio portarvi con me lungo un itinerario che ho studiato, e ovviamente percorso, per chi volesse passare due giorni in una piccola parte della Ciociaria. Un itinerario pensato soprattutto per i romani e i napoletani, visto che la valle del Liri si trova a circa un’ora di distanza da Roma e a un’ora e mezza da Napoli. Piccoli paesi in pietra, grotte, cucina tipica e un po’ di relax sono gli ingredienti di questo fine settimana: vi basteranno due giorni, un sabato e una domenica, per passare del tempo in luoghi inaspettati e sorprendenti. Sapete già quanto io ami le terre di confine: la loro ricchezza è nella commistione tra diverse identità, dialetti, usanze, cucine, che rendono quella fascia tra due regioni unica e irripetibile. La Ciociaria non fa eccezione.
    Continue Reading

    21 febbraio 2017 • recensioni, viaggi • Views: 243

  • Recensioni: Donato de Filippis, cucina gourmet a Tenuta Esdra


    Lo chef Donato de Filippis e il sommelier Federico Massimi sono una accoppiata vincente: giovanissimi, preparati, curiosi, estremamente cortesi, pronti a sperimentare e a guidare il cliente, ma anche a incassare una critica con il sorriso. Gestiscono il ristorante della Tenuta Esdra di Pontecorvo, con piglio sicuro e garbato e hanno mille progetti in mente, tra cui un nome che identifichi il ristorante e un menu degustazione da sette portate (al costo di 60 euro) che è già in gestazione. Lo chef, 28 anni, è nato e cresciuto in Puglia, a Bari, ma si è trasferito a Frosinone da tempo e, quindi, si considera ormai ‘naturalizzato’ laziale. Mentre il sommelier, Federico, ha il Lazio nel sangue. L’essersi trasferito non ha però fatto dimenticare a Donato le sue origini, e quindi ecco che dettagli pugliesi fanno capolino nei diversi piatti del menu, illuminando la tradizione del luogo con tocchi estremamente mediterranei. Prima l’alberghiero a Fiuggi, poi una serie di esperienze in ristoranti di hotel di alto livello a Folgaria, Capri, Porto Cervo e Roma (hotel Eden) e ancora una esperienza internazionale a Londra, hanno plasmato felicemente la cucina di Donato de Filippis: essenziale, netta, curata, attenta agli abbinamenti di colori e di consistenze, con una tecnica solida, ma mai esibita o fine a se stessa. Pochi gli ingredienti sul piatto, segno di semplicità e ricercatezza.

    Continue Reading

    19 febbraio 2017 • recensioni • Views: 584

  • Gelo di mandarino su frolla alla cannella

    • gelodimandarini
    • gelodimandarini5
    • gelodimandarini3
    • gelodimandarini6

    Sono davvero soddisfatta della ricetta di oggi, perché profuma di Sicilia e di agrumi, ma anche di inverno e di cannella: gelo di mandarini su frolla alla cannella. Inoltre, se userete la farina di riso al posto della farina 00 nella pasta frolla, è anche un dolce senza glutine, che soddisferà ogni palato grazie al suo gusto pieno, tra l’agro dei mandarini, la morbidezza del gelo, la burrosità della frolla, il sentore di cannella. Se preferite (o semplicemente non avete voglia di fare la pasta frolla) potete mettere il gelo in coppette individuali, servirlo guarnito da pistacchi tostati e gustarlo così, esattamente come per il gelo di anguria (provatelo questa estate, mi raccomando!). Un paio di consigli: scegliete mandarini freschissimi e assaggiateli per capire quanto zucchero mettere nel gelo. Io vi do una dose tra 150 e 200 grammi di zucchero per litro perché il gelo non deve perdere il sapore leggermente acidulo caratteristico di questi agrumi. Ancora, preparate il gelo il giorno prima e conservatelo in frigorifero. Infine, non cuocete troppo la pasta frolla: questa è un po’ più ricca di burro del solito, in modo che sia friabile, e se la cuocete troppo diventerà dura. Mi sembra di avervi detto tutto. Buona giornata!
    Continue Reading

    17 febbraio 2017 • Dolci (torte, biscotti, dolci al cucchiaio, muffin, etc.) • Views: 134

  • Il ragù napoletano, questione di tempo…

    • ragunapoletano
    • ragunapoletano3
    • ragunapoletano4
    • ragùnapoletano2

    So già che oggi mi metterò nei guai con tutti i napoletani e i campani che mi seguono, perché ho osato fare il ragù napoletano. In realtà, lo preparo spesso, 3 o 4 volte durante la stagione invernale, perché adoro le carni in cotture lunghissime e, con il freddo, è un piatto che mi da sempre una sensazione di benessere, di casa, di famiglia. E mio fratello lo adora. Ma non ho mai né fotografato né tantomeno pubblicato la ricetta. Ovviamente, visto che non appartiene alla mia tradizione né l’ho inventata, mi sono dovuta documentare un po’ e alla fine ho fatto una sintesi. Io ho utilizzato nell’ordine cipolle dorate (no sedano e no carote), olio extravergine, concentrato e passata di pomodoro, strutto, vino rosso buono, pancetta e lardo (lo so, lo so… è per stomaci forti). Come carni ho usato il reale per le brasciole farcite con prezzemolo, aglio, pecorino, uvetta e pinoli), il fesone di spalla e le puntine di maiale. Io ho aggiunto anche una salsiccia di prosciutto di maiale, che è presente in alcune ricette e non in altre, su espressa richiesta di mio fratello. Come da copione, il ragù napoletano deve ‘pippiare’, cioè cuocere a fuoco bassissimo sobollendo appena, per almeno 6-8 ore: quando il sugo sarà diventato rosso scuro e denso e il grasso sarà salito in superficie (un colpo alle arterie, ma così deve essere) e l’unica cosa che avrete in mente per ore è fare la scarpetta in quel sugo, il ragù napoletano sarà pronto. Vi consiglio di usare una pentola con un fondo molto spesso e uno spargifiamma, in modo che il ragù durante la cottura non si attacchi sul fondo. Ovviamente il sugo servirà a condire la pasta, rigorosamente corta: ziti o rigatoni, io preferisco i rigatoni perché non amo la pasta corta liscia. Nel piatto a me piace mettere anche parte di ogni carne presente: tocchetti di manzo, un pezzetto di brasciola, un po’ di spuntatura di maiale (che nel frattempo si sarà staccata dall’osso) e un pezzetto di salsiccia. Se arriverete in fondo alla ricetta con la voglia di provarlo, ricordatevi che vi ci vorrà almeno un giorno per la preparazione e che, per insaporirsi al meglio, dovrebbe riposare tutta la notte. Potreste quindi prepararlo il sabato per il pranzo della domenica. Buona giornata!
    Continue Reading

    15 febbraio 2017 • Carne, Pasta, Piatti unici, Primi piatti, Secondi • Views: 64