• Torta soffice di farina di castagne

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    Torta soffice di farina di castagne, adatta anche ai celiaci perché gluten free (potete usare la maizena al posto della farina 00). La farina di castagne è poco utilizzata in cucina, eccezione fatta per alcune tradizioni regionali come il castagnaccio e io ne ho acquistato un bel sacchetto in Toscana. Ho deciso quindi di fare qualche esperimento ed è nato questo dolce, morbido, profumato e aromatico. Volevo che fosse un dolce leggero, senza troppi zuccheri aggiunti perché la farina di castagne è naturalmente dolce e ho aggiunto anche l’uvetta, per esaltare il retrogusto affumicato della farina. Inizialmente l’ho provato con 40 millilitri di olio di semi, ma come sempre l’olio nei dolci non mi convince fino in fondo, quindi l’ho sostituito con poco burro. Se volete, potete gustare la ciambella di farina di castagne al naturale, cospargendo il dolce con un po’ di zucchero a velo e rendendolo così perfetto per la colazione e l’inzuppo nel latte o nel tè. Oppure potete ricoprire e guarnire la torta con una facilissima glassa all’acqua al cioccolato, rendendola più elegante. Per chi fosse davvero eccezionalmente goloso, c’è la possibilità di utilizzare una ganache al cioccolato e panna, molto più ricca della glassa all’acqua, e ovviamente molto più calorica. Buona giornata!

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  • Recensioni: La Capinera di Taormina, la finestra sul mare di Pietro D’Agostino

    Lo chef stellato Pietro D’Agostino

    Il ristorante La Capinera di Taormina è Sicilia ed è mare, con quel profumo e quel sapore unici che lo chef Pietro D’Agostino riesce ad imprigionare in ogni suo piatto. Aperto nel 2003, il ristorante (che dal 2008 vanta una stella Michelin) è affacciato su un panorama da cartolina, la spiaggia di Spisone. D’Agostino (45 anni), nato a Taormina, con una importante esperienza all’estero tra Costarica, Stati Uniti (Florida) e Inghilterra (Londra), ha coronato il sogno di tornare in Sicilia ed aprire un locale nel suo paese natale ad appena 31 anni. Un sogno che ancora continua e cresce, visto che nel 2017 ha aperto Kisté, un bistrot easy and chic nel centro storico di Taormina, all’interno di un palazzo dallo stile rinascimentale, che è anche un monumento nazionale. Innamorato del suo territorio, lo chef è eclettico ed ha lanciato anche una linea personalizzata chiamata “Io Pietro D’Agostino”, che raccoglie produzioni di piccole aziende locali: olio extravergine d’oliva della varietà Nocellara dell’Etna, vino Zibibbo di Pantelleria, miele di Zafferana Etnea, pasta di grani antichi siciliani, pomodorino siccagno, i capperi delle isole minori.
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    18 gennaio 2018 • recensioni • Views: 571

  • Polpette di neonata alla messinese

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    Polpette di neonata alla messinese. Nunnata a Palermo, maiatica nelle città dello Stretto, ma anche gianchetti, lattarina, faloppa, bianchetti: tutti questi nomi per indicare una sola cosa. Il novellame di pesce. Questa è una ricetta della memoria, perché di fatto a causa di una normativa europea, la pesca del novellame di sarde è vietata per tutto l’anno. Fino al 2013 la Regione Sicilia aveva ottenuto delle deroghe al divieto, ma attualmente la pesca di novellame di sarde e acciughe è interdetta dall’Unione europea. Il ministero delle Politiche agricole ha concesso una autorizzazione in deroga (il 6 ottobre 2017 per la Calabria e il 17 dicembre 2017 per la Sicilia) per la pesca del pesce rossetto (Aphia minuta) e del pesce cicerello.

    L’uso della neonata, del novellame, è parte della tradizione culinaria del sud Italia, soprattutto di Calabria, Sicilia, Puglia, Sardegna, Regioni che si sono opposte in ogni modo ai divieti europei, tanto più che questa pesca in altre nazioni, come la Francia, è stata concessa in deroga. Per sostituirla, oltre a cicerello e rossetto che si possono pescare tra gennaio e marzo, si usa anche il cosiddetto bianchetto o pesce ghiaccio, che arriva congelato dall’Indocina, anche se qualche pescatore non si arrende e, tra gennaio e febbraio, continua a pescarne piccoli quantitativi. La neonata si può anche cuocere in umido (in bianco o con un po’ di pomodorini freschi) e usarla per bruschette o per condire la pasta, oppure gustare cruda con un filo di olio extravergine e succo di limone. Sia in fondo alla ricetta sia sul mio Canale You Tube trovate anche la video ricetta delle frittelle siciliane di neonata. Buona giornata!
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    17 gennaio 2018 • Antipasti, Finger food, Pesce, Sfizi • Views: 5920

  • Tortelli con ricotta affumicata, sapa e nocciole

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    Tortelli di ricotta con sapa, ossia mosto cotto! Una ricetta semplice e delicata, dedicata a chi ama la pasta ripiena in tutte le sue declinazioni: sono dei tortelli un po’ particolari, farciti con una semplicissima crema di ricotta di pecora e ricotta affumicata, conditi con un sugo a base di burro e sapa sarda, il mosto cotto. La ricotta affumicata – sapete ormai che io uso quella del caseificio Primiero, morbida, umida e cremosa, anche se dal gusto persistente – dà al piatto un tocco davvero particolare, mitigato dalla freschezza e dal sentore agrumato del limone. Ovviamente, potete usare qualsiasi ricotta affumicata o, se non amate questo gusto, anche una normale ricotta di pecora. Il condimento vira sul dolce, grazie alla sapa, che ha però anche una nota finale leggermente amara. La maggiorana e le nocciole profumano di sottobosco. E’ un piatto molto, molto semplice da preparare, anche se mi rendo conto che si tratta di un abbinamento di gusti non consueto. Che dire? Spero che vi piaccia.
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    11 gennaio 2018 • Pasta, Piatti vegetariani, Primi piatti • Views: 883

  • Confettura di cachi e mela verde

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    Confettura di cachi e mela verde. Una confettura semplice e gustosa, buonissima sul pane  a colazione (e aggiungerei anche un velo di burro demi-sel) ma adatta anche ad accompagnare formaggi stagionati o erborinati. A me piace aromatizzarla con vaniglia Bourbon e un goccio di Maraschino. Due sole le cose da ricordare: utilizzare cachi ben maturi (anche per diminuire la quantità di zuccheri da aggiungere alla confettura) e resistere alla tentazione di aprire il barattolo per almeno un mese e mezzo, meglio due. Cachi e mele contengono già una grande quantità di pectina naturale, quindi la vostra confettura si addenserà in cottura senza problemi. Una volta pronta, potete scegliere se lasciarla rustica, con i pezzetti di frutta evidenti, come piace a me, o se preferite una confettura liscia e omogenea: in questo caso dovrete semplicemente frullarla con il mixer e poi, una volta della consistenza desiderata, rimetterla sul fuoco fino a ebollizione perché va messa bollente nei barattoli. Mi raccomando, sterilizzate i barattoli come vi spiego nel procedimento, in modo da potere conservare e gustare la confettura di cachi e mele verdi in tutta sicurezza. Ho realizzato questa ricetta con i cachi e le mele mandatemi da Fruit24, un progetto promosso dalla associazione di produttori ortofrutticoli Apo Conerpo (e co-finanziato da Unione Europea e ministero della Politiche agricole) allo scopo di aumentare l’attenzione su frutta e verdura stimolandone un utilizzo consapevole e frequente nel consumo quotidiano. Un progetto al quale ho aderito con convinzione, perché sono convinta il consumo di frutta e verdura, rigorosamente di stagione e italiane, non faccia solo bene a chi le mangia, ma anche all’intera filiera agroalimentare del nostro paese. Buona giornata!

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    10 gennaio 2018 • Dolci (torte, biscotti, dolci al cucchiaio, muffin, etc.) • Views: 1119